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Eroica Fenice

Ferrania

Ferrania: il ritorno della pellicola

Con la diffusione, all’inizio del decennio, delle macchine fotografiche digitali, che permettono di conservare migliaia di foto in una scheda di pochi centimetri, la pellicola fotografica, che richiede tempi più lunghi e costi maggiori rispetto al digitale, è stata superata tecnologicamente, i rullini sono usciti di produzione e molti produttori hanno chiuso: la fine di un’epoca. Oggi la pellicola sembrerebbe completamente superata e fuori mercato, ma c’è chi ha deciso di scommetterci su, e ricominciare a produrla. Nel 2011 Nicola Baldini, ingegnere informatico e videomaker, e Marco Pagni, imprenditore e restauratore cinematografico, hanno deciso di investire nella produzione di pellicole. Inizialmente intendevano trovare le apparecchiature in Italia, aprire una fabbrica in Bulgaria e rifinire prodotti semilavorati da aziende come la Fuji, ma “si sono imbattuti” nella ex-fabbrica di pellicole Ferrania, in Liguria.

Ferrania: una storia lunga un secolo

La Ferrania era nata nel 1882 come SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti), fabbrica di esplosivi. Alla fine della Prima Guerra Mondiale si ritrovò senza clienti, così fu riconvertita alla produzione di materiale fotografico e cinematografico, con vari nomi, fino alla scelta di quello di Ferrania. Nel 1964 fu acquisita dalla 3M (la multinazionale del post-it) e continuò a produrre rullini etichettati come 3M, fino all’inizio del 2000, quando iniziò la crisi della fotografia a pellicola. Nel 2006 la Ferrania fermò la produzione di pellicole e si riconvertì alla produzione di farmaci e pannelli solari, chiudendo definitivamente nel 2010.

Ferrania: la rinascita

Finché nel 2012 Marco e Nicola iniziano una campagna su Kickstarter per raccogliere fondi, e con il supporto della regione Liguria comprano la fabbrica, per ricominciare la produzione. Il loro progetto prevede di revisionare e rimettere in funzione le vecchie attrezzature, usando, almeno per il primo periodo, il LRF (Laboratorio Ricerche Fotografiche), usato in passato per piccoli lotti sperimentali. L’LRF è infatti una versione ridotta dell’enorme apparecchiatura utilizzata per la produzione su larga scala, che ha una capacità produttiva molto maggiore, ma anche costi di avvio e gestione più ingenti. L’obbiettivo della raccolta fondi è raggiunto e largamente superato, così iniziano i lavori nella fabbrica. La produzione delle prime pellicole era prevista per il 2015, ma una serie di inconvenienti, tra cui il ritrovamento di amianto nella fabbrica, che è ovviamente stato rimosso, hanno rimandato la produzione di alcuni mesi.

Nonostante tutto il progetto va avanti, e la Ferrania punta a produrre due milioni e mezzo di rullini all’anno, nei formati 24×36 e 6×6, da vendere non solo ai nostalgici della pellicola, ma anche ai giovani che scoprono la pellicola per curiosità. A giudicare dal successo avuto nella raccolta fondi, c’è mercato per le pellicole, e difficilmente i rullini Ferrania resteranno invenduti.

Francesco Di Nucci

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