Minions & Monsters, l’atteso film d’animazione prodotto da Illumination e distribuito da Universal Pictures, è arrivato nelle sale italiane il 1° luglio 2026. Recensirlo significa partire da una domanda quasi inevitabile: dopo quattro capitoli principali del noto franchise di animazione Cattivissimo Me e due spin-off, quanto c’era ancora da dire sui Minions?
Una casa crolla addosso a un Minion, ma il suo corpo resta nello spazio lasciato libero da una finestra. La gag rimanda a Buster Keaton e a Io e il ciclone, ma funziona anche senza riconoscere il riferimento cinematografico: un essere giallo incapace di valutare il pericolo si trova nel posto giusto al momento sbagliato.
È in questa immagine che Minions & Monsters trova la risposta che accompagna il settimo film della saga iniziata con Cattivissimo Me. La recensione cinematografica evidenzia come il film non provi a cambiare i Minions né a renderli più complessi. Cambia il mondo intorno a loro, portandoli nella Hollywood degli anni ’20. Ed è proprio questa la forza della mini-saga: i Minions possono essere spostati quasi ovunque. Basta cambiare epoca, ambiente o genere perché il loro caos trovi nuove regole da distruggere.
| Titolo Film | Minions & Monsters |
|---|---|
| Data di Uscita Italia | 1° luglio 2026 |
| Produzione & Distribuzione | Illumination / Universal Pictures |
| Regia | Pierre Coffin |
| Nuovi Protagonisti | James, Henry, Ed (Minion non udente) |
| Durata | 90 minuti |
Indice dei Contenuti
I Minions scoprono il cinema
Il film presenta una nuova tribù di Minions, impegnata nella solita missione: trovare il padrone malvagio ideale da servire. Dopo una serie di tentativi disastrosi, il gruppo raggiunge la Hollywood degli anni ’20 e irrompe per caso su un set cinematografico senza rendersene conto.
Quello che dovrebbe essere l’ennesimo incidente diventa una scoperta. I Minions non parlano una lingua comprensibile, non seguono le indicazioni e non sanno recitare nel modo tradizionale. Eppure comunicano benissimo attraverso il corpo, le espressioni e il ritmo. Il loro comportamento, quindi, è perfetto per quel tipo di cinema e comicità. Davanti alla cinepresa sembrano nati per il cinema muto. Il regista Max, doppiato da Maccio Capatonda, riconosce le loro possibilità e li trasforma in star.

Il successo termina con l’arrivo del sonoro. Hollywood comincia a chiedere copioni, battute precise e attori capaci di ripetere una scena nello stesso modo. Il Minionese, fino a quel momento irrilevante, diventa un problema. James e Henry, ormai affascinati dal cinema, decidono allora di separarsi dalla tribù e provare a realizzare un monster movie tutto loro.

Minions & Monsters: corpi nati per il muto
L’idea migliore di Minions & Monsters è quella di avvicinare i protagonisti alla slapstick comedy, la comicità fisica del cinema delle origini: fatta di cadute, inseguimenti e corpi capaci di sopravvivere a incidenti impossibili. Ed è, in fondo, lo stesso linguaggio usato da sempre dai Minions.
Pierre Coffin non deve quindi trasformarli per farli assomigliare a Buster Keaton, Harold Lloyd o Charlie Chaplin. Gli basta sfruttare il loro modo naturale di muoversi animato in CGI. I Minions hanno corpi elastici e quasi indistruttibili, capiscono male le istruzioni e reagiscono agli oggetti secondo una logica tutta loro. Anche il passaggio dal muto al sonoro è costruito perfettamente su di loro. I Minions parlano continuamente, ma quando Hollywood comincia a pretendere un linguaggio preciso e controllato, il loro modo di comunicare perde improvvisamente valore e i Minions si ritrovano fuori posto.
James, Henry ed Ed sono i Minions protagonisti di questo capitolo e sono profondamente legati a questo tema. James disegna e sogna di trasformare le immagini che ha in testa in un film; Henry è il primo a credere in lui, dando forma a una dinamica fondata sull’amicizia e sulla fiducia. Ed, invece, è il primo Minion affetto da disabilità: è non udente e comunica attraverso i segni. Ed, inoltre, rafforza l’idea che non sia necessario parlare per farsi capire.

La storia del cinema come campo di gioco
Il viaggio nella storia del cinema comincia già dai loghi Universal e prosegue attraverso alcune delle immagini più famose del cinema muto. Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: una scena conosciuta viene ricreata e poi travolta dall’incapacità dei Minions di rispettarne le regole.
Il razzo conficcato nell’occhio della luna di Viaggio nella Luna, per esempio, non rimane una semplice citazione destinata agli spettatori che conoscono l’omonimo film del 1902, ma anche una gag immediatamente comprensibile ai più piccoli, che riconoscono subito l’imminente disastro provocato dai Minions.
La sequenza ambientata nel museo allarga il gioco ad altri periodi e generi cinematografici. L’omaggio a Star Wars, costruito anche attraverso la presenza di George Lucas, ne è un esempio, ma non l’unico. E questo trasforma il film in una caccia agli easter egg cinematografici. Nella maggior parte dei casi, però, i riferimenti non rallentano il racconto ma offrono semplicemente agli adulti un livello in più, mentre i bambini possono continuare a divertirsi senza dover conoscere i film citati.

Minions & Monsters: dal muto ai mostri
L’aggiunta dei mostri aumenta il ritmo e permettono al film di diventare più spettacolare, spostando in quel momento l’azione su ciò che i Minions ci hanno abituato a vedere. Del resto già nei capitoli precedenti, i Minions avevano dimostrato di cercarne uno come padrone da servire, cosa che tenteranno anche nelle parti iniziali del film. Queste due parti nette del film si dividono equamente nei 90 minuti di durata, non annoiando mai e permettendo alle due parti di mantenere una buona continuità.
Funziona anche la musica di John Powell, compositore noto tanto per film d’animazione come Dragon Trainer e Kung Fu Panda quanto per opere dal tono più drammatico, come United 93 e la saga di Bourne. Il contrasto è spesso comico: più la colonna sonora cerca di rendere grandiosa una scena, più il comportamento assurdo dei Minions ne distrugge la solennità.
Senza anticipare il finale, vi diciamo solo che è proprio lì che molte delle gag, delle immagini e delle idee mostrate durante il film finiscono per incontrarsi in un incrocio sorprendente, inaspettato e che funziona.
Cambiare il mondo, non i Minions
Minions & Monsters dimostra quindi che, per continuare a funzionare, i suoi protagonisti non hanno bisogno di cambiare. Basta collocarli in un mondo nuovo, lasciarli entrare nelle sue regole e aspettare che le distruggano senza volerlo.
Questa volta quel mondo è il cinema, dalle gag mute ai mostri. E dopo averli visti attraversarlo con la loro solita incoscienza, l’impressione è che i Minions possano ancora andare quasi ovunque.
Immagini: courtesy of Universal Pictures International Italy

