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Eroica Fenice

Scrivere è un mestiere pericoloso, parola di Alice Basso

Scrivere è un mestiere pericoloso, parola di Alice Basso

Scrivere è un mestiere pericoloso è il secondo romanzo della scrittrice milanese Alice Basso che ha esordito con L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, editi entrambi da Garzanti.
Il libro vede ancora Vani (diminutivo di Silvana) Sarca come protagonista: ghostwriter per professione presso una casa editrice, collabora con la polizia da quando il commissario Berganza ha conosciuto la sua capacità di interpretare facilmente i pensieri di chi le sta di fronte, criminali compresi.  A questa sua dote non corrisponde, contrariamente a quello che si può pensare, una grande socievolezza: Vani è una specie di Lisbeth Salander all’italiana (ma decisamente più simpatica);  vestita perennemente di nero, apparentemente cinica nei riguardi della vita e delle persone,  è dotata di grande intelligenza, sagacia e ironia.

Questa volta a Vani viene commissionata la stesura di un libro-intervista ad Irma,  la governante della famiglia più in vista di Torino che gestisce una delle più antiche e prestigiose aziende di sartoria. L’anziana signora dovrebbe raccontare aneddoti simpatici che accompagnano succulenti ricette. Vani non ne è molto entusiasta: è una pessima cuoca e sa che si troverà in difficoltà se Irma non ricorderà tutti i passaggi delle ricette e a lei toccherà riempire i buchi della sua memoria.

Il lavoro riserva però una sorpresa inaspettata: al primo incontro con Vani, Irma confessa con nonchalance di aver ammazzato anni addietro Adriano, il primogenito della famiglia con cui ha vissuto tanti anni e della cui morte però si è addossato la colpa il fratello della vittima, Aldo. Irma afferma di averlo fatto per salvare l’azienda, perché Adriano era un irresponsabile e stava mandando tutto in malora, al contrario del fratello Aldo, posato ed equilibrato.

Da qui comincia l’indagine di Vani e di Berganza, al quale la scrittrice chiede supporto, tra le lezioni di cucina del commissario – che compensa la sua introversione con la passione per i fornelli – a Vani che non sa nemmeno cosa sia lo scalogno.

“Scrivere è un mestiere pericoloso” ma Alice Basso lo fa con estrema bravura

Il libro è scritto benissimo, con un linguaggio ironico ma anche frizzante, fresco, simpatico che si fa leggere senza difficoltà. Vani, malgrado le apparenze, è un personaggio simpatico, dall’intelligenza sferzante e che, malgrado faccia la dura, si intenerisce quando deve dare una mano a Morgana, la ragazzina dell’appartamento accanto alle prese con i primi amori.

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

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