Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Viaggi e Miraggi contiene 81 articoli

Viaggi e Miraggi

Madrid, breve viaggio nella capitale della Spagna

Piccola guida su Madrid, capitale della Spagna “A Madrid l’aria è diversa. La sua luminosità, a volte, acceca l’anima per farci vedere più chiaramente le cose”. Tanta verità nelle parole di Roberto Bolaño Ávalos, scrittore e saggista cileno che visse gli ultimi suoi giorni proprio in Spagna; anche se non si è in pieno agosto, la luce a Madrid arriva prima di tutto: per riempire quelle piazze grandi e le calle lunghe, per illuminare i monumenti e dargli un nuovo volto nel presente. La capitale spagnola, terza tra le città europee più popolose, è il centro politico della Spagna e sede del governo, dominata nel VII secolo dagli arabi che la chiamarono “Matrit” (da cui probabilmente deriva il nome attuale) e governata a lungo dai Castiglia: una storia che condiziona ancora tutt’oggi il profilo urbanistico della città, i cui scorci antichi si confondono placidamente con l’architettura moderna. Infatti, fu solo verso l’Ottocento che il profilo storico cambiò faccia, quando Madrid subì un rimodernamento considerevole. Una città che è cuore dell’arte e della storia iberica, per un turista meta obbligata anche se si ha poco tempo a disposizione (il consiglio è programmare in anticipo una guida per visitare Madrid in pochi giorni), un’esperienza da fare passeggiare in tranquillità nelle piazze assolate, mangiando un boccadillo o un soldaditos. Prima fra tutte, la Puerta del Sol, la più antica della città, dove i madrileni ogni anno si riuniscono per festeggiare il Capodanno accompagnati dai rintocchi dell’orologio, in presenza della celebre statua in pietra e bronzo dell’Orso e del Corbezzolo. Scolpita dall’artista Antonio Navarro Santafè negli anni Sessanta, raffigura appunto un orso, l’animale che si dice vivesse in questi luoghi, che si appoggia su un tronco di un albero da frutto, un simbolo storico che è diventato emblema della città, tant’è che oggi è l’immagine della bandiera ufficiale. Madrid, capitale della Spagna, tra arte e architettura Immensi spazi, occupati all’improvviso da splendidi monumenti, come il Palazzo Reale (o Palazzo d’Oriente), ancora oggi residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. O Plaza de España, al cui centro campeggia la statua di Miguel Cervantes, insieme a quelle di Don Chiscotte e Sancho Panza, un prezioso e nostalgico omaggio al grande scrittore seicentesco. Architettura ed urbanistica si incrociano con magnificenza con l’arte iberica, che al Museo del Prado, una delle pinacoteche più importanti al mondo, trova manifestazione. Impossibile da non vedere almeno una volta le opere di Francisco Goya esposte. E l’antico ancora si fonde con moderno e fa da compagno perfetto al Prado, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, dove è esposto, il mastodontico Guernica di Pablo Picasso. La vita notturna nella capitale della Spagna non manca di certo, se si pensa che il significato che diamo oggi al termine movida nasce proprio dal movimento sociale ed artistico madrileno in onore delle celebrazioni per la fine della dittatura di Francisco Franco. Spetta un giro per i vari quartieri di Madrid, Malasaña, Lavapiés o Chueca.

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Viaggiare nel mondo, come visitarlo tutto (o quasi): consigli e curiosità

Ogni uomo va alla ricerca della propria felicità: c’è chi la cerca nella stabilità di una casa, chi nelle soddisfazioni di un lavoro, chi in un credo; e c’è chi viaggia alla scoperta di tutto (o quasi) il mondo. Viaggiare nel mondo è importante, soprattutto quando esso offre una serie innumerevole di posti da visitare e grazie ai quali l’uomo può vivere esperienze e suggestioni uniche. Il ruolo educativo del viaggio La consapevolezza di una funzione educativa e formativa del viaggio è ben consolidata fin dai tempi antichi, e quella della sua ricchezza come esperienza umana, ad esempio, era già citata nel pensiero di Rousseau. Il viaggio educa a nuove esperienze, a nuove culture, educa all’empatia, ma anche all’adattamento, soprattutto in determinate situazioni o circostanze. Chi viaggia, vuole in realtà scoprire il mondo, conoscere tante e diverse destinazioni, vicine, lontane, grandi, piccole, fredde o temperate, che esse siano. Nella situazione moderna il mondo si presenta come un complesso di mete disponibili alle compatibilità del soggetto viaggiatore. In questo senso l’estrema variabilità delle proposte e delle possibilità si associa alla regolarità delle scelte condizionate dalla presenza di agenzie specializzate. Ambedue le serie sono subordinate all’economia generale del viaggio, potente fattore di selezione, catalogazione e ordinamento complessivo della domanda. L’uomo viaggia nel mondo con lo scopo inconscio di volerlo visitare tutto. Ovviamente, per poter visitare tutto (o quasi) il mondo, è necessario, o almeno consigliabile, rispettare delle “norme” basilari per i viaggi più belli, che permettono di organizzare al meglio ogni spostamento. Viaggiare nel mondo: consigli utili e curiosità Il viaggio deve essere “intelligente”, ossia ben strutturato, senza perdite di tempo inutili, programmato con razionalità. Nel programmare un viaggio nel mondo si fa i conti con una serie di dati, che possono essere conoscitivi, motivazionali, razionali, emotivi, incluse le preoccupazioni del viaggio stesso. Secondo aspetto molto rilevante è la “consapevolezza del viaggio”, prendere atto di ciò che si desidera visitare, e dell’intensità del soggiorno in una determinata meta. Ricordare che il mondo è grande, e visitarlo tutto, è complicato, quasi impossibile, ma in compenso, si possono vedere dei luoghi che racchiudono in sé tutto (o quasi) il mondo. Di certo un altro aspetto importante è quello di progettare bene gli spostamenti, data la vastità e le innumerevoli location da visitare. Un consiglio che potrebbe sembrare banale è quello di portare con sè il minimo indispensabile; uno zaino è la soluzione migliore, poiché è importante avere poco peso da portare in spalla. Un piccolo suggerimento che consigliano tutti i viaggiatori è quello di mettere un gancio all’astuccio (con all’interno le cose personali) per poterlo appendere ovunque anziché poggiarlo, perché spesso si finisce in posti veramente poco puliti e non si pensa a questo genere di dettagli che potrebbero causare seri problemi. Il viaggio nel mondo, con lo scopo di visitarlo tutto (o quasi) rappresenta una sorta di parentesi incantata, qualcosa di incontaminato che cambia radicalmente l’esistenza. Il mondo è ricchissimo di luoghi spettacolari, ma saperli apprezzare nel giusto modo, non è semplice. Bisogna […]

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Maratea: mare, spiagge e storia nella perla della Basilicata

Il mare e le spiagge di Maratea Era da un po’ di tempo che avevo sentito parlare del cristallino mare e delle bellissime spiagge di Maratea. Per questo, qualche anno fa, ci sono andata di persona e, bé, le foto e i discorsi sentiti non rendono giustizia al mare spettacolare della perla della Basilicata. Tantissime le spiagge, ognuna con una propria caratteristica, ciascuna con un proprio particolare fascino. Impossibile stilare una classifica o scegliere quale sia la migliore. Fiumicello, Acquafredda, I Vranne (che nel 2016 è stata premiata dal concorso web promosso da Legambiente come spiaggia più bella d’Italia), Cala Secca, e tante altre. Ogni spiaggia e ogni tratto di mare dei 32 km della costa di Maratea possiedono una bellezza esclusiva. Ma, tra quelle visitate, mi ha rubato il cuore Cala Jannita, conosciuta dai più come “Spiaggia nera” per il colore della sabbia. Ci si arriva attraverso un sentiero in discesa coperto di alberi che rendono la passeggiata fresca e piacevole, e dopo una rampa di scalini ripidi e stretti, si giunge su quei minuscoli sassolini neri, e ci si immerge in quelle acque trasparenti e calde. Scogli e rocce rendono molto caratteristica l’insenatura, ma per ammirare la straordinarietà di quel posto, bisogna fare qualche bracciata in più a nuoto per scoprire altre piccole ed incredibili insenature (attenti ai ricci!) e poi attraversare la grotta della Sciabella, lunga e misteriosa, e uscire allo scoperto in una piccolissima spiaggia circondata da alberi. Il Cristo Redentore: simbolo di Maratea Sulla stessa cima del monte Biagio dove è posta la statua del Cristo Redentore, un tempo si ergeva la vecchia città di Maratea, distrutta nel 1806 con l’invasione francese. Per ricordare l’evento si decise qualche anno dopo di collocare una croce in ferro battuto, rovinata periodicamente dai fulmini. Per ovviare al problema il podestà Biagio Vitolo chiese la costruzione di una statua di marmo e cemento: il Cristo Redentore, divenuto dal 1965 il simbolo di Maratea. Se lo si guarda dal livello del mare, la statua sembra guardare verso di esso, invece quando si ammira da vicino la statua, ci si rende conto sia che dà le spalle all’orizzonte, sia della sua incredibile maestosità. La città delle 44 chiese. Maratea è una piccola perla. E questo epiteto non glielo si attribuisce solo per il mare, ma anche per il centro posto a 300 metri di altitudine: un bellissimo intreccio di stradine, scale, salite, discese e archi che si susseguono tra gli edifici antichi e le innumerevoli chiese. Quarantaquattro per la precisione sono le chiese, alcune grandi, altre piccole o piccolissime. La principale è la Basilica di San Biagio, il santuario dedicato al santo patrono, posta nella parte alta di Maratea, dove un tempo sorgeva la città vecchia;  seguita da quella che è definita chiesa madre: la chiesa di Santa Maria Maggiore. Come le spiagge, anche ogni chiesa ha una propria peculiarità, per cui vale la pena visitarle tutte (non sempre sono aperte al pubblico). Ma quella che merita assolutamente una visita è la […]

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Sharm el Sheikh… non solo mare! Attrazioni e tour consigliati

Vacanze all’insegna del relax unito allo spirito d’avventura e alle meraviglie naturali? Sharm el Sheikh, in Egitto, è il luogo giusto! Situata tra il deserto della penisola del Sinai e il Mar Rosso, è rinomata per i paesaggi mozzafiato dipinti del marrone delle rocce e del deserto e del turchese delle acque cristalline. Ma Sharm è anche brivido, cultura e vita notturna. La vacanza adatta ad uno spirito poliedrico. Sharm el Sheikh. L’incantevole barriera corallina Tra i gioielli di cui vanta  Sharm el Sheikh si pone senza dubbio sul podio la fantastica barriera corallina, iridata da caleidoscopiche forme di flora e fauna uniche in territorio egizio. Il sito per eccellenza dov’è possibile ammirarla praticando del sano snorkeling è il Parco Nazionale di Ras Mohamed. Situato tra il Golfo di Suez e il Golfo di Aqaba, all’estremo sud della Penisola del Sinai, a circa 20 Km a sud di Sharm el Sheik. Una riserva naturale di 480 Km, in cui terra arida e mare limpido si fondono. Qui la vita sottomarina è un’esplosione di incanto e splendore tra le circa duecento specie di coralli, mille di pesci, quarantacinque di stelle marine, venti di ricci e ancora molluschi e crostacei. Ma prima di raggiungere via terra questo straordinario spettacolo naturale è necessario passare attraverso la suggestiva Porta di Allah. Una costruzione di cemento eretta come simbolo di armistizio tra Israeliani ed Egiziani. La sua particolarità consiste nella mastodontica scritta che la costituisce “Allah”, leggibile sia da sinistra verso destra (in ebraico) sia da destra verso sinistra (in arabo). Una volta oltrepassata la Porta si raggiunge la costa del Golfo di Suez. Lì, munendosi di pinne, maschera e boccaglio, ci si immerge tra le meraviglie del fondale osservando la vita marina che si muove sotto i nostri corpi. Spostandosi all’interno del Parco è possibile raggiungere il Lago Magico, che incanterà gli sguardi con le sue sfumature tra il turchese e lo smeraldo. Si tratta di una piscina naturale di acqua salata oggetto di leggende sulla fertilità e la realizzazione di desideri espressi attraverso piccoli rituali, come il compiere sette passi per entrare in acqua. Attrazioni, deserto e folklore Se le escursioni sottomarine scuotono le emozioni più recondite, la vista di Sharm el Sheikh dall’alto di un paracadute è un’esperienza sensazionale, che dipinge l’animo dei colori della spensieratezza in un’esplosione di gaia fanciullezza. La Sharm delle acque cristalline e della colorata barriera corallina incontra la vivacità delle attrazioni nel deserto. Tra queste emerge la Motorata, escursione a bordo di quad, abbigliandosi con kefieh e occhiali da sole, su piste battute nel deserto e tra le rocce, con sosta nella Valle dell’Eco per divertirsi con foto bizzarre e giochi di voce. Segue la sosta in tenda beduina, con la possibilità di gustare il caldo tè preparato dai beduini, utilizzando erbe come la Marmarìa e la Samoa utili per curare mal di pancia e diabete. Particolarissimi i monili, essenze e gioielli artigianali da loro preparati con cura. Un’esperienza incredibile in una realtà distante anni luce dal […]

... continua la lettura
Culturalmente

Atrani: la “piccola storia” di un paese “d’un tempo e d’ogni giorno”

La bellezza della costiera amalfitana potrebbe essere il colore, così vivo e vario continuamente sfumato dal bianco al blu, dal verde al giallo. Per alcuni la sua segreta bellezza è il profumo dei limoni o le case così “raccolte”. Per altri il mistero di un luogo è nelle storie che si sentono raccontare e chi le ascolta si avvicina non solo a costruzioni bellissime, ma anche alle abitudini di uomini antichi che hanno abitato quei luoghi. In questo modo l’ascoltatore vede con gli stessi occhi di chi racconta, fa esperienza di quel tempo. Spesso, infatti, il punto d’arrivo è non solo cosa un luogo dà a vedere, ma anche cosa ha da raccontare con i suoi edifici e pietre. Ad esempio, Atrani, il più piccolo paese italiano con più di ottocento abitanti e il suo nascondersi al di là del mare, racconta ancora la storia dei pescatori e di un tempo che non si affretta. Lì il tempo si riscalda nella storia di un orologio congelato. Entrando nel cuore del paese è possibile leggere i versi di Alfonso Gatto: “Dall’entro della costa all’ampia svolta verde di casa rosa Atrani bianca, città d’un tempo e d’ogni giorno è colta dalla sorpresa d’essere”. I versi del poeta campano definiscono con delicatezza una caratteristica del piccolo paese: spuntare all’improvviso sulla costa. Infatti Atrani somiglia ad una mezzaluna riempita da case bianche e rosa e su in cima a tutto il campanile della Collegiata di Santa Maria Maddalena. Atrani è dove si intravede il paesaggio fissato da M. C. Escher nelle sue Metamorfosi, o in Dilapidated houses in Atrani e in Covered alley in Atrani del 1931. Atrani è là dove dalle gradinate interne al paese, usate dai pescatori per giungere al mare, si intravede ancora la punta del campanile. Dove gli archi in pietra affondano in basso nel mare, o dove ci sono scalinate di case bianche. Proprio in questi luoghi Atrani è “colta dalla sorpresa d’essere”. Bisogna, però, chiedersi: perché “città d’un tempo e d’ogni giorno”? Perché Atrani è la “città d’un tempo e d’ogni giorno”? Atrani dà la sensazione di essere un paese senza tempo, fermo nelle sue consuetudini “d’ogni giorno”. Basti pensare alla storia del grande orologio bianco in piazza che ha scandito la vita degli atranesi a lungo, mai andando oltre il tempo e la fretta. Inizialmente l’orologio della chiesa di San Salvatore de’ Birecto di Atrani, tra le più antiche del ducato Amalfitano, era stato costruito per Pontone. Ma il paese voleva un orologio che battesse prima le ore e poi i minuti, e per questo fu dato al comune di Atrani. Per il funzionamento dell’orologio c’era bisogno di qualcuno che regolasse manualmente le ore per un anno e con un compenso simbolico di un euro al giorno. Per molti anni, infatti, l’orologio è stato regolato dalla famiglia Corvino che ha ricoperto il ruolo di “oraiuolo”. Il funzionamento manuale era richiesto perché la costruzione dell’orologio era formata da antichi ingranaggi azionati da contrappesi acquistati da una vecchia delibera comunale risalente al 9 […]

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Parigi. Ville Lumière, amore, arte e spirito bohémien

Cosa visitare a Parigi? Consigli e indicazioni per un fine settimana nella città dell’amore Parigi. Cité d’amour. Terra d’incanto, curiosità, cultura, arte e joie de vivre. È una meta che sicuramente non può mancare nella lista dei viaggi e weekend fuori porta di un buon viaggiatore. Spesso, e non a torto, considerata “la città dell’amore” per i suoi panorami mozzafiato dall’alto della Tour Eiffel, dell’Arc de Triomphe, della Torre della Cattedrale di Notre Dame e lungo la splendida Senna. Ma Parigi è una metropoli moderna e cosmopolita, romantica e anche misteriosa, con uno spirito gaio e bohémien che la rendono unica nel vasto panorama delle capitali europee. Parigi e il romanticismo Nella magnifica città, patria di artisti, successi cinematografici e musicali, è impossibile annoiarsi; ma soprattutto è impossibile non innamorarsi. Il profumo dei croissants appena sfornati, il brulicare di artisti di strada e il fascino notturno della città illuminata rendono irresistibile la “Ville Lumière”. La magia nasce dal cuore della città, l’Île de la Cité, una delle due isole fluviali della Senna. Questa ospita la Cattedrale di Notre Dame, maestosa architettura gotica costruita a partire dal 1163 e completata nel 1344. Entrata nell’immaginario collettivo grazie all’omonimo romanzo di Victor Hugo (1831) prima e dopo con il successo del musical Notre Dame de Paris di David e Clemente Zard, con al centro la tormentata storia d’amore tra Quasimodo ed Esmeralda. La bellezza delle vetrate interne rapisce l’occhio dell’osservatore, ma ciò che desta stupore è il pazzesco panorama visto dall’alto della torre, a cui si accede attraverso 378 gradini a chiocciola che inibiranno le forze ma, una volta giunti in cima, la meraviglia spodesterà la fatica. Lì tra le guglie e i misteriosi demoni in pietra cominceranno a risuonare nella testa le straordinarie musiche di Riccardo Cocciante scritte per il musical. Uno spettacolo indimenticabile! Tra una passeggiata e l’altra attraverso boulevards e bistrot, assaggiando prelibatezze quali omelette e i coloratissimi macarons, ci si sposta nella città trafficata ed affollata con la metropolitana, che con le sedici linee permette di raggiungere quasi ogni destinazione a Parigi e dintorni. Ma per i sognatori ed i romantici non può certamente mancare il tour parigino effettuato sui bateaux-mouches. I famosi traghetti utilizzati un tempo esclusivamente per il trasporto merci e divenuti una delle principali attrazioni turistiche a partire dal 1867 in occasione dell’Esposizione Universale. Le architetture e i colori della città visti dalla Senna non hanno prezzo. Da ogni angolo di Parigi in cui ci si trovi, dal basso o dall’alto, di giorno o di notte, è impossibile non ammirare la splendente bellezza della Tour Eiffel. Salire in cima, attraverso i 1665 scalini o in ascensore, è un’esperienza irrinunciabile. Luogo per eccellenza di viste mozzafiato, sguardi innamorati, promesse scambiate e fascino sublime! Il gioiello in ferro del progettista Gustave Eiffel, destinato ad una precoce demolizione, dopo la sua costruzione in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, sembra osservare e proteggere l’intera città come una madre elegante e premurosa. Lì sulla sua cima ci si carica di eccitazione […]

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

San Calogero, la festa del santo nero ad Agrigento

Come ogni anno, anche quest’anno, esattamente dall’1 all’8 luglio prossimi, ad Agrigento è tempo di grandi festeggiamenti poiché si celebra la festa di San Calogero, il Santo Nero venuto da lontano. Agrigento è famosa per le celebrazioni dedicate a questa carismatica figura di santo e taumaturgo al quale già a partire dal XIII secolo fu consacrato un santuario posto in una zona centralissima della città e ogni anno meta di numerosi pellegrinaggi da parte dei devoti. Il santuario è preceduto da un ampio piazzale nel quale si sviluppa gran parte della festa Qui, infatti, in occasione della prima e della seconda domenica di luglio, in tarda mattinata, viene esposto il simulacro del Santo Nero, che in seguito, trasportato a spalla dai portatori di San Calò, un gruppo di ardenti devoti in casacca bianca e bandana rossa, viene condotto lungo le principali strade del centro storico per poi fare tappa fissa, quando è ormai sera, al viale della Vittoria dove è possibile assistere ai giochi pirotecnici denominati in dialetto siciliano “a maschiata di San Calò”. La festa è un tripudio di luci e colori, di suoni e di ritmi che rendono davvero coinvolgente l’intera manifestazione religiosa. Il folklore si accompagna al percorso di fede che segna ogni devoto, così i tanti turisti che accorrono in città non possono non farsi coinvolgere dall’atmosfera speciale che si avverte. La città si riscopre immersa in una situazione straordinaria dove l’amore per San Calogero è palpabile. Profonde manifestazioni di fede sono visibili nel tentativo diffuso da parte dei devoti di salire sulla vara, cioè il carro trionfale, del Santo per poterlo baciare, abbracciare e asciugare del sudore che, secondo la tradizione, sarebbe presente sul simulacro; il tutto in un’intensa comunione che vede i cittadini stringersi intorno ad un Santo davvero speciale. Talvolta è possibile assistere all’esposizione al Santo di bambini in età neonatale che indossano candidi abiti detti in dialetto “vistini bianchi”, un atto che viene compiuto dai genitori per devozione e buon auspicio. Durante il periodo di festa altro atto di fede tipico degli agrigentini è quello di recarsi al santuario per fare benedire le pagnotte che vengono offerte ai passanti o lanciate durante la processione. L’usanza, oltre a richiamare la prassi degli ex voto per la grazia ricevuta, tanto che non di rado il pane assume la forma di diverse parti anatomiche a seconda della patologia subita e scampata, vuole rievocare il racconto secondo cui San Calogero, giunto in Sicilia dalla Calcedonia, sua patria natia, per evangelizzare le genti e aiutare i bisognosi, si trovò ad operare durante un periodo di peste, ma, non dandosi per vinto e fiducioso nell’opera di carità che stava conducendo, girava per le strade raccogliendo nel suo mantello il pane che le persone lanciavano dalle finestre per paura del contagio. Il Santo viene rappresentato con la pelle scura e la barba lunga e bianca, con sguardo bonario e aspetto da saggio, e ogni anno gli agrigentini attendono con trepidazione luglio per poterlo acclamare gridando: “Evviva San Calò!”.

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Cilento e Vallo di Diano? Alcuni consigli su cosa vedere

Cosa vedere nel Cilento e nel Vallo di Diano, piccola guida Del Cilento e del Vallo di Diano si parla spesso: dieta mediterranea e spiagge meravigliose. Ma quanto altro hanno da offrire questi magici posti? Non tutti sanno che il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, che si estende per un totale di 181.000 ettari a sud della provincia di Salerno, possiede la montagna più alta della Campania il Monte Cervati. Meta raggiungibile tramite i preziosi consigli e appositi corsi dei proprietari del Rifugio Cervati: Casa Rosalia. Abili maestri del territorio e amanti delle terre del Cilento e del Vallo di Diano, sapranno accogliere nel loro caratteristico rifugio tutti coloro che, impavidi, sceglieranno la montagna al mare. Per coloro che invece preferiscono il divertimento, nel piccolo comune di Rofrano, è situato il Parco Avventura “Piano della Croce” un ottimo posto per chi volesse passare del tempo a contatto con la natura, in un parco interamente attrezzato per tutti gli avventurieri. Meritano sicuramente anche le Grotte di Castelcivita, un sito di cavità carsiche ricche di stalattiti e stalagmiti all’interno dei comuni di Castelcivita e Controne. Il complesso ha una lunghezza totale di 4.800m. Sul fiume Negro, invece, è possibile navigare per circa un kilometro su di un percorso che tocca l’intero sito speleologico di Le Grotte di Petrosa-Auletta, unico in tutta Europa. Spostandoci nell’entroterra cilentano è possibile visitare paesi che non superano più di mille abitanti; Casigliano è uno di questi: abitato da, pensate, soltanto 43 persone. In questo misterioso paese risiede però una millenaria tradizione: la produzione, ormai quasi scomparsa, della chitarra battente, diffusa dai primi decenni del XVIII secolo. Cosa vedere nel Cilento, tra musica e natura L’antica musica del Cilento considerata dagli abitanti di questi paesi, e non solo, una vera e propria ricchezza da preservare, è purtroppo studiata ancora da pochissimi. Piccolo borgo dove la musica tradizionale è conservata e studiata ancora, insieme a Novi Velia, è Cannalonga: territorio che conserva un sito archeologico risalente al paleolitico e conosciuto dal 1450, inizio della tradizionale fiera di Santa Lucia oggi Frecagnola. Ancora altri scavi sono conservati nel paese del Cilento: Moio Della Civitella. Riscoperti intorno agli anni 60 hanno rappresentato una importante fonte storica per il Cilento. Un sistema difensivo completato da porte di accesso, unico nel suo genere. Nel Vallo di Diano, ancora, a Sassano, è possibile visitare la Valle delle Orchidee sviluppata su una superficie di 47 kmq lungo un percorso a circuito dove si osservano variegate specie di orchidee selvatiche, 184 le entità diverse di Orchidee (68 specie, 57 sottospecie, 35 varietà, 24 ibridi). Un immenso patrimonio naturalistico. Patrimonio dell’Unesco, il Cilento e il Vallo di Diano, sono uno scrigno magico dove ogni posto rappresenta un diamante. Vedute che, dal mare alla vetta più alta della Campania, rappresentano i più bei paesaggi italiani. Una terra che non smette di stupire né tanto meno di essere conosciuta. Cosa vedere in Cilento, itinerari e storia

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Palazzo Te: fascino pittorico e architettonico nell’amena cornice di Mantova

Mantova, già Capitale italiana della Cultura nel 2016, ospita tra i suoi gioielli alcune meraviglie architettonico-pittoriche. Tra queste è doveroso annoverare l’affascinante Palazzo Te. Costruito tra il 1524 e il 1534, su commissione di Federico II Gonzaga, ad opera del celebre architetto italiano Giulio Romano. Una doppia ipotesi riconduce il nome del Palazzo al termine teieto (giardino di tigli) oppure a tegia (dal latino attegia, capanna). Palazzo Te. Struttura e composizione Palazzo Te si erge all’interno di un vasto parco, caratterizzato da zone soleggiate e zone d’ombra, ideale per rilassarsi leggendo un buon libro o ascoltando musica distesi su una delle panchine in pietra, o per passeggiare e donare ai bambini la possibilità di divertirsi e ristorarsi. Attraversando il parco si raggiunge l’ingresso laterale di Palazzo Te. Un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile quadrato, un tempo decorato con un labirinto, antistante un ulteriore sfondo architettonico composto da un emiciclo colonnato d’esedra. L’intero edificio sorgeva in origine in una zona paludosa e lacustre (peculiarità della città lombarda). Bonificata poi dai Gonzaga, la stessa giunse ad offrire lo splendore del raffinato Palazzo, decorato alternando elementi architettonici a quelli naturali in stanze e facciate. Palazzo Te. Museo Civico Dopo le occupazioni spagnole, francesi e austriache, passando per la proprietà dei Gonzaga, l’edificio nel 1876 diviene proprietà del Comune di Mantova. Oltre ai restauri apportati alle sale e ai giardini, lo scopo delle istituzioni cittadine prevedeva la realizzazione di un museo che ospitasse una parte delle collezioni civiche. A tal proposito si annoverano la “Sezione Gonzaghesca”, costituita da materiali legati alla storia mantovana di età gonzaghesca, raccolti nella Collezione Numismatica e costituita da 595 monete prodotte dalla zecca di Mantova. Altresì interessante la “Raccolta Egizia” di Giuseppe Acerbi. Console Generale d’Austria in Egitto, raccolse 500 pezzi tra i materiali della spedizione archeologica donandoli alla città di Mantova. La collezione è interamente esposta in Palazzo Te, ricordando in parte quella presente nel Museo Egizio di Torino, seppur in quantità esigua. Palazzo Te. Le Sale Ma l’autentico splendore e fascino di Palazzo Te viene offerto senza dubbio dalla ricca pinacoteca, con l’esposizione di mirabili affreschi sulle pareti interne delle sale, ciascuna dotata di identificazione simbolica. All’inizio ci si imbatte nella Sala grande dei cavalli, con i ritratti in grandezza naturale dei sei destrieri preferiti dei Gonzaga e adibita a sala destinata al ballo. La peculiarità della camera si riscontra nello sguardo di uno dei sei cavalli, che sembra seguire il visitatore nei suoi spostamenti. Attraversando Palazzo Te si giunge alla sontuosa Sala di Amore e Psiche, adibita un tempo a sala da pranzo del duca. Interamente affrescata, deriva il proprio nome dalla favola di Amore e Psiche tratta dalle Metamorfosi di Apuleio. Difficile cogliere ad una prima occhiata l’intero complesso pittorico, che si sviluppa in più raffigurazioni e soggetti. Una delle sale che necessita dunque di una fruizione approfondita e più attenta. Ben in vista risulta essere senza dubbio il riquadro al centro del soffitto, raffigurante Giove in atto di unire […]

... continua la lettura
Viaggi e Miraggi

Parco giardino Sigurtà: tesoro verde nel veronese

Sigurtà, uno splendido polmone verde Nella lista delle località turistiche e d’interesse italiane non può mancare per gli appassionati d’arte e natura l’incantevole Parco giardino Sigurtà. Un parco naturalistico di 60 ettari situato a Valeggio sul Mincio, nella splendida Verona, a pochi chilometri dalla ridente Peschiere del Garda. Un tuffo nella storia e nella bellezza di un’autentica opera d’arte, che ha sperimentato una successione di diverse proprietà nell’arco di cinque secoli. Il Parco giardino Sigurtà ospita innumerevoli attrazioni naturalistiche e storiche, prima tra tutte la straordinaria fioritura, che rende il parco un prezioso smeraldo nel panorama del territorio italiano, conquistando il secondo premio di “Parco più Bello d’Europa” nel 2015 e di “Parco più Bello d’Italia” nel 2013. Parco giardino Sigurtà. Fioriture Le colorate fioriture si susseguono con caleidoscopiche varietà nei periodi primaverile, estivo ed autunnale. Agli albori primaverili fioriscono le bulbacee tra cui giacinti, narcisi e soprattutto tulipani. Tale fioritura è la seconda più ricca d’Europa dopo quella olandese e la più importante in Italia. L’ingente afflusso di visitatori attratti da tale evento naturale dona a questa stagione l’epiteto di Tulipanomania. Nel mese di maggio prosegue la fioritura di iris e rose, che colorano il celebre “Viale delle Rose” (lungo circa 1 chilometro), icona del parco nel mondo. Sullo sfondo del Viale delle Rose si erge maestoso il Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio, che sembra sorgere all’interno del parco, grazie all’effetto scenografico della costruzione del viale, creando un magico effetto visivo. Nella stagione estiva è possibile ammirare, oltre alle fioriture di dalie e canna indica, piante acquatiche quali ninfee, fiori di loto, giacinti d’acqua all’interno dei 18 laghetti incastonati tra immensi prati verdi. Nella stagione autunnale infine è possibile ammirare la fioritura di aster e begonie. Parco giardino Sigurtà. Storia e trasformazione Un brolo cinto de mura. Questa l’origine del parco veronese. Il Parco giardino Sigurtà conosce il suo primo proprietario il 14 maggio 1407 nel patrizio Gerolamo Nicolò Contarini, che acquista l’intera proprietà costituita da terre coltivate con foraggi all’interno di un’alta muraglia e da un piccolo e geometrico giardino adiacente alla casa principale dedicato all’ozio dei nobili. Nel 1417 Contarini fece erigere un’ulteriore struttura, “Domus Magna”, caratterizzata da uno stabile principale per la famiglia e da abitazioni minori destinate ai loro servitori. Nel 1436 la tenuta segue alla famiglia Guarienti per ben 190 anni, fino al 1626. In questo periodo la struttura mantenne le sue funzioni agricole, finché Guarienti cominciò ad apprezzare l’amenità del giardino fino ad ampliarne la superficie. Sarà però con la stirps Maffea (1626 – 1836) che il giardino della tenuta acquisirà sempre maggiore bellezza, grazie anche all’opera di irrigazione che permise di attingere acqua dal vicino fiume Mincio, garantendo un periodo florido alla vegetazione presente. Influenzato anche dal poeta Ippolito Pindemonte, suo ospite, il Marchese Antonio Maffei trasformò la proprietà in un giardino romantico all’inglese, accostando elementi naturali e artificiali. A tal proposito si ricordano nel parco un bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico, l’”Eremo”, un Castelletto del medesimo stile e […]

... continua la lettura