La trilogia de Il Padrino | Recensione

Foto tratta dal secondo film della trilogia de Il Padrino, con Michael Corleone (Al Pacino)

La trilogia de Il Padrino fa parte di quei film che hanno insidiato nel mondo cinematografico il concetto di mafia, di famiglia e onore. Vincitrice di 9 premi Oscar su oltre 14 candidature, la trilogia, diretta dal colosso Francis Ford Coppola, è un vero e proprio capolavoro del cinema anni ’70. L’idea geniale di una storia raccontata tramite le sfumature di un giallo-thriller, attraverso il quale vediamo la nuda realtà di un mondo e di un contesto prettamente pericoloso che, al contempo, si riempie di valori (in questo caso inviolabili) e di sentimenti. Questa recensione che vi suggeriamo è solo un piccolo assaggio da propinare alla vostra curiosità: se non avete mai guardato questa trilogia, allora è arrivato il momento.

I tre film che compongono la trilogia de Il Padrino

1. Il Padrino

Partiamo con il primo film della trilogia de Il Padrino; Il Padrino (1972) si apre con la storia di Vito Corleone (Marlon Brando), immigrato siciliano che nel 1945 va in America, precisamente a New York, e inizia a costruire dal nulla il più grande impero del gioco d’azzardo e del racket sindacale. Capiamo durante la sequenza che questo impero è rispettivamente affiancato dai figli de il Padrino (Vito Corleone) ovvero: Santino (James Caan) il più spigliato quanto folle, Fredo (John Cazale) meno intelligente, a tratti maldestro, il figliastro Tom Hagen (Robert Duvall) avvocato di fiducia. Parte della famiglia, ma non coinvolte perché donne, nonostante giochino un grande ruolo di supporto, la moglie, Carmela Corleone (Morgana King), e la figlia Constanzia (Talia Shire); per ultimo ma assolutamente non per importanza, il futuro pilastro Michael Corleone (Al Pacino), il più piccolo della famiglia. Dopo il matrimonio di Connie, scoppia una faida importantissima tra la famiglia Corleone e un’altra delle cinque famiglie capo della mafia italoamericana, i Sollozzo. Da qui ci sarà una serie di eventi che vedrà il primo coinvolgimento di Michael, poi costretto ad andare in Sicilia per un po’ di tempo. Nel frattempo Santino muore e il Padrino riesce a trovare un punto d’incontro per garantire l’incolumità di Michael al suo ritorno in America; ben presto Vito Corleone si ammalerà e dopo la sua morte nel 1955 l’impero passerà nelle mani di Michael stesso, affiancato dalla moglie ed ex compagna di college Kay Adams (Diane Keaton).

2. Il Padrino – parte II

Nel secondo film della trilogia de Il Padrino, Il Padrino parte II (1974), vediamo il pieno controllo di Michael Corleone sulla gestione degli affari. Assistiamo alla sua crescita personale e alla sua crudeltà quanto severità e fermezza, che non possono far altro che aumentare in vista di tradimenti e continue lotte per il monopolio del contrabbando di tabacco e alcolici, di prostituzione e di gioco d’azzardo. Prima di tutto questo però, assistiamo, attraverso un flashback, alla formazione del giovanissimo Vito Corleone (Robert De Niro) in America nella seconda metà degli anni Quaranta. Michael venderà completamente la sua anima al diavolo e per questo resterà sempre più solo, la moglie lo odierà e lo lascerà, e i figli di questi ultimi cresceranno col padre per suo volere.

3. Il Padrino – parte III

Ci troviamo alla fine degli anni Settanta, inizio anni Ottanta, l’impero di Michael si è completamente stabilito e potremmo dire, ripulito; gode di un grande prestigio politico ed economico e riceve anche la bolla papale a titolo onorifico. Affetto dal diabete, decide di ritirarsi dal losco giro della mafia, ma una serie di eventi non glielo permetterà; un chiaro esempio che una volta entrati in un certo stile di vita o contesto sociale, è davvero difficile, quasi impossibile, uscirne. In questa pellicola, l’ultima della trilogia de il Padrino, Il Padrino parte III (1990), lo vedremo anche riconfrontarsi con sua moglie e con i suoi figli, ma purtroppo ciò non sarà abbastanza per evitargli un finale fatto di solitudine e fatalità.

Fonte immagine: Wikipedia, scena tratta dal secondo film

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