En el Barro, la nuova serie argentina | Recensione

Negli ultimi anni le serie argentine hanno saputo conquistare il pubblico internazionale con storie crude e lontane dai soliti cliché. Dopo il successo di El Marginal, Netflix ci porta dentro un nuovo universo carcerario con En el Barro, uscita il 14 agosto 2025. Questa volta, però, il punto di vista è tutto femminile, e il risultato è una serie che non ha paura di mostrare i conflitti e la sopravvivenza dietro le sbarre.

Di cosa parla En el Barro

La protagonista è Gladys Guerra, conosciuta come “La Borges”, moglie di Mario Borges, uno dei criminali storici di El Marginal. Dopo un sequestro finito male, Gladys viene arrestata e mandata nella prigione femminile di La Quebrada. Durante il trasferimento accade un incidente: il mezzo che trasporta le detenute si ribalta e molte di loro finiscono letteralmente nel fango. Da quel momento vengono soprannominate “las embarradas” (“e infangate”). La serie segue queste donne tra lotte di potere, alleanze, soprusi delle guardie e momenti di solidarietà inattesa.

Cast e personaggi di En el Barro

Il cast è uno dei punti di forza. Ana Garibaldi è straordinaria nel ruolo di Gladys, dura ma allo stesso tempo fragile, capace di catturare tutta la complessità del personaggio. Al suo fianco troviamo Valentina Zenere, volto già noto in produzioni internazionali, che interpreta Marina Delorsi, una nuova arrivata che porta freschezza e tensione. Ana Rujas ( “La Gallega”), Lorena Vega (La Zurda) e attrici come Carolina Ramírez e Rita Cortese completano un cast ricco e vario. Una curiosità: c’è anche la partecipazione della cantante latina María Becerra, amatissima dal pubblico giovane.

Cosa funziona

La serie ha una scrittura senza fronzoli. Le dinamiche tra detenute sono credibili: alleanze, tradimenti, gesti di protezione e violenza convivono nello stesso spazio. La fine di ogni episodio,  (8 in totale) lascia la curiosità di scoprire cosa succederà dopo. L’ambientazione, cupa e realistica, amplifica la sensazione di oppressione, ma anche la forza di chi riesce a resistere.

Un altro punto a favore è il fatto che En el Barro non dipende completamente da El Marginal: chi non ha visto la serie madre può seguirla senza problemi. Però, per chi conosce già l’universo, ci sono piccoli riferimenti e legami che rendono l’esperienza ancora più interessante.

Punti deboli

La crudezza può essere un limite per alcuni spettatori. Ci sono scene dure, violenze fisiche e psicologiche, che non lasciano spazio a leggerezza. Inoltre, alcuni personaggi secondari avrebbero meritato più spazio: a volte sembrano solo “funzionali” alla trama principale.

Un successo che continua

Nonostante ciò, En el Barro è stata accolta benissimo: in Argentina è balzata subito al primo posto tra i titoli più visti e ha conquistato il Top 10 in vari paesi. Non a caso Netflix ha già confermato una seconda stagione, prevista per il 2026, con nuovi volti come la China Suárez e Verónica Llinás.

En el Barro è una serie che colpisce per la sua intensità e per come riesce a raccontare le donne in un contesto difficile senza cadere negli stereotipi. Chi ha amato El Marginal troverà in questo spin-off un tassello in più, mentre chi cerca una storia potente, ben recitata e ricca di tensione, difficilmente resterà deluso.

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