Dissipatio H.G. di Guido Morselli | Recensione

Dissipatio H.G.

Dissipatio H.G. di Guido Morselli è l’ultimo e più toccante tra i capolavori dello scrittore italiano. In Dissipatio H.G. l’autore ha scelto di porsi con una scrittura dirompente e dissacrante dei miti filosofici, mistici o politici. Possiamo definirlo dunque un libro distopico, una sorta di confessione personale e congedo alla propria arte. 

La trama de Dissipatio H.G. di Guido Morselli 

Dissipatio H.G. di Guido Morselli, in cui H.Gsta per Humani Generis, racconta di un uomo, lucidissimo e sarcastico fino all’ipocondriaco, che decide di annegarsi in uno strano laghetto in fondo a una caverna in montagna. Ma all’ultimo momento cambia idea. Il genere umano proprio in quel breve intervallo, è scomparso, volatilizzato: dissipato! Per il resto tutto è rimasto intatto. Così, paradossalmente, l’umanità è ora rappresentata da un singolo che era sul punto di abbandonarla e che comunque non si sente adatto a rappresentare alcunché; neppure a tratti se stesso. Comincia perciò un appassionante monologo, sullo sfondo della solitudine assoluta e di un silenzio rotto soltanto da qualche voce di animale o dal ronzio di macchine che continuano a funzionare. Dissipatio H.G. di Guido Morselli è un monologo tra apparente ottimismo e paura che presto si trasforma in un dialogo con tutti i morti, tenuto da un unico vivo che a momenti pensa di essere anch’egli morto. Riaffiorano spezzoni di ricordi, particolari sepolti riemergono come decisivi e, mentre i pensieri si affollano, l’anonimo protagonista cerca dappertutto un qualche altro sopravvissuto, vaga tra luoghi odiati e amati, tra le sue montagne e Crisopoli (chiaramente Zurigo). Nell’opera ora tutto pare uguale, eppure tutto è per sempre trasformato in questo romanzo unico, dalla scrittura densa e sapiente.

La recensione de Dissipatio H.G. di Guido Morselli 

Guido Morselli, autore di Dissipatio H.G.e di tantissime altre opere, si suicidò pochi mesi dopo aver completato questo suo ultimo capolavoro, che venne poi pubblicato postumo nel 1977. In vita, i suoi scritti furono sempre respinti e mai pubblicati. Dissipatio H.G. è sicuramente la sua opera più personale e segreta, in cui l’autore, maestro del mimetismo, ha scelto di porsi direttamente sulla scena. C’è qualcosa di disperato, un grido d’aiuto, ma anche una certa serenità nelle parole dell’opera, come se quelle pagine fossero l’ultimo anelito d’amore e di speranza di Guido Morselli. Già dalle primissime pagine l’opera trasmette al lettore un senso di soffocamento, di gelo e paura asfissiante. Pagina dopo pagina, l’ironico e a tratti sarcastico filosofeggiare del protagonista, scioglie quel senso di “ghiaccio” e tutto il romanzo acquista quel calore umano che probabilmente Guido Morselli cercava per sé. La domanda che Dissipatio H.G. pone al lettore, così come al protagonista, è: la solitudine che lo circonda lo rende un prescelto o un condannato

Fonte dell’immagine in evidenza: Adelphi Editore 

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