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Io sono Rita: MarottaeCafiero. Recensione

Io sono Rita è un libro di Giovanna Cucè, Nadia Furnari e Graziella Proto, edito da Marotta&Cafiero.

Trama

Il libro ripercorre la vicenda della morte di Rita Atria, la settima vittima di Via D’Amelio.
Si tratta di un libro – inchiesta che denuncia la solitudine di una donna, testimone di giustizia, che fu lasciata sola. Abbandonata da tutti, anche dalla stessa famiglia e da chi avrebbe dovuto darle protezione… le istituzioni.

A soli diciassette anni, Rita Atria decise di schierarsi contro la mafia di Partanna, affidandosi al giudice Paolo Borsellino, consapevole di quello che le sarebbe potuto accadere. A Roma, dove viveva sotto protezione, il 26 luglio 1992, una settimana dopo il massacro di via d’Amelio, Rita diventó indirettamente la settima vittima di quella stessa strage.

Io sono Rita: storia di coraggio e tenacia

Dagli archivi – dimenticati –  di tribunali e procure, le autrici fanno emergere i lati oscuri che ruotano intorno alla sua scomparsa e che portarono alla sua morte.

Io sono Rita è un libro che racconta in modo chiaro e fluido quanto è accaduto alla giovanissima ragazza; la diciassettenne, senza paura e senza timore, decise di parlare. Rita Atria era soprannominata la “picciridda”, soprannome che le diede il giudice Giovanni Borsellino. Piccola anagraficamente ma grande per idee e pensieri, per l’immensa tenacia con cui seppe gestire una vicenda che ancora oggi conserva dei lati oscuri. Ripudiata dalla stessa famiglia, andó avanti a testa alta.

Il libro racconta episodi di vita vera; le autrici basano la narrazione attingendo da documenti, dichiarazioni, interrogatori.

Evidenti alcune anomalie, come viene detto anche nel libro, episodi strani che vengono fuori dopo la morte di Rita Atria: una lettera senza firma recapitata al procuratore di Roma, un poliziotto mai identificato che entra nell’appartamento di Rita subito dopo la sua morte, oggetti spostati o addirittura spariti.

Io sono Rita è un libro che pone degli interrogativi e che proprio come successo nella vicenda della protagonista, senza paura rivela, suppone, spesso si oppone a quanto detto.

Un volume molto intenso, che si legge rivolgendo uno sguardo al passato, senza mai dimenticare ciò che è stato e provando ancora oggi a dare “risposte”.

Un volume biografico, sì, ma anche una storia di coraggio, di tenacia, questo è ciò che caratterizza il libro.

“Farò della mia vita anche della spazzatura, ma lo farò per ciò che io sola ritengo conveniente”, scriveva Rita alla sorella nell’ultima lettera, pubblicata all’interno del volume per la prima volta. Sola, tenace e forte si mette contro la mafia partannese affidandosi al giudice Paolo Borsellino, consapevole della fine che le sarebbe potuta toccare.

Protagonista della storia del Paese, politica e giudiziaria, Rita Atria rappresenta, diventandone simbolo, quel forte senso di appartenenza che la ragazza rivendicó. Non si parla solo di giustizia ma c’è altro ancora.
Rita decise di parlare, senza paura, probabilmente consapevole di quanto le sarebbe accaduto e rivendicando il senso di appartenenza a QUEL territorio, a quel contesto sociale.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, ricco di spunti di riflessione, domande, elementi che denotano una narrazione che mira a “fare inchiesta” per provare a fare luce su quanto è stato.

Rita era ed è ancora simbolo di una società nefasta, putrida, che costringeva ad abbassare lo sguardo. Lei non lo fece. E la sua tenacia ancora oggi è simulacro di coraggio e verità.

Immagine in evidenza: Ritaatria.com 

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