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Eroica Fenice

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Exitus, il nuovo romanzo di Salvatore Enrico Anselmi

Tra le ultime novità di narrativa italiana è stato appena pubblicato Exitus, romanzo di Salvatore Enrico Anselmi, Ginevra Bentivoglio EditoriA. Exitus ovvero la repentina svolta degli eventi, la via d’uscita, la virata che segna la vicenda dei protagonisti in un crescendo che costringe il lettore a seguire il tenace filo di continuità, ora sotteso, ora macroscopico e dirompente. I capitoli – La stagione agra, Bovary, Sebastien prima di Valmont – costituiscono una trilogia, raccontano tre storie autonome, tuttavia strettamente connesse le une alle altre dalla struttura di riferimento e dall’articolata architettura di sostegno. Questa si avvale di continui rimandi, di corrispondenze, di richiami. La narrazione diretta e contemporanea, secondo la contemporaneità cronologica del racconto, si mescola e si fonde con la narrazione indiretta, interna ed evocata quasi come se Exitus fosse un romanzo costruito come una storia di storie. La svolta felice o drammatica, la rinuncia alla vita, l’innamoramento, il rovello della creazione artistica, il voler conoscere se stessi e dare alla propria esistenza un assetto definitivo, dopo lungo vagabondare, sono alcuni dei temi centrali. Il ritmo serrato e, allo stesso tempo che rispecchia un atteggiamento introspettivo, attraversa un ampio lasso di tempo, dal Settecento, periodo nel quale si svolge il terzo e conclusivo capitolo, fino all’inizio del XXI secolo. La scansione diacronica, pertanto, è frazionata e volutamente discontinua. Lo stile persegue in forma costante l’intento della bella scrittura; è duttile, versatile, coniugato con l’intento di rispondere al contesto di civiltà al quale si riferisce. La svolta in Exitus di Salvatore Enrico Anselmi si compie attraverso virate repentine e inattese che coinvolgono il protagonisti Il personaggio centrale della prima vicenda è l’anziano pittore Francesco Olgiati, il quale intrattiene un carteggio a distanza con il figlio Lorenzo. L’asfittica unità familiare, composta da Carlo Rusticucci e Luisa Fiorilli, viene messa a dura prova, nel secondo racconto, da Piero Asgrò. Questi presenta caratteri di continuità con Sebastien Valmont, mutuato dalle Liaisons dangereuses di Choderlos de Laclos, protagonista dell’ultimo capitolo. Salvatore Enrico Anselmi, è storico e critico d’arte, autore di monografie dedicate alla storia della pittura italiana in età moderna, alla committenze nobiliari, in particolar modo dei Farnese, alla diffusione del linguaggio gesuita e pozziano in Tuscia, alle vicende di committenza giubilare in età rinascimentale a Viterbo. Suoi contributi sono apparsi in atti di convegno e riviste specialistiche («Bollettino d’Arte», «Storia dell’arte», «Rivista dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’arte», «Studi Romani»). Alle attività di docenza e ricerca affianca la scrittura, con particolare dedizione per la narrativa d’introspezione. Alcuni dei suoi racconti e testi poetici sono pubblicati in «Rapsodia. A magazine of art and literature», e «Critica Impura. Letteratura. Filosofia, arte e critica globale». Cura inoltre la rubrica Marginalia – cascami d’arte e letteratura per «Yawp: giornale di letterature e filosofie». Pubblica racconti e poesie sul suo sito: enricoanselmivt.wixsite.com/mysite   Fonte immagine: Salvatore Enrico Anselmi

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Presentazione in anteprima nazionale de La Gabbia di Francesca Gerla

Mercoledì 24 aprile ore 18 nella sede de La Feltrinelli in P.za Dei Martiri a Napoli, l’anteprima nazionale dell’ultimo lavoro editoriale dell’autrice Francesca Gerla, Emersioni – gruppo Lit. Interverranno gli scrittori Pino Imperatore e Angelo Petrella. Le letture sono a cura di Rosaria de Cicco. A moderare l’incontro, Aldo Putignano. L’evento è aperto a tutti. Sinossi de La Gabbia di Francesca Gerla Enea, garagista, si introduce di nascosto nelle case dei condomini del suo palazzo. Armando, del quinto piano, lo pedina, in un crescendo di tensione e suspense. Tutto nel palazzo cambierà all’arrivo di Ilaria, bellissima ragazza che nasconde più di un segreto. In un crescendo di colpi di scena, le verità anche agghiaccianti dei protagonisti verranno a galla, dimostrando che, in questa discesa agli inferi, tutto è possibile. Persino ricucire i legami nel sangue.  L’Autrice Francesca Gerla, insegnante, ha lavorato come redattrice e traduttrice. Tra i libri tradotti, Il bambino filosofo di Alison Gopnik, Bollati Boringhieri; Julie & Julia, di Julie Powell, Rizzoli. Ha ottenuto vari riconoscimenti con i suoi racconti e romanzi. L’ultimo libro è Sei personaggi in cerca di Totore (Homo Scrivens), scritto a quattro mani con Pino Imperatore.

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A Palazzo Venezia la presentazione de I cocci del mio alfabeto di Filomena Lombardo

Le parole sono importanti, hanno un peso e portano con sé un carico di responsabilità. Una sostanza che è carne e spirito, corpo e anima, delicata e cagionevole, deperibile e gracile. Come la memoria e la curiosità di riscoprire i testi antichi e riflettere insieme sull’origine e il senso delle parole di tutti i giorni. Sono i temi che sviluppa il libro I Cocci del mio alfabeto (Emia Edizioni) testo divulgativo dell’archeologa Filomena Lombardo, che verrà presentato venerdì 12 aprile, alle 18.00, presso la Casina Pompeiana di Palazzo Venezia, in Via Benedetto Croce. Con l’autrice interverranno l’editore, Italo Arcuri ed Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Napoli, qui in veste di scrittore (con Vite Bisestili, Edizioni Creativa) e poeta (con la raccolta Diversi Paralleli, Edizioni Creativa), del quale verrà presto dato alle stampe il secondo romanzo. Da “Amore”, inteso come principio propulsore di tutte le cose, a “Zeus” sintesi dell’Universo e della completezza, passando per “Armonia”, “Bellezza”, “Umiltà” e, termine più significativo di tutti, “Tempo” la scrittrice ci suggerisce, attraverso un agevole dizionario di prosa in versi, nuove interpretazioni e chiavi di lettura del tutto originali della storia, del mito, dell’arte, della letteratura e della vita. “Il tempo è un concetto che si presenta sotto molti punti di vista, anche filosofici. Non facciamo che descriverlo e rincorrerlo, intendendolo sempre lineare, come nella tradizione giudaico-cristiana, mentre mi piace l’idea di riportare al centro un senso del tempo platonico, fatto di istantaneità e di attimi vissuti – afferma l’autrice – L’obiettivo dell’opera è incuriosire il lettore e invogliarlo a riscoprire queste discipline dimenticate”. Una raccolta preziosa, fatta di frammenti, “cocci” appunto (dal greco ostrakon, conchiglia), che insieme formano un mosaico fatto di filologia, classicamente intesa, lessicologia, modernamente interpretata e prosaicità, avvedutamente ispirata, che formano ciascuno di noi. I cocci del mio alfabeto di Filomena Lombardo, Emia edizioni Filomena Lombardo è nata Brackenheim (Germania) da genitori calabresi trasferitisi poi a Varese, dove vive e insegna al Liceo artistico “Angelo Frattini”. Appassionata di cultura antica, si è laureata in Lettere Moderne e Archeologia ed ha partecipato a numerose campagne di scavo, in Italia e all’estero. Attualmente è specializzanda in Archeologia Classica presso l’Università della Calabria. Per Emia Edizioni ha pubblicato il saggio “Il tiranno politico. Gelone, tra Oriente e Occidente”.

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Premio Bancarella 2019, svelati i sei finalisti della 67esima edizione

Torino 19 marzo 2019 – Sono stati annunciati questo pomeriggio al Circolo dei lettori di Torino i sei libri vincitori del Premio Selezione Bancarella 2019 e quindi finalisti della sessantasettesima edizione del Premio Bancarella, il premio dei librai indipendenti italiani che insieme alla Fondazione Città del libro, alle Associazioni dei Librai Pontremolesi e delle Bancarelle, e col supporto del Comune di Pontremoli, mantengono viva questa tradizione nata dai Librai ambulanti di Montereggio e Pontremoli, che affonda le sue radici nella vocazione culturale della Lunigiana. Oriana Fallaci, che partecipa alla nascita del Premio Bancarella nel 1952, scrive sui librai di Montereggio nell’articolo “Hanno nella valigia i cavalieri antichi”: «Non avevano confidenza con l’alfabeto, ma “sentivano” quali libri era il caso di comprare e quali no: in virtù di un sesto senso che, dicono è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza». I finalisti del Premio Bancarella 2019: Elisabetta Cametti, Dove il destino non muore, Cairo Alessia Gazzola, Il ladro gentiluomo, Longanesi Tony Laudadio, Preludio a un bacio, NN Editore Marino Magliani, Prima che te lo dicano gli altri, Chiarelettere Marco Scardigli, Évelyne, Interlinea Giampaolo Simi, Come una famiglia, Sellerio Felici di averla ancora con noi, vogliamo ringraziare Sara Rattaro, Vincitrice del Premio Bancarella 2015 (Niente è come te, Garzanti), che quest’anno ci accompagna in qualità di Presidente del Premio. Il vincitore verrà proclamato domenica 21 luglio in occasione della tradizionale cerimonia di premiazione che si svolgerà a Pontremoli (MS), nella sempre suggestiva cornice di Piazza della Repubblica. “Il dado è tratto. Dopo aver raccolto le segnalazioni da parte dei librai indipendenti, il Comitato del Premio Bancarella ha dato alla luce questa meravigliosa sestina, figlia di una selezione scrupolosa e importante. La collaborazione con questi pionieri del libro, che da così tanti anni, prima di gerla in gerla e ora di libreria in libreria, ci fanno conoscere il meglio dell’editoria italiana passando attraverso numerose tempeste, ci rende orgogliosi e rinnova la speranza di un proficuo proseguimento di questa diffusione certosina e professionale del libro di qualità che viene consigliato quotidianamente ai lettori. Mi preme in questa occasione ringraziare il Circolo dei lettori di Torino che ci ospita nella sua magnifica sede, gli Autori e gli Editori finalisti, le Associazioni dei Librai, i membri del Comitato, i consiglieri della Fondazione Città del Libro, Sara Rattaro, già vincitrice del Premio Bancarella e Presidente del Premio Bancarella 2019 e l’amico Bruno Gambarotta, che ha presentato oggi la sestina di questa sessantasettesima edizione del Premio.” Ignazio Landi, Segretario del Premio.

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“Mezzo secolo di ritornelli” di Stefano Cilio, oltre 50 anni di musica

Oltre cinquant’anni di musica raccolti in un unico volume: arriva la terza edizione di Mezzo secolo di ritornelli di Stefano Cilio, l’aggiornamento del libro che riunisce tutte le canzoni che hanno caratterizzato la storia delle classifiche di vendita italiane. È finalmente uscita la terza edizione di Mezzo secolo di ritornelli – Le 200 canzoni più presenti nelle classifiche di vendita italiane, consolidato progetto del giovane autore Stefano Cilio, classe 1980, appassionato da sempre di musica e di classifiche. Si tratta di un’originale e inedita rassegna delle canzoni italiane e straniere che hanno segnato maggiormente la storia delle classifiche di vendita del nostro Paese, una vera e propria raccolta che conduce il lettore in un affascinante viaggio attraverso oltre 50 anni di musica, dai 45 giri ai compact disc, fino ad arrivare all’era digitale. Un accurato studio su oltre 3.000 classifiche settimanali e 4.000 canzoni entrate in top ten ha portato l’autore a realizzare una sorta di classifica delle classifiche composta di 200 posizioni, affiancate dai dati storici e statistici più interessanti. Inoltre le prime 100 posizioni sono accompagnate da un’appassionante pagina di commento con approfondimenti sul brano, sul genere musicale e sull’interprete. La prima edizione del libro era uscita nel 2015, salutata da un caloroso successo sia da parte degli operatori del settore musicale che sul fronte dei lettori. Sono state soprattutto le radio nazionali a supportare l’ambizioso progetto, concedendo all’autore diverse interviste e utilizzando i contenuti di Mezzo secolo di ritornelli nell’omonimo gioco a premi presentato da Maurizio Molella su M2O nei mesi di giugno e luglio. Questo terzo aggiornamento porta nuova linfa alla classifica delle classifiche realizzata dall’autore nelle prime edizioni, grazie all’inserimento di alcune nuove canzoni nelle prime 200 posizioni. Mezzo secolo di ritornelli di Stefano Cilio è in primis un racconto coinvolgente delle canzoni che sono entrate nelle case di numerose generazioni di italiani Ma offre anche una parentesi storica sulle classifiche più importanti, un elenco di tutti i brani arrivati per almeno una settimana al numero uno, aneddoti e curiosità sugli interpreti più amati dal pubblico ed infine un ampio confronto con il mercato discografico internazionale. Il libro, realizzato questa volta nel classico formato romanzo, è rivolto sia a chi ha già una precedente edizione e può così rimanere aggiornato sugli sviluppi, sia a chi non si è ancora avvicinato al mondo di Mezzo secolo di ritornelli e può così iniziare in corsa il viaggio nella musica più amata dagli italiani senza perdersi una virgola rispetto ai contenuti precedenti. Inoltre vuole anche essere uno strumento utile per gli appassionati di classifiche e statistiche, riunendo in un solo volume tutte le canzoni che si sono ritagliate uno spazio di rilievo nel nostro panorama musicale. Il volume, pubblicato da “Il Mio Libro” con un prezzo di copertina di 29 euro, è disponibile esclusivamente in formato cartaceo in tutte le principali librerie online (Amazon, IBS e Feltrinelli) e può essere acquistato anche presso tutti i punti vendita Feltrinelli presenti sul territorio. Inoltre il libro può essere ordinato gratuitamente con […]

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Rovine di Luca Signorini, le macerie in ognuno di noi

«Vi sono orchi di tipo colloso, che vivono e operano nella colla, ove è difficile distinguerli e in generale dar contorni. Altri orchi sono come opere incompiute tra altre opere incompiute, che nell’incompiutezza generale creano una pasta architettonica omogenea». La presentazione del libro Rovine di Luca Signorini edito dalla Alessandro Polidoro, 20 novembre ore 18:00 appuntamento al Gran Caffè Gambrinus Prefazione Enzo d’Errico, direttore del Corriere del Mezzogiorno. Presentazione Enza Alfano, scrittrice, con la partecipazione di Giovanni Conzo, procuratore aggiunto Benevento, Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli. Musica di Luca Signorini e Giuseppe Russo. Il libro è diviso in tre sezioni che comunicano tra loro per tematiche e sentimenti: la prima parte è un dialogo in movimento con la città di Napoli. Al centro, c’è Rovine, il filo conduttore di tutto il libro. La terza sezione è una raccolta di articoli scritti da Luca Signorini per il Corriere del Mezzogiorno. Il dialogo con una città dalle mille contraddizioni e la storia di un’anima gentile ingiustamente violata. Luca Signorini racconta in questo libro le rovine che i suoi occhi incontrano passeggiando, le macerie di una Napoli in decadenza e quelle che abitano in ognuno di noi. L’autore le racconta attraversando le vite degli altri e in particolare quella di Maria, giovane ragazza e aspirante violoncellista. E lo fa con cadenza musicale, non risparmiando di raccontare il paradiso e l’inferno della vita, lasciando posto sul finale, a uno spiraglio di luce. Luca Signorini, biografia LUCA SIGNORINI è violoncellista, compositore e scrittore. Ha studiato Violoncello e Composizione al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna e al Conservatorio di Maastricht ed è stato premiato ai concorsi internazionali Gaspar Cassadò, Maria Canals, Vittorio Veneto, Ennio Porrino, Città di Stresa, Accademia Chigiana di Siena, Premio Aram del Conservatorio S. Cecilia. Nell’ambito della musica d’insieme ha partecipato a complessi di varia formazione, dal Duo con pianoforte al Sestetto, collaborando con Uto Ughi, Ruggiero Ricci, Bruno Canino, Wolfang Christ, Felix Ayo, Franco Petracchi. Ha inciso numerosi brani del repertorio violoncellistico, dal ’700 ai contemporanei. È stato Primo Violoncello dell’Orchestra Sinfonica della Rai, dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia, dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Il Teatro di San Carlo di Napoli gli ha offerto, per “chiara fama”, il posto di Primo Violoncello. È stato dal 1982 al 2002 titolare della cattedra di Violoncello presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli ed è attualmente Professore di Violoncello presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento. Suona un prezioso violoncello Carlo Tononi del 1740. Luca Signorini su Amazon [amazon_link asins=’8896739357,8885737021,8854830631,B005UCQP3E’ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’43572ef5-6758-11e8-8612-9d1b0ad63e31′]

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I viaggi di Capitan Metamoros e la Commedia dell’Arte

Si apre la seconda settimana della rassegna “I viaggi di Capitan Metamoros” con tre eventi dedicati esclusivamente alla Commedia dell’Arte nella splendida cornice della Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore: due spettacoli ed un incontro-dibattito per entrare in questo mondo e capire come si può fare e cosa significa fare Commedia dell’Arte al giorno d’oggi. Si parte il 14 settembre alle ore 20.00 con lo spettacolo “El romancero de Lazarillo” per la regia di Luca Gatta e la drammaturgia di Stefano Bruno, un lavoro frutto di tre anni di ricerca, ispirato al celebre romanzo picaresco, per la prima volta in scena nella sua forma compiuta. Si prosegue il 15 settembre alle ore 18.30 con l’incontro-dibattito “La maschera nella contemporaneità”, dialogheranno con il pubblico il regista Ferruccio Merisi, l’attrice Claudia Contin Arlecchino, la prima donna ad aver interpretato con continuità un ruolo maschile della Commedia dell’Arte. Ultimo appuntamento della settimana è il 16 settembre alle ore 20.00 con il celebre spettacolo della Compagnia Hellequin di Pordenone “Arlecchino e il suo doppio”, per la prima volta in scena a Napoli.  Approfondimenti EL ROMANCERO DE LAZARILLO, di Associazione Teatrale Aistheis.                                                      Regia Luca Gatta, drammaturgia Stefano Bruno, con Luca Gatta. El romancero de Lazarillo è il frutto di un lavoro di ricerca di tre anni. Punto dipartenza è il Lazarillo de Tormes, primo, divertentissimo, romanzo della tradizione occidentale moderna. Per la sua natura di ‘prototipo’ Lazarillo è contraddistinto da una forte liminalità: nelle avventure dello sfortunato servo Lazaro si sente ancora l’eco del Medio Evo – con i suoi capitani di ventura, i venditori d’indulgenze e i mendicanti – ma la forma del racconto lo proietta nel futuro. Lazarillo è uno zanni che sta per togliersi la maschera e diventare un eroe borghese, ma prima di farlo ha bisogno di raccontare la sua storia. Per questa ragione si è deciso di non fare un vero e proprio adattamento del testo alla forma drammatica, ma di mantenerne la matrice narrativa, traducendolo in ottave per evocare l’affabulazione dei cantastorie cinquecenteschi. Allo stesso modo la scelta di affidare la recitazione a un unico attore, da un lato mette in risalto la liminalità – Lazarillo si racconta e agisce contemporaneamente – dall’altro dà luogo a una profonda stratificazione: il raccontastorie è un giullare dagli attributi quasi demoniaci, che con la sua risata anarchica dà inizio e conclusione beffarda alla narrazione, ma è anche il principale veicolo del punto di vista di Lazarillo, della sua voce di bambino e del suo bisogno di raccontarsi. Ma, come nella migliore tradizione del romanzo moderno, la voce principale sarà surclassata, nel corso dello spettacolo, dalla miriade di voci dei personaggi che Lazarillo incontra sulla sua strada, che di volta in volta lo possiederanno e lo lasceranno cambiato e in un certo senso sopravvissuto. L’identità del protagonista, quindi, sarà una stratificazione di tutti i personaggi della storia. El romancero de Lazarillo, lungi dall’essere una rievocazione di codici e atmosfere del passato, è uno spettacolo profondamente […]

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Attualità

Ankara, è giusto dare spazio agli attacchi terroristici?

*L’articolo è stato scritto prima degli attentati di Bruxelles, ma il ragionamento è ugualmente valido. L’attentato di sabato mattina a Istanbul è il secondo che colpisce le grandi città della Turchia centro-occidentale nel giro di soli sei giorni. Appena lo scorso lunedì un’autobomba ad Ankara ha causato oltre trenta vittime e nell’ultimo anno questi episodi sono diventati abbastanza frequenti sopratutto nella capitale turca. Da luglio ad oggi, infatti, negli attacchi che hanno colpito Ankara e Istanbul hanno perso la vita oltre cento persone, in buona parte civili. L’attentato di Ankara e le accuse al PKK In seguito a questi episodi la prassi seguita dal governo turco è sempre la stessa: bloccare i social network per evitare il diffondersi delle notizie, isolare la zona dell’attentato impedendo ai giornalisti di avvicinarsi, vietare ai giornali e alle televisioni di parlare dell’accaduto e imporre loro di diffondere soltanto le dichiarazioni ufficiali rilasciate dal governo – notizie che buona parte dei telegiornali e dei giornali italiani, molto poco professionalmente, sono soliti riportare come fosse oro colato. Anche per questo motivo, verificare chi ci sia effettivamente dietro gli attentati risulta molto complicato e le versioni che passano come vere sono da prendere con le pinze. Le continue accuse che vengono rivolte al PKK da buona parte della stampa turca appaiono infatti abbastanza chiaramente come delle verità di comodo. Sarebbe più plausibile credere che dietro gli ultimi attacchi ci siano i TAK – Falchi per la Libertà del Kurdistan – separatisi dal PKK nel 2004, in quanto ritenuto troppo passivo e disposto a collaborare con il governo turco. Ma tuttavia anche questa versione potrebbe sollevare dei dubbi, essendo le loro azioni spesso indirizzate a obiettivi politici e militari, piuttosto che civili. Non bisogna comunque dimenticare che, mentre noi ci spaventiamo per i morti di Ankara e Istanbul, nell’est della Turchia è in corso di fatto una guerra civile, con frequenti operazioni dell’esercito turco che spesso causano numerose vittime civili. Al di là delle considerazioni politiche, gli ultimi attentati di Ankara e Istanbul e il conseguente atteggiamento dei media turchi, mi hanno portato a riflettere su quanto sia effettivamente giusto diffondere le notizie di attacchi terroristici. Il clima ad Istanbul post attentato Vivendo a Istanbul, il clima di tensione è palpabile: già dopo l’attacco suicida di gennaio nel quale sono morti una decina di turisti tedeschi, anche nelle zone solitamente più visitate della città non è frequente incontrare persone con una fotocamera in mano o che ammirano le bellezze che la città ci regala. In tantissimi hanno rinunciato alle proprie vacanze. Dopo l’attentato di Ankara dello scorso 13 marzo, anche le zone gremite non propriamente di turisti, hanno iniziato a svuotarsi gradualmente, raggiungendo l’apice dopo l’attentato di sabato mattina sulla frequentatissima Istiklal, in seguito al quale la città ha assunto un aspetto quasi spettrale, con strade e quartieri normalmente affollatissimi divenuti all’improvviso praticamente deserti. Stiamo parlando comunque di un numero irrisorio di vittime rispetto al numero di persone che quotidianamente attraversano i luoghi dove sono avvenuti gli attacchi. La […]

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Produzione Stati teatrali con Eleonora Pimentel Fonseca

A San Domenico Maggiore Annalisa Renzulli è Eleonora Pimentel Fonseca. Napoli – Produzione Stati Teatrali, creato da Annalisa Renzulli, inaugura la propria attività con la II edizione di “Eleonora Pimentel Fonseca. Con civica espansione di cuore”, spettacolo che vanta il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e dell’Istituto per gli Studi Filosofici. La pièce fu già messa in scena nel 1999 in occasione del bicentenario della Repubblica napoletana presso Palazzo Marigliano in seguito al Patto d’Intesa stipulato tra il Soprintendente Giulio Raimondi, il Presidente FAI Campania Maria Rosaria de Divitiis, la scrittrice e autrice Maria Antonietta Macciocchi e la filosofa Esther Basile. Lo spettacolo è interpretato da Annalisa Renzulli nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca, Riccardo De Luca, che firma anche la drammaturgia e la regia, Gino Grossi, Francesca Rondinella, Salvatore Veneruso, Maria Anna Barba, Dario Barbato, Lucrezia Delli Veneri. La drammaturgia è frutto di una lunga ricerca sulla figura di Eleonora condotta non solo sui grandi romanzi di cui è protagonista, ma anche sui documenti storici che la riguardano, dalle pagine del Monitore Napoletano da lei stessa diretto al manoscritto del processo di separazione. L’adattamento teatrale del regista e autore Riccardo De Luca mescola i momenti drammatici necessariamente a quelli grotteschi, specchio di quella Napoli lazzara, sporca, feroce, quasi bestiale che è negli animi e negli occhi del popolo ma anche dei suoi stessi regnanti come quel re Ferdinando che la Storia ha significativamente ribattezzato il re “lazzarone”. Comico e drammatico si inseguono in uno spettacolo che ha la sua cifra stilistica anzitutto nella interdisciplinarità, in cui la prosa si mescola alla danza, e ancora al canto, e alla musica che sa diventare anche provocatoriamente pop se necessario purché, in ultimo, si consegni dirompente la carica emotiva dei fatti accaduti a Napoli in quella stagione rivoluzionaria. Stati teatrali – Napoli – Sala del Capitolo del Complesso di San Domenico Maggiore venerdì 22 gennaio, ore 21; sabato 23 gennaio, ore 21; domenica 24 gennaio, ore 19 Costo biglietto: euro 10,00 Per info: Stati Teatrali 339 3113514

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