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Eroica Fenice

La categoria Viaggi e Miraggi contiene 73 articoli

Viaggi e Miraggi

Parco giardino Sigurtà: tesoro verde nel veronese

Nella lista delle località turistiche e d’interesse italiane non può mancare per gli appassionati d’arte e natura l’incantevole Parco giardino Sigurtà. Un parco naturalistico di 60 ettari situato a Valeggio sul Mincio, nella splendida Verona, a pochi chilometri dalla ridente Peschiere del Garda. Un tuffo nella storia e nella bellezza di un’autentica opera d’arte, che ha sperimentato una successione di diverse proprietà nell’arco di cinque secoli. Il Parco giardino Sigurtà ospita innumerevoli attrazioni naturalistiche e storiche, prima tra tutte la straordinaria fioritura, che rende il parco un prezioso smeraldo nel panorama del territorio italiano, conquistando il secondo premio di “Parco più Bello d’Europa” nel 2015 e di “Parco più Bello d’Italia” nel 2013. Parco giardino Sigurtà. Fioriture Le colorate fioriture si susseguono con caleidoscopiche varietà nei periodi primaverile, estivo ed autunnale. Agli albori primaverili fioriscono le bulbacee tra cui giacinti, narcisi e soprattutto tulipani. Tale fioritura è la seconda più ricca d’Europa dopo quella olandese e la più importante in Italia. L’ingente afflusso di visitatori attratti da tale evento naturale dona a questa stagione l’epiteto di Tulipanomania. Nel mese di maggio prosegue la fioritura di iris e rose, che colorano il celebre “Viale delle Rose” (lungo circa 1 chilometro), icona del parco nel mondo. Sullo sfondo del Viale delle Rose si erge maestoso il Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio, che sembra sorgere all’interno del parco, grazie all’effetto scenografico della costruzione del viale, creando un magico effetto visivo. Nella stagione estiva è possibile ammirare, oltre alle fioriture di dalie e canna indica, piante acquatiche quali ninfee, fiori di loto, giacinti d’acqua all’interno dei 18 laghetti incastonati tra immensi prati verdi. Nella stagione autunnale infine è possibile ammirare la fioritura di aster e begonie. Parco giardino Sigurtà. Storia e trasformazione Un brolo cinto de mura. Questa l’origine del parco veronese. Il Parco giardino Sigurtà conosce il suo primo proprietario il 14 maggio 1407 nel patrizio Gerolamo Nicolò Contarini, che acquista l’intera proprietà costituita da terre coltivate con foraggi all’interno di un’alta muraglia e da un piccolo e geometrico giardino adiacente alla casa principale dedicato all’ozio dei nobili. Nel 1417 Contarini fece erigere un’ulteriore struttura, “Domus Magna”, caratterizzata da uno stabile principale per la famiglia e da abitazioni minori destinate ai loro servitori. Nel 1436 la tenuta segue alla famiglia Guarienti per ben 190 anni, fino al 1626. In questo periodo la struttura mantenne le sue funzioni agricole, finché Guarienti cominciò ad apprezzare l’amenità del giardino fino ad ampliarne la superficie. Sarà però con la stirps Maffea (1626 – 1836) che il giardino della tenuta acquisirà sempre maggiore bellezza, grazie anche all’opera di irrigazione che permise di attingere acqua dal vicino fiume Mincio, garantendo un periodo florido alla vegetazione presente. Influenzato anche dal poeta Ippolito Pindemonte, suo ospite, il Marchese Antonio Maffei trasformò la proprietà in un giardino romantico all’inglese, accostando elementi naturali e artificiali. A tal proposito si ricordano nel parco un bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico, l’”Eremo”, un Castelletto del medesimo stile e la Grotta con madonnina. Lo […]

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Visitare Vicenza: cosa vedere in un giorno nella città veneta

Piccola guida su cosa vedere a Vicenza in un giorno È risaputo: il Veneto ospita alcune tra le città più belle d’Italia. Indiscussa la bellezza dell’elegante Verona, incontestabile quella di una delle città più romantiche al mondo: Venezia, concorrono alla grande Padova e Treviso. E poi c’è Vicenza. Per puro caso, trovandoci in zona lombardo-veneta, abbiamo deciso di seguire le indicazioni stradali per Vicenza e abbiamo scoperto un’altra elegante città del Veneto.  Visitare Vicenza: la storia e l’arte I primi insediamenti umani risalgono alla metà del II millennio a.c., quando le popolazioni paleovenete si trasferirono dai colli Berici circostanti a nucleo della città. Dal 1400 entrò a far parte della Repubblica di Venezia e vi rimase fino al 1700 inoltrato, e furono gli anni in cui Vicenza visse un periodo prospero e di pace.  «Un luogo benedetto dal cielo, uno di quei nidi preparati dalla natura per la nascita dell’arte italiana.» Con queste parole lo storico d’arte Louis Courajod descrisse la città, a testimonianza del grande patrimonio artistico che conserva Vicenza, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Cosa vedere a Vicenza, la città del Palladio Vicenza: cosa vedere in un giorno? Andrea Palladio, importante architetto del Rinascimento, ha lasciato la sua impronta nel Veneto e nella stessa Vicenza, tanto da meritarsi l’epiteto di città del Palladio. Ed è proprio con l’anima dell’architetto che abbiamo intrapreso il nostro tour di un giorno nella città di Vicenza. Il Teatro Olimpico, noto come Teatro Palladio, mi ha lasciata a bocca aperta, a fissare seduta su quegli scalini la città di Tebe che avevo di fronte, le sue sette vie in cui prendeva vita il capolavoro di Sofocle. Così veritiera, così reale, ci ho impiegato diversi minuti per capacitarmi che ciò che avevo davanti era frutto della mente eccezionale di Palladio. Bellissime le novantacinque statue che circondano il teatro e che rimandano ai personaggi della mitologia e dell’Accademia Olimpica. La Basilica Palladiana, con a fianco l’altissima Torre Bissara, occupa, in tutta la sua bellezza e imponenza, Piazza dei Signori. Abbiamo salito la scala, completamente in marmo, per raggiungere la cima e ammirare dal balcone, adorno di statue, tutta Vicenza dall’alto. Dopo la morte, le reliquie di Palladio, sono state conservate per diversi secoli prima di essere trasferite al Cimitero Maggiore, nella Chiesa di Santa Corona, dallo stile gotico all’interno e divisa in tre cappelle, una delle quali conserva una delle spine della croce di Cristo (donata dal re di Francia Luigi IX al vescovo della città), e ricca di opere d’arte, primo fra tutte il bellissimo presbiterio di Lorenzo da Bologna, e le opere pittoriche di eccezionali artisti (l’Adorazione dei Magi del Veronese è, a mio avviso, tra le più belle).   Cosa fare a Vicenza? Camminate, shopping e suggestioni Nella città pulsa un vero e proprio polmone verde: Parco Querini. Un posto completamente immerso nella natura, al centro della città, eppure lontano dal vagare continuo dei turisti e dalle vie centrali dello shopping. Una sorpresa vedere dei minuscoli coniglietti bianchi stesi sull’erba a godersi i primi raggi di un […]

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Bolzano, cosa vedere nel capoluogo dell’Alto Adige

Il passato, si sa, non svanisce mai del tutto. A volte resta impresso nei libri, altre nelle foto, altre ancora nel cuore dei luoghi. Questo è quanto è accaduto a Bolzano. L’anima austriaca di Bolzano La storia di Bolzano, capoluogo dell’omonima provincia dell’Alto Adige (Trento è, invece, il capoluogo del Trentino), è intervallata da un andirivieni continuo tra l’Italia e l’Austria, a partire dal ‘600 fino alla seconda guerra mondiale, quando venne annessa definitivamente all’Italia. Ha  mantenuto però una forte autonomia e, dopo alcuni anni, garanzie per il bilinguismo. Bolzano conserva intatta la sua anima austriaca, è evidente nella toponomastica del luogo, negli abitanti che parlano più il tedesco che l’italiano, nella stessa struttura della città. Si ha quasi l’impressione di aver varcato il confine ed essersi lasciati alle spalle l’Italia.  Bolzano, cosa vedere: storia e natura Quasi una piccola Vienna, Bolzano, ti accoglie silenziosa e distaccata, e si lascia visitare nella sua mescolanza di cultura e natura. Bellissimo il centro storico in stile asburgico, con i suoi mille colori, gli eleganti negozi che si susseguono uno dietro l’altro, i tipici locali con affaccio diretto sulle stradine del centro. Caratteristico e ordinato, il centro storico pullula di odori e sapori tipici della tradizione culinaria del luogo, di abitanti e turisti che si aggirano curiosi e rilassati. Simbolo del centro è il Duomo, imponente e dal tetto policromatico, domina con il suo stile gotico all’esterno, e romanico all’interno, dove aleggia un’atmosfera suggestiva e spirituale. La parte più naturalistica di Bolzano, oltre alle vette dei maestosi monti che la circondano, è ravvisabile nel Parco Talvera, che prende il nome dall’omonimo torrente che lo attraversa. Verde, aiuole fiorite, alberi altissimi e lo scroscio del limpido torrente, disegnano il paesaggio del parco e proiettano una dimensione completamente diversa da quella del centro storico, un paesaggio che ricorda quello delle cartoline e delle fiabe. Alla fine della lunga passeggiata si giunge ad uno sperone roccioso, sopra cui è ubicato Castel Roncolo, la cui costruzione risale al 1237 ad opera dei fratelli Friedrich e Beral Von Wangen. Il castello è conosciuto con l’epiteto di Maniero illustrato per gli affreschi che richiamano la cultura cortese, tra cui alcune scene dell’amore tra Tristano e Isotta. Benessere, sicurezza e qualità della vita fanno del capoluogo altoatesino una delle città più vivibili d’Italia. Arte, cultura e bellezza paesaggistica, invece, ne fanno una delle città da inserire in quella lista mentale dei luoghi che vorremo visitare.

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Tra le strade di Sirmione, il gioiello del lago di Garda

Quando ho varcato la soglia della città di Sirmione, sono rimasta immobile per qualche minuto. Quella città lombarda che avevo conosciuto tempo addietro attraverso i versi di Carducci e Catullo mi si era materializzata davanti in tutto il suo incanto. Incantevole, è proprio questo l’aggettivo che Sirmione calza a pennello. Sirmione e le sue antiche origini Risalgono alla preistoria le origini di Sirmione, in particolare al periodo dei Neolitico, di cui sono stati ritrovati resti antropici. Centro importante durante l’epoca romana, è diventato nel III secolo territorio di scontri tra gli eserciti degli imperatori romani; in seguito vari signori si sono contesi il dominio, dagli Scaligeri ai Visconti, ai da Carrara. Durante l’età napoleonica è stata spodestata dal Veneto in Lombardia, diventando una provincia di Brescia. Sirmione è ubicato sulla penisola che reca lo stesso nome e si estende per quattro chilometri, dividendo in due parti l’infinito lago di Garda, in cui affonda la sua ultima parte (infatti il nome Sirmione, con ogni probabilità, deriva dal greco syrma, cioè coda o strascico). Dalle strade del centro storico alle Grotte di Catullo Una volta che cominci a passeggiare per Sirmione, non puoi più fermarti finché non sei giunto alla fine, al suo ultimo strascico prima di perdersi nell’azzurro del lago. Gremita di gente, ma mite e flemmatica come solo una città senza tempo può essere, Sirmione si lascia attraversare in tutti i suoi punti, tra i vicoletti del centro storico e i parchi sconfinati.  Il Castello Scaligero accoglie appena si entra nel borgo di Sirmione, imponente tra le acque del lago, e invita ad accedervi per vagare in quel silenzio di storia e leggenda che governa tra le sue mura medievali. Mastino della Scala nel lontano XIII secolo ne ordinò la costruzione, che continuò con il consanguineo Cangrande I, ma il tempo racconta anche di amori vissuti e perduti e di anime che ancora vagano di notte alla ricerca dell’amore perduto. Attraverso un susseguirsi di vicoletti e viuzze, salite e discese, archi e aperture, si giunge al Parco Maria Callas (dedicato alla stella della lirica Maria Callas), un insieme di cipressi e cedri che guardano il lago di Garda, in una quiete quasi irreale, tra scoiattoli che saltellano sui rami e l’odore fresco dell’erba che ancora trattiene l’umidità dell’inverno, ma già sa di primavera. Al termine della passeggiata nel parco, si giunge alla coda di Sirmione, la punta costellata dalle Grotte di Catullo: la più importante testimonianza dell’epoca romana a Sirmione e la più maestosa villa dell’Italia settentrionale. È stato nel Quattrocento che la villa è stata attribuita al poeta elegiaco che con i versi del carme 31 aveva indotto gli studiosi ad ipotizzare che i resti della villa gli appartenessero, anche se quella attualmente visitabile è stata costruita dopo la morte del poeta. Indipendentemente dal collegamento con Catullo, visitarla significa passeggiare tra i resti romani a ridosso del lago, nella zona di Sirmione in cui il tempo è rimasto immobile, come le pagine dei libri che quella storia la raccontano. Di […]

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Nizza: le cose da vedere nella capitale della Costa Azzurra

Il luogo simbolo della Costa Azzurra dove mare e collina si incontrano. Nizza accoglie i suoi visitatori con una vita notturna dinamica, spiagge da sogno e tesori culturali inaspettati. Che la visita di una città possa cominciare da un albergo può sembrare strano, ma l’Hotel Negresco di Nizza affacciato sulla Promenade des Anglais vanta una storia centenaria e affascinante come quella del suo fondatore il romeno Henri Negresco. Fuggito dalla sua patria dopo alterne vicende riuscì a diventare direttore del casinò municipale e successivamente grazie alla sua determinazione coronò il sogno di costruire un albergo di lusso degno di un re. E sono stati molti i personaggi celebri ad aver soggiornato nelle suite dell’hotel, ma questa è la storia di Nizza, meta indiscussa del jet set internazionale. La storia della città passa infatti attraverso le biografie dei personaggi che vi hanno abitato come Henri Matisse le cui opere sono esposte nel museo a lui dedicato: 236 disegni, circa 70 sculture, alcune ceramiche e bozzetti di scena. Altrettanto conosciuto il Museo Chagall dedicato all’artista bielorusso che per molti anni soggiornò in Provenza. Gli appassionati di storia e antropologia troveranno nel Museo archeologico di Nizza uno spazio espositivo ricco di reperti e utile per comprendere la storia più antica del territorio. Uscendo all’aperto troviamo il mercato dei fiori di Cours Saleya, vera e propria istituzione cittadina che accoglie i visitatori tutti i giorni eccetto il Lunedì e la Domenica pomeriggio. La via che ospita le bancarelle e gli stand (Cours Saleya) è fin dal ‘700 una delle passeggiate storiche di Nizza, un tempo luogo di incontro dell’alta borghesia cittadina. Non lontano incontriamo il Giardino Alberto I, celebre spazio dove in Luglio si svolge il Nizza Jazz Festival: appuntamento a livello internazionale per artisti e appassionati del genere. Entrando nel centro storico scopriamo una Nizza inaspettata fatta di vicoli stretti ed edifici che testimoniano la grandezza e l’opulenza della città durante il periodo barocco. Ad est della vecchia Nizza sorge la Collina del Castello dove i Savoia costruirono la loro fortezza poi distrutta da Luigi XIV e non lontano da qui il porto, con i suoi caffè e i suoi caratteristici ristornati all’aperto. Uno dei vanti della città è rappresentato dai suoi casinò, edifici eleganti e raffinati famosi in tutto il mondo e spesso immortalati in celebri film. Una serata al casinò significa immergersi in un’atmosfera da Belle Époque in sale da gioco come il Casinò Barrière Nice Le Ruhl che si affaccia sulla splendida Promenade des Anglais. Al suo interno l’immancabile roulette anglaise che nome a parte è semplicemente una roulette europea con una ruota di 37 caselle e varie possibilità di puntata; per chi poi volesse assistere a degli spettacoli di varietà può spostarsi nelle sale del Cabaret du Casino Ruhl. Ovviamente non ci siamo dimenticati delle spiagge, che rappresentano una delle attrazioni principali della città, sia in estate che in inverno. Quella di Ruhl Plage è una delle più conosciute e vanta lo stabilimento balneare più antico di Nizza che […]

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L’elegante capoluogo piemontese: Torino

Torino, capoluogo piemontese, è noto per l’alta densità demografica (conta due milioni di abitanti) e per la sua industrializzazione, ma è anche un importante centro universitario, culturale e scientifico, nonché un’elegante città. Torino: la storia del capoluogo piemontese  Notizie certe su Torino risalgono al III secolo A.C. quando sulla sua area si insediarono i Taurini (popolazione celta-ligure), l’insediamento fu distrutto poi da Annibale durante la sua marcia su Roma e diventò, per volere di Giulio Cesare, un presidio militare prima, una colonia romana dopo. In seguito alla caduta dell’impero Romano d’Occidente passò sotto il dominio longobardo e in seguito sotto quello franco, per divenire poi un libero comune. L’importanza di Torino aumenta in età contemporanea, e in particolare nel corso dell’Ottocento, quando l’Italia stava affrontando le guerre di indipendenza per l’unificazione del regno, in questo periodo storico Torino assume il ruolo di capitale d’Italia per quattro anni (dal 1861 al 1864). Torino: le cose da vedere nella città capoluogo del Piemonte  Tante, troppe le cose da vedere nel capoluogo del Piemonte Torino, almeno se la permanenza è di pochi giorni, ma tra le tante non bisogna assolutamente perdere alcuni capisaldi del capoluogo piemontese. Tra questi merita il primo posto, indubbiamente, la Mole Antonelliana (nasce come tempio israelitico e dal 1878 diventa un monumento dedicato al re d’Italia Vittorio Emanuele II), al cui interno è possibile raggiungere il Tempietto e ammirare attraverso un vetro, dall’altezza di ottantacinque metri, tutta la città. Vale assolutamente una visita anche il Castello e il Parco del Valentino, poco distante dal centro di Torino. Il Castello, il cui nome risale probabilmente a San Valentino, è stata la residenza di Maria Cristina di Francia e oggi ospita la facoltà di Architettura del Politecnico. Il bellissimo parco è circondato da altre costruzioni e la più caratteristica è il Borgo Medioevale: una ricostruzione di un villaggio quattrocentesco, fatta di botteghe, stretti vicoli e il ponte levatoio. Il Museo Egizio, un’altra tappa degna di visita, fu fondato nel 1826 per volere del re di Sardegna, Carlo Felice e, tra statue, tombe e gioielli, vanta circa trentamila pezzi. Un viaggio nel passato, nell’era faraonica che da sempre ha affascinato l’uomo. Simbolo del capoluogo piemontese è il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista e costruito alla fine del Quattrocento per volere del cardinale ella Rovere; nel XVII secolo è stata aggiunta la Cappella della Sacra Sindone, che custodisce il sudario in cui sarebbe stato avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro. Torino, una città elegante ed estesa Due potrebbero essere gli aggettivi più appropriati alla città di Torino: estesa ed elegante. Estesa, perché sembra non finire mai, non solo perché colma di cose da vedere, ma anche nella sua stessa struttura. Dà la sensazione che vi si potrebbe camminare per un tempo indefinito. Elegante, nella architettura, nelle strade, nelle piazze (tra queste la più bella è senza dubbio Piazza Castello), nella strada che costeggia il lungo Po, romantico al tramonto.  Torino è una metropoli, e come ogni metropoli, ha sicuramente le sue […]

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Pizzo Calabro, un bellissimo borgo della costa calabra tirrenica

Pizzo Calabro, il piacere della scoperta della costa calabra Capita che una mattina di metà agosto, mentre attendi il caffè, guardi distrattamente la cartina affissa alla parete del lido: “Pizzo Calabro” è inciso a minuscole lettere sulla punta della costa, e senza altra informazione utile decidi di andarlo a visitare e ti ritrovi a scoprire uno dei borghi più belli della costa calabra e della Calabria tirrenica. Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, è arroccato su un promontorio al centro del Golfo di Eufemia. Alcuni ne fanno risalire la fondazione ai tempi dell’Antica Grecia ad opera di Nepeto; tuttavia non vi sono tracce evidenti di tale origine e notizie certe si hanno a partire dal 1300. Mare e storia fanno di Pizzo Calabro un bellissimo borgo Il mare della costa calabra è, senza dubbio, la principale seduzione per il visitatore: due meravigliose insenature di azzurra acqua cristallina e placida, che toccano delicatamente la sabbia bianchissima. A ridosso della prima insenatura spicca un’incisione tratta da un celebre componimento leopardiano: “E il naufragar m’è dolce in questo mare“, a testimonianza della voglia implacabile di immergersi in quelle acque e non voler risalire mai. C’è una piccola chiesetta in questo paesino, non la si vede da terra ma dal mare: la Chiesa di Piedigrotta, incastonata in una parete di tufo, bisogna salire alcuni scalini per poterla visitare. Corre una leggenda sulla sua fondazione, risalente al XVII secolo: un gruppo di marinai di Torre del Greco furono colti da una tempesta burrascosa e il capitano, dopo aver preso dalla cabina il quadro della Madonna con bambino decise che se si fossero salvati, avrebbero eretto una cappella in onore della sacra figura. Così fu edificata la Chiesa di Piedigrotta. Una caratteristica cappella che affaccia direttamente sul mare, in cui si mescolano sacro e profano: si passa dalla statua di papa Giovanni Paolo II, a quella del presidente J.F. Kennedy, a quella di Fidel Castro. La chiesa merita assolutamente una visita, meglio se fatta di pomeriggio, quando i raggi del sole illuminano la grotta e le diverse colorazioni dei sali minerali. Un importante pezzo di storia è diventato immortale nelle mura del Castello Aragonese, eretto da Ferdinando I d’Aragona, in cui furono fatti prigionieri Gioacchino Murat (nominato re di Napoli dal cognato Napoleone Bonaparte) e i suoi fautori. Un’ala del castello reca nella memoria la fucilazione di Murat, pochi giorni dopo la sua cattura. “La città del gelato” e della genuina bontà Una spaziosa piazza, da cui si gode un meraviglioso panorama, offre vari localini che si susseguono uno dietro l’altro. È doveroso sostare in uno di questi e assaggiare il delizioso tartufo di Pizzo Calabro. Se ci si addentra nel centro c’è un piccolo localino che reca il nome di un celebre romanzo di Tolkien, gestito da un anziano signore che con i suoi piatti genuini e la sua gentilezza, fa trascorrere qualche ora piacevole e al riparo dal caldo. Quando si punta il dito su una cartina a caso, si hanno due alternative: restare delusi o affascinati. Nel caso di […]

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Cosa vedere a Dubrovnik e all’isola di Lokrum, tra storia, natura e leggende

Piccola guida su cosa vedere a Dubrovnik. Boom turistico anche questa estate per la Croazia, terra ricca di storia, bellezze naturali e misteriose leggende. Molti hanno scelto di partire alla scoperta di questo paese, attratti dall’acqua cristallina, dai paesaggi mozzafiato, dalle ottime pietanze a base di pesce e dalla movida. Tra le città della Dalmazia, nella sottile striscia al confine tra la Bosnia Erzegovina e il Montenegro, si trova Dubrovnik, il cui nome deriva dalla parola slava dubrava, ovvero foresta di querce. Dubrovnik, città ricca di storia dalle radici lontane La  città di Dubrovnik fu fondata col nome di Ragusium nella prima metà del VII secolo dagli abitanti della vicina Epidaurum (l’attuale Ragusa vecchia), per poi passare sotto il dominio di numerose potenze, tra cui l’impero ottomano e l’impero asburgico. Nel 1919 Ragusa fu annessa al Regno di Jugoslavia e dopo la seconda guerra mondiale entrò a far parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In seguito alla dissoluzione di quest’ultima e alla successiva guerra, Ragusa subì un pesante bombardamento nel 1991 che rase al suolo il centro storico. Con la fine del conflitto la città attraversò una fase di ripresa, risultando oggi una delle mete turistiche più in voga della costa adriatica, merito soprattutto della città vecchia, eletta patrimonio dell’UNESCO. Cosa vedere a Dubrovnik: tutti i siti da non perdere Chi passa per Dubrovnik non può lasciarsi sfuggire il tour delle mura antiche della città, una passeggiata che costeggia il perimetro del centro storico, permettendo di ammirare dall’alto il panorama di tetti rossi e stradine che si snodano intrecciandosi fra loro come i fili di una matassa. L’architettura della old town, composta di grandi e robuste muraglie di pietra, ha reso questa città monumentale il set ideale per girare alcune scene della serie Il trono di spade: Dubrovnik è infatti la location di approdo del Re, dove si trova il trono ufficiale dei re di Westeros, e il Fort Lovrijenac corrisponde alla fortezza rossa, castello e residenza del Re dei Sette Regni. Per una pausa durante la visita alla città, assaggiate un aperitivo al Buza bar, adiacente alle mura della città e costruito su terrazze che declinano verso il mare. Per trascorrere una piacevole e rilassante giornata in spiaggia, invece, da non perdere il Banje Beach, il lido che vanta un’acqua cristallina e una vista panoramica unica sulla città antica. La passeggiata per le strade illuminate della città si conclude con la tappa obbligata in uno dei ristorantini del porto vecchio (Porat), dove è possibile gustare del saporito sea food come calamari fritti, seppie grigliate, alici in tortiera e insalata di polipo, tutto accompagnato da una bottiglia di vino bianco croato di ottima qualità. Lokrum, l’isola che racchiude una misteriosa leggenda A 15 minuti di battello dal porto vecchio si trova l’incontaminata isola di Lokrum, un’oasi immersa nel verde ricca di cipressi, mirti, pini, agavi, oleandri ed agrumeti, da cui deriva il nome Lokrum (dal latino acrumen). Nella parte meridionale si trova un piccolo lago salmastro chiamato Mar Morto o Mrtvo More, dove è possibile […]

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Le mie vacanze in Norvegia: memorie di fiordi e di troll

Vacanze in Norvegia: una grande madre di pietra, quarzo, acqua, granito e troll La Norvegia è una donna di pietra, di quarzo e roccia dura. Ha gli occhi pieni di sfumature di verde, dal verde brillante dei prati di Hellesylt a quello cupo delle sue foreste fitte. Sul suo corpo si arrampicano i troll norvegesi, creature magiche dei boschi, e dai suoi capelli zampillano cascate che si aprono come le risate delle fate. Il suo corpo si allarga e si schiude nei fiordi, che creano curve e valli e tagliano l’acqua come se fossero spade vichinghe. In Norvegia il sole d’estate non tramonta mai: il grande Dio Sole, celebrato nei boschi e nelle foreste, rimane a fissarti oltre mezzanotte, creando luci che accarezzano i laghi e i fiumi che disseminano la sua schiena. Invece, d’inverno, il sole non compare, e tutto è buio come il fogliame e gli alberi. Non si può spiegare la Norvegia, perché visitarla crea spaccature dentro di te, perché l’aria magica che si respira in una terra del genere ti insegna la solitudine e il suono dell’acqua, delle cascate, delle foreste millenarie e della sacralità della natura. L’unico rumore che potrai sentire è quello del troll norvegese che si diverte a inventare altri mondi, tra i ghiacciai di Geiranger e la valle di Flåm. Non appena si inizia il viaggio costellato dai fiordi, si ha l’impressione di varcare la soglia di una dimensione sacrale, una verginità fatta di foglie scure e montagne che si affiancano superandosi l’una con l’altra, ospitando cascate che sembrano lacrime di creature magiche. Prima tappa delle mie vacanze in Norvegia: Hellesylt, Geiranger e Stryn Hellesylt è un villaggio nel cuore della Norvegia, di appena seicento abitanti e si trova su uno dei bracci delle diramazioni dello Storfjord, un fiordo circondato da valli dal verde brillante e accecante e da un’acqua purissima. Le cascate di Hellesylt sono proprio vicino al porto, e si stagliano sulla via che porta al Geirangerfjord. Hellesylt è un caratteristico villaggio norvegese, fatto di casette dai tetti spioventi, montagne che foderano l’ambiente e che ricoprono tutto di sfumature verdi e specchi d’acqua: è uno scalo tecnico per ripercorrere il fiordo il senso inverso e arrivare a Gerainger, vera e propria perla artica. Stryn è un altro villaggio vicino al famoso fiordo di Geirangerfjord, è un paesino rinomato per la moltitudine di fiori selvatici e delicatissimi che punteggiano le sue valli: proprio per questo motivo viene chiamata la Bella Stryn, e nei suoi pressi troneggia il lago di Hornindal, il lago più profondo d’Europa con i suoi 514 metri. Trovarsi di fronte al lago di Hornindal vuol dire abituare l’occhio umano alla profondità incommensurabile di uno specchio d’acqua che affonda negli organi interni della terra e che smette improvvisamente d’essere liquido, poiché si tinge della consistenza del verde brillante delle valli e acquista gradazioni gialle come i papaveri che crescono tutto intorno. In Norvegia i papaveri sono gialli e carnosi, anche le more sono gialle, e da esse è possibile ricavare […]

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Baia di Ieranto, la spiaggia delle sirene di Nerano

La baia di Ieranto, bellissima spiaggia situata a Nerano, frazione di Massa Lubrense, è indiscutibilmente uno dei luoghi più belli del territorio. Tutelata dal FAI ed inserita nell’area marina protetta di Punta Campanella, questo stupendo luogo è per molti un vero paradiso. Sono molti i motivi che spingono turisti e campani a visitare questa meravigliosa baia, famosa sia per la sua bellezza che per la sua storia. Posizionata davanti ai faraglioni di Capri, la spiaggia, circondata da scogli, grotte ed affascinanti insenature naturali, offre un paesaggio pittoresco ed incantevole caratterizzato da intensi profumi della natura ed un mare placido e cristallino. L’accesso alla baia è gratuito tutti i giorni dall’alba fino ad un’ora prima del tramonto. Per arrivare alla spiaggia è necessario raggiungere Nerano con l’auto o con i mezzi pubblici, e da qui intraprendere un lungo sentiero a piedi della durata di circa 40 minuti, un po’ scosceso e in alcuni punti particolarmente impegnativo. Complice il sole battente, anche i soggetti più allenati potrebbero risentire del percorso e di conseguenza non è consigliabile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione.Ovviamente la difficoltà del percorso non deve scoraggiare coloro che sono intenzionati a visitare questa bellissima meta: con scarpe comode ed una adeguata scorta d’acqua, si arriva alla baia tranquillamente anche perché lungo il sentiero si trova un’area picnic, luogo ideale per una pausa con colazione a sacco. Unica vera pecca della baia sono le sue dimensioni: infatti, la parte sabbiosa è particolarmente piccola, di conseguenza se non si vuole correre il rischio di doversi sistemare sugli scogli, è necessario raggiungere la spiaggia nelle prime ore del mattino, così da aggiudicarsi i posti migliori. La Baia di Ieranto e le sue leggende Questo luogo, non è solo famoso per la sua bellezza, ma anche per la storia e i miti di cui è protagonista. In particolare, secondo Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C, la Baia era la probabile dimora delle sirene nonché luogo di incontro tra queste ed Ulisse. Un’altra storia intorno a questo luogo è quella della campana di Sant’Antonio Abate. Secondo la leggenda, alcuni pirati depredarono la chiesa di Sant’Antonio dalla sua campana di bronzo ma, nella fuga in mare, una forza misteriosa bloccò la nave impedendole di prendere il largo e solo quando i pirati lanciarono in mare la campana poterono finalmente scappare. Della baia di Ieranto e dalle spiagge di Nerano è impossibile non restare affascinati: qui, dove la bellezza della natura e la magia dei miti si mescolano in modo così profondo!

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