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Eroica Fenice

Cinema e Serie tv

Togo: la storia dietro la leggenda di Balto

“Togo – Una grande amicizia” | Recensione È tempo di lasciare spazio alla natura, rispolverare il rapporto tra l’uomo e i suoi amici animali. Ritorna sul grande schermo un grande del cinema americano, Willem Dafoe, protagonista di “Togo – Una grande amicizia”, straordinario racconto tratto da una storia vera. Il coprotagonista della pellicola è un Siberian Husky di nome Diesel, battezzato Togo solo sul set: “un eroe tanto forte quanto debole”, perché troppo piccolo rispetto alla media della propria razza e apparentemente destinato a soccombere. Si, perché fu proprio lui a salvare dall’epidemia di difterite del 1925 i bambini della città di Nome in Alaska, insieme ad altre squadre di cani che compirono un giro più breve rispetto alla sua. Una di queste squadre aveva come capo leader il Siberian Husky Balto, che molti conoscono grazie al cartone animato della Amblin di Steven Spielberg. Togo – Una grande amicizia: la trama Il nuovo film Disney ci riporta negli anni Venti del secolo scorso. In Alaska. Quando i collegamenti erano affidati per lo più alle slitte e il periodo invernale bloccava ogni contatto. Ma un’epidemia di difterite costrinse ad organizzare una staffetta di cani da slitta per trasportare l’antitossina in una condizione difficilissima. Al centro del racconto l’addestratore di cani Leonhard Seppala e il suo rapporto inizialmente difficile con Togo, che conosciamo fin da quando era un indisciplinato cucciolo di husky. Ma con il tempo tra l’uomo e l’animale si crea un legame di fiducia ed affetto reciproci, straordinari. In realtà quando l’emergenza difterite si manifesta in tutta la sua drammatica rilevanza, Togo ha già 12 anni, tanti per un cane. Ma Leonhard si fida totalmente di lui. Quindi partono insieme per un’impresa che rimarrà nella storia. Una storia vera per fare giustizia La vicenda di Togo è bella ma ingiustamente condannata dalla stampa. La staffetta tra le squadre di slitte, infatti, era composta da più corridori (una ventina di squadre per la precisione) ma se ne diede il merito solo all’ultimo, che arrivò a Nome provvisto di antitossina. Così facendo furono svalutati il resto degli eroi che si impegnarono a superare le intemperie del clima freddo e pungente del nord, al quale si aggiunse anche una tempesta di neve. In particolare una squadra percorse il tratto più lungo, quella capitanata da Togo, che attraversò parte dell’Alaska per salvare vite: le altre squadre percorsero circa 50 km ciascuna, quella di Togo ne percorse 425 km. Oggi la statua di Balto si trova esposta al Central Park di New York, mentre i meriti a Togo li ritroviamo in questo splendido film.   Foto in evidenza: https://www.cinematographe.it/recensioni/togo-una-grande-amicizia-recensione-film/

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Cinema e Serie tv

Film in streaming da vedere e Serie Tv da non perdere

Durante un periodo in cui è “scesa la notte” sul nostro mondo, devastato dalla pandemia del Covid19, non ci resta che dar sfogo alla fantasia e all’immaginazione. Molti utilizzano i libri, altri il disegno, e altri ancora preferiscono aiutarsi con il cinema. Ecco dunque la lista di cinque film in streaming attuali da vedere e cinque serie da non perdere: Film in Streaming 1. Glass  Un film diretto da M. Night Shyamalan, in cui diciannove anni dopo i fatti di Unbreakable, ritroviamo il vigilante David Dunn (Bruce Willis) che con l’aiuto del figlio Joseph (Spencer Treat Clark), ormai ragazzo, dà la caccia a Kevin Wendell Krumb (James McAvoy), pericoloso assassino affetto da disturbo dissociativo dell’identità, su cui ha preso il sopravvento la sovrumana personalità che lui stesso definisce “la Bestia”. David e Joseph si mettono sulle tracce di quattro cheerleader rapite dall’assassino e riescono a liberarle dopo che David e la Bestia si affrontano ricorrendo a tutta la loro forza. Vengono però entrambi catturati dalle autorità e rinchiusi nell’ospedale psichiatrico dove si trova anche l‘Uomo di vetro, Elijah Price (Samuel L. Jackson), vecchio nemico di Dunn. Price è un uomo dalle straordinarie abilità mentali, condannato però in un corpo fragilissimo, le cui ossa si spezzano quasi semplicemente toccandole. A capo del reparto della struttura, dove si curano pazienti convinti di avere superpoteri, è la dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), il suo compito è quello di convincere i tre uomini che le abilità che sostengono di avere sono frutto della loro immaginazione, dimostrandogli come quello che sono capaci di fare non è poi così insolito o inspiegabile razionalmente. Nessuno si rende conto del piano di Elijah, che sta agendo astutamente nell’ombra, cercando di manipolare tutti per condurre gli eventi all’inevitabile scontro tra i due superuomini. L’Uomo di vetro infatti vede in Kevin e David l’opportunità per rivelare al mondo l’esistenza di uomini straordinari come loro. Per vedere il film clicca qui : Infinity 2. Joker  Arthur Fleck vive con l’anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l’arroganza dei ricchi. Si presenta con una carta, il Fleck di Todd Phillips, ma non è una carta da gioco: è il documento di una malattia mentale, che lo rende un emarginato, un rifiuto della società, come ci dice la prima sequenza del film, sovrapponendo al suo volto la cronaca di una città allo sbando, sommersa dalla spazzatura fisica e metaforica. Il film del 2019 ha consacrato Joaquin Phoenix con un […]

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Attualità

Napoli non si spegne – Light mob – Sabato 14 marzo

Napoli non si spegne  Organizzato da Spazio Tangram in collaborazione con il suo direttore artistico Michele Del Vecchio , il “Light mob – Napoli non si spegne” avrà luogo la sera di sabato 14 marzo, prevedendo di dar “luce” e “leggerezza” – entrambe traduzioni del termine inglese “light” – ai cuori delle municipalità napoletane. Ed è proprio alle municipalità che l’appello si estende, incoraggiando le aree partenopee a partecipare a questo evento che si svolgerà ovviamente nell’aera domestica, in vista delle restrizioni governative, e che prevedrà l’accensione e lo spegnimento delle luci esterne e interne della propria abitazione in modo intermittente per la durata di due minuti. Va bene anche affacciarsi ad una finestra o ad un balcone ed accendere e spegnere la torcia del cellulare. Il tutto è stato organizzato a seconda delle municipalità di appartenenza ed il programma indica l’orario a loro dedicato per trasformarsi in “aree intermittenti”. Programma Gli appuntamenti saranno disposti tra le ore 20:00 e le ore 20:30 di sabato 14 e il programma è il seguente: h.20:00: MUNICIPALITA’ 1 + MUNICIPALITA’ 10 (Chiaia, Posillipo, San Ferdinando + Bagnoli e Fuorigrotta) h.20:05: MUNICIPALITA’ 2 + MUNICIPALITA’ 9 (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, San Giuseppe, Porto+Soccavo, Pianura) h.20:10: MUNICIPALITA’ 3 + MUNICIPALITA’ 8 (San Carlo all’Arena, Stella + Piscinola-Marianella, Chiaiano, Scampia) h.20:15: MUNICIPALITA’ 4 + MUNICIPALITA’ 7 (San Lorenzo, Zona Industriale, Vicaria, Poggioreale + Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno) h.20:20: MUNICIPALITA’ 5 + MUNICIPALITA’ 6 (Vomero, Arenella + Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra) TUTTI INSIEME h.20:30: gran finale tutti insieme, tutte le municipalità, quartieri, ecc, spegneremo ed accenderemo le luci TUTTI INSIEME alle 20:30 per cinque minuti! Intervista al direttore artistico Michele Del Vecchio Com’è nato l’evento? << Nato per caso pochi giorni fa. Ero al telefono con un amico fotografo, Paolo Liggeri, e riflettevamo sulla bellezza di Napoli, anche di notte. Poi il discorso si è spostato sulle difficoltà di questo periodo e di quanto sia importante la forza della rete e delle connessioni che si creano tra le persone. Di lì è stato un attimo immaginare “Napoli non si spegne”. Quindi le luci della città che si accendono e si spengono in continua intermittenza, un po’ come si fa con gli accendini e gli smartphone ai concerti>> Perché è nato? <<L’evento è impostato in modo che le dieci munipalità di Napoli che rappresentano tutti i quartieri siano “accoppiate” due a due per accendere e spegnere contemporaneamente le luci di casa, un modo per far sentire vicini anche quartieri distanti tra loro. L’idea è che è proprio nelle difficoltà che bisogna essere più uniti >> Quale è il messaggio che intende esprimere alla nazione in questo momento così delicato? <<E’ un momento difficile per tutti in Italia, non vogliamo sottovalutare la portata del dramma, ma cercare di alleviare un po’ la pesantezza di questi momenti, può solo giovarci. Lo facciamo attraverso le parole di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni […]

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Cinema e Serie tv

Locke & Key: la graphic novel di Joe Hill su Netflix

Locke & Key, la nuova serie targata Netflix in uscita il 7 febbraio 2020, è tratta dall’omonima graphic novel (genere verso il quale ultimamente la piattaforma sembra essere particolarmente predisposta) scritta da Joe Hill, figlio di Stephen King, e disegnata da Gabriel Rodriguez. Locke & Key: la trama La storia segue le vicende della famiglia Locke, composta da madre e da tre figli reduci dal tragico assassinio del padre, evento che li costringe a trasferirsi nella vecchia casa di famiglia in Massachusetts. Si tratta di una casa antica, sontuosa ed elegante che subito desta all’occhio dello spettatore una sensazione sinistra. Una casa che effettivamente nasconde segreti, non estranei alla memoria del padre di famiglia ormai deceduto. Nella Key House sono presenti molte porte. Ciascuna di esse custodisce un segreto, che può essere svelato solo dalle chiavi giuste. Chiavi nel vero senso della parola: piccoli oggetti di fattura antica ed originale che il piccolo Bode Locke (Jackson Robert Scott) riesce a percepire e a riportare alla luce, insieme alla loro natura magica. Il bambino, dotato di fremente curiosità, inizia ad usare le chiavi con pericolosa disinvoltura, attirando l’attenzione di una misteriosa figura che ne è attratta ed è pronta a tutto per entrarne in possesso. Locke & Key: tra il fantasy e il drama La trama oscilla tra il dramma vissuto dalla famiglia, i cui componenti cercano di affrontare il lutto ognuno a proprio modo, e la fantasia: la madre Ellie (Darby Stanchfield) trova conforto nell’alcool; il fratello maggiore Tyler (Connor Jessup) si rifugia in se stesso, silenziando i suoi sentimenti per adempiere al compito di fratello maggiore; la sorella Kinsey (Emilia Jones) risulta maggiormente ribelle rispetto al fratello e il piccolo Bode trova, invece, consolazione nella ricerca delle chiavi magiche. Sarà lui infatti il primo a sentirle e, dopo una iniziale incredulità ed una serie di espressioni dubbiose, riuscirà ad aprire le porte su questo mistero anche al fratello e alla sorella. Possibile componente metaforica Chissà che non si possa attribuire proprio alle chiavi l’accesso verso una via di conforto per la tragedia della famiglia Locke! Un modo per superare il dramma e l’eco del passato, visto che il nome dell’antagonista è proprio Eco, il cui ruolo nella vicenda ha come unico scopo quello di rincorrere la famiglia per ottenere le chiavi: come se l’ “eco” di un passato non lontano minasse la via di fuga dei Locke (dal sostantivo “lock” – serratura, blocco), permesso proprio dall’uso delle chiavi stesse. Una componente nella trama che suggerisce questa possibile teoria la ritroviamo nella madre Ellie, che tende a dimenticare le chiavi e la loro importanza nonostante la sua presenza in occasioni collegate alle chiavi stesse. Le ricorderà solo sotto l’effetto di una discreta dose di alcool. Ciò potrebbe sottolineare che la via d’accesso verso il conforto, per la signora Locke, è conseguente all’uso (sbagliato) dell’alcool e che è solo in tal modo che la donna può riuscire a percepire il potere delle chiavi. Conclusione  Concludo la recensione di Locke & Key […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Degustì Tour fa tappa presso l’Old Friends a Bacoli

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group ha fatto tappa presso la steak house Old Friends di Bacoli, in via fusaro 23, giovedì 23 gennaio. Protagonisti della serata sono stati i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità. Degustì a Bacoli: il menù O’per e ‘o muss  In abbinamento: Verdeca, Diecianni Verde, Salento IGT Trippa In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT Pasta e patate In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC Carne alla Genovese In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT Old Friends Il locale nasce nel 1991 vantando di essere il precursore di quelle catene di steak house che successivamente si espanderanno in tutto il territorio. L’idea si basava sulla realizzazione di un ristorante in controtendenza rispetto alla tradizionale cucina napoletana, poiché, come ben risaputo, quest’ultima predilige pietanze marinare ai piatti a base di carne. Il locale però ha cercato di portare avanti piatti sempre rivolti alla tradizione napoletana, ma lontani dalle acque partenopee, affacciandosi più verso l’entroterra. Ciò supportato da catene di distribuzione di qualità come la Luigi Castaldi Group e da ottimi produttori e distributori di vini come i Feudi di Guagnano, che incentrano la propria produzione principalmente su vini a base di Primitivo e Negramaro. Luigi Castaldi Group Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione Food & Beverage, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. Immagine in evidenza: LuigiCastalgiGroup

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Cinema e Serie tv

Dracula: recensione miniserie BBC/Netflix

Dracula, la nuova serie tv in onda su Netflix in co- produzione con la BBC. Leggi qui la nostra recensione!  Mark Gatiss e Steven Moffat con questa miniserie passano dal giallo all’horror, dal lavoro sulla serie Sherlock alla storia misteriosa del vampiro che noi tutti conosciamo, Dracula. La firma dei due è riconoscibile in primo luogo dalla durata: come con Sherlock, anche Dracula prende forma in pochi episodi, solo 3, ma dall’estensione di un vero e proprio film (di 1 ora e 30 minuti ciascuno). In secondo luogo entrambi si dilettano nella scelta di un personaggio iconico a livello mondiale per poi stilizzarlo a proprio piacimento, senza però distanziarsi troppo dalla trama originale di Bram Stoker. Moffat e Gatiss amano giocare con il proprio pubblico seminando piccoli easter egg, indizi, citazioni, momenti sorprendenti e ribaltamenti improvvisi: infatti in Dracula da un inizio che si presenta fedele alla trama originale si passa ad uno svolgimento intrigantemente diverso. Dalle atmosfere lugubri e vampiresche del primo episodio di Dracula, con il suo racconto a ritroso, i cunicoli del castello in Transilvania e la spaventata testimonianza di Jonathan Harker (John Heffernan), inizia ad aprirsi a qualcosa di inconsueto, strano ma plausibile, per poi ricorrere ad un plot-twist che stravolge tutto e dà una nuova dimensione alla serie. Tutto questo senza tralasciare quelli che sono i principi che reggono il personaggio ed il suo mondo. Un gioco di altalene che oscillano tra ciò che il pubblico si poteva aspettare e poteva pretendere da una serie su Dracula e la volontà autoriale di raccontare una storia diversa. Tutto questo è stato possibile grazie ad un buon connubio tra attori talentuosi e la strepitosa qualità dei dialoghi. La serie tv Dracula e il confronto tra due leggende Dracula è un micro-universo costruito ad arte, con una sua visione estetica ben precisa. L’accuratezza degli ambienti, i giochi di luce e i movimenti di macchina vanno a confondere ancor di più il pubblico, che si ritrova ad esplorare generi e tecniche differenti in un continuo gioco di rimandi e citazioni. Tutto ciò fa da impalcatura di contorno a ciò che è il cuore del prodotto: il continuo confronto tra Dracula (Claes Bang)  e suor Agatha (Dolly Wells), trasposizione al femminile di Abraham Van Helsing . Più che una sanguinosa battaglia tra il bene e il male, si tratta di una lotta tra due menti, due personalità, due intelletti simili, ma contrastanti su certi aspetti. Due personaggi impeccabili nella loro interpretazione, di una personalità affascinante, magnetica, che proprio per la qualità della loro scrittura sottolineano quanto poi, dopo ottime idee, il finale finisca per risultare quasi poco convincente. Non tanto per le intenzioni di fondo, che portano al culmine della revisione critica del personaggio, quanto per le modalità di esecuzione, un po’ sbrigative e superficiali, che lasciano ben poco di quello che poteva essere un prodotto di maggior valore. Fonte immagine: https: //bloody-disgusting.com/tv/3599012/bite-photos-netflixs-dracula-series/attachment/0435_dracula_20march19rv/

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Eventi/Mostre/Convegni

Beerfest 2019 – le eccellenze della birra artigianale italiana

Sabato 21 e domenica 22 dicembre, nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, si è tenuto l’evento che sta attirando l’attenzione in tutto il mondo della birra artigianale italiana, patrocinato dal Comune di Napoli, Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, e Confesercenti. Il Beerfest racchiude in sé una selezione di ben diciassette tra i migliori birrifici artigianali, campani e italiani: hanno aperto i propri impianti di spillatura sulla birra artigianale tra le più suggestive realizzate in Italia. Le birre non sono state le uniche protagoniste di questo evento, grazie alla presenza di volti noti dell’enogastronomia partenopea come Ciro Salvo (50 Panino), Leopoldo Infante (Taralleria Napoletana), Ciro Scognamiglio (Poppella), Giovanni Gentile (Wapo Natural Food), Antonio Aliberti (Casa KBirr) e Pasquale Rinaldo (Cipajo e Ristorante D’Amore a Capri) che hanno proposto le specialità gastronomiche che rendono Napoli e la Campania protagoniste nel mondo. Tra i birrifici presenti troviamo: Birrificio Sorrento, Birrificio dell’Aspide, Birrificio Bella ‘Mbriana, Birrificio Bonavena, Maestri del Sannio, Eastside brewing, Ca’ del Brado, Croce di Malto, Okorei, Cauldron, Menaresta, Manerba, KBirr, Extraomnes e Birrificio Karma; quest’ultimo nasce dalla passione di Mario Cipriano, grande conoscitore dell’Homebrewing (l’arte di produrre la birra in casa). Un imprenditore che non si accontenta del semplice ingresso nel mercato della birra artigianale, bensì intende lasciare un segno attraverso la ricerca costante, per rendere riconoscibile e originale il suo prodotto. Riscopre ingredienti poveri come il mosto di vino, le bucce d’arancia, il limone, la mela annurca che danno un sapore diverso e una buona dose di tipicità alla birra. Karma, la birra artigianale, è rifermentata in bottiglia per mantenere inalterate tutte le qualità nutrizionali e organolettiche, non c’è pastorizzazione né filtraggio, né conservanti. Programma culturale  Le degustazioni sono state accompagnate da un ricco programma culturale: alla presentazione della birra artigianale e la tavola rotonda sull’indipendenza dei pub, che ha aperto il programma con la presenza di personaggi di rilievo del movimento brassicolo nazionale come Manuele Colonna, Schigi e Andrea Turco. Di seguito la conferenza sulla storia di Xyauyù, una della birre italiane più conosciute al mondo,  eccellenza del Birrificio Baladin, tenuta dal suo ideatore Teo Musso. Si tratta di una birra piatta, limpida e senza schiuma; tecnicamente un Barley Wine, color rubino intenso. Al naso, splendide note olfattive di torrone, caramello, datteri e prugne secche. In bocca si moltiplicano le sensazioni calde e corpose di caramello accompagnate da sentori di torrone e datteri e un finale che ricorda lo zucchero filato o, se preferite, la caramella mou. ln rilievo il laboratorio battezzato “Il panino e la birra” nel quale si è fatto luce sui possibili abbinamenti cibo-birra. Un filo conduttore dell’area culturale che ha visto protagonisti gli interpreti dell’area Food sopra citata. Grande risalto, nell’ambito della manifestazione, è stato conferito al progetto “Scegli Napoli”, nato con l’obiettivo preciso di promuovere l’acquisto di tutti i prodotti realizzati dalle aziende con sede legale nella città di Napoli e del suo territorio metropolitano.

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Riflessioni culturali

Esistono i fantasmi? Scopriamo se vi sono maggiori prove scientifiche

Più volte nella vita di ciascuno è comparsa questa domanda: “Esistono o no i fantasmi?”. Una questione che forse ci poniamo alla fine di un film dell’orrore o quando sopraggiungono a noi interrogativi esistenziali quali la possibilità di una vita dopo la morte. Ma come prova della loro esistenza, dai tempi antichi fino a quelli odierni, abbiamo solo qualche testimonianza vaga di persone che affermano di aver assistito ai cosiddetti eventi paranormali, ma si tratta solo di fatti sprovvisti da prove tangibili. Il termine fantasma deriva dal greco φάντασμα, phàntasma, che significa “apparizione”. Chiamato anche spettro o larva  è un’entità delle leggende e del folclore. Ci si riferisce ad esso come a una presenza incorporea, spesso caratterizzata da alcuni elementi macabri o sinistri. Del pari anche le circostanze delle apparizioni sono caratterizzate da elementi sinistri ricorrenti quali l’ora notturna, i luoghi lugubri e isolati, ecc. In tempi remoti rispetto ai nostri, la superstizione e l’ignoranza scientifica portavano a galla la suggestione e la convinzione nell’uomo di poter attribuire ceca fiducia nell’esistenza di suddette entità. Esistono i fantasmi? Spiegazioni scientifiche Esistono varie ipotesi a dimostrare quanto ci sia di vero in queste leggende e quanto le cause delle apparizioni possano essere spiegate in termini scientifici. Più testimoni sostengono che le apparizioni si verifichino principalmente durante la notte. Gli scienziati rispondono con la teoria della paralisi del sonno: quando si raggiunge uno stato di sonno profondo (fase REM), dove il corpo mantiene una sorta di paralisi per far si che i sogni non condizionino i suoi movimenti, in alcune persone prevale lo stato di coscienza, quindi sembra che i loro sogni influenzino la realtà. Un’altra spiegazione la si attribuisce alla sindrome della testa che esplode: fase in cui percepiamo un forte scoppio poco prima di addormentarci. A ciò si deve ad un ritardo nel processo di addormentamento, quando la formazione reticolare del tronco cerebrale, una parte del cervello coinvolta nella coscienza, inizia ad inibire i nostri sensi in ritardo. Altre ricerche scientifiche si appellano alle allucinazioni per spiegare suddetti incontri. Queste avvengono infatti se la mente è posta sotto un forte stimolo di stress. Esistono varie tipologie di allucinazioni: dalle visive alle uditive, dalle olfattive alle tattili. In più possono essere collettive, poiché una persona può trasferire il proprio stress ad un’altra portandola a suggestionarsi a sua volta. Inoltre se i fantasmi esistessero dovrebbero essere fatti unicamente di energia, poiché per definizione non possono essere fatti di materia. Ma se così fosse si dissiperebbero nell’immediato per via della seconda legge della termodinamica che sostiene l’impossibilità per il calore di fluire spontaneamente da un corpo freddo a un corpo più caldo. Una delle ultime teorie scientifiche sui fantasmi tira in ballo l’elettromagnetismo. Secondo lo studio di alcuni psicologi britannici coordinati da Richard Wiseman, c’è una correlazione tra avvistamenti spettrali e variazione dei campi magnetici. Gli studiosi hanno analizzato Hampton Court Palace a Londra e le cripte di South Bridge a Edimburgo, dove si sarebbero verificati vari avvistamenti: ebbene, questi posti sarebbero soggetti a variazioni dei campi magnetici più elevate […]

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Cinema e Serie tv

Pose 2 – dalle ballroom a New York | Recensione

Pose 2 (seconda stagione) – il nostro parere Blanca (Mj Rodriguez), Angel (Indya Moore), Pray Tell (Billy Porter), Elektra (Dominique Jackson) e tutti i protagonisti della prima stagione di Pose ritornano più agguerriti che mai nel secondo round dell’incontro, per continuare la lotta contro quel mostro che negli anni ’80/’90 decimò la comunita LGBT. La serie tv FX – ora su Netfilx – rappresenta la parola battaglia sia in scena che fuori: lo dimostra la determinazione di Steven Canals che, per mettere al mondo la rappresentazione, non si fermò dinanzi ai primi 150 no, raggiungendo quell’unico si di Rayan Murphy e Brad Falchuk. La stessa lotta è stata affrontata dal cast, poichè il raduno del più grande gruppo transgender su un set ha fatto storia. La comunità LGBT continua a farsi sentire La prima stagione, che fece il suo debutto nel luglio 2018 su FX negli Stati Uniti, accompagna lo spettatore all’interno delle ballroom  ,mostrandogli anche la cultura del vogueing degli anni ’80. Si tratta di luoghi improvvisati in cui si organizzavano gare di danza e moda. Qui gli emarginati, i relegati ai margini socioeconomici della società e gli omosessuali – soprattutto omosessuali di colore – trovavano uno spirito di comunità non riscontrato nella società dell’epoca. Per loro la moda e la danza risultavano essere canali espressivi per una forma di comunicazione strozzata da una società razzista e omofobica. La serie intende trasmettere al pubblico che non basta solo accettare la presenza di questa comunità, ma osservarne le gioie e soprattutto i dolori per comprenderne la profondità umana. Perché è di esseri umani che si sta parlando: erano persone quelle che negli anni ’80, come nel periodo precedente, venivano demonizzate poiché troppo innaturali per appartenere a questo mondo. Ma se la natura fosse anche questo? I “non emarginati” definivano quel mostro che fu l’AIDS una benedizione, poiché avrebbe ripulito il mondo dall’abominio, ma se fossero essi stessi un abominio nell’attribuire una giustificazione ad una malattia allora mortale? La seconda stagione, Pose 2, passa dalla comunità ristretta delle ballroom al mondo al di là dei suoi confini, nel periodo in cui l’AIDS aveva già ucciso migliaia di esseri umani. L’attenzione sull’argomento colse anche personalità di spicco come Madonna, che con la sua canzone Vogue accese un faro sulle ballroom. Una piccola grande fetta di mondo Pose 2 alza il sipario su una triste realtà degli anni ’90: la visita di Pray Tell e Blanca al cimitero improvvisato di Hart Island fa capire che una piccola grande fetta di mondo era stata decimata nell’indifferenza generale. Tutti quei corpi erano stati abbandonati in vita come nella morte, non accettati dai cimiteri statali o privati per ignoranza. La tristezza di questo momento bilancia i toni vivaci delle performance canore e danzanti nelle ballroom proprio per dare un messaggio di mancata resa da parte della comunità LGBT nonostante i tempi difficili. I personaggi si reinventano giorno dopo giorno, trovando nuove scintille di espressione creativa nelle dive del passato, nei personaggi cinematografici e teatrali, e come nelle ballroom […]

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Culturalmente

Lo Shintoismo e l’adorazione del Kami

Lo scintoismo o shintoismo è una religione politeista e animista originaria del Giappone. Potrebbe essere classificata come la prima forma religiosa della nazione, venuta al mondo antecedentemente al Buddhismo. Essa prevede il culto e l’adorazione dei kami, parola giapponese che sta ad indicare un dio, una divinità, o uno spirito. I kami possono legarsi ad elementi del paesaggio, forze della natura, esseri e qualità che questi esprimono; possono anche essere spiriti di persone venerate. Molti infatti sono considerati antichi antenati di interi clan. Persino gli imperatori possono essere o diventare kami. Suddetti spiriti non si distanziando dal mondo naturale o fisico, bensì ne fanno parte, con tutte le positività e le negatività che questo comporta. Sono manifestazioni di musubi (結 び) l’energia di interconnessione dell’universo, e considerati esemplari di ciò a cui l’umanità dovrebbe tendere. Abitano una realtà parallela alla nostra il cui mondo è chiamato shinkai (神 界, “il mondo dei kami”),ed essere in armonia con con loro vuol dire esserlo con la natura stessa. Sei caratteristiche che definiscono il kami Se rispettati i kami nutrono e donano amore, ma ignorarli significherebbe distruzione e disarmonia. L’obbiettivo degli shintoisti deve essere placare lo spirito al fine di ottenere il loro favore ed evitare la loro collera. Vi sono due tipologie di spirito: uno gentile (nigi-mitama) e l’altro assertivo (ara-mitama). I kami non sono esseri visibili, bensì abitano nelle persone che li venerano, nei luoghi sacri e risiedono nei fenomeni naturali. Essi si muovono, visitando luoghi di culto, ma non vi abitano per sempre. Ve ne sono tanti: ci sono 300 diverse classificazioni di kami elencate nel Kojiki (le antiche cronache del Giappone), e tutte con funzioni diverse. I kami inoltre hanno un dovere nei confronti del luogo o dell’idea che abitano. Come i fedeli devono rendere i kami felici, così i kami stessi sono obbligati a fare altrettanto. Classificazione religiosa La religione shintoista è di difficile classificazione. Molti la accostano all’animismo, ma la mitologia la definisce una religione politeista dai tratti sciamanici. La preoccupazione primaria tra le sue linee di pensiero non risiede nella vita dopo la morte, bensì trovare pace e armonia in questo mondo piuttosto che in quello successivo. Lo shintoismo non possiede rigidi dogmi o luoghi santi da adorare al vertice di ogni cosa, tanto meno preghiere da ripetere con costanza. E’ piuttosto una collezione di rituali e metodi, intesi a mediare le relazioni tra gli esseri umani e i kami. Intreccia le sue radici con quelle del buddhismo, poiché le due religioni hanno esercitato una profonda influenza l’una sull’altra per tutta la storia del Giappone, ma è stata influenzata anche dal contatto con le religioni straniere, soprattutto cinesi. Da notare per esempio, che la parola Shinto è essa stessa di origine cinese. E’ necessario sottolineare però quanto questa religione non sia “gelosa” dei suoi fedeli: questo per dire che si può essere sia shintoisti che buddisti, oppure seguire altre religioni senza garantire alcun vincolo di fedeltà ad una soltanto. Queste caratteristiche conferiscono allo Shintoismo un carattere di completezza semplice […]

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Cucina e Salute

Dimagrire Mangiando, il Metodo Katia Salzano

Come tornare in forma mettendo da parte diete rigide e mangiando nel modo giusto? A questa domanda risponde la Dottoressa Katia Salzano, attraverso la diffusione del suo metodo battezzato “Dimagrire Mangiando“. La ricerca sulla corretta alimentazione dura da quindici anni e si unisce ad un approccio verso il cibo sano e soprattutto consapevole, senza rinunce drastiche. Anche la tecnologia gioca qui il suo ruolo, come dimostra il sistema brevettato RE-System presentato venerdì 4 ottobre in Villa Vittoria a Napoli zona Posillipo. Come funziona e quali sono i suoi effetti “Il corpo non è un oggetto da mostrare, ma un bene” e bisogna quindi affidarne la cura a persone competenti ed esperte. “Prima di essere belli bisogna essere sani”, cita la Dottoressa Katia Salzano. Guidata da tale filosofia, la Dottoressa insieme al suo team di esperti si pongono come obiettivo innanzitutto quello sfatare i falsi miti legati al complicato processo del dimagrimento. Fondamentale è educare a un’alimentazione corretta, in cui si insegna al paziente a riconoscere i cibi con le loro proprietà benefiche, scoprendo ciò che fa bene al corpo, riparandolo da patologie e alla linea, senza rinunciare al piacere del gusto. “Basta sottoporre a inutili stenti corpo e mente – spiega la Salzano – che rendono difficile ottenere il dimagrimento. Infatti sono tanti i preziosi contributi che offriamo ai nostri pazienti, come il ricettario, un vero plus del metodo, che con ricette sane, ma gustose aiuta a rispettare un’alimentazione equilibrata e RE-SYSTEM, il sistema frutto di integrazione e sviluppo delle più avanzate tecnologie del mondo del dimagrimento”. Suddetto sistema prevede l’utilizzo di una macchina, una cabina che a prima vista può essere accostata ad una comune sauna, ma che sauna non è affatto, poiché la temperatura al suo interno non ne richiama il medesimo clima, perciò non i medesimi effetti quali l’abbassamento della pressione e la vasodilatazione. Tale tecnologia con sistema touch si lega al “know how” degli esperti, utilizzando gli infrarossi al suo interno per distanziarsi dagli effetti collaterali sopracitati della sauna. Quindi espellere le tossine in un ambiente controllato. Con gli infrarossi l’organismo riesce a disintossicarsi, acquistando energia e vitalità, adatti dunque non solo alle persone che mirano al dimagrimento quanto anche a coloro che decidono di dedicare maggior cura verso se stessi. La macchina RE-SYSTEM, il cui trattamento dura venti minuti, si combina ovviamente con lo stile di vita del paziente, che dovrà sviluppare un attività fisica costante insieme ad una corretta alimentazione. La seduta prevede solo una disintossicazione che non andrà ad intaccare il tono muscolare, come succede all’interno di una comune sauna. In questo modo il paziente svilupperà un miglioramento non solo estetico, ma anche interno con la regolazione di valori quali la pressione, i trigliceridi, il colesterolo etc. Ciò per cui si batte la dottoressa Salzano sta nella prevenzione, ossia non attuare le sedute solo in caso di problema esistente, bensì prima che il problema possa presentarsi. Dove trovare RE-SYSTEM insieme alla dottoressa e al suo team di esperti? Per maggiori informazioni: lo studio […]

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Cinema e Serie tv

Ad Astra: James Gray insegue Coppola e Stanley Kubrick

Ad Astra, un film di Fantascienza Filosofica “Ho trovato una citazione di Arthur C. Clarke, autore di 2001: Odissea nello spazio: “Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo, o non lo siamo. Entrambe sono terrificanti”. Allora ho pensato che non avevo mai visto un film su di noi, soli nell’universo. L’idea dei viaggi nello spazio è bella e terrificante al tempo stesso: io sono un grande sostenitore delle esplorazioni spaziali, che però a volte sono semplicemente un modo per fuggire. Questo mi ha trasportato in una dimensione intima: la storia di un padre e di un figlio. Spero che le persone capiscano che dobbiamo apprezzare le esplorazioni e amare la Terra. Bisogna preservare la Terra e i legami umani, a ogni costo“. Questo è il commento del regista James Gray  esposto alla 76esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Un regista ambizioso che con Ad Astra ha giocato su due fronti, o per meglio dire su due esperienze richiamanti il tema del viaggio: quello spaziale e quello mentale. Fin dall’inizio della sua carriera Gray è sempre stato un regista che ha agito controtempo rispetto agli anni in cui si è mosso, ricercando un salto in avanti rivolgendosi all’indietro, al passato, soprattutto quello degli anni Settanta. Per sua stessa ammissione, il regista si è ispirato a modelli come 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrik ed Apocalypse Now di Francis Ford Coppola  . Ad Astra è a tutti gli effetti un film di fantascienza filosofica che coniuga la complessità della riflessione con la spettacolarità del viaggio spaziale. La Trama Nascosta In questo film vediamo il cosmonauta Roy McBride (Brad Pitt) viaggiare fino ai confini estremi del sistema solare per ritrovare il padre scomparso e svelare un mistero che minaccia la sopravvivenza del nostro pianeta. Il suo viaggio porterà alla luce segreti che metteranno in dubbio la natura dell’esistenza umana e il nostro ruolo nell’universo. La trama, per un occhio non critico, sembrerebbe terminare qui. Ma bisogna sottolineare la presenza di un significato più profondo. Una trama nascosta, il cui filone della storia rimanda ad una componente psicologica molto comune. Il protagonista è si un astronauta dedito al suo lavoro, come un esploratore ed uno scienziato, ma è anche un semplice uomo che soffre per la scarsa presenza del padre. Le missioni spaziali e l’ossessione del Dottor Clifford McBride (Tom Lee Jones) di ricercare altre forme di vita intelligenti oltre la nostra lo hanno condotto verso un allontanamento familiare, fino a raggiungere la morte ai confini del sistema solare. Una scelta la cui distanza che questa comportava è stata percepita fortemente dal figlio, il quale dovrà conviverne con il peso per tutta la vita, divenendo anch’egli incapace di legami affettivi. L’eredità comportamentale del padre è evidente in lui nella scelta di perseguirne le orme, nel non riuscire a legarsi emotivamente e nel distaccarsi dall’idea di avere una famiglia sua. Quando successivamente Roy riceverà la notizia di una possibile sopravvivenza del padre tra gli anelli orbitanti di Nettuno, risorge in lui la […]

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Comunicati stampa

Vanilla Wine e Restaurant: laboratorio sensoriale di approccio al vino

Iniziano gli appuntamenti di approccio al vino al Vanilla Wine&Restaurant lungo la suggestiva costiera di Castellammare di Stabia. Dal prossimo 2 ottobre alle ore 20.00 avrà inizio il ciclo di appuntamenti dedicati all’approccio al vino. Il primo incontro sarà rivolto all’analisi sensoriale. Un viaggio esplorativo nell’affascinante mondo dei profumi, dei sapori e dei colori del vino. Si scoprirà in che forma i cinque sensi lavorano per raccontarci il vino, come interpretare i segnali che ci sono inviati dai sensi per poi tradurli e raccontare agli altri le nostre sensazioni. In questo primo corso introduttivo, saranno misurate le capacità sensoriali degli ospiti e saranno degustati i vini dalle diverse caratteristiche aromatiche. A seguire cena – degustazione a cura di con il seguente menu: Antipasto di benvenuto, Polpettina su crema di zucchine, Fagottino ripieno di ricotta e funghi, Maialino al forno bagnato al vino bianco con patate e piselli e dolce della casa. Per info e prenotazioni_E-mail [email protected]; Tel. 3518806095; Fb: Vanilla_Wine&Restaurant

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Cinema e Serie tv

Thirteen reasons why – terza stagione | Recensione ed opinioni

Prima di far luce sulla terza stagione di Thirteen reasons why è bene riassumerne le “puntate precedenti”. Il titolo della serie rinvia alle tredici ragioni per le quali la protagonista della prima stagione Hannah Baker (Katherine Langford) sceglie di togliersi la vita. Queste sono legate principalmente alle difficoltà di essere adolescenti quali il bullismo, le violenze, le molestie e le insicurezze. Tali cause verranno incise e racchiuse dalla stessa Hannah in tredici cassette, ciascuna dedicata alla storia del ragazzo o della ragazza che ha contribuito al nascere della sua decisione. Per queste caratteristiche pressoché uniche, la seconda stagione non era stata accolta con molto entusiasmo, ma nonostante ciò i tredici episodi hanno spiegato la storia dal punto di vista dei “carnefici”, attraverso un processo giudiziario voluto dalla madre di Hannah. In questo modo, sebbene con molta lentezza, la seconda stagione è riuscita ad istillare una profonda riflessione sui comportamenti ed i segreti che un essere umano è in grado di supportare. La terza stagione di 13 (Tredici) e il suo non stare al passo … La terza stagione purtroppo non riesce a stare al passo con le sue sorelle più grandi, sebbene resti fedele alla morale della seconda, dimostrando che nessuno è linearmente buono o cattivo e che non esiste mai una unica e tragica versione della storia. In questi tredici episodi la tematica di base si perde più volte in colpi di scena, twist e segreti di vario genere che distraggono lo spettatore, portandolo a distaccarsi dalle tematiche principali. Inoltre c’era veramente bisogno che il bullo Bryce Walker (Justin Prentice) facesse una brutta fine o sarebbe stato meglio vederlo percorrere una direzione diversa da quella intrapresa sin dall’inizio? Chi ha già visto le prime stagioni sa bene che per far funzionare Tredici è necessaria una voce narrante, una che conosca diversi punti di vista. Ed è qui che entra in scena Ani (Grace Saif) “la ragazza nuova”. Figlia della badante del nonno di Bryce Walker e nuova studente alla Liberty High, Ani convive con “lo stupratore”, riuscendo ad osservarlo al di là delle critiche e degli insulti: vede in realtà un ragazzo con una vita tanto agiata quanto emotivamente complicata, motivo per il quale è riuscito a guadagnarsi un simile soprannome. Per puro caso, Ani viene accolta nel gruppo di Clay, Justin, Jessica e di tutti i protagonisti delle stagioni precedenti. La strategia di introdurre nel sistema qualcuno che non avesse vissuto gli eventi trascorsi garantisce una nuova luce a Clay come a Bryce. Il trailer inganna svelando subito la morte del bullo, mentre la serie si prende più tempo per arrivarci, unendo flashback del passato al presente in modo da scoprire cos’è successo, per far forse innamorare di nuovo Clay, per supportare la rinascita di Jessica dopo le violenze subite, per far scoprire a Tyler un amico in più dopo la tentata e mancata strage e per mostrare a tutti come anche un mostro come Bryce possa nascondere in sé un essere umano. Il cattivo di Thirteen reasons why lo […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Nabilah ospita l’XI edizione di «Te le do io le bollicine»

NAPOLI – Il suggestivo beach club sito in via Spiaggia Romana 15 (Bacoli) denominato Nabilah, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, al tramonto di uno splendido sole color arancio del giorno 22 luglio 2019, ha ospitato un evento che ormai giunge alla sua XI edizione, e viene organizzato ogni anno per festeggiare in grande stile la chiusura dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) con calici di vino, spumanti pregiati e pietanze gourmet dagli straordinari sapori e variazioni di gusto. L’evento “Te le do io le bollicine” brinda ai nuovi sommelier della delegazione partenopea e spiana il campo al mese di settembre, per un nuovo anno di corsi, eventi e progetti speciali. Bollicine e Gastronomia al Nabilah Il format al Nabilah ha previsto banchetti d’assaggio, le cui file, alla scomparsa del sole, sono aumentate in abbondante misura – si denota qui la popolarità che circonda l’evento. Tra gli assaggi gourmet spiccano nomi “stellati” quali: Acquapetra con le sue linguine ai frutti di bosco dello chef Luciano Villani; il ristorante stellato Palazzo Petrucci con la presentazione del suo piatto di candele spezzate, con cipollotto fresco, limone salato, taccole e tonno affumicato, firmato dallo chef Lino Scarallo; il Caracol Gourmet  ristorante che alberga in un autentico paradiso, con vista mozzafiato e piatti gustosi, raffinati ed eleganti, rappresentato dallo chef Angelo Carannante; ed infine Sud Ristorante di Marianna Varriale. Tante infine le postazioni food con le migliori firme del panorama gastronomico campano e italiano (antipasti, primi, secondi, pizze, panini, ostriche, formaggi e salumi). Come da titolo, non sono affatto mancate le “bollicine”. Oltre ad essere forniti dell’immancabile Spritz comune ad ogni aperitivo, gli ospiti sono stati accolti da nomi quali: Bellaria, Bellenda, Braida, Ca del Bosco, Cantina Mori, Cantine Federicane, Contratto, Debrusco Cives, Dogliotti la Selvatica, Firriato, Fontanavecchia, Foss Marai, Masseria Campito, Orneta, Puiatti, Valle Belbo. Inoltre una selezione di champagne quali: Bruno Paillard, Paul Goerg, Demiere Ansiot, Lagille&Fils, J.Rousseaux. “C’è sempre una ragione per brindare” Il testo di Luciano Ligabue parla chiaro e la sua teoria è confermata anche dalla ricerca scientifica condotta dalla Reading University in Inghilterra, la quale conclude che bere fino a tre flute di bollicine a settimana fa bene al cuore, riduce l’ipertensione e protegge il sistema cardiovascolare. Inoltre contrasta il calo fisiologico della memoria dovuto all’invecchiamento: tutto merito dei composti fenolici derivanti dall’uva utilizzata per la produzione di champagne e spumanti, dalla quale proviene una funzione antiossidante e agisce sui segnali che controllano l’apprendimento. Quindi quale miglior modo di brindare alla vita se non con un party del genere? Il tutto reso ancor più frizzante dall’intrattenimento musicale in puro stile Nabilah.

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Cinema e Serie tv

Spider-Man: Far from Home, la recensione

Spider-Man: Far from Home | Recensione dell’ultimo film della Cinecomic Marvel  Il Cinecomic Marvel targato Spider-Man ritorna sui grandi schermi a seguito dell’ultimo episodio degli Avengers, che vede schierati i vendicatori nella battaglia finale contro Thanos. Una nebbia di scetticismo ha circondato fino all’ultimo la decisione di concludere la fase 3 del Marvel Cinematic Universe con un film sull’Uomo Ragno, anziché terminare in bellezza con Avengers: End Game. Ma una volta usciti dalla sala si può affermare che la fase finale con “Spider-Man: Far from Home” richiama il suo inizio: la trama saluta l’iconico personaggio di Iron-Man che nel lontano 2008 diede il via a questa chiacchieratissima giostra cinematografica. La Trama di “Spider-man: Far from home” in breve Sono passati alcuni mesi dalla battaglia contro Thanos e la vita sulla Terra riprende il suo normale corso. La storia non manca nello spiegare allo spettatore cosa sia accaduto quando gli esseri viventi cancellati dal Titano sono ricomparsi cinque anni dopo “lo schiocco” alla fine di Avengers: Infinity War. Insieme a Peter Parker si dissolsero anche Zia May, il suo migliore amico Ned e molti compagni di classe, compresi M.J. e Flash. Al suo ritorno Peter dovrà far fronte alla terribile verità sulla morte del suo mentore Tony Stark. Il mondo piange la scomparsa di Iron-Man come quella degli altri Avengers caduti e si risolleva al ritorno di molti di loro dopo la momentanea scomparsa. L’altra faccia di Spider-man tenterà di distrarsi dagli scioccanti accadimenti passati, partendo alla volta del continente europeo in occasione di una gita scolastica. Durante quest’ultima, oltre a far visita a luoghi affascinanti, l’obiettivo primario di Peter sarà il dichiararsi a M.J., purtroppo però il suo dovere come Avenger lo porterà verso altri scopi. Reclutato da Nick Fury, Peter è costretto a fare squadra con Quentin Beck anche detto Mysterio, un guerriero proveniente da un universo parallelo giunto sulla nostra Terra per dare la caccia agli Elementali, mostri giganteschi rispecchianti i quattro elementi che minacciano la distruzione della nostra realtà. Questa sarà la prima battaglia nella quale Spider-man dovrà affrontare il nemico da solo e diventare un Avenger a pieno titolo. Grande potere, grande responsabilità Nella trama di questo nuovo reboot, come in tutti i Cinecomics Marvel, esiste una doppia “anima” . Quella comica e decisamente adolescenziale (almeno in questo film), che coinvolge tutti i personaggi ignari delle vicende che avvolgono la vita di Peter Parker: gli amici, i compagni di scuola, gli insegnanti, insomma coloro la cui vita potrebbe essere definita “normale”. Poi c’è l’anima smaccatamente cinecomic, predominante nel film, che rende Spider-man: Far from Home una delle migliori produzioni Marvel/Disney. Non si parla degli ottimi effetti speciali e dei validi combattimenti che ovviamente non deludono mai, ma di alcune tematiche molto profonde che si intrufolano tra le gag e le insicurezze di Peter Parker, definendo un personaggio che va al di là della morte di zio Ben. In questa storia Peter si ritroverà ad affrontare poteri più grandi di lui e senza l’aiuto di un valido […]

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Food

Il Vincitore del contest Terre Magiche Gourmet

Il ristorante Il Chiostro – l’ex convento di Cimitile in provincia di Napoli stanziato in via San Francesco – ha fatto da scenario mercoledì 12 giugno alla premiazione del contest di Terre Magiche Gourmet, una giovane azienda casertana di prodotti d’alta qualità, lanciata dal fondatore Luigi Cinquegrana durante l’expo di Tutto Pizza 2019. Le Pizze Vincitrici del Terre Magiche Gourmet contest Il contest di Terre Magiche Gourmet ha voluto mettere in gioco chef esperti nell’arte della pizza per creare un piatto innovativo. Sotto l’occhio attento di giornalisti, foodblogger e intenditori del settore, gli chef hanno dato prova della loro creatività, innovando il classico disco di pasta con l’aggiunta di almeno tre prodotti targati Terre Magiche Gourmet. A conquistare il podio è stato il ristorante Il Chiostro attraverso la scelta di ingredienti di primissima qualità e ad alta digeribilità. Due sono state le pizze vincitrici che gli chef Vittorio De Stefano e Roberto Susta hanno presentato durante la serata: – Pizza sapori di Cetara: pomodorini bianchi e rossi con aggiunta di acciughe; – Pizza con antica ricetta di Polpettine della nonna. In entrambe le porzioni sono stati riscontrati sapori decisamente freschi, innovativi e contornati da una buona morbidezza della pasta. Interessante è stato l’intervento della biologa nutrizionista Tania Cinquegrana che ha illustrato i valori nutritivi di entrambe le pizze con le rispettive calorie. La serata è stata moderata dalla giornalista Laura Ferrante. Evento segnalato da Spaghettitaliani Spaghettitaliani nasce come un semplice ricettario il 6 giugno del 2000 da un idea di Luigi Farina. In seguito si è evoluto, arricchendo la propria pagina di informazioni, sezioni e diverse funzionalità, divenendo unico nel suo genere. Spaghettitaliani si pone diversi obbiettivi: a) valorizzare la cucina italiana: sia sul territorio nazionale che all’estero, diffondendone gli sviluppi attraverso lo studio della sua evoluzione, b) sperimentare e scoprire nuove ricette attraverso scambi culturali ed approfondimenti, c)  organizzare eventi,  presentando nuove attività o novità nella propria offerta, d) promozione di nuovi marchi, e) offrire una consulenza sia editoriale che informatica. Il contest è stato una sorpresa innovativa sotto tutti i punti di vista, non ci resta che attendere le prossime sperimentazioni gastronomiche.

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