Innocent: la rappresentazione della donna nella Rivoluzione francese

Marie-Joséphe in Innocent Rouge

Innocent (イノサン) è un manga storico dell’artista giapponese Sakamoto Shin’ichi, pubblicato dal 2013 al 2015 sulla rivista Weekly Young Jump.
Dato l’enorme successo, Innocent ottiene un sequel, Innocent Rouge (イノサン Rouge), pubblicato tra il 2015 e il 2020.

La vicenda si sviluppa in Francia, tra Parigi e Versailles, in uno dei periodi più turbolenti della storia moderna: la Rivoluzione francese. Il protagonista è Charles-Henri Sanson, personaggio storico celebre per essere stato colui che giustiziò il re di Francia Luigi XVI nel 1793, grazie a uno dei simboli della Rivoluzione: la ghigliottina.

Piuttosto che concentrarsi sugli avvenimenti storici di per sé, Sakamoto cambia completamente il focus della narrazione, volendo mettere in relazione le tensioni, ambizioni, pensieri, luci e ombre di un momento così tortuoso e contraddittorio. Il manga si pone, infatti, come critica sociale che, usando il pretesto del contesto storico, riflette su dinamiche di potere nella società parigina prima e durante la Rivoluzione. La caratterizzazione psicologica di ogni personaggio è ciò che rende la scrittura sopraffina e appassionante da leggere.

Sakamoto riesce, in particolar modo, a dare una chiara rappresentazione della condizione della donna, una rappresentazione che non rimane incatenata nella realtà storica ma che si espande e diventa universale e contemporanea attraverso due personaggi fondamentali: Marie-Antoinette e Marie-Josèphe Sanson.

Marie-Antoinette: la perdita dell’innocenza

Il personaggio di Marie-Antoinette, basato sulla sovrana austriaca Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, viene introdotto nel settimo volume del manga. Antoinette è una ragazzina di soli quattordici anni che si ritrova così giovane promessa in sposa a uno sconosciuto, un matrimonio politico di convenienza per sancire un’alleanza tra gli Asburgo e i Borbone, sul quale non ha voce in capitolo. Fin da subito, dunque, Sakamoto mostra le pressioni che l’imperatrice Maria Teresa ripone sulla figlia: dagli studi di una lingua e cultura nuova, alle aspettative sulla procreazione per generare un erede.

La situazione non migliora quando la futura sovrana arriva in Francia: vista dall’ipocrita corte di Versailles come “la straniera”, Antoinette si sente un’outsider, incapace di comprendere i meccanismi beceri della nobiltà. Solo quando verrà incoronata regina di Francia nel giugno del 1775, capirà di dover cambiare, di dover crescere per poter prendere le redini di un governo alla rovina, per il quale ne pagherà poi le conseguenze.

Il personaggio di Marie-Antoinette si delinea quindi come una donna dalle mille sfaccettature: da un lato traspare l’ingenuità e la superficialità di una ragazza che, appena adolescente, si ritrova in un contesto di lusso e sfarzo e ne viene risucchiata; dall’altro, una donna che affronta il suo destino con grande dignità e va incontro alla morte a testa alta.

Marie-Josèphe Sanson: l’emblema di un riscatto idealistico

Diametralmente opposta a Marie-Antoinette, è Marie-Josèphe, la quale condivide solo il nome con la prima, e non è una scelta casuale. Le due Marie viaggiano su binari paralleli, muovendosi in un mondo ostile alle donne, che non le prende in considerazione.

Marie è la sorella minore di Charles-Henri e fin da bambina mostra una particolare predisposizione per l’uso della spada, un compiacimento nella morte e nella tortura. La forza d’animo e la determinazione che la accompagnano sono così notevoli da permetterle di diventare a tredici anni la prima donna Prévôté de L’hôtel, guardia reale di Versailles, andando quindi contro ogni convenzione sociale.
Marie si ritrova a dover combattere per il proprio posto nella società patriarcale: torturata dalla nonna per non aderire ai compiti tradizionali femminili, violentata a 9 anni, maritata a un uomo senza il suo consenso, discriminata, sminuita e derisa dai concittadini. Al contrario della sua controparte, che rimane vittima della misoginia e del maschilismo, Marie riesce a trarre la sua forza proprio in reazione al mondo che la circonda, sacrificando sì la propria femminilità, ma mai rinunciando a essere se stessa, a essere Marie.

La complessità psicologica che dipinge il ritratto del personaggio è tale da conferire alla giovane Sanson uno spessore ben più delineato del protagonista: ossessionato dalla ricerca della sua innocenza, Charles è rinchiuso nei suoi tormenti e angosce, viene inglobato dalla Rivoluzione, passando dall’obbedire agli ordini di un potere all’altro. Marie, al contrario, è parte attiva della Rivoluzione, vuole distruggere il vecchio ordine per costruire dalle sue ceneri un nuovo mondo, un mondo che sarà finalmente paritario e giusto.

In conclusione, Sakamoto in Innocent dà vita a due emblemi di donne travolgenti, che diventano il punto di partenza per una lotta verso il riconoscimento del proprio valore e del proprio sé in un contesto avverso. Una lotta, approfondita anche da importanti istituzioni come Rai Cultura, che non si è esaurita e che continua ancora oggi, una lotta che l’uomo contemporaneo deve portare avanti per coloro che l’hanno fatto in precedenza.

Fonte Immagine : J-Pop | EDIZIONI BD srl | Milano – Copertina di Sakamoto Shin’ichi, Innocent Rouge vol. 3

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