Chomolungma, storia di due Titani è un libro di Luca Giacobbi edito da AIEP editore. Conosciamo meglio l’autore con l’intervista a Luca Giacobbi.
La trama del libro di Luca Giacobbi
Chomolungma, storia di due titani è un racconto avvincente ma soprattutto a forte connotazione umana: la storia ripercorre la sfida dei fratelli Pazzaglia, i primi sammarinesi che il 18 Maggio 2009 hanno appuntato la bandiera della Repubblica di San Marino sulla cima dell’Everest. Il libro con i suoi ricavati sostiene i progetti della Fondazione Centro Anch’io. L’ente si occupa di finanziare progetti di vita indipendente per giovani con disabilità. Da qui mai metafora più calzante: per certi ragazzi affetti da varie disabilità, acquistare un po’ di autonomia può sembrare una vetta irraggiungibile proprio come quella dell’Everest.
| Dettaglio | Informazione principale |
|---|---|
| Titolo del libro | Chomolungma, storia di due Titani |
| Autore | Luca Giacobbi |
| Protagonisti | Fratelli Antonio e Roberto Pazzaglia |
| Data dell’impresa sull’Everest | 18 Maggio 2009 |
| Progetto benefico sostenuto | Fondazione Centro Anch’io (vita autonoma per giovani con disabilità) |
Indice dei contenuti:
- La trama del libro di Luca Giacobbi
- L’intervista a Luca Giacobbi, autore del libro Chomolungma, storia di due Titani
- L’idea per il romanzo e titolazioni
- L’amore per la sceneggiatura e l’amicizia con i fratelli Pazzaglia
- Beneficenza alla fondazione Centro Anch’io e destinatari di Chomolungma
- Avvocato, scrittore e molto altro ancora: le varie passioni di Luca Giacobbi
- I grandi miti e l’esperienza al corso di Alta Formazione all’Università di San Marino
- Chomolungma: tra finzione e realtà nel libro di Luca Giacobbi
- Lo scopo del libro e i progetti futuri
L’intervista a Luca Giacobbi, autore del libro Chomolungma, storia di due titani

L’idea per il romanzo e titolazioni
Quando e come è nata l’idea per questo romanzo?
Il romanzo nasce prima come sceneggiatura già dal lontano 2013. Avevo cambiato lavoro nel 2011 e volevo dedicarmi oltre che al lavoro anche alla mia grande passione, il cinema. Ho iniziato così a scrivere per il festival del cinema di San Marino, una sceneggiatura basata su una storia vera che vedeva protagonisti un carissimo ex collega di lavoro e suo fratello. Dalla sceneggiatura poi anni dopo, e arrivo al 2024 addirittura decisi di trarne un romanzo che in gran parte rispecchia la sceneggiatura stessa. Scrivere di questa impresa “Titanica” del mio caro amico Antonio Pazzaglia e di suo fratello Roberto Pazzaglia è stato per me molto importante perché oltre ad essere presente all’interno dell’opera il loro diario di spedizione originale, è però presente una parte fantasy che nasce dalla mia sensibilità verso questa grande impresa.
Perché le ha dato questa titolazione?
Chomolungma, storia di due Titani, trae spunto dal Monte Chomolungma che non è altro che il Monte Everest in lingua tibetana e i riferimenti alla storia di due Titani perché comunque il monte su cui sorge la piccola Capitale della Repubblica di San Marino si chiama Titano.
La sceneggiatura, nata prima del libro, dedicata alla storia dei fratelli Pazzaglia, ha il titolo di Titanchomo, come mai questo titolo?
Perché volevo legare il nome Titano al monte Everest e la sceneggiatura è rimasta con quel titolo infatti. Poi nel libro mi sono accorto che avrei dovuto fare dei cambiamenti e così ho deciso di comune accordo con il mio editore AIEP Chomolungma – Storia di due Titani. In modo da non tralasciare nulla dell’originalità della sceneggiatura.
L’amore per la sceneggiatura e l’amicizia con i fratelli pazzaglia
Cos’è per lei la sceneggiatura? Cosa rappresenta nella sua vita il cinema?
Mi piace scrivere storie per il cinema perché sono un grande appassionato di scrittura cinematografica appunto. I miei “eroi” sono personaggi del calibro di Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Senza tralasciare dei grandissimi come Tullio Pinelli, Ennio Flaiano e il mio conterraneo Tonino Guerra solo per citarne alcuni. Tutti questi grandi autori avevano il dono della sintesi e quindi davanti alle telecamere i dialoghi risultavano sempre vincenti. Dei miti assoluti a mio avviso. Poi come diceva spesso Tonino Guerra, il film lo fa il regista e quindi molto del merito va a lui che è chiamato a fare le scelte più importanti e determinanti su un set cinematografico. Il cinema rappresenta qualcosa di magico come dice Carlo Verdone parlando di un Maestro fuoriclasse come Federico Fellini. Carlo Verdone alla nostra lezione universitaria della scuola di specializzazione in cinematografia di cui ero corsista nel 2016/2017 ci disse chiaramente che nell’opera di Federico Fellini è presente sempre la Poesia. Non è mai scontata, all’interno c’è una magia poetica incredibile in tutto ciò che il grande Maestro Federico ha creato negli anni.
Uno dei due protagonisti principali del suo libro è il suo migliore amico. Perché ha deciso di raccontare proprio la sua storia? Cosa le ha detto il Pazzaglia quando ha letto la storia finita?
Era sicuramente felice che qualcuno avesse messo per iscritto questa storia che li ha visti protagonisti. Ricordiamo che ad Antonio sono state amputate tre falangi di tre dita della mano sinistra e Roberto ha subito un trattamento simile per i piedi. Io ci tenevo tantissimo perché avevo seguito la spedizione giorno per giorno e mi sono fatto prestare tutto il materiale che avevano girato per iniziare a scrivere qualcosa. Ne rimasi folgorato. Le scalate per certi aspetti si assomigliano tutte ma la loro era una spedizione civile non commerciale e così si dovevano fare carico di tutti i problemi logistici che possono sopravvenire. Stiamo ancora tentando di farne un lungometraggio se possibile, e ho scritto il soggetto appositamente per un film magari d’animazione oppure perché no… portarlo a Teatro. Antonio è veramente un punto di riferimento molto importante per me e come ho detto è il mio migliore amico Sammarinese. Un Cittadino che ama profondamente il proprio Paese ed è un grande alpinista e funambolo. Sono onorato di essere suo amico. La storia è piaciuta anche se non tutti hanno capito la parte fantasy che ho inserito ma lì ho giocato un po’ con i miei sogni nel cassetto.
Beneficenza alla fondazione centro anch’io e destinatari di chomolungma
I ricavati delle vendite di Chomolungma sono stati devoluti alla fondazione Centro Anch’io che si occupa di disabilità giovanile. Perché la scelta di devolvere i ricavati? Perché proprio a quell’associazione?
Perché li conosco personalmente, essendo la Repubblica di San Marino un Micro-Stato comunque con una popolazione residente di 34.000 persone circa. Ci conosciamo quasi tutti praticamente e la Fondazione Centro Anch’io fa un lavoro incredibile per cercare di dare una vita autonoma alle persone con disabilità. Un progetto fantastico vuole che la Fondazione compri una nuova casa per i ragazzi e ho solo voluto dare il mio contributo. Per nostra fortuna abbiamo venduto tutti i libri che avevamo stampato e quindi la soddisfazione è stata enorme. Nel libro successivo invece dal titolo The Dorian che ho scritto l’anno dopo di Chomolungma abbiamo devoluto tutto all’Associazione Attiva-Mente anch’essa molto attiva sulla disabilità.
Chi sono i destinatari di Chomolungma? A chi si rivolge principalmente?
Si rivolge prevalentemente ai giovani ma anche ai meno giovani come me. Perché quelli della mia generazione, io sono del 72, troveranno tanti loro idoli presenti nel libro. I giovani invece troveranno ispirazione per non arrendersi mai alle avversità che ci riserva la vita.
Avvocato, scrittore e molto altro ancora: le varie passioni di luca giacobbi
Dalla sua bio si evince la professione d’avvocato. Com’è nata invece la passione per la scrittura?
Sono diventato Avvocato per caso. Ma ho avuto sempre una grande passione per la cultura, la storia, il cinema, la musica in particolare. Gli studi ormai intrapresi erano quelli e per dovere verso me stesso e verso la famiglia in secondo ordine, ho voluto terminare ugualmente un percorso di studi poco amato. Invito i giovani per questo a scegliere personalmente il proprio destino perché a volte ci si ragiona poco e poi si compiono scelte errate. Mai dimenticare ciò che ci arde dentro nel cuore. Comunque alla fine sono anche contento di fare l’uno e l’altro. Il lavoro di funzionario presso la Pubblica amministrazione Sammarinese mi dà soddisfazioni importanti. Certo vorrei occuparmi di più, potendo, di cultura, storia e arte.
I grandi miti e l’esperienza al corso di alta formazione all’università di san marino
Nella sua vita ha avuto grandi maestri e miti. Che sensazioni ha provato ad intrecciare la sua storia con quella di mostri sacri come Verdone o Juan Diego Solanas?
Ritengo di essere stato molto fortunato. Juan Diego Solanas l’abbiamo avuto in diverse lezioni del corso di cinema e credo che il suo film più famoso dal titolo Upside Down con gli attori Kirsten Dunst, Jim Sturgess e il bravissimo Timothy Spall è un vero capolavoro fantasy. Ci ha insegnato tanto Solanas e lo ringrazio davvero molto. Carlo Verdone invece, lo abbiamo avuto ad una sola lezione ma è stata sufficiente per capire con quanta passione lui faccia questo lavoro. Era presente anche Isabella Bernardi figlia di Piero lo sceneggiatore di cui parlo sopra. Purtroppo Isabella ci ha lasciato prematuramente ed è stata lei a dirmi in quell’occasione che il dono di suo padre e di Leo Benvenuti era quello della sintesi. Carlo Verdone poi parlò proprio in quell’occasione di Federico Fellini e della poesia presente in qualunque opera del Grande Maestro. Siamo stati tutti molto fortunati e poi anni dopo quando ho potuto conoscere il cognato di Carlo Verdone, il mitico Christian De Sica gli ho raccontato tutto ed era rimasto molto divertito. Dicemmo a Christian anche di un film che suo padre Vittorio aveva girato proprio a San Marino dal titolo lo sconosciuto di San Marino. Un bel film a mio avviso che non ebbe però successo ed è questo il motivo per cui credo Christian non ne sapesse nulla. Infine mi ispiro a diversi scrittori: Charles Dickens, Alexandre Dumas padre e più vicini a noi l’indimenticato Maestro Stefano Benni e l’altro Maestro Italo Calvino. In realtà è tutto riduttivo. Tra i registi credo che Mario Monicelli abbia lasciato un segno dentro di me e anche Francesco Rosi che conobbi personalmente al festival del cinema di San Marino assieme a due suoi attori protagonisti del film la Tregua, John Turturro e Rade Šerbedžija.
Cos’è per lei l’ispirazione? Ha mai sofferto del blocco dello scrittore?
Mai sofferto di nessun blocco per fortuna mia in quanto scrivo di getto ciò che la mente e il cuore “partoriscono”, poi correggo la bozza. Gli argomenti sono vari, a volte sono romanzi ma spesso sono saggi autobiografici. Quando mi capiterà di avere il blocco allora mi porrò il problema.
Qual è il ricordo più bello legato all’esperienza fatta al corso di Alta formazione all’Università di San Marino?
Il legame molto forte creato con gli altri corsisti, in particolare con coloro con cui chiudemmo il corso, preparando insieme la tesina finale che consisteva in un elaborato audiovisivo. Con alcuni amici corsisti decidemmo di fare un video sulla bellezza che ci circonda. Lo si può trovare su youtube sulla mia pagina personale Luca Giacobbi – la nostra beautyv. Il tutto accompagnato da una Colonna sonora a mio avviso meravigliosa scritta dal Maestro Marco Capicchioni.
Chomolungma: tra finzione e realtà nel libro di luca giacobbi

Il suo libro intreccia verità e finzione. Com’è per uno scrittore e come si fa a bilanciare le due cose per un libro che funzioni?
La Finzione nasce dai miei sogni di bambino. Dalla mia grande passione per la storia e la cultura. La verità nasce da esperienze vissute in prima persona che però riguardano spesso le vite di altre persone. Si coniuga bene un po’ tutto a mio avviso, poi magari la tecnica di scrittura lascia un po’ a desiderare non essendo io uno scrittore professionista, c’è sempre da imparare.
Al centro del suo libro vi è l’Everest. Simbolicamente c’è qualcosa che nella sua vita ha creduto irraggiungibile? O arduo da raggiungere?
Non ho rimorsi ma avrei voluto studiare per fare altro e credo ora sia difficile rimettersi in gioco. Il cinema e la scrittura mi aiutano. Il mio sogno è sempre stato quello di fare l’insegnante perché adoro molto insegnare e divulgare. Ciò nonostante aver superato l’esame da avvocato e notaio, alla fine mi riempie comunque di orgoglio.
Qual è secondo lei la parte più emozionante di questo libro?
A mio avviso la parte in cui i fatti veri si mescolano alla fantasia. Si arriva in cima all’Everest e solo la musica che accompagna la sceneggiatura è qualcosa di inarrivabile. E poi tanti sono i personaggi di fantasia che hanno tenuto compagnia ai nostri eroi nella scalata. A voi scoprirli. Io mi sono sbizzarrito lo ammetto.
Lo scopo del libro e i progetti futuri
Cosa vuole lasciare ai suoi lettori alla fine di questo romanzo?
La curiosità di iniziare a leggerlo magari guardando anche le fotografie presenti all’interno e poi chissà di poterlo finire.
Tre aggettivi per descrivere il suo romanzo?
Semplice, creativo e abbordabile.
Cosa ne pensano i fratelli Pazzaglia di questo libro? Qual è stata l’emozione dominante una volta terminato e letto?
Nella presentazione del libro ho visto tanta emozione nei loro occhi e anche nella lunga intervista che la carissima amica Sara Amici ci fece a San Marino RTV. C’era tanta gioia di poter autografare per i propri amici e lettori un’opera di cui erano stati protagonisti.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Sarò molto breve. Continuare a scrivere e iniziare a fare dei cortometraggi o lungometraggi tratti dalle mie opere.
Per il reperimento delle copie di Chomolungma, ci si può rivolgere direttamente all’autore.
Fonte immagini: Fornite dall’Autore (Luca Giacobbi)

