Dragon Ball è il manga ideato dal famosissimo mangaka Akira Toriyama e serializzato su Weekly Shonen Jump a partire da novembre 1984. La storia narra di un bambino con superpoteri che vive da solo tra montagne sperdute e che, dopo l’incontro con una giovane ragazza figlia del migliore scienziato della città, parte alla ricerca delle sette sfere del drago, le quali, una volta riunite, sono capaci di esaudire qualsiasi tipo di desiderio. Forse non tutti sanno che, oltre alla bravura di Akira Toriyama, anche gli editor di Dragon Ball hanno portato l’opera al successo, attraverso delle strategie commerciali mirate.
Gli editor di Dragon Ball e il loro contributo

L’opera è divenuta famosa a livello mondiale rientrando a tutti gli effetti nei cult della cultura giapponese e diventando d’ispirazione a serie e a mangaka degli anni a seguire. Proprio grazie a Dragon Ball, Akira Toriyama ha acquisito fama mondiale diventando uno dei simboli degli anime e manga giapponesi. Non tutti però sanno che il grandioso successo riscosso dalla serie non è esclusivamente dovuto all’autore dell’opera, ma anche agli editor di Dragon Ball che hanno avuto un ruolo enorme nella scrittura della serie, guidando Akira Toriyama, nello sviluppo delle sue idee per renderle più efficaci dal punto di vista narrativo e commerciale.
Vediamo ora nel dettaglio come gli editor di Dragon Ball hanno cambiato la storia del manga contribuendo a rendere l’opera come la conosciamo oggi.
In principio, Dragon Ball era stato concepito come un’avventura comica, simile a uno dei precedenti lavori di Toriyama “Dr. Slump” dove viene narrata la quotidianità e le invenzioni dello scienziato protagonista e della bambina robot Arale. Lo vediamo fin dalle prime pagine dell’opera dove i due protagonisti Goku e Bulma partono alla ricerca delle sette sfere del drago tra incontri bizzarri e gag esilaranti.
Il Torneo Tenkaichi
Fu l’editor Kazuhiko Torishima, a convincere Toriyama a trasformare l’opera, introducendo l’iconico torneo Tenkaichi, un torneo di arti marziali ad eliminazione dove combattenti provenienti da tutto il mondo si sfidano sul ring per determinare l’artista marziale più forte. Torishima, dopo aver intuito la grande abilità di Toriyama nel disegnare e narrare combattimenti, spinse per introdurre nell’opera una serie di scontri ad alta intensità con il fine di aumentare la tensione e l’azione e trasformando completamente l’opera come la conosciamo.
L’arco narrativo che meglio racconta l’influenza editoriale subita da Dragon Ball è sicuramente quello della saga degli Androidi e di Cell.
La saga degli androidi

Infatti, secondo Toriyama, gli antagonisti principali della saga avrebbero dovuto essere C19 e C20 – il Dottor Gelo – i primi due androidi che ritroviamo nel corso della saga. Torishima non fu per niente soddisfatto del design dei due definendoli “un grassone e un vecchio” e, convinto che non fossero all’altezza, spinse per introdurre due nuovi androidi. Da questo momento in poi della storia nacquero C18 e C19, ringiovaniti e dal bell’aspetto anche questi ultimi non convinsero del tutto Torishima che li trovava troppo giovani e poco minacciosi. Così prese vita Cell, dal design mostruoso e terrificante. Le varie forme di Cell sono anch’esse il risultato di ripensamenti di Toriyama stesso e di miglioramenti richiesti dagli editor per rendere l’antagonista principale indimenticabile. La seconda forma nacque sotto la volontà di Toriyama a causa dell’onerosità di tempo necessario a disegnare i punti neri sulla pelle della prima forma, mentre la forma perfetta nacque a seguito della richiesta degli editor di avere un’antagonista meno bestiale e più umanoide.
La saga di Majin Buu

Anche l’ultima saga dell’opera, quella relativa al potente Majin Buu, non è stata esclusa dalla forte influenza degli editor della serie. Dopo la morte di Goku, avvenuta durante lo scontro con Cell, il protagonista principale della storia avrebbe dovuto essere il figlio Gohan. Nella prima parte della saga, vediamo infatti il giovane ragazzo cresciuto frequentare la scuola della città e mantenere la pace travestito da eroe.
A seguito di numerosi sondaggi di popolarità che continuavano ad indicare Goku come il personaggio preferito dai fan della serie, sia gli editor che Toriyama decisero di reintrodurre Goku, lasciando comunque un ruolo principale al figlio Gohan.
Se le intuizioni di Toriyama hanno dato vita a Dragon Ball, è stato proprio il contributo degli editor a guidare l’autore contribuendo a rendere la serie iconica come ancora oggi la conosciamo e ricordiamo.
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