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Eroica Fenice

Attualità

“MAMT”- Il Museo della pace ritorna in città!

Il 29 Giugno a Napoli si (ri)inaugura il MAMT, Museo Mediterraneo delle Arti, della Musica e delle Tradizioni, uno spazio espositivo di ben cinque piani e 800 metri nel cuore della città, precisamente nello storico edificio dell’ex Grand Hotel de Londres, a Piazza Municipio. Cos’è il “MAMT” Il progetto del Museo (chiamato anche Museo della Pace) nasce nel 1997 come luogo e canale di espressione degli ideali dalla Fondazione Mediterraneo, creata oltre 25 anni fa da Michele Capasso con l’intento di promuovere la pace ed il dialogo interculturale. La sua prima inaugurazione avviene nel Dicembre del 2013 e dopo una serie di alti e bassi e lunghi periodo di chiusura, è pronto a rilanciare la propria missione: raccontare attraverso la musica, l’arte, le tradizioni, i costumi, la scienze e la creatività dei “luoghi” che ospita ciò che unisce ed accomuna i popoli del Mediterraneo e del mondo intero. L’idea è quella di creare una grande “casa” ad ingresso gratuito che raccolga le testimonianze, i legami ed i simboli del dialogo collettivo attraverso dodici percorsi emozionali interattivi guidati dalla proiezione di oltre cinquemila video in alta definizione, insieme a reperti ed oggetti esclusivi che hanno permesso al museo di essere definito Museo delle emozioni e “patrimonio emozionale dell’umanità”. Motto del museo è “Pensare europeo” e “respirare mediterraneo”: proprio per questo motivo, leitmotifs dei percorsi emozionali proposti sono il Mediterraneo, appunto, in molteplici aspetti, ma anche temi come la pace, la legalità, la religione, le migrazioni ed il confronto con le altre culture. Percorsi emozionali I percorsi emozionali che si potranno vivere sono i seguenti: Il Mediterraneo delle emozioni, della luce, della creatività e dei mestieri; Il canto che viene dal mare; Voci dei migranti; Un mare, tre fedi; Storie di pace; Paesi ed istituzioni; Testimonianze e visite; Molinari scultore del colore ed infine Pino Daniele Alive. Proprio l’ultimo percorso potrebbe attirare l’attenzione di molti curiosi e visitatori: La fondazione Mediterrano,attraverso un sistema unico al mondo, con l’ausilio di 100 videowall di grandi dimensioni, intende trasportarci ed accompagnarci nella la visione di ben 200 video realizzati con le bellissime musiche di Pino Daniele: al grande musicista, infatti, verrà dedicato un intero piano del Museo, nella sezione «Pino Daniele Alive», in cui viene raccontata, ‘emozionalmente’, la sua vita artistica e la sua musica. Sulla scia di questo modo sperimentale di visitare un luogo attraverso percorsi visivi e multimediali, appoggiato nella sua missione anche dall’Agenzia delle Nazioni Unite Unaoc, il Museo ha lo scopo di promuovere attraverso video in alta definizione il ‘bello’ e ciò che ci ‘unisce’. Nei prossimi 3 anni saranno a questo scopo realizzati in tutto il mondo video ‘emozionali” sull’arte, l’architettura, l’ambiente, l’archeologia, le religioni e su tutto quello che ci accomuna come parte di un mondo molto diversificato, ma decisamente intercorrelato ed interdipendente.

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Attualità

Casertamusica: una estate di musica alla Reggia di Caserta

Casertamusica, si prospetta una estate da re! – La Reggia di Caserta, la residenza reale più grande al mondo, ha vissuto un periodo davvero poco felice venendo sempre più spesso menzionata per lo stato di abbandono e degrado in cui versava piuttosto che per la sua maestosa bellezza e per lo stupore che ogni volta provoca ai suoi spettatori. Nonostante ciò, specialmente nell’ultimo periodo e sotto la nuova Direzione, è evidente che qualcosa cominci a muoversi e soprattutto a cambiare. La Reggia ritorna sotto i riflettori, finalmente con commenti positivi e nuove proposte. Dopo l’incremento considerevole di visitatori, la riqualificazione delle fontane e delle vasche, l’organizzazione di visite guidate a tema, le aperture serali straordinarie, la Reggia è stata e continua ad essere protagonista di eventi importantissimi, come il ciclo di incontri con registi di fama internazionale come Garrone, Muccino e Tornatore,tenutisi nei mesi scorsi e organizzati dalla SUN, Seconda Università di Napoli. Attualmente è in cantiere, ma già visibile dal 1 Giugno, la mostra Terrae Motus, una collezione di arte contemporanea voluta dal famoso gallerista napoletano Lucio Amelio in seguito al terribile terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980. Il prossimo mese un nuovo evento di respiro internazionale, “Un’Estate da re. La grande musica alla Reggia di Caserta”, prenderà vita nel cortile della Residenza reale, trascinando i visitatori in uno spettacolo musicale mozzafiato. Casertamusica: Un’Estate da Re all’insegna della grande lirica E’ una “bomba di emozioni” quella che viene promessa dal maestro Daniel Oren in vista del grande evento che vedrà protagonista nelle serate di lunedì 4 e 11 e domenica 8 Luglio  la grande musica sinfonica, incastonata in uno spettacolare scenario di cascate, fontane e perfette architetture neoclassiche. L’idea è quella di seguire due direttrici importanti, da un lato rilanciare e rivalutare la Reggia come luogo di interesse e cultura a livello internazionale, dall’altro quello di avvicinare il pubblico, specialmente quello più giovane, alla cultura ed in questo caso specifico soprattutto alla grande Opera, soprattutto attraverso la scelta di applicare tariffe decisamente accessibili ai più, da un minimo di 5 ad un massimo di 20 euro, con sconti ed agevolazioni per ragazzi, famiglie e gruppi.  La serata di apertura di casertamusica, lunedì 4 Luglio comincerà sulle note della IX Sinfonia di Beethoven diretta dal maestro Antonio Pappano insieme all’Orchestra romana di Santa Cecilia. Domenica 8 e lunedì 11 Luglio avremo la messa in scena del Nabucco, capolavoro verdiano diretto dal grandissimo Daniel Oren in collaborazione con le Orchestre del Teatro San Carlo di Napoli e del Verdi di Salerno. Più di 400 artisti tra cantanti, musicisti e comparse, si esibiranno davanti ad un totale di circa 2800 spettatori in uno dei palazzi più belli (e purtroppo meno valorizzati) d’Europa. Immaginando la perfezione dei pilastri e degli archi che incorniciano ed incanalano sin dall’ingresso i meravigliosi giochi di cascate e fontane dell’immenso parco, amplificata dalle note di tutti gli strumenti dell’Orchestra insieme alle voci del Nabucco si riesce a  comprendere quanto sia appropriato scegliere un nome come “Un’Estate da Re” […]

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Culturalmente

Uno scambio interculturale, ci hai mai pensato?

Una delle frasi migliori che abbia mai sentito è che si viaggia non tanto per cambiare luogo, quanto per cambiare idea. Si può viaggiare in tanti modi, ma uno molto bello e (elemento da non sottovalutare), quasi gratis per farlo è quello di partecipare ad uno scambio interculturale del programma Erasmus plus, che tutti dovrebbero conoscere! Erasmus plus è un contenitore di tutti i progetti di mobilità e apprendimento offerti dall’Unione Europea e prevede periodo di studio all’estero, stage e tirocini, corsi di formazione, programmi di volontariato, aprendo un raggio sconfinato di opportunità che vanno solamente colte senza timore. Una di queste opportunità sono proprio gli scambi interculturali. Che cos’è uno scambio interculturale? Uno scambio interculturale è un progetto di mobilità internazionale a breve durata che promuove lo scambio di idee ed esperienze tra giovani provenienti da Paesi e culture differenti, la partecipazione attiva alla cittadinanza europea, l’apprendimento interculturale e molto altro ancora. La formula è molto semplice: un numero variabile di giovani tra i 18 e i 26 anni proveniente da almeno due Paesi dell’Unione Europea e non, vive per una o due settimane a stretto contatto nella stessa struttura, svolgendo diverse attività su un tema di interesse internazionale: campagne fotografiche, improvvisazioni teatrali, dibattiti, flashmob e workshops sono solo alcuni esempi di quello che può accadere durante queste settimane. Ogni scambio prevede inoltre visite ed escursioni in luoghi di interesse e serate interculturali in cui ogni Paese si presenta agli altri partecipanti attraverso la cultura, le abitudini, i sapori, la musica, le curiosità, le immagini e i colori della propria nazione. Gli scambi non si esauriscono però alle attività, che sono soltanto il punto di partenza. La parte più importante è quella “non ufficiale”, latente e allo stesso tempo predominante, quando il confronto e la condivisione combattono i pregiudizi e gli stereotipi, allargano gli orizzonti e i punti di vista e arricchiscono in maniera smisurata ogni partecipante. Per non parlare dei legami, delle trame e dei rapporti che nascono in così poco tempo. In ogni scambio si crea un’atmosfera speciale, una specie di bolla con un microclima a sé stante fatto di persone sconosciute che in breve si ritrovano a condividere esperienze, idee e molte, moltissime, emozioni. Un’esperienza che si può provare a descrivere, ma che si può capire e soprattutto sentire soltanto vivendola. Chi può partecipare e come ad uno scambio interculturale? Tutti i giovani tra i 13 e i 30 anni (l’età può variare a seconda del progetto) residenti in uno dei Paesi aderenti al programma Erasmus plus possono provare a partecipare ad uno scambio interculturale. Bisogna candidarsi per un progetto a cui si è interessati, compilando un’application form in cui bisogna generalmente indicare perchè si vuole partecipare, quali sono le proprie esperienze e aspettative, raccontandosi e spiegando le proprie motivazioni. La lingua franca degli scambi, affinchè si riesca a comunicare ed interagire con tutti, è l’inglese, anche se il livello di conoscenza della lingua non è strettamente importante. Se si viene selezionati, si conferma la propria partecipazione […]

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Attualità

Cartier-Bresson, la mostra: The Mind’s Eye

Se è vero che non è una macchina fotografica a fare un fotografo, bisogna anche aggiungere che l’occhio umano non potrà mai essere sostituito da quello dell’obiettivo. Eppure da una giusta combinazione dei due elementi, quando un occhio attento e sensibile scopre e utilizza quello della macchina, nascono a volte risultati unici e straordinari La mostra The Mind’s Eye, Henry Cartier-Bresson, che si terrà al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, dal 28 aprile al 28 luglio, è un ottimo modo per assistere da vicino ad un esempio di questi risultati. La mostra ripercorrerà l’intera carriera del maestro Cartier-Bresson attraverso ben 54  scatti considerati tra i suoi capolavori assoluti, permettendo agli spettatori di lanciare uno sguardo sul mondo attraverso gli occhi di uno dei più importanti fotografi dello scorso secolo.  Cartier-Bresson , l’oeil du siecle “La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento”. Così il maestro Henri Cartier-Bresson, soprannominato a buon diritto l’oeil du siecle, (l’occhio del secolo), definiva il significato del suo lavoro da fotografo. Cartier-Bresson il XX secolo lo ha attraversato e vissuto davvero, diventando ben presto uno dei pionieri del fotogiornalismo. Artista a tutti gli effetti, pittore oltre che fotografo, negli anni più intensi della sua attività di fotoreporter immortala i momenti salienti di Surrealismo, Prima e Seconda Guerra Mondiale, Guerra Civile spagnola e Guerra Fredda, viaggiando da un punto all’altro sempre alla ricerca del famoso “momento decisivo”, cristallizzato dalla sua Leica, prolungamento del suo occhio.  Dopo moltissimi anni passati in giro per il mondo, macchina fotografica in spalla, Cartier-Bresson fonda nel 1947 insieme a Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert la Magnum Photos, che diventerà presto una delle più importanti del mondo, ma rimarrà sempre estremamente eclettico, dedicandosi al cinema in qualche occasione, alla pittura suo primo amore e alla fotografia ritrattistica. Cartier-Bresson riesce sempre magistralmente a cogliere il momento giusto, raccontando una storia ed eternizzandola in un quadro che arriva direttamente al cuore dello spettatore. I suo scatti sono tutti in bianco e nero, giocano con le luci e le ombre, le architetture, le prospettive inaspettate, sono armonici e spontanei, ricchi di emozioni e sfumature. Una fotografia di anima e cuore quella di Cartier-Bresson, lucida e senza tempo. Cinquantaquattro scatti per osservare la realtà attraverso gli occhi del grande maestro del XX secolo non vanno persi per nessuna ragione. Qualche informazione sulla mostra al PAN The Mind’s Eye, Henri Cartier-Bresson verrà inaugurata con accesso su invito giovedì 28 Aprile dalle 18:30 alle 19:30. La mostra è a cura di Simona Perchiazzi, in collaborazione con l’Associazione ACM Arte e Cultura insieme con la Fondation Henri Cartier-Bresson Magnum Photos. Dove: Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, Via dei Mille, 60 Quando: Dal 28 Aprile al 28 Luglio 2016 Orari:  Lunedì e dal mercoledì dalle 9.30 alle 19.30, Martedì chiuso, Domenica dalle 9.30 alle 14.30 Prezzo biglietto: 5 euro Contatti:  https://www.palazzoartinapoli.net/ | [email protected] | 0817958604

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Culturalmente

La storia di un Caravaggio in soffitta

Immaginate, come se foste i protagonisti di un film, di possedere una casa con una soffitta inutilizzata e di scoprire per puro caso che questa soffitta nasconda un capolavoro scomparso di uno dei pittori più apprezzati e famosi del XVI secolo. Ora immaginate che questa sia una storia vera e che l’artista in questione sia Caravaggio. Può sembrare incredibile oltre che inverosimile, invece è accaduto a Tolosa, nell’aprile del 2014, quando i proprietari di una casa della campagna francese, infastiditi da una banale perdita d’acqua e tentando di risolverne i danni,  fanno una scoperta eccezionale: nascosta tra oggetti futili e cianfrusaglie varie, dietro una porta chiusa in soffitta, trovano una tela raffigurante la scena biblica di Giuditta che decapita Oloferne, rimasta nascosta nello stesso posto per oltre 150 anni e tenutasi fortunatamente “in uno stato di conservazione eccezionale”. La scoperta è stata resa nota solo pochi giorni fa, quando l’esperto Eric Turquin, che l’ha studiata durante questi due anni, l’ha presentata al pubblico affermando che si tratti senza dubbio di un’opera del maestro da Merisi. La storia del dipinto di Caravaggio La tela rappresenta un soggetto già realizzato da Caravaggio nel 1559, la Giuditta e Oloferne conservata presso la Galleria di Arte Antica (Palazzo Barberini) a Roma. Quella ritrovata in Francia sarebbe una “sorella” realizzata qualche anno dopo, tra il 1604-1605, durante il periodo che l’artista trascorse a Napoli. La sostanziale differenza tra le due opere sta nella posizione e nell’espressione di Giuditta, vestita di nero piuttosto che di bianco e con lo sguardo gelido e frontale rivolto verso gli spettatori. Anche se sono in corso altri accertamenti per decretarne l’attribuzione definitiva, l’ipotesi sarebbe confermata  dalla storia del dipinto e da una testimonianza estremamente importante. Il pittore e amico di Caravaggio Louis Finson ne realizza infatti una copia pressocché identica, citando la stessa opera di Caravaggio nel suo testamento. La copia di Finson è attualmente proprietà della Banca San Paolo ed è esposta a Palazzo Zevallos di Napoli, da diversi anni importante polo artistico della città. Il fatto che l’opera di Finson si trovi a Napoli, rafforzerebbe il legame del dipinto con la città  e confermerebbe che il maestro l’abbia realizzata proprio qui. Per questo sarebbe magnifico poterla osservare accanto alle altre tele del Caravaggio presenti a Napoli: la Flagellazione di Cristo, al museo di Capodimonte, le Sette opere di misericordia, a Pio Monte della Misericordia e quello che noi conosciamo come l’ultimo capolavoro del maestro, il Martirio di Sant’Orsola, conservato proprio a Palazzo Zevallos. Ma la storia, anche quella di una tela, a volte percorre  strade e sentieri inaspettati. L’ultima notizia che abbiamo sulla presunta seconda versione di Giuditta e Oloferne risale a quando il dipinto era proprietà di Finson. Ad un certo punto se ne perdono le tracce, che portano quattrocento anni dopo ad una polverosa soffitta del sud della Francia.  Come è arrivata la tela fino a lì? A quanto pare un antenato dei fortunati proprietari del dipinto era un ufficiale dell’esercito napoleonico che prese parte alle campagne militari in Italia,portando con sè il quadro una volta tornato a […]

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Attualità

“La gente di Napoli” ci mette la faccia

Raccontare Napoli attraverso i volti e le idee di persone comuni e non, vederla tramite gli occhi dei suoi abitanti o di coloro che per un qualsiasi motivo si sono trovati ad avere a che fare con lei, descriverla nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni. È questo l’obiettivo principale del progetto “La gente di Napoli- Humans of Naples”,  cogliere la maggior parte di sfaccettature possibili di una città quantomeno articolata e complessa, e farlo attraverso i volti e i pensieri immortalati dalla macchina fotografica del giovane Vincenzo De Simone, ideatore e realizzatore degli scatti e del progetto. Cos’è La gente di Napoli Il progetto, ormai già alla II edizione, nasce sulla scia del famosissimo format Humans of New York, ma viene reinterpretato e contestualizzato da Vincenzo che rende protagonisti non solo le persone immortalate, quanto il loro rapporto con la città di Napoli. La mostra, che potrebbe chiamarsi anche La gente su Napoli, sperimenta un modo nuovo di indagare la realtà attraverso la partecipazione diretta e attiva delle persone fotografate, che esprimendosi davanti l’obiettivo contribuiscono a creare non una, ma decine di riflessioni sulla realtà che li circonda. Vengono fuori da questo progetto sono storie di persone molto diverse tra loro ma accomunate dal legame, più o meno diretto, più o meno positivo con la città. Vincenzo chiede ai suoi soggetti cosa significhi essere napoletano o vivere a Napoli e, quando trova persone che non lo sono o non ci vivono, qual era la loro idea sulla città e che riscontro hanno avuto. La mostra mette  così in evidenza i diversi aspetti della città, raccoglie tante opinioni di bellezza e amore ma non risparmia e non censura le critiche, i problemi, le cose che non vanno. Nessun soggetto esprime indifferenza, questo è poco ma sicuro. C’è un po’ di tutto: gli innamorati persi, quelli che la guardano e sorridono amaramente, i pessimisti e i moderati, quelli che restano e gli altri che se ne vanno ma vorrebbero restare, quelli che vogliono fare qualcosa per cambiare le cose. In mostra anche volti noti, politici, artisti, personaggi dello spettacolo, fra i tanti Toni Servillo, Ludovico Einaudi, Sergio Assisi, Giuseppe Tornatore, che lasciano le loro impressione e raccontano le proprie esperienze.  “La gente di Napoli” si presenta come un progetto fatto e creato da napoletani che vogliono raccontare come stanno davvero le cose, liberi dai classici pregiudizi e stereotipi, negativi o positivi che siano. Si cerca di capire e riconoscere quali sono le risorse e i limiti della città e da questi limiti e punti di forza partire per migliorare la situazione. Non c’è modo migliore per parlare di questa Napoli che dando volto e voce agli occhi e alle parole di tutte le persone che la attraversano. Anche per questo motivo il progetto non ha nessuna intenzione di fermarsi. Vincenzo De Simone anticipa che ha vuole andare oltre, addentrandosi nelle realtà più difficili e meno ascoltate della città, incontrando e dialogando con il suo lato multietnico e multiculturale. Vincenzo ci rivela che per lui Napoli è […]

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Attualità

Piazza del Plebiscito InCantata dal più grande coro del mondo!

Piazza del Plebiscito a Napoli è,  anche da semivuota e durante normalissimi giorni infrasettimanali, un luogo bellissimo, incastonato tra il Palazzo Reale e il porticato con la cupola della basilica di San Francesco di Paola, inebriato dall’odore del mare a quattro passi e rischiarato dai raggi del sole la maggior parte dell’anno. Per questo cattura l’attenzione di passanti, turisti ma anche napoletani ormai abituati allo spettacolo, che continuano a fermarvisi spesso, a scattare foto o semplicemente ad ammirarla per un secondo e per questo ogni volta che qui si organizza un evento, qualsiasi esso sia, la magia aumenta ancora di più. Teatro di spettacoli, concerti con nomi importantissimi, flashmob, giornate di abbracci gratis, esposizioni e tanto altro, Piazza del Plebiscito raduna infatti spesso migliaia di persone con la voglia di organizzare e prendere parte ad iniziative sempre nuove e sorprendenti. Piazza del Plebiscito sarà InCantata grazie ad un concerto corale Sabato 9 Aprile non sarà da meno. In questa giornata la Piazza dialogherà in modo particolare con il suo pubblico, o per essere più precisi “canterà” con questo grazie al coro polifonico più grande della storia, trasformandosi in una Piazza InCantata.  Durante la mattina ed il primo pomeriggio si terranno le prove generali dell’evento, mentre a partire dalle 16:30 si potrà assistere ad un meraviglioso e mastodontico concerto corale.  Oltre 360 cori per un totale di  tredicimila giovani e non provenienti da ben 63 province di 17 regioni in tutta Italia  si esibiranno a Piazza del Plebiscito interpretando alcuni tra i più bei brani tratti da opere di Verdi, Charpentier, Handel e Mozart, ma anche canzoni memorabili come Michelle o Je te vurria vasà, accompagnati dall’orchestra del Conservatorio di San Pietro a Majella, istituzione e cuore dello scenario musicale napoletano, e diretti dai maestri Ciro Caravano e Sergio Siminovich. La musica ha poteri incredibili e da sempre unisce le persone e appiattisce o cancella spesso le differenze di qualsiasi tipo. Ogni volta che si partecipa ad un concerto infatti, ci si trova stretti ed uniti a cantare e a commuoversi, a ballare o ad emozionarsi all’unisono. I cori polifonici poi rappresentano una manifestazione perfetta di questo potere di solidarietà e condivisione e dello spirito di gruppo che la musica fa nascere ed alimenta. Questi sono costituiti da ragazzi o adulti che cantano all’unisono, che spesso decidono di riunirsi per il solo piacere di cantare e che insieme formano una voce sola. Soltanto immaginare l’emozione che si potrebbe provare davanti al più grande coro del mondo che si riunirà proprio a Napoli un sabato pomeriggio, pensare a più di mille volti e di mille voci perfettamente accordate e sintonizzate, sembra quasi una follia. Ma siamo a Piazza del Plebiscito, e si sa che questo è un luogo incantato. 

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Notizie curiose

BlablaCar è pericoloso?

A volte si decide di partire all’ultimo momento, per andare a trovare un amico che vive lontano, per vedere quella mostra che proprio non si vuole perdere, perché si trova un alloggio ad un ottimo prezzo e non ci si vuole  far sfuggire l’offerta. O magari si è prenotato da tanto tempo un viaggio nei minimi particolari, stampato la mappa e gli orari di ogni possibile luogo da visitare, controllando persino dove è possibile gustare i piatti tipici del luogo ad un prezzo onesto. Manca solo una cosa, il mezzo di trasporto con cui arrivare a destinazione, e spesso diventa il problema maggiore. Autobus, treni, voli, coincidenze di qualsiasi tipo, tabelle degli orari, attese interminabili tra un cambio e l’altro e prezzi esorbitanti, soprattutto se non si prenota con mesi d’anticipo. Quale potrebbe essere una valida ed economica alternativa? Per le distanze brevi, ma nemmeno troppo,  BlaBlaCar rappresenta un’ottima soluzione. Cos’è BlaBlaCar? Come funziona? BlablaCar rientra nella categoria della sharing economy, ovvero il “consumo collaborativo”, che da un po’ di anni a questa parte fornisce un modo nuovo di utilizzare alcune risorse a nostra disposizione, tenendo presente l’idea che condividere permette di risparmiare e conoscere persone nuove nello stesso tempo. L’idea dello “sharing” funziona bene soprattutto per i viaggi, per questo motivo esistono decine di siti online sui quali potersi iscrivere e cercare la formula più semplice ed economica per organizzarne uno, soprattutto se si è da soli e non lo si vuole restare per tutto il tempo. BlaBlaCar permette di trovare o offrire un passaggio in auto a chi intenda raggiungere la propria meta ad un prezzo assolutamente concorrenziale, senza bisogno di un largo margine di anticipo. Bisogna registrarsi semplicemente al sito: https://www.blablacar.it/ e cercare o proporre il passaggio che occorre, con la possibilità di aggiungere alcunii filtri come come la data di partenza, la fascia oraria ed il prezzo massimo. BlaBlaCar è conveniente da entrambe le parti, il conducente, infatti, recupera le spese di viaggio, mentre il passeggero spende di meno rispetto ai costi dei comuni trasporti, quali bus/treno/aereo, e risparmia molto stress. Se va proprio bene, si possono incontrare dei compagni di viaggio decisamente interessanti e fare amicizia per qualche ora. Quindi è pericoloso Blablacar? BlaBlaCar è ormai una community gigantesca, con oltre 25milioni di iscritti in 22 Paesi differenti. Ogni profilo viene verificato e ne viene assicurata l’autenticità tramite altri social, ad esempio Facebook, oppure con i feedback degli altri passeggeri, che non possono essere in nessun modo modificati o cancellati dal conducente. BlaBlaCar permette inoltre di mettersi  in contatto con il conducente prima del viaggio e di decidere se partire o meno. Dalle nostre parti molti sono ancora diffidenti in merito, e quando qualcuno chiede: “hai provato BlaBlaCar?” non è difficile ricevere un’occhiataccia o un preoccupato “non mi fido, tu sei folle”. Eppure, in molti Paesi, come in Francia o in Spagna ad esempio, spesso trovare un passaggio su BlaBlaCar non comporta nessun tipo di reazione particolarmente positiva o negativa, poiché viene considerata una soluzione conveniente ed è […]

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Viaggi e Miraggi

Valencia en fallas: una settimana spettacolare

Musica, luci, bancarelle con cibo di ogni tipo a qualsiasi angolo di strada, rumore di polvere da sparo e una fiumana di persone in tutte le strade a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questo il clima che si respira a Valencia, terza città della Spagna per importanza, durante la settimana tra il 15 e il 19 di Marzo. Sono questi infatti giorni dedicati ad una importantissima festa tradizionale che coinvolge l’intera comunità valenciana e che annuncia l’inizio della primavera: las fallas. Per capire quanto las Fallas rappresentino, bisogna considerare che queste mescolano insieme cultura, religione, arte, satira, senso di appartenenza alla propria terra e molto altro ancora. La semana fallera: cose da non perdere durante las Fallas Nella notte del 15 Marzo si svolge la plantà delle fallas: nelle strade e nelle piazze della città vengono innalzati oltre 700 giganteschi monumenti di legno e cartapesta dalle mille forme e colori, realizzati durante l’anno dagli artisti falleros, liberi di scegliere qualsiasi tema ritengano più opportuno. Una sola regola vale per ogni falla: la satira mordace realizzata tramite caricature e parodie che apertamente critica politici, personaggi famosi, eventi di attualità della città e non solo. Mentre si passeggia, incontrare una di queste “sculture” è davvero uno spettacolo affascinante, soprattutto quelle grandi, che possono raggiungere anche i 20 metri di altezza! Tutte le persone restano svariati minuti con il naso all’insù ad ammirare queste vere e proprie opere d’arte, tentando di coglierne ogni minimo dettaglio e di decifrate il messaggio satirico dell’artista. Las fallas non è però una festa di soli monumenti, ma offre sempre qualcosa da scoprire. Una celebrazione altrettanto importante è ad esempio quella dell’Ofrenda de flores a la Virgen de los Demparados (la Madonna degli Abbandonati).  In Plaza de la Virgen, nel cuore della città, proprio davanti alla Cattedrale, viene realizzata una struttura di legno rappresentante la Madonna e il bambino che viene letteralmente ricoperta di fiori tra il 17 e il 18 Marzo dalle falleras infantiles e mayors, bambine e donne valenciane vestite e acconciate in modo tradizionale che sfilano per le strade di Valencia fino alla Virgen. Qui lasciano in dono un ramoscello in fiore che diventerà parte del mantello della Madonna, un tripudio di fiori dai mille profumi. Questa manifestazione è la parte più emotivamente sentita dai cittadini e quella più strettamente religiosa di tutta las fallas. Rappresenta un momento molto importante di riflessione e ringraziamento alla Madonna, ma è anche un modo per rievocare la cultura e il folklore della città. Las falleras sono meravigliose nei loro abiti multicolor e pettinate con elaboratissime acconciature abbellite con monili e spille preziose. Un altro momento da non perdere assolutamente è quello della mascletà. Ogni giorno, dal 1 al 19 Marzo alle 14.00 in punto Plaza del Ayuntamiento trema sotto un singolare concerto provocato da una serie di esplosioni controllate di polvere da sparo che creano un ritmo sempre più concitato e assordante. Bisogna arrivare con molto anticipo se si vuole assistere da abbastanza vicino allo spettacolo: il numero di persone che accorre qui è infatti davvero […]

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