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Eroica Fenice

Eventi/Mostre/Convegni

Mimma Russo, l’esposizione a Castel Sant’Elmo

Aperta al pubblico da Giovedì 31 maggio, nel museo del Novecento a Napoli a Castel Sant’Elmo, l’esposizione di Mimma Russo. La mostra è stata inaugurata Mercoledì 30 Maggio ed è stata realizzata dal Polo museale della Campania unita allo Studio Trisorio. L’obiettivo è volto a mostrare opere dei maestri della collezione, che saranno donate a conclusione della mostra. L’esposizione di Mimma Russo L’artista espone otto delle sue opere inedite realizzate tra il 2013 e il 2018. Il nero è il colore utilizzato quasi esclusivamente nelle sue composizioni, oggetto di numerose ricerche. Grazie ad esse, la tinta in uso si avvicina al vantablack la più scura sostanza conosciuta, che assorbe fino al 99% delle radiazioni luminose. Quest’ultima dà vita a superfici profonde e riflettenti, che unita ad elementi traslucidi o specchianti contrastano il colore matto del vantablack per dargli un’aspetto vibrante e tridimensionale. Mimma Russo, biografia di un’artista Artista con molti interessi, Mimma Russo si è dedicata alla realizzazione di scenografie per spettacoli teatrali e televisivi (Rai-Tv); ha diretto gli Incontri Internazionali d’Arte dal 1981 al 1984 ad Anacapri e pubblicato il foto-libro dal titolo Una volta, una storia. Per il giubileo del 2000 realizzò un istallazione permanente presso il santuario della Madonna dell’Arco a Napoli. Oltre ad essere un’artista di fama nazionale, la Russo raggiunge anche il traguardo internazionale con le mostre Premio Micchetti e partecipò all’International Experimental Art-Exhibition di Budapest. I suoi lavori fanno parte di importanti collezioni private quali: Het Museum voor Schoene-Kunsten a Gand; International Concrete Poetry Collection a Oxford; The Poetic Collection, Buffalo, N.Y., Tyringham Istitute Massachussets, Museo Novecento a Napoli, Castel Sant’Elmo, Napoli, Università degli Studi Federico II, Napoli. Si fece notare, ancora studentessa d’Accademia, alla decima Quadriennale d’Arte La Nuova Generazione al palazzo delle esposizioni di Roma nel 1975. In quegli anni la politica la spinse a realizzare opere a tema contemporaneo come la strage di Bologna del 1974 e ad attività di gruppi post-femministi come Immagine/creatività, con Rosa Panaro e Bruna Sarno. In seguito abbandonò la pittura dedicarsi alla tridimensionalità. Cominciò a realizzare opere in ferro, cartapesta e legno (materiale che privilegerà). Con i materiali modellò figure geometriche attraverso il ritaglio di queste in forme concave o convesse, fornendo così all’osservatore diversi punti di vista. Come già detto, decide di utilizzare il nero come unico colore, che a seconda dei pigmenti utilizzati può mostrare differenti cromature. Dagli smalti alla grafite, all’acrilico, ne fuoriescono colorazioni cromatiche mai viste prima a seconda della luce che volta per volta illumina le sculture. Nel 2013, la Russo espose nella Galleria Trisorio (Riviera di Chiaia) una mostra nella quale compaiono suddetti materiali e nuovi, come gusci d’uovo uniti al legno. Geometrie complesse elaborate con precisione scrupolosa di tensioni, tagli e torsioni al variare del punto d’osservazione e della fonte di luce.

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Recensioni

TrentaTram Festival – Specchio Rotto di Sharon Amato

In occasione della prima edizione del TrentaTram Festival 2018, il teatro Tram di Napoli ospita spettacoli dedicati alle compagnie teatrali formate da attori e registi con meno di 30 anni. Come undicesimo ed ultimo spettacolo va in scena domenica 27 maggio la rappresentazione Specchio Rotto, a cura della compagnia Instabili – allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli, scritto e diretto da Sharon Amato. L’esibizione indaga sulla condizione della solitudine in una società del web 2.0 . TrentaTram Festival – Specchio Rotto di Sharon Amato: la trama La trama della rappresentazione non è altro che una lunga metafora sulla condizione di vita circa un soggetto solitario chiamato X – da qui possiamo dedurre la generalità del suo nome. Il protagonista decide volontariamente di vivere in uno stato di reclusione per otto anni a causa di un sistema sociale che sembra non comprendere. La sua decisione viene presa nello stesso momento in cui decide di aprire un blog per esprimere liberamente se stesso e denunciare il sistema. Quello del web è il mezzo più veloce ed immediato per arrivare al maggior numero di persone, perché quindi sforzarsi a stringere rapporti umani? L’obbiettivo di X è dunque “condividere per creare”. All’inizio dell’esibizione, lo spettatore si ritrova faccia a faccia con le emozioni del protagonista, che durante la sua reclusione hanno preso vita. Per X sono i suoi più cari amici: mentalmente può parlare con la compassione che veste i panni di sua zia. La scioperante che si oppone a qualsiasi tentativo di azione. Un soldato che rappresenta l’ansia da controllo, con tanto di cappello e pennacchio. L’autocommiserazione rappresentata da una figura con frusta e una parlantina negativa che la contraddistingue dal resto del gruppo e la sua poetessa che altro non è se non la sua vena artistica. Nella stanza di X dunque dimora solo la sua emotività caotica, che lotta per far uscire l’animo grande che esiste in lui. Oltre alle sue emozioni, il protagonista è circondato anche da centinaia di lettere, inviategli dai fan che seguono il suo blog appassionatamente. Esiste una clausola per comunicare con X: inviargli lettere esclusivamente cartacee. Tra queste spiccano voci come fashion blogger e grandi esponenti dello show bizz che tentano di spronarlo nel suo poter essere più che un semplice recluso. Ma la risposta del protagonista è sempre la stessa: a lui bastano se stesso e i suoi amici immaginari. Una sola lettera lo sprona a smuovere entrambi: quella del suo ex amore. Gli scrive dopo tempo che non lo ha mai dimenticato e qui X comprende che in solitudine non potrà mai ottenere quell’emozione forte e piacevole come l’amore. Al di là della sua reclusione inoltre può acquisire un’altra caratteristica utile quale l’esperienza. Questa compresa grazie ad un garzone che va a fargli visita preoccupato per il suo stato di salute. A contatto con un’uomo proveniente dall’ambiente esterno comprende che ha tanto ancora da vedere e da apprendere. Come differenziare ad esempio la forma dei suoi origami. Si tratta di un hobby costruito durante gli anni rappresentante la staticità della sua […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Grace la vie en Chic: Eles Couture all’Alma Flegrea

Grace la vie en Chic: questo il titolo dell’evento moda in scena all’Alma Flegrea di Napoli giovedi 19 aprile. Lo spettacolo presentata la nuova collezione “Primavera – Estate 2018” di abiti d’alta moda firmati Ester Gatta. La stilista nonché proprietaria del brand denominato Eles Couture, dedica il suo talento ad una linea di abiti sartoriali, preziosi nei tessuti e unici nel design. Ispirati al mondo del cinema e del teatro, tali abiti sono destinati a donne estrose ma raffinate che osano al di là degli schemi tradizionali, senza abbandonare il coture. Ester Gatta ha voluto presentare le nuove creazioni attraverso una suggestiva scenografia, curata da Barbara Coscetta (Bonbon Flower) e Sasà Giglio. L’ambientazione richiama le strade dell’affascinante quartiere parigino Montmatre. Ciò forse come richiamo al mondo dell’arte e all’ispirazione che l’accompagna. Temi floreali, composti da rose color cipria disposte in vasi o come decorazioni in passerella, ben si sposavano con il sottofondo musicale: una fisarmonica dal vivo intonava la vie en rose di Edith Piaf, e a danzare sulle sue note, in uno spettacolo introduttivo, dei ballerini con costumi di scena rappresentanti una Parigi di fine ‘800. Grace la vie en chic: gli ospiti dell’evento Grandi ospiti, esponenti del mondo dell’impresa, del cinema e dello showbiz televisivo, hanno assistito allo sfilare di 21 splendide modelle. Una delle quali rappresenterà la “venere nera” della moda: Grace Jones. Icona nel settore, è dunque la musa ispiratrice di questa nuova vincente stagione. “Grace” e le 20 ragazze sfilano sull’affascinante passerella indossando abiti realizzati secondo l’antico stile della sartoria napoletana: esclusivamente a mano e con una particolare attenzione nella scelta dei tessuti. A caratterizzare i costumi lo chiffon, il mikado, il taffetà, la seta, spesso accostati a pizzi macramè, ricami di paillettes e micro corallini. Ospiti d’eccezione sono accorsi al richiamo dell’evento, come Eva Henger, Cecilia Rodriguez e il fratello Jeremias Rodriguez. A seguire un dinner buffet curato da Paolo Tortora, ravvivato dalla performance musicale della band Eclissi di Soul.

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Cinema & Serie tv

Tomb Raider – dalla donna sexy alla donna forte

Londra. Lara Croft non è ancora l’impavida eroina conosciuta dagli appassionati del videogioco Tomb Raider, bensì una donna timorosa del mondo e dell’idea che il padre Richard Croft sia morto durante uno dei suoi tanti viaggi. Scoperte le origini della sua ricchezza, Lara si rifiuta di accettarne l’eredità e parte per Hong Kong alla ricerca del padre scomparso. La protagonista di uno tra i più amati videogiochi degli anni ’90, che abbraccia uno stile all‘Indiana Jones con un tocco tutto al femminile, ritorna sul grande schermo con più sorprese rispetto alle previsioni fatte in vista della sua uscita nelle sale. Tomb Raider nel primo weekend di programmazione nelle sale italiane ha incassato di 1,6 milioni di Euro Inizialmente giudicata inadatta per un simile ruolo, Alicia Vikander sposa bene il suo corpo atletico ma fanciullesco con la piccola orfanella che non accetta il suo destino e sostiene di voler andare avanti con lavoretti da pochi soldi. Non essendo la ginnasta abile che ben riesce a destreggiarsi tra le lame delle trappole e a schivare i colpi dei nemici, il fisico di Alicia è non poco azzeccato per l’interpretazione di una Lara che ancora deve accostarsi alle parole pericolo e imprevisti. L’adattamento cinematografico del penultimo videogioco della saga Tomb Raider ritrova la Croft in un corpo quasi estraneo e obbligato a dover affrontare tale avventura per diventare poi la predatrice di tombe che tutti conosciamo. Ritroviamo qui il passaggio dall’insicurezza alla completa consapevolezza di se stessi attraverso le tortuose peripezie che la vita ci propone. In questo caso, ritroviamo Lara affrontare avventure e peripezie nella spedizione verso l’isola di Yamatai. Il reboot come gli ultimi videogiochi firmati Crystal Dynamics pongono l’accento su un concetto interessante, incentrato tutto sull’idea della donna moderna. Lo si vede anche dalla differenza sulla scelta di chi avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Lara. La sexy Angelina Jolie nel primissimo reboot era tutto quello che Alicia Vikander non è in questo prequel: formosa mentre quest’ultima è asciutta; vestita il meno possibile e ammiccante, mentre la neo Lara è insicura e impassibile. Esiste letteralmente un passaggio dalla figura femminile sensuale e ricca di curve alla ragazza snella che dall’insicurezza passerà all’intraprendenza. Un concetto che vede lo sviluppo della donna, che va da una bambola da poter squadrare ad un essere umano da poter ammirare.  

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