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Eroica Fenice

La categoria Napoli e Dintorni contiene 86 articoli

Napoli e Dintorni

Monte Faito: tra storia e curiosità

Il Monte Faito, il gigante affacciato sul mare: meta di sportivi, religiosi e curiosi. Per tutti gli abitanti della Penisola Sorrentina, la montagna ha un solo nome: Faito. È un monte alto 1400 metri, il punto più alto della catena dei Monti Lattari, il suo territorio è diviso tra i comuni di Castellammare di Stabia e quello di Vico Equense. Infatti è possibile accedervi da entrambi i versanti, percorrendo la “spettacolare” stradina di Quisisana, che con la sua folta vegetazione regala panorami da cartolina. In antichità il Faito prese il nome di Monte Tauro, grazie alla salubrità del clima e alla ricchezza dei boschi, che hanno sempre fornito una notevole quantità di legna. Utilizzando questa risorsa, nel 1783, Ferdinando IV di Borbone realizzò a Castellammare il primo cantiere navale del Mediterraneo, utilizzando il legno del Faito per la costruzione della sua nuova flotta. Sempre sotto il regno dei Borbone, le foreste venivano utilizzate anche per la produzione di ghiaccio: venivano scavati dei fossati e riempiti di neve e fogliame in un vero e proprio frigorifero naturale. Il ghiaccio prodotto in questo modo veniva utilizzato in estate per tenere al fresco cibi e bevande. Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che il Faito venne considerata una località turistica. Nel 1952 venne inaugurata la funivia che in solo 8 minuti collegava la cima del monte al centro abitato di Castellammare. Attualmente è ancora attivo, nel Villaggio, un complesso sportivo dotato di campi da tennis, campo da volley e piscina, ristoranti, aree picnic, bar e hotel. Il Faito è anche meta di gruppi religiosi, poiché si dice secondo tradizione, che i santi Catello e Antonino si ritirarono sul Faito per raccogliersi in preghiera. Proprio sulla cima del monte ai due apparve in sogno l’Arcangelo Michele che ordinò di costruire una cappella votiva. Nel 1950, al posto della costruzione votiva attribuita tradizionalmente ai due santi venne eretto il Santuario di San Michele Arcangelo. Una delle caratteristiche più belle del Faito è senza dubbio la sua vicinanza al mare diventando di per sé meta ambita per gli appassionati di scatti fotografici mozzafiato. Uno dei posti sicuramente più affascinanti è certamente il “Belvedere”: uno strapiombo che dà sulla collina di Pozzano e che ci apre le porte del golfo. Anche gli sportivi possono godere del Faito grazie al sentiero che porta al “Molare” chiamato così per la sua particolare forma e con i suoi numerosi metri costituisce la vetta più alta dell’intero sistema montuoso. Il percorso ha inizio al santuario di San Michele, per poi inerpicarsi tra sentieri e vallate lungo il crinale che dà sulla costiera sorrentina. Il passo non è agevolissimo, e in alcuni casi privo di barriere, ma lo spettacolo che si ha all’arrivo è davvero stupefacente. Il Monte Faito: tra bellezza e blasfemia  Oltre ad essere meta di sportivi, esteti e famiglie, nel corso del tempo il Faito è stato scenario di alcuni eventi blasfemi che farebbe pensare proprio ad un’assidua frequentazione di gruppi satanisti. Nel 2014 ad esempio, pochi giorni prima di Natale, la statua della Madonna del Monte, custodita da […]

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Cosa vedere a Friburgo in Brisgovia, nella Foresta Nera

Cosa vedere a Friburgo in Brisgovia, città tedesca nella Foresta Nera. Friburgo in Brisgovia, città principale della Foresta Nera, è un’incantevole cittadina situata nella regione del Baden-Württemberg, nella Germania del Sud, ma che sembra avere poco in comune con le altre città tedesche. Ha infatti un clima mite e piacevole, che la rende la città più soleggiata e luminosa della Germania, e una speciale posizione geografica, poco distante da Svizzera e Francia, che le consente di lasciarsi influenzare dai romantici paesaggi, dalla gastronomia e dalla cultura dell’Alsazia, contesa e affascinante terra di confine. Scopriamo cosa vedere a Friburgo in Brisgovia La cattedrale di Friburgo e la piazza della Cattedrale (Münsterplatz) Cosa vedere a Friburgo in Brisgovia se non la sua Cattedrale? L’imponente cattedrale gotica, costruita con pietre calcaree rosse, risale al 1200 ed è uno degli edifici sacri più belli della Germania. Nata in stile Romanico, nel tempo ha subito le influenze prima del periodo Gotico e poi del Tardo Gotico, crescendo sempre di più in dimensioni. Il vero protagonista della Cattedrale di Friburgo è il suo meraviglioso campanile che con i suoi 116 metri svetta sul panorama della città, rappresentando l’unica grande torre medievale compiuta della Germania e il primo campanile ad avere la guglia a traforo nella storia dello stile Gotico. Ma ciò che rende questa chiesa speciale è la sua storia: la sua costruzione, infatti, è avvenuta per volere degli abitanti di Friburgo e soprattutto con i loro soldi, in un periodo di particolare benessere per la città. E questo è ben visibile all’interno: sulle vetrate sono rappresentati i mestieri svolti dai suoi donatori (la vetrata dei calzolai, dei sarti, dei panettieri…). Inoltre, mentre Friburgo è stata quasi completamente rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, la Cattedrale è rimasta miracolosamente intatta. Anche le vetrate sono quelle originali (tra le poche in tutta la Germania a non essere sostituite da copie) perché il Vescovo di allora ebbe la fortunata intuizione di metterle al riparo. La Cattedrale di Friburgo domina la Münsterplatz, la piazza della Cattedrale, dove si tiene ogni mattina (eccetto la domenica) il pittoresco Münstermarkt, un tipico mercato tedesco dove si possono acquistare fiori, frutta, verdura e specialità gastronomiche locali. Sulla Münsterplatz si affacciano anche importanti palazzi storici come l’Historisches Kaufhaus. Questo raffinato edificio rosso caratterizzato da un ingresso ad arcate era un tempo l’Antico Palazzo del Commercio. Al Münstermarkt si possono anche assaggiare vari tipi di street food, tra cui la currywurst, salsiccia aromatizzata al curry, e la käsekuchen, una cheesecake tipica della Germania. Le porte di accesso alla città Anche Friburgo, come tutte le cittadine costruite nel lontano Medioevo, ha le sue caratteristiche porte d’accesso alla città. La Schwabentor e la Martinstor, costruite entrambe nel 1250, erano un tempo integrate nella cinta muraria cittadina e sono le uniche due porte, tra le cinque originarie, ad aver resistito a tutte le guerre, tanto da essere considerate oggi tra i simboli di Friburgo. A caratterizzare queste due torri difensive, dall’aspetto tipicamente medievale, le curiose leggende che le avvolgono. La Schwabentor è la “Porta degli Svevi” perché si racconta che un giorno giunse dalla Svevia un commerciante di sale che, profondamente innamorato della […]

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I 5 migliori agriturismi a Lucca

Benvenuti in Toscana! L’etimologia del toponimo Toscana appare non del tutto definita e del suo utilizzo si ha riscontro solo a partire dal X secolo. Il termine sembrerebbe derivare da Tuscia che fin dal lontanissimo III secolo dopo Cristo indicava il territorio abitato dagli Etruschi (o Tusci) che, racchiuso tra il Tevere e l’Arno, fu protagonista di un glorioso passato. La Toscana racconta ancora oggi un patrimonio storico culturale di immenso valore; la civiltà etrusca avvolta in alone di mistero ancora oggi indecifrabile ha lasciato testimonianze archeologiche di pregio assoluto e un gran numero di reperti legati, in modo particolare, all’arte funeraria. Le città etrusche spiccano per un sorprendente senso urbanistico e stupisce ancora oggi pensare che il popolo Etrusco conoscesse già l’uso della volta a tutto sesto che seppe trasmettere successivamente ai Romani. Durante il Medio Evo la Toscana figlia della lotta tra il potere imperiale e quello temporale assistette ad uno sviluppo possente delle cittadine; i liberi Comuni si affermarono come centri politici, di potere e di benessere. Con il crepuscolo Medievale i fermenti culturali che animano la Toscana esplodono nello splendore Rinascimentale di cui la corte Medicea è l’esempio più fulgido. Il lungo prestigio toscano trova testimonianza e conferma nelle grandi opere architettoniche civili e religiose che la regione regala ancora oggi ai propri ospiti; l’incommensurabile patrimonio di opere d’arte che abbelliscono chiese e musei è meta ogni anno di un gran numero di turisti mentre la splendida scenografia paesaggistica che contraddistingue il territorio toscano rappresenta soltanto uno dei motivi per i quale val la pena preparare le valige. Con l’avvento del turismo moderno volto alla continua ricerca non soltanto di luoghi speciali da visitare, ma fatto anche di una ricerca spasmodica di momenti di benessere psico fisico e relax accompagnato da un sano gusto per le eccellenze enogastronomiche del territorio, la Toscana ha consolidato la propria leadership di mercato fra le mete più richieste dal turismo nazionale e d’oltre confine. Dove andare per “ricaricare le pile”? Per tutti coloro i quali aspirano ad una vacanza rilassante, la Toscana può essere la risposta giusta. Il mosaico paesaggistico del territorio e le sue molteplici peculiarità offrono un ampio ventaglio di possibilità. La prima soluzione all’esigenza può essere rappresentata dal turismo termale; la Toscana è nota per le bellissime terme di Saturnia situate nel cuore della Maremma ed incastonate in una natura incontaminata. Oltre alle Terme di Saturnia la Toscana regala altri gioielli del benessere come quelle di Petriolo (in provincia di Siena) e quelle esclusive ed uniche nel genere di Bagno Vignoni. La seconda strada percorribile per ricaricare le pile è trascorrere del tempo cullati dalla dolcezza dei contorni morbidi della collina toscana; la Val d’Orcia ad esempio, con i suoi scenari unici, regala profumi e sapori di altri tempi. La Toscana offre soluzioni ricettive (come gli agriturismi) di elevatissimo standard ed in grado di aiutare l’ospite a raggiungere un completo relax. Per tutti coloro i quali, invece, trovassero completo benessere da soluzioni balneari o montane la Toscana […]

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Praiano, dolce incanto della Costiera Amalfitana

Praiano: un comune che conta soli 2011 abitanti, ma che trasuda incanto e bellezza da ogni sassolino, da ogni eco di costa, da ogni sentiero, da ognuna delle numerose scale che decorano una location tanto preziosa quanto suggestiva. Le graziose insenature e i panorami a strapiombo sul mare donano vanto a Praiano, il cui nome deriva dal termine praia, ossia “spiaggia”, dal greco plagion. «Di fronte a me il pelago riposante lambito dall’aureo raggio di luce poi tutt’intorno i bruni colli costieri e infine nel mezzo, seduto, vagheggio tra ramagli e cespugli l’idea del gaio placido vivere». (Lì su per Praiano di Domenico Stefano Galani) Metafore delicate, che profumano di magia, queste che descrivono il romantico gioiello incastonato tra le meraviglie della Costiera Amalfitana. Praiano, amena terra di magia Giunti nell’incantevole Marina di Praia è impossibile non subire il fascino delle due coste che si stagliano ai lati della dolce insenatura, quasi a cullarla, sulle note dettate dallo scroscio delle onde sul bagnasciuga e dalla lieve brezza che sussurra serena potenza. L’azzurro di quel mare che lambisce le rocce dona riflessi colmi di colore ed euforia, tali da assopire qualsiasi tedio che l’anima sperimenta in alcuni insani momenti dell’esistenza. Da lì le caratteristiche barche, così come piccoli battelli, trasportano turisti e visitatori in giro per lidi e spiagge, colmi di occhi, di corpi, di sogni e voglia di buono. Se di giorno si attende quell’aureo raggio di sole, che con la sua luce fa capolino dai sinuosi e maestosi colli frastagliati, l’incanto di Praiano si accende di pura magia nella notte marina di un paesaggio che si nutre di romanticismo. Su, dal centro del borgo, attraverso le particolari gradinate (che ricordano tra l’altro lo sfondo positanese), si giunge dinanzi ad un sentiero, dipinto del bruno della notte e del chiarore che le piccole luci incastonate sull’asfalto roccioso, insieme alla pallida Luna, riflettono sugli sguardi speranzosi e innamorati. Un’atmosfera a dir poco suggestiva e impregnata di dolcezza e desiderio. Un autentico “sentiero dell’amore”, da percorrere mano nella mano con la persona amata oppure da soli, con gli occhi rivolti alle stelle e la mente a un cuore lontano. Notte e luce, rocce e mare si prestano ad una scenografia inimitabile, sulla quale i corpi in movimento danzano coreografie di stupore e gratitudine. Praiano, arte e cucina Terra di bellezza genuina, esperta nel soddisfare gusti ed esigenze artistiche e culinarie. Piazze, locali e pavimenti decorati con le più particolari e pregiate ceramiche, figlie della Costiera Amalfitana, prodotte tra Vietri e Positano. I colori e le forme catturano l’occhio e imbrigliano il cuore, che non riesce a sfuggire a cotanta bellezza. Le terrazze panoramiche, i pavimenti della Chiesa di San Gennaro, così come la piazza antistante e la circolare panchina in muratura, e ancora tazzine, oggetti, piccole opere d’arte che si incontrano lungo i sentieri, si vestono di quest’arte caleidoscopica, al cospetto della quale è impossibile non sensibilizzarsi. E quando lo splendore naturalistico e scultoreo incontra la bontà culinaria, Praiano si trasforma in […]

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Berlino: 5 luoghi di interesse da visitare

Tra scorci limpidi e un’atmosfera mitteleuropea, Berlino è una città da visitare almeno una volta nella vita. Ricca di musei, centro di importanti avvenimenti storici, la capitale della Germania è anche palcoscenico di una scena artistica e architettonica. Ecco 5 luoghi di interesse da visitare per viverla appieno. Alan Bullock, importante biografo britannico di Adolf Hitler, disse che Berlino è “la città più simbolica del ventesimo secolo“. Tra quelli che sembrano scorci e piazze tranquille, quartieri dal profilo mite e un lieve stridio urbano interrotto solo dal rumore del vento, pullula una società cosmopolita, che fa di Berlino una città multietnica e moderna. Lontana dalla cultura mediterranea ma ricca comunque di storia, è una città piena che ha conquistato una libertà di pensiero proprio grazie al corso degli avvenimenti.  Berlino è anche una città viva e brillante, tra musica e arte, già dagli anni ’90 quando una controcultura underground prendeva possesso del tradizionalismo berlinese. Tanti sono i luoghi di interesse, che mettono in risalto l’aspetto storico di Berlino contro una nascente gentrificazione, ma 5 luoghi di interesse da visitare possono riassumersi come i simboli della città. Berlino e i 5 luoghi di interesse da visitare Alexanderplatz e la Torre della Televisione Situata nel quartiere Mitte, Alexanderplatz è una delle piazze più importanti, nodo ferroviario, il cui nome deriva dallo zar Alessandro I, imperatore russo, che si recò in quella che allora era la capitale del regno di Prussia nel 1805. È divenuta con il tempo una zona di commercio principale per la città, fino a che durante la seconda guerra mondiale non fu quasi completamente distrutta; infatti, l’attuale profilo urbano è opera di una ricostruzione avvenuta negli anni Sessanta. Nonostante la conformazione un po’ troppo austera e artisticamente non d’effetto (a causa dello stile essenziale della Neue Sachlichkeit), Alexanderplatz convoglia edifici imponenti come la Berolinahaus e l’Alexanderhaus, l’Urania Weltzeituhr – un orologio che indica le ore di tutto il mondo -, o il centro commerciale e un grande grattacielo-albergo, ma soprattutto la Fernsehturm, la Torre della Televisione di Berlino. La torre, centro delle antenne trasmittenti della città, si vede da più punti della città anche in lontananza e salendo fino alla sfera con vetrata (visitabile) situata circa a 200 metri di essa si gode di un panorama magnifico. Checkpoint Charlie Durante la guerra fredda, questo posto di blocco essenzialmente costituiva il confine tra la Berlino est e quella ovest, ed è un simbolo importante della storia tedesca. Controllato una volta dagli americani prima della caduta del muro, oggi è ancora possibile leggere all’inizio della via un cartello che reca la dicitura in più lingue “You are leaving the american sector”. Ora fortunatamente del passaggio dei blindati e dei militari in visita alla DDR rimane ben poco, ma una ricostruzione della cabina di controllo con soldati figuranti al seguito diverte i turisti in caccia di foto da immortalare. La East Side Gallery e il Muro di Berlino Il 9 novembre 1989 inizia simbolicamente l’abbattimento del muro di Berlino, emblema fisico della restrizione e […]

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Viaggio a New York: le emozioni che ispira la caleidoscopica Grande Mela

Siete alla ricerca di esperienze inedite? Avete sete di emozioni mozzafiato? Desiderate percorrere e visitare una città e sentirvi come i protagonisti del vostro film o telefilm preferito? Amate la cultura, i colori, la bellezza e l’energia? Beh, sicuramente un viaggio a New York diventa una garanzia! The Big Apple! Conosciuta nel mondo infatti anche come la “Grande Mela”, che racchiude al suo interno un agglomerato metropolitano multietnico e di vasta portata, New York, situata nello Stato omonimo, sorge su un’area di circa 785 Km² alla foce del fiume Hudson, sull’Oceano Atlantico, mentre l’area metropolitana comprende anche località site nei due adiacenti Stati del New Jersey e del Connecticut. È senza dubbio la città più popolosa degli Stati Uniti, vantando 8,5 milioni di abitanti. Amministrativamente è divisa in cinque distretti: Manhattan (solo qui si contano di giorno più di 4.000.000 di persone, che si riversano nel cuore pulsante più famoso ed economicamente e culturalmente avanzato), The Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island. Viaggio a New York: non solo cemento e grattacieli! Se si pensa a New York come alla metropoli pullulante di grattacieli, cartelloni pubblicitari e smog rilasciato dai numerosi taxi gialli ed altri veicoli, si rischia di averne una visione ridotta. La Grande Mela abbonda di natura e parchi, che offrono a residenti e visitatori la tranquillità di lunghe e sane passeggiate e la serenità di una full immersion tra prati, laghi ed arte assaporata grazie al talento di jazzisti e vari artisti di strada. Tra i più conosciuti parchi newyorkesi si annovera Central Park, il più grande sito nel distretto di Manhattan. Ubicato nella Uptown, al centro tra i due quartieri residenziali, l’Upper West Side e l’Upper East Side, che traggono nome dalla loro posizione rispetto al parco; l’East, in particolare, spesso menzionato nel noto telefilm Gossip Girl. È conosciuto come il polmone verde di New York, ma in realtà è un parco creato e non naturale, come erroneamente si è portati a credere. Fu aperto nel 1856, grazie al progetto di Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux. Al suo interno si trovano attualmente diversi laghi artificiali, estesi sentieri, due piste di pattinaggio, parchi giochi e statue come la famosissima Alice in Wonderland, che si presta a divertenti scatti fotografici e comparsa in film come Remember Me (2010). La magia incontaminata di Central Park risiede proprio in questa verde meraviglia incastonata tra palazzi e grattacieli, la cui vista da qui diviene davvero suggestiva. Nell’immenso parco ci si imbatte poi nella sezione che Yoko Ono ha dedicato al grande John Lennon: ad attrarre maggiormente l’attenzione dei passanti è la scritta “Imagine”, tratta dall’omonima e celebre canzone, incisa all’interno di un cerchio stilizzato sul suolo. Un monito altamente significativo, che sprona alla riflessione e alla necessità di fermarsi a immaginare quale sia il giusto sentiero per la felicità o la serenità, quando la routine e la frenesia del quotidiano prendono il sopravvento. Se Central Park offre la sua bellezza genuina, pur essendo creazione umana, gli altri parchi che decorano la […]

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Ischia: mete, hotel, mezzi per un soggiorno da sogno

Maggiore delle isole del golfo di Napoli, appartenente all’arcipelago delle isole Flegree, Ischia è da sempre considerata un luogo incantato, tra le mete preferite dai turisti italiani e d’oltralpe. Questo è stato possibile anche grazie alla grande professionalità ed alla varietà delle strutture ricettive ischitane, che hanno permesso, grazie all’attività di tour operator specializzati, come Hotelischia, di soddisfare i gusti del gran numero di turisti che ogni anno, d’estate e d’inverno, cercano la location dei loro sogni per una vacanza o un breve soggiorno da sogno. Con lo splendido patrimonio naturalistico di cui Madre Natura l’ha arricchita, unico nel suo genere, Ischia gode infatti di 29 bacini, centinaia di sorgenti di acqua termale e fumarole, boschi e montagne, scogliere e innumerevoli spiagge. Cosa vedere ad Ischia Tra quelle più famose come non citare la spiaggia degli Inglesi, quella di Cartaromana, nella cui baia è possibile anche ammirare la Torre di Michelangelo, conosciuta anche con il nome di “Torre di Sant’Anna“, la spiaggia di San Montano a Lacco Ameno, nel cui borgo è possibile visitare anche la Basilica ed il Museo di Santa Restituta, la Scannella o la spiaggia di Citara? Ma Ischia (Isola di Ischia) non propone solo spiagge, seppur deliziose nella loro diversità. A 350 m da Ischia Ponte, sorge il Castello Aragonese, suggestiva fortificazione dai panorama mozzafiato che deve il suo nome e la sua moderna fisionomia, modificata sulla base di quello che era l’antico Castrum Gironis, del 474 a.C., ad  Alfonso V d’Aragona che, nel 1441, diede vita ad una struttura che ricalcava quella del Maschio Angioino di Napoli. Da suggestione a suggestione, tra le altre cose, ecco i Giardini La Mortella, situati nel comune di Forio, la cui realizzazione è stata condotta da William Walton, compositore inglese che nel 1949 si stabilì sull’isola con la moglie Susana, la quale, insieme all’architetto paesaggista Russel Page, iniziò questa meravigliosa oasi naturalistica al cui interno sono racchiuse diverse specie vegetali provenienti da ogni parte del mondo. Sempre a Forio, da citare il Torrione e i Giardini Ravino, giardino botanico italiano specializzato in piante succulente e cactus. Incantevole è Sant’Angelo d’Ischia, antico borgo di pescatori alle pendici del comune di Serrara Fontana. Si tratta di un isolotto collegato all’isola da un sottilissimo istmo di terra, che si inerpica lungo il costone del monte, dove un tempo vi erano le antiche case dei pescatori. La Baia di Sorgeto sorge, invece, nella piccola frazione di Panza, presentandosi come un’insenatura con vasche naturali in cui l’acqua che sgorga calda dal sottosuolo, mescolandosi con quella marina, è circondata da scogli e da un mare dalle acque cristalline. E per gli amanti del verde, interessante sarà il bosco della Falanga, a 600 metri sul livello del mare, costituito principalmente da castagni. Passeggiando tra i suoi sentieri, è possibile ammirare il mare azzurro dell’isola e scorgere le cosiddette Case di Pietra, scavate nella roccia tufacea, le grosse vasche per la raccolta dell’acqua piovana e i cellai, grossi fori sul terreno utilizzati per la conservazione del ghiaccio. Impossibile non citare, infine, le famosissime Terme di Ischia, utilizzate fin […]

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Culturalmente

Naxos, l’isola delle Cicladi tra meraviglia e storia

Naxos, isoletta delle Cicladi: cosa sapere e perché visitarla Considerate come le perle dell’Egeo, le isole Cicladi – Creta, Mykonos, Santorini, Paros…- costituiscono uno degli arcipelaghi greci più belli e apprezzati della penisola. Quella di Naxos è l’isola più grande e più densamente abitata, ma anche la più variegata per paesaggi: colline e montagne, valli di vigne, torrenti che rendono il territorio fertile, immense spiagge (100km di costa) ventilate dal maltemi (vento tipico dell’Egeo) che regala esperienze uniche per gli appassionati di windsurfing o per chi volesse cimentarsi in sport d’acqua (la meta prediletta dei surfisti è Mikri Vigla). Spiagge gettonatissime sono anche Agia Anna o Plaka nella costa settentrionale o, per chi è in cerca di intimità, spiagge come quella di Psili Ammos, situate nella parte orientale dell’isola e poco frequentate. La cima più alta dell’isola oltre che di tutte le Cicladi, è quella del monte Zas (1004 m) raggiungibile in circa 3 ore che valgono la vista mozzafiato che offre. Prospera di risorse naturali, archeologiche e dionisiache, Naxos è un interessantissimo paradiso terrestre dove non ci si annoia mai. Il clima poi, è perfetto:  estati temperate e inverni di  14/18 gradi. Storia e mito sull’isola di  Naxos Nel cuore delle acque egee, l’isola di Naxos è culla di storia e mito. Le testimonianze del passato costellano l’intera isola; è possibile visitare torri e castelli medievali, monasteri fortificati, chiese bizantine e siti archeologici. Portara, o la Grande Porta, è l’icona dell’isola di Naxos. Sorge sul piccolo promontorio di Palatia, quello che secondo il mito fu il luogo in cui Arianna venne abbandonata da Teseo dopo che il giovane riuscì a sconfiggere il Minotauro proprio grazie al “filo di Arianna”. Portara era l’ingresso del tempio dedicato ad Apollo, è infatti rivolta verso Delos, la città natia del Dio. Intorno al 530 a.C., l’allora tiranno Ligdami, aveva in mente un progetto maestoso per la costruzione di un tempio che esaltasse Naxos in bellezza e maestosità. Quando il re Ligdami fu sconfitto dagli Spartani, l’opera venne interrotta e, porta e mura esterne a parte, non fu mai conclusa. Durante il Medioevo venne costruita una basilica cattolica oltre la porta, mentre sotto il dominio veneziano il materiale fu utilizzato per la costruzione di altri edifici. Quando anche le mura furono spoliate per mano dei Turchi, la porta marmorea fu l’unica che sopravvisse perlopiù grazie alla sua imponenza: era troppo pesante per riuscire a spostarla. (20 tonnellate per ognuno dei 4 blocchi che la compongono). Alcuni credono invece che il tempio fosse dedicato a Dionisio (Secondo il mito, Naxos è la sua terra natia) che proprio presso Palatia trovò Arianna, la portò in salvo su di un carro trainato da pantere per poi sposarla. Lo stile architettonico di Naxos è quello tipico delle Cicladi. Paesini pittoreschi, case dipinte di bianco circondate dal blu del mare e dall’azzurro del cielo. Tra i centri urbani più importanti vi è il capoluogo Chora, diviso in quattro quartieri. Il quartiere di Kastro è la parte più antica di […]

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8 cose da vedere a Valencia, la terza città della Spagna

Alla scoperta della terza città della Spagna: quali sono le cose da vedere a Valencia? La sua anima è difficile da cogliere. Mediterranea sicuramente, non settentrionale, ma nemmeno meridionale. Abituati alla dicotomia Madrid – Barcellona, ci si dimentica forse che Valencia è la terza città della Spagna per numero di abitanti. Una città vivace, allegra, dall’aspetto futuristico e pittoresco allo stesso tempo: vanta infatti splendide cattedrali in stile gotico, piazze lastricate ed edifici ultramoderni. Città de Las Fallas, del Santo Graal e della paella, Valencia è orgogliosamente spagnola ma con una sua distinta personalità frutto di un mix di cultura catalana e andalusa: spensierata, rilassata, colta ma mai snob. Scopriamo quali sono le 8 cose da vedere a Valencia assolutamente 1) CIUTAT DE LES ARTS I LES CIÈNCIES Forse la maggiore attrazione di Valencia: un viaggio tra la natura, la scienza e l’arte. La Ciutat de les Arts i les Ciències è il polo artistico-culturale-scientifico costruito dall’architetto-ingegnere Santiago Calatrava e costituito da diversi edifici: l’Oceanogràfic, El Palau de les Arts Reina Sofia, l’Hemisferic, il Museo del las Ciencias Príncipe Felipe, l’Umbracle, il Ponte de l’Assut de l’Or, l’Ágora. Insieme rappresentano la proiezione della città nel futuro. Indubbiamente, per un appassionato di mare ed animali, l’Oceanogràfic è una tappa da non perdere tra le cose da vedere a Valencia. Si tratta dell’acquario più famoso della Spagna nonché il più grande d’Europa, un parco oceanografico posto su di una superficie di 100.000 mq. Al suo interno sono rappresentati tutti i differenti habitat di mari e oceani attraverso più di 40.000 esemplari diversi. Circondati da squali, pesci, granchi giganti, foche, trichechi e delfini,si possono osservare per ore gli ambienti tropicali, artici e camminare letteralmente circondati dalla fauna marina o all’interno dell’enorme voliera, sperando di non essere presi come bersaglio dagli uccelli! 2) LA CATTEDRALE Anche se è stata costruita nel XIII Secolo, la Cattedrale di Valencia sorge su un luogo già occupato da un tempio romano e poi da una Mezquita, una moschea musulmana. Non ha uno stile unico, perchè si intrecciano il romanico, il gotico e il barocco; questa caratteristica è evidente soprattutto ammirando i tre portali che danno accesso alla Cattedrale. Il Portale principale è quello “de los Hierros” (dei Ferri) ed è di stile barocco. Il Portale degli Apostoli, invece, è di stile gotico, proprio come il Campanile, chiamato Miguelete, a cui dà accesso. Infine, il Portale del Palazzo, o dell’Almodaina, chiamato così perchè affaccia sul Palazzo Arcivescovile, è di impronta Romanica. In una delle sue cappelle si dice sia custodito il calice che Gesù utilizzò nell’Ultima Cena. È il Santo Càliz che si contende, con altre coppe sparse per il mondo, il titolo di Santo Graal. 3) IL BIOPARCO Africa? No, Valencia! Al parco zoologico della città, il Bioparc, vivono una miriade di animali davvero incredibili. Lasciate perdere gli zoo che siete abituati a vedere: qui specie diverse vivono insieme condividendo lo stesso habitat, proprio come farebbero in natura. La differenza sta tutta in una serie di barriere naturali che separano i visitatori dagli animali per assicurarne l’incolumità […]

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Culturalmente

Pietrasanta. Capoluogo artistico della Versilia

Pietrasanta. Gioiello incastonato nel meraviglioso paesaggio toscano della Versilia. Terra di marmo, di artisti e di naturale bellezza. Terra di fascino ed arte che si respira in ogni angolo della città. Terra di contrasti e complementarietà di storia, cultura e tradizione. «Quel che mi piace è Pietrasanta: bellissima cittadina, con piazza unica, una cattedrale da grande città, e, sfondo, le Alpi Apuane. E che paese all’intorno! Che monti, che verde, che ombre, che fiumi, che ruscelli risonanti freschi di castagni e gli olivi fra il verde!» (Giosuè Carducci) Culla di artisti, primo tra tutti il poeta e scrittore Giosuè Carducci (1835-1907), del quale è terra natia. Ma tra i più famosi figli di Pietrasanta vanno annoverati Stagio Stagi (1479-1561), scultore e ornamentista, e lo scultore e storico Vincenzo Santini (1807-1876), primo direttore della scuola d’arte locale e autore di Commenti storici sulla Versilia centrale. Da sempre considerata come la piccola Atene, Pietrasanta possiede anche una rete di cunicoli sotterranei, oltre a opere difensive strategiche, come le mura di cinta, ben visibili dalla piazza – affascinanti quando illuminate di sera – e raggiungibili grazie a un sentiero che termina alla Rocca di Sala, dalla quale è possibile ammirare la piana versiliese da Viareggio a Forte dei Marmi e, nelle giornate più limpide, visibili anche alcune isole dell’Arcipelago Toscano. Da non dimenticare il Teatro La Versiliana con il Caffè di Romano Battaglia e tutte le mostre, botteghe e musei presenti sul territorio. Pietrasanta: alcuni cenni storici Le origini della città risalgono al 1255, quando un nobile milanese, Guiscardo da Pietrasanta, signore della provincia di Lucca, le diede il nome e lo stemma nobiliare, dando ai suoi cittadini i medesimi diritti e privilegi dei cittadini di Lucca. Segue il dominio di Castruccio Castracani, duca di Lucca, dopo il quale la città viene data in pegno ai genovesi. Conquistata dai francesi e restituita poi al Comune di Lucca, Pietrasanta conobbe un rapido sviluppo economico, diventando una delle principali mete artistiche e culturali a livello mondiale. Architettura e Scultura Ovunque a Pietrasanta si respira e ammira arte. Bellezze architettoniche e scultoree adornano la perla versiliese, dagli edifici religiosi a sculture d’arte moderna, che vivacizzano e colorano il borgo, rendendolo calamita culturale per turisti e visitatori. La splendida Piazza Duomo è senza dubbio il valore indiscusso della città. Qui si ergono la Cattedrale di San Martino, con il suo particolarissimo campanile in mattoni rossi, la Chiesa di Sant’Agostino e la Torre delle Ore. Tra gli altri importanti edifici del centro storico si annovera la Chiesa di Sant’Antonio Abate, che ospita due grandi affreschi dell’artista Fernando Botero. Ma ciò che rende davvero irresistibile Pietrasanta agli occhi degli osservatori catturandone il cuore è il pullulare di sculture marmoree e bronzee, che impreziosiscono la città e veicolano l’economia grazie alla loro lavorazione. Diventata punto di riferimento e luogo d’incontro sempre più importante per gli scultori provenienti da tutto il mondo, per apprendere l’arte della lavorazione artistica del marmo e del bronzo. Il fervore artistico investe anche l’animo più ritroso, perché […]

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