Pose: una proposta per il Pride Month

Pose

Il mese del Pride è il momento più adatto per guardare una serie che probabilmente rappresenta al meglio lo spirito di questo evento. Prendiamo in analisi, dunque, la serie tv Pose.

La trama

Pose si compone di tre stagioni, dalla mente di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals, è stata distribuita in Italia su Netflix. L’opera racconta le storie di donne trans nere, che respinte dalla famiglia e ghettizzate dalla società, decidono di fondare delle nuove “famiglie” in cui si raccolgono tutte le persone come loro, lasciate indietro dal mondo. La storia è ambientata nell’America degli anni Ottanta, un periodo non facile per le persone trans, che non venivano né accettate né riconosciute nemmeno dalla comunità gay bianca che lottava solo per i propri diritti: una vera e totale discriminazione. Ciò ha portato alcune donne, tra cui Blanca, la protagonista, a creare loro stesse delle comunità e degli ambienti in cui tutti potessero essere riconosciuti e vivere con tranquillità, ma soprattutto esprimere se stessi. Blanca, nonostante non abbia elevati guadagni, mantiene in piedi una casa dove accoglie la sua giovane amica anch’essa trans, con il sogno di fare la modella, un ragazzo gay conosciuto per caso, aspirante ballerino, e tanti altri.

Le ballrooms: dove mostrare il proprio orgoglio

In Pose, l’unico ambiente libero in cui tutti possono esprimere le loro passioni è quello delle ballrooms, sale dove la comunità si esibisce e sfila con abiti e coreografie creati da loro stessi. Per loro questo è un momento catartico, possono sognare di essere delle star, e lì dentro lo sono davvero; mentre fuori sembra non ci sia futuro per loro, nella ballroom vengono ammirati e acclamati, anche se solo dai membri della loro comunità, nascosti, dove nessuno può giudicarli. Molte delle protagoniste, per lavorare devono nascondere in tutti i modi di essere trans, Blanca viene allontanata dal salone di bellezza in cui lavora proprio per questo motivo. Le sue amiche sono spesso costrette a prostituirsi in mancanza di altro, tutto questo, tra l’altro, durante il boom dell’AIDS, nella fase in cui si credeva ancora che fosse una malattia non riguardante tutti, ma solo le persone gay e trans. Le protagoniste di Pose hanno difficoltà ad avere delle normali relazioni poiché spesso si avvicinano a loro uomini che le considerano come feticci, uomini, magari gay, che non riuscendo ad accettare il loro orientamento, stanno con loro solo perché in realtà le considerano dei maschi, non rispettando la loro identità. È quello che accade ad Angel, amica di Blanca, che ha una relazione con un giovane yuppie, sposato.

Il messaggio di Pose

Il problema di non essere riconosciute come donne vere, né dai partner, né dalle famiglie o dalla società, è per loro motivo di grande sconforto, che le porterà più volte in situazioni di grande disagio e difficoltà, ma sempre nell’aiuto reciproco riusciranno a ritrovare sé stesse. Pose celebra i valori dell’altruismo, del senso di famiglia acquisita e di comunità di persone che hanno davvero poco, ma che danno tanto per supportarsi l’un l’altro. Di come, nonostante siano stati abbandonati da tutti, i personaggi non si abbandonano mai tra di loro. Di come tra persone reiette, outsider, ci siano i veri valori di solidarietà, che invece l’imponente e sviluppata società in cui vivono non riesce ad apprendere, puntando solo sulla legge del più forte e del privilegiato. Questa è la storia di Pose.

Fonte immagine di copertina: Pexels

 

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A proposito di Teresa Errichiello

Nata nel 1995, laureata in Lettere moderne e Discipline della musica e dello spettacolo , grande appassionata di scrittura, arte, cinema ma soprattutto serie tv.

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