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Hotspot – Amore senza rete | Recensione

Hotspot - Amore senza rete. Photocall

Hotspot – Amore Senza Rete, il film di Giulio Manfredonia (Qualunquemente, Rocco Schiavone) con protagonisti Francesco Arca (Allacciate le cinture, Fosca Innocenti) e Denise Tantucci (Braccialetti Rossi, Il Principe di Roma) è uscito nelle sale il 6 giugno. La prima napoletana si è tenuta presso il Cinema Metropolitan di Via Chiaia il 5 giugno e ha riscosso un discreto successo per i temi trattati che oscillano tra il vecchio – riferimenti alle Rom-Com anni ’80 e ’90 – e il nuovo, ovvero la necessità di essere sempre connessi, sia per motivi personali che professionali. Quante volte capita di perdere la connessione, perché il Wi-Fi non funziona o si finiscono i giga? E se questo accade mentre si aspetta una notizia importante o sta per scadere il termine per un concorso, la questione rischia di assumere i toni di una tragedia per l’occasione mancata

Questo è quanto accade in Hotspot – Amore senza rete: Tina, giovane ballerina classica che sogna di farsi strada nel mondo della danza, dopo un’audizione a Londra andata male, in attesa del volo che la riporta a Napoli, si accorge che la candidatura per un’audizione molto importante per il Teatro San Carlo di Napoli sta per scadere e non ha la possibilità di connettersi. Così inizia a cercare un Hotspot, possibilmente gratuito, per completare la sua iscrizione ed è così che incontra Pietro, affascinante uomo d’affari, che mette a disposizione il suo hotspot grazie ai giga illimitati. Tina riesce nell’intento, ma non sa che il destino ha in serbo una sorpresa per lei. Anche Pietro è diretto a Napoli e i loro incontri successivi sono scanditi proprio dalle notifiche di Hotspot attivo da parte di lui. Da quel momento, la vita della giovane subirà uno scossone. Testimoni delle sue vicende sono i suoi migliori amici e coinquilini: Barbara detta Barbie, incinta di un rampollo dell’alta società che frequenta da troppo poco tempo e Francesco, affascinante rubacuori che garantisce l’affitto basso grazie ai “servigi” offerti alla padrona di casa. 

Il film Hotspot – Amore senza rete è stato prodotto da Sony e Eagle Pictures, con la collaborazione del Comune di Napoli Film Commission e Commission Castel dell’Ovo e Li Galli, noto come l’Isolotto di Nureyev, il cui nome deriva dal compianto e indimenticabile étoile internazionale Rudol’f Nureev che ne fu il proprietario dal 1989 fino alla sua morte nel 1993.  Grazie ad un sapiente uso dei droni per delle spettacolari riprese dall’alto, Napoli non fa semplicemente da sfondo, ma diventa vero e proprio teatro di una storia intrisa di buoni sentimenti, sogni perduti e ambizioni, che strizza l’occhio alla Romantic Comedy americana degli anni ’80 e ’90. Sono parecchi, infatti, i riferimenti alle pellicole più amate e conosciute come Harry ti presento Sally e altre Sitcom statunitensi, dove i giovani personaggi vivono insieme e condividono gioie e dolori in un susseguirsi di battute spassose che smorzano i momenti drammatici. 

Hotspot - Amore senza rete. Francesco Arca e Denose Tantucci
Hotspot – Amore senza rete. Francesco Arca e Denise Tantucci

Un elogio particolare è dovuto a Peppe Servillo che nel film Hotspot – Amore senza rete interpreta il ruolo dello zio di Tina, un ex étoile ormai malato terminale, nonché suo angelo custode e confidente. L’idea di partenza è senz’altro attuale e originale, anche se, in certi punti, il film ricorda moltissimo Flashdance. Certamente si pensa ad un preciso volere degli autori quello di citare in maniera piuttosto esplicita un film tanto amato e famoso per aver lasciato un’eredità forse ammantata di cliché e tuttavia ancora attuale: quella di avere un sogno e di lottare per esso, anche quando  sembra impossibile. Tutti questi sono gli elementi che rendono Hotspot – Amore senza rete una commedia adatta ad una serata film senza troppe pretese. 

Si ringrazia Francesca De Lucia per l’invito.
Fonte immagine di copertina e photocall Eugenio Blasio, foto interviste Adelaide Ciancio

 

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