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Eroica Fenice

Cucina & Salute

Perché viene il singhiozzo? Risposte e rimedi

Il singhiozzo è un fastidio banale che colpisce prima o poi tutti; esistono diversi rimedi, alcuni di questi semplici, per combatterlo o addirittura per far sì che esso vada via rapidamente. Tra i rimedi più conosciuti, annoveriamo: bere, sorseggiando, dell’acqua; oppure trattenere il respiro per qualche secondo; o ancora, chiedere a qualcuno di spaventarci. Sono questi dei “rimedi” banali conosciuti da tutti, a volte utili, altre volte non del tutto utili. Che cos’è e perché viene il singhiozzo? Quindi perché viene il singhiozzo? È bene specificare anzitutto che il singhiozzo è un fenomeno scatenato da contrazioni ripetute e involontarie del diaframma. La causa che lo scatena è l’irritazione del nervo frenico, che ha il compito di controllare le contrazioni del diaframma. Se il nervo frenico viene irritato in un punto qualsiasi, si può scatenare, appunto, il singhiozzo. Il tipico suono onomatopeico, “hic”, che si ripete continuo e fastidioso per alcuni minuti, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente. Ecco, dunque, che esso è del tutto involontario e si protrae (spesso) per molti minuti, verificandosi più volte durante l’arco di una giornata. Tra i rimedi più utilizzati e conosciuti, ne esistono cinque, che sembrano essere i più utili. 5 rimedi per combattere il singhiozzo Dopo aver visto perché viene il singhiozzo, vediamo come porvi rimedio. Al primo posto, un suggerimento che ha ben 2000 anni, dettato da Ippocrate, ossia quello di trattenere il respiro per 10-15 secondi, in modo da consentire al diaframma di rilassarsi. Questo è il più conosciuto ed antico rimedio contro il fastidiosissimo singhiozzo. Sull’efficacia i pareri sono discordanti, in parecchi casi funziona. Al secondo posto, un rimedio abbastanza strambo, ma che risulta essere tra i più utilizzati per combattere il singhiozzo, ossia, bere un bicchiere di acqua al contrario. Tale metodo consiste nell’appoggiare le labbra sulla parte opposta del bicchiere dal quale si è soliti bere, quella che normalmente “tocca” il naso. Naturalmente è un consiglio che per quanto possa essere divertente e parecchio utilizzato, non ha fondamento scientifico. In generale il singhiozzo tende a passare rapidamente, solo in rari casi diventa difficile farlo cessare. Se fatica ad andare via, oltre ai due metodi indicati precedentemente, può risultare utile ingerire un cucchiaino di zucchero. Il terzo rimedio, infatti, sottolinea l’importanza dello zucchero nella “cura” del singhiozzo. Occorre riempire un cucchiaio di zucchero di canna (o miele), tenerlo in bocca per cinque secondi, deglutire e bere dell’acqua. La sensazione di dolcezza provocata dallo zucchero favorisce la comunicazione tra il cervello e lo stomaco riducendo la pressione sul diaframma. Oltre allo zucchero, dei rimedi molto utili possono essere le tisane, ma anche gli infusi, che spesso si rivelano particolarmente adatte a questo genere di fastidio. Il quarto consiglio è quello di bere, sorseggiando, o comunque molto lentamente, delle tisane; soprattutto la tisana al finocchietto sembrerebbe aiutare molto in quanto favorisce la digestione. Basta far bollire un pentolino di acqua e versare un […]

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Cucina & Salute

Rimedi per il raffreddore: cinque soluzioni naturali

Rimedi per il raffreddore, ne abbiamo scelti 5 completamente naturali  Il raffreddore o rinite è un fastidioso “nemico” che soprattutto nelle stagioni fredde, colpisce moltissime persone. Naturalmente non è una patologia grave, ma starnuti, naso chiuso, occhi rossi, mal di testa, sono piuttosto fastidiosi e chiunque vorrebbe che passassero subito. Esistono diversi rimedi naturali per curarlo, che possono sostituirsi ai medicinali. I consigli più semplici sono quelli che si presume tutti conoscano, ossia, stare al caldo, riposare e bere molta acqua, ma anche latte caldo con miele, brodi o minestre. Oltre a seguire queste banali indicazioni, esistono però, dei veri e propri consigli naturali. Abbiamo stilato una classifica che menziona i cinque rimedi più efficaci e più utilizzati dagli italiani, quando sono raffreddati. Classifica dei cinque rimedi per il raffreddore naturali più conosciuti Al primo posto dei rimedi per il raffreddore citiamo un alimento utilizzato in cucina, ossia il sale; naturalmente non è da bere, bensì da inalare, magari aiutandosi con delle siringhe di plastica, nelle narici. Certo, la sensazione non è delle migliori, ma il risultato è molto efficace; tale rimedio, si sostituisce alle varie soluzioni saline spray esistenti in commercio, e decongestiona rapidamente le vie respiratorie. Al secondo posto, un altro rimedio naturale a base di aglio, limone, acqua calda e un cucchiaino di miele. Un rimedio molto antico, che si sussegue da generazione a generazione. Preparare questo “sciroppo” è semplice, basterà mescolare per bene il succo di un limone, con lo spicchio d’aglio tritato, il miele e un pochino di acqua calda. Da bere 2 o 3 volte al giorno per tutta la durata dei sintomi. Si presume non abbia un sapore gradevole, ma in tanti raccontano di averlo sperimentato personalmente e di averne tratto beneficio. Ricordiamo che il raffreddore è una malattia virale che colpisce le vie aeree superiori, e talvolta anche quelle inferiori, con insorgenza di mal di gola e tosse. Proprio a questo proposito, se dovesse insorgere il mal di gola, un altro rimedio naturale, (il terzo) sono i gargarismi alla salvia, ma anche con acqua tiepida salata, menta o limone. L’importante è farli più volte al giorno, in modo da ridurre l’infezione. Una caratteristica importante di questi composti creati con elementi naturali, è che essi possono essere conservati, chiusi ermeticamente, in frigorifero, per 2-3 giorni e quindi riutilizzati giorno per giorno. Soprattutto se si utilizza la salvia, il liquido ottenuto per infusione, può essere conservato all’interno di un barattolo, anche per 5 giorni. Naturalmente le tisane possono essere tutte utili, in caso di raffreddore, in quanto le bevande calde aiutano la fluidificazione dei muchi e quindi liberano le vie respiratorie. Per chi, non ama il tè, un effetto simile lo si può ottenere, bevendo ad esempio zuppe calde, tisane, caffè solubile, ma anche semplicemente acqua calda. Al quarto posto bisogna menzionare lo zenzero, come ottimo alleato per la cura del raffreddore e non solo. Molte persone conoscono i benefici derivanti dallo zenzero, che può essere consumato sia fresco, a pezzettini, sia in polvere, e […]

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Culturalmente

Leda e il cigno, riemerso l’affresco a Pompei

Ritrovato a Pompei l’affresco di Leda e il cigno, un’opera d’arte tra mistero e scandalo Pompei, un ritrovamento sicuramente eccezionale che lascia a bocca aperta: è infatti emerso un affresco, nella camera da letto nella grande domus di via del Vesuvio, raffigurante Leda, la maestosa e bella regina di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove, il re degli dei, che pur di averla si trasforma in cigno. Certamente un ritratto particolarmente esplicito, ricco di cromie e contrasti di colore, ma anche sfumature mozzafiato, che ne sottolineano non solo l’oggettiva bellezza, ma anche la precisione nella realizzazione. Leda e il cigno: arte e mito a Pompei Il mito racconta che Giove, innamorato di Leda, si tramutò in un cigno per possederla sulle rive del fiume Eurota. Nella stessa notte lei giacque anche con il marito Tindaro. Dopo queste unioni, da due enormi uova nacquero i Dioscuri, Castore e Polluce, ed Elena e Clitennestra. Un’altra versione del mito ascrive entrambe le coppie di gemelli Castore e Clitennestra e Elena e Polluce alla progenie di Zeus. Un affresco definito «unico» dal direttore generale del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna, il quale ha dichiarato: «interessante proprio per questa sua particolare iconografia, così esplicita e sensuale, un’immagine che nella cittadina romana, che pure quel mito arrivato dalla Grecia lo conosceva bene, non si era mai vista». Sono ancora in corso i lavori di pulitura, ma tale scoperta sottolinea ancora una volta come la lava abbia preservato dei grandi capolavori, che ancora oggi possono essere ammirati. Nel ritratto si distinguono lo sfondo rosso colore del vino, il vasto utilizzo del rosa che rende ancora più esplicita la bellezza della regina ritratta, la gradazione di bianchi e cerulei del cigno. L’affresco, spiega Massimo Osanna, «è stato scoperto durante i lavori di riprofilatura dei fronti di scavo». L’area nella quale è stato ritrovato appartiene ad una casa che affaccia sul lato orientale di via del Vesuvio. Secondo quanto rivela il direttore Osanna, si ipotizza che il proprietario dell’abitazione sia stato un ricco commerciante oppure un ex liberto. Inoltre, per proteggerlo, gli ambienti adiacenti ad esso non saranno riportati alla luce, proprio per evitare che cotanta meraviglia possa danneggiarsi o subire danni. Per quanto concerne la splendida Leda, sarà presto visibile ai numerosissimi visitatori che ogni anno giungono a Pompei.   Foto da: ANSA.it

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Fun & Tech

Applicazioni per modificare le foto, 4 consigli

Le 4 applicazioni per modificare le foto più efficienti e facili da utilizzare Scattare fotografie è una passione che accomuna sempre più persone, soprattutto da quando esistono dei dispositivi, come gli smartphone, che permettono di immortalare momenti, frammenti di vita, scenari fantastici, in un solo gesto e con semplicità. Sono sempre più numerosi coloro che ogni giorno cercano applicazioni per modificare i propri scatti, che sia il colore, o semplicemente il formato. A tal proposito le applicazioni per modificare le foto sono innumerevoli, sempre più facili da utilizzare e spesso gratuite. Le migliori 4 applicazioni per modificare foto 1. Snapseed Al primo posto si posiziona Snapseed, un’applicazione particolarmente intuitiva e soprattutto molto utile a chi possiede un profilo Instagram. Grazie a questa applicazione, infatti, è possibile non solo ritoccare le fotografie, dalla luminosità, al formato, ma anche ritoccare esteticamente la foto stessa. Dunque, una serie di effetti che renderanno lo scatto ancor più bello e più appetibile per il web. Facile da utilizzare, efficiente e scaricabile gratuitamente. 2. VSCO Al secondo posto, troviamo VSCO, molto conosciuta, soprattutto dai possessori di iPhone. Questa applicazione si avvale di molti filtri, diversi tra loro, che permettono di utilizzare cromie ed effetti eleganti e simpatici al tempo stesso. Funziona come una sorta di social network sulla cui piattaforma è possibile cercare e seguire le persone che realizzano gli scatti più belli, ma senza la possibilità di scrivere o commentare. Leggermente più difficile da utilizzare rispetto alla precedente, è scaricabile gratuitamente. 3. Photolab Un’altra applicazione degna di nota, che offre agli utenti anche la possibilità di inserire cornici alle proprie foto, è Photolab, che si posiziona al terzo posto. Consente di editare le fotografie in modo abbastanza intuitivo, con numerose possibilità di scelta, dalle cornici, agli adesivi. Elaborare degli scatti fotografici con questa applicazione è semplice e soprattutto divertente, con effetti di ritocco basici o più elaborati. L’applicazione è scaricabile in modo gratuito. 4. Aviary Per chi invece desidera un’applicazione che offra più possibilità, al quarto posto c’è Aviary. Risulta essere più impegnativa da utilizzare rispetto alle precedenti, poiché consente di agire modificando in modo avanzato lo scatto. Aviary è una applicazione molto scaricata, che permette non solo di applicare gli effetti base, ossia quelli per modificare luminosità, contrasto, ed esposizione della foto, ma anche di ritoccare l’immagine. Inoltre, si possono aggiungere degli effetti grafici molto interessanti, cancellare determinati elementi della foto che non piacciono e al contempo regolare l’immagine. Applicazione gratuita su dispositivi iOS, ma alcuni effetti in essa contenuti sono a pagamento. Ben quattro applicazioni degne di nota, conosciute e annoverate tra le più scaricate sia su dispositivi iOS che Android. La scelta è vasta, l’applicazione scelta dipenderà dal modo in cui l’operatore intenderà agire sulla fotografia.

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Culturalmente

Giardino pensile di Palazzo Reale riapre al pubblico

Riapre al pubblico il celebre giardino pensile di Palazzo Reale; la cerimonia ufficiale si svolgerà giovedì 22 novembre, alle ore 11.30. I lunghi lavori di restauro hanno coinvolto anche una complessa installazione del maestro giapponese Uemon Ikeda. I giardini sono stati del tutto restaurati, con la facciata che dà su via Acton di Palazzo Reale, e a breve saranno riaperti alle visite sia dei napoletani sia dei tantissimi turisti che visitano la città. Una bellissima ed esclusiva passeggiata pensile, grazie alla quale si potrà godere di una vista mozzafiato sul porto di Napoli. Storia del Palazzo Reale Il Palazzo Reale di Napoli è un edificio storico di notevole importanza storica e culturale; esso è ubicato in Piazza del Plebiscito, nel centro storico di Napoli, dove si trova l’ingresso principale: l’intero complesso, compresi i giardini e il Teatro San Carlo, si affaccia anche su piazza Trieste e Trento, piazza del Municipio e via Acton. Fu la residenza storica dei viceré spagnoli per un arco temporale molto lungo, poi della dinastia borbonica, interrotta per un decennio all’inizio del XIX secolo dal dominio francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, e, a seguito dell’Unità d’Italia, fu ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele III di Savoia al demanio statale; attualmente è adibito a polo museale, in particolare gli Appartamenti Reali, ed è sede della biblioteca nazionale. Riapertura del giardino pensile Finalmente, dopo un lungo periodo di restauro, giovedì 22 novembre, i giardini saranno restituiti ai visitatori, napoletani e non. Sarà possibile passeggiare sospesi tra cielo e mare, ammirando davanti a sé il maestoso Vesuvio ma anche le navi ormeggiate nel Porto. La pavimentazione dell’Ottocento è stata rifatta, con un attento lavoro di recupero delle fondazioni in tufo, che sostituiscono quelle in cemento. Si potranno ammirare degli splendidi marmi di colore grigio e bianco, i quali contornano la fontana centrale: tagliati uno per volta, con un lavoro particolarmente delicato, volto a rispettare e salvaguardare il disegno ad aquilone che dà risalto alla posizione della vasca. Tutto intorno le panchine di marmo bianco in stile neoclassico. La parte in ferro della galleria centrale verrà ricoperta da rose rampicanti e fiori, e sono stati piantati diversi arbusti, ma anche piante verdi e colorate che ornano le splendide aiuole. Tutto in linea con quelle che erano le colture originarie, per non causare storpiature ad un complesso monumentale di natura storica e di fondamentale importanza per Napoli. Un luogo rinato, questo giardino pensile, che saprà emozionare tra storia e modernità.

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Nerd zone

Plugin WordPress, la top dei cinque più scaricati

Plugin WordPress, quali sono i migliori?  Il plugin in campo informatico è un programma non autonomo che interagisce con un altro programma per ampliarne o estenderne le funzionalità originarie. Ad esempio, un plugin per un software di grafica permette l’utilizzo di nuove funzioni non presenti nel software principale. Dunque, in sintesi, il plugin è una integrazione che permette un miglior funzionamento o estende le potenzialità del programma in questione. Sono sempre più numerose le persone che utilizzano il web, per diversi scopi; navigando in rete, si ha spesso a che fare, pur non accorgendosene, con i sopracitati plugin, che aiutano i vari siti a funzionare nel migliore dei modi. Creare una vera e propria classifica dei plugin WordPress più utilizzati, è piuttosto complicato, essendo  essi molto numerosi, ma è possibile, citare quelli più famosi. La classifica dei cinque plugin WordPress più famosi WordPress è il CMS più affidabile sul mercato dato che garantisce prestazioni elevate e di qualità; nello specifico, esso è una piattaforma software utilizzata per la creazione e la gestione facilitata di un sito web, che permette anche a chi non è programmatore di modificare a proprio piacimento un sito web. Attraverso una semplice installazione, ad esempio, è possibile scaricare un nuovo “tema”, ossia una nuova veste grafica per un blog, o per un determinato sito. WordPress offre inoltre la possibilità agli utenti di scaricare numerosi plugin in grado di sensibilmente, non solo l’interfaccia, ma anche l’esperienza d’uso. Dunque, è possibile stilare una classifica, dei cinque più importanti plugin che WordPress offre, in relazione alla frequenta con la quale essi vengono scaricati. Al primo posto troviamo WordPress SEO by Yoast; è di fondamentale importanza per ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca. Posizionarsi su di essi, soprattutto nelle prime posizioni, può decretare o meno il successo di un sito, incrementando le probabilità di conversione di eventuali prodotti in vendita. Al secondo posto, troviamo We3 Total cache, plugin veloce ed intuitivo che consente di velocizzare – attraverso la creazione di una copia cache – l’intero sito web, migliorando la user experience, uno dei parametri più importanti per Google. Al terzo posto annoveriamo Google Analytics counter, un plugin WordPress che offre un widget per la visualizzazione dei contatori degli utenti che visitano una pagina, o un blog, realizzato tramite i dispositivi di statistica offerti da Google Analytics. Un plugin estremamente efficiente, basilare nell’utilizzo e molto conosciuto; esso rappresenta il sistema di statistica più recensito e nonostante quasi obsoleto (attualmente sostituito con una versione più avanzata) continua ad essere uno dei più graditi dal pubblico del web. Al quarto posto, si posiziona Query Monitor, un ottimo strumento per monitorare i processi del sito e scovare eventuali errori – associati a query, ad esempio – e bug che ne penalizzano le prestazioni Plugin WordPress, il troppo stroppia! Prima della quarta posizione è bene far presente una cosa. Per un sito, è importante non installare più di quindici plugin poiché c’è un’altissima probabilità che entrino in conflitto tra di loro, compromettendo la velocità […]

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Libri

“Palermo Connection” di Petra Reski: un libro tra giallo e thriller politico

Palermo Connection è il nuovo romanzo di Petra Reski pubblicato da Fazi Editore. Leggi la nostra recensione! “Palermo Connection” di Petra Reski: la trama Palermo, oggi. La procuratrice antimafia Serena Vitale, italo-tedesca di bell’aspetto, appassionata e battagliera, conosce bene i rischi cui si espone, quando decide di trascinare in tribunale per collusione mafiosa un politico di chiara fama. Il modello di riferimento di Serena, un famoso giudice antimafia, è stato ucciso. E lei ricorda bene la sua infanzia di figlia di un italiano emigrato in Germania, nel bacino della Ruhr, per sfuggire ai tentacoli della cosca siciliana. È decisa a combattere fino in fondo questa battaglia, costi quel che costi. Dall’interrogatorio di un riottoso testimone risulta chiaro che la rete di interessi criminosi è molto più estesa del previsto e che Serena stessa si trova in grave pericolo. Nel frattempo, un giornalista tedesco volato a Palermo alla ricerca di uno scoop per il suo giornale si lascia coinvolgere in un gioco pericoloso di cui non comprende le regole. E il coraggioso poliziotto che Serena ha sempre considerato suo alleato sembra trasformarsi di colpo in una minaccia… Palermo Connection è un libro ad alto tasso adrenalinico, grazie ad una scrittura che coinvolge il lettore sin dal prologo, mantenendo alta l’attenzione fino all’ultima riga: è un libro che riesce a smuovere le coscienze, in cui predomina un fitto senso di legalità e giustizia, che va oltre tutto e tutti, fino a smascherare i conflitti più nascosti. I personaggi che si muovono in questo scenario densamente concreto, sono assolutamente reali, dalla personalità analiticamente riconoscibile. Sin dal principio della narrazione, si distinguono in realtà due gruppi di personaggi, quelli buoni e affidabili, e quelli del tutto inaffidabili, definibili a tratti oscuri, dai quali bisogna guardarsi le spalle. Tuttavia, nonostante una sommaria distinzione, nessun personaggio predomina, togliendo spazio, sugli altri. Ognuno ha il proprio posto all’interno della narrazione, così come nella quotidianità. L’autrice di questo avvincente romanzo, la giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski, fra l’altro, è particolarmente famosa per la denuncia alla criminalità organizzata. La Reski, in realtà ha scritto diversi saggi al riguardo, con forte consapevolezza, senza mai indietreggiare, nonostante il tema e le argomentazioni “scomode”. “Palermo Connection” di Petra Reski si caratterizza e si distingue, dunque, per una forte identità cronologica e storica che arriva e scuote le menti. Un libro estremamente vero,  che descrive i connotati di una criminalità organizzata sempre meglio, ogni giorno più aggressiva e difficile da smascherare, alla quale però la procuratrice antimafia Serena Vitale, estremamente ribelle, non si piega. Il libro racconta, quindi, la trattativa Stato-Mafia come un romanzo, con nomi e cognomi ovviamente inventati, ma che permettono sin da subito, di capire chi si nasconda dietro di essi. Infatti in Palermo Connection tutti possono riconoscersi, dalla persona comune, al politico, dall’umile operaio al professionista in un intreccio, quello siciliano, che dimostra quanto la mafia in realtà sia ovunque.

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Cucina & Salute

Mammografia: quando farla, costi e convenzioni

Prevenire grazie alla mammografia, eventuali malattie al seno è di fondamentale importanza, dunque, ogni donna dovrebbe sottoporvisi, indipendentemente dai fattori di rischio che vedono alcune persone più esposte rispetto ad altre. Se c’è una parte del corpo femminile ricca di simbolismo, è senz’altro il seno. Per questo parlare di cura del corpo e soprattutto di salute, dunque prevenzione, soprattutto in ambito senologico, per una donna, significa toccare tasti profondi, una vera e propria intimità. La mammella, organo fulcro della femminilità e simbolo della sensualità e seduzione è una ghiandola esocrina, la cui funzione è quella di produrre il latte nel periodo post-partum. Che cos’è una mammografia e quando farla La mammografia è un’indagine radiologica che permette di analizzare in maniera approfondita ed accurata le mammelle, ma, soprattutto è un esame in grado di evidenziare eventuali modificazioni del tessuto mammario anche di dimensioni millimetriche, in stadi così iniziali da non essere ancora palpabili. Prevenzione e screening sono il primo passo per stare bene e in salute. Mammografie, ecografie mammarie e pap test sono esami onsigliati a tutte le donne per prevenire patologie oncologiche, che possono rivelarsi mortali. Di solito i medici consigliano di sottoporsi a mammografia nella prima metà del ciclo mestruale perché è il periodo in cui il seno è meno teso, i tessuti più dilatati, ed è quindi più agevole effettuare la necessaria compressione. Nelle donne in menopausa, è possibile eseguire l’indagine in qualunque momento. In cosa consiste la mammografia e chi può sottoporvisi Per effettuare una mammografia è utilizzata un’apparecchiatura radiologica specifica: il mammografo (utilizzato da tecnici di radiologia). Le apparecchiature moderne utilizzano bassi dosaggi di raggi X, consentendo la ripetizione routinaria dell’esame senza rischi. La radiografia viene eseguita su entrambi i seni; la durata dell’esame è di circa 15 minuti. Per ottenere un’immagine che sia nitida e quindi accurata, la mammella viene compressa delicatamente con l’ausilio di un apposito strumento; operazione che non causa dolore, ma solo un leggero disagio. In Italia ogni anno si ammalano 50.000 donne e ne muoiono circa 11.000. L’incidenza è in forte aumento, le stile contano moltissime vittime di tumore al seno, anche se la mortalità è leggermente in calo. Dopo i 40 anni aumenta il rischio di contrarre la neoplasia mammaria ed è quindi notevolmente importante, prevenire il rischio di insorgenza di tumori al seno, eseguendo una mammografia. Ovviamente, è risaputo che esistano dei fattori di rischio che espongono delle donne al rischio tumorale; tra questi sicuramente il fattore ereditario, ma anche uno stile di vita poco sano, poca attività fisica, l’età avanzata. L’attività fisica regolare, l’alimentazione mediterranea povera di grassi e ricca di verdure, le gravidanze in giovane età, l’allattamento dei figli e uno stile di vita sano possono ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno. Dove è possibile eseguire una mammografia e quanto costa La mammografia si può eseguire presso gli ospedali che dispongono di attrezzature adeguate, il mammografo, o anche presso centri sanitari attrezzati Dunque, prevenire è importante, soprattutto per evitare che la malattia si sviluppi […]

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Viaggi e Miraggi

Viaggiare nel mondo, come visitarlo tutto (o quasi): consigli e curiosità

Ogni uomo va alla ricerca della propria felicità: c’è chi la cerca nella stabilità di una casa, chi nelle soddisfazioni di un lavoro, chi in un credo; e c’è chi viaggia alla scoperta di tutto (o quasi) il mondo. Viaggiare nel mondo è importante, soprattutto quando esso offre una serie innumerevole di posti da visitare e grazie ai quali l’uomo può vivere esperienze e suggestioni uniche. Il ruolo educativo del viaggio La consapevolezza di una funzione educativa e formativa del viaggio è ben consolidata fin dai tempi antichi, e quella della sua ricchezza come esperienza umana, ad esempio, era già citata nel pensiero di Rousseau. Il viaggio educa a nuove esperienze, a nuove culture, educa all’empatia, ma anche all’adattamento, soprattutto in determinate situazioni o circostanze. Chi viaggia, vuole in realtà scoprire il mondo, conoscere tante e diverse destinazioni, vicine, lontane, grandi, piccole, fredde o temperate, che esse siano. Nella situazione moderna il mondo si presenta come un complesso di mete disponibili alle compatibilità del soggetto viaggiatore. In questo senso l’estrema variabilità delle proposte e delle possibilità si associa alla regolarità delle scelte condizionate dalla presenza di agenzie specializzate. Ambedue le serie sono subordinate all’economia generale del viaggio, potente fattore di selezione, catalogazione e ordinamento complessivo della domanda. L’uomo viaggia nel mondo con lo scopo inconscio di volerlo visitare tutto. Ovviamente, per poter visitare tutto (o quasi) il mondo, è necessario, o almeno consigliabile, rispettare delle “norme” basilari per i viaggi più belli, che permettono di organizzare al meglio ogni spostamento. Viaggiare nel mondo: consigli utili e curiosità Il viaggio deve essere “intelligente”, ossia ben strutturato, senza perdite di tempo inutili, programmato con razionalità. Nel programmare un viaggio nel mondo si fa i conti con una serie di dati, che possono essere conoscitivi, motivazionali, razionali, emotivi, incluse le preoccupazioni del viaggio stesso. Secondo aspetto molto rilevante è la “consapevolezza del viaggio”, prendere atto di ciò che si desidera visitare, e dell’intensità del soggiorno in una determinata meta. Ricordare che il mondo è grande, e visitarlo tutto, è complicato, quasi impossibile, ma in compenso, si possono vedere dei luoghi che racchiudono in sé tutto (o quasi) il mondo. Di certo un altro aspetto importante è quello di progettare bene gli spostamenti, data la vastità e le innumerevoli location da visitare. Un consiglio che potrebbe sembrare banale è quello di portare con sè il minimo indispensabile; uno zaino è la soluzione migliore, poiché è importante avere poco peso da portare in spalla. Un piccolo suggerimento che consigliano tutti i viaggiatori è quello di mettere un gancio all’astuccio (con all’interno le cose personali) per poterlo appendere ovunque anziché poggiarlo, perché spesso si finisce in posti veramente poco puliti e non si pensa a questo genere di dettagli che potrebbero causare seri problemi. Il viaggio nel mondo, con lo scopo di visitarlo tutto (o quasi) rappresenta una sorta di parentesi incantata, qualcosa di incontaminato che cambia radicalmente l’esistenza. Il mondo è ricchissimo di luoghi spettacolari, ma saperli apprezzare nel giusto modo, non è semplice. Bisogna […]

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Food

Tenuta Bianca, vince il Premio Italia Cheese Awards 2018

La Tenuta Bianca nasce a metà dell’Ottocento fra i boschi della Cascina Reale Borbonica di Persano, residenza di caccia di Re Carlo III di Borbone. L’azienda situata nel cuore della Piana del Sele è specializzata nell’allevamento della Bufala Mediterranea Italiana. La passione e il costante impegno di tutto lo staff ha fatto sì che essa rientrasse tra le prime 30 aziende italiane del settore. Oggi la rinomata Tenuta Bianca è guidata dal capofamiglia Giovanni, ma è sempre suo figlio Salvatore, agronomo, zootecnico ed esperto di formaggi, a gestire le attività di comando, con la collaborazione della sorella Annalisa, producendo formaggi di eccellenza e consolidando l’antica tradizione di famiglia. Il complesso comprende 350 animali, tutti alimentati in modo naturale, grazie al foraggio prodotto sul territorio dell’azienda stessa, con grano, avena, e mais, e tanto altro, che permettono di ottenere un latte gustoso, ma soprattutto genuino, apprezzato dai consumatori e premiato dalla critica specializzata. Infatti, è proprio grazie ai prodotti d’eccellenza che la Tenuta Bianca si è posizionata sul podio come vincitrice del primo premio Italian Cheese Awards 2018. La Tenuta Bianca, ha vinto con il suo Annutolo, un freschissimo fagottino di mozzarella di latte crudo di bufala, ripieno di ricotta sempre di bufala; una vera e propria leccornia, grazie alla quale, l’azienda campana ha vinto, lo scorso 13 ottobre, il primo premio della categoria Freschissimo. Il Direttore Di Masi ha rilasciato un’intervista ad Eroica Fenice, rispondendo in modo gentile e cortese alle domande poste. Come prima cosa preme chiederLe cosa si prova a vincere un premio così importante? Ad esserle sincero fin quando non ho ricevuto il premio tra le mani, ancora non ci credevo. Sicuramente è una bellissima soddisfazione arrivare ad un traguardo simile, sia personale, sia per la mia famiglia che per la mia azienda. Al tempo stesso per la Campania visto che sono stato l’unico campano a vincere il premio dell’Italian Cheese Awards 2018 e ad esser definito il miglior produttore di formaggi in Italia nella mia categoria. Dal punto di vista professionale è un raggiungimento di un obiettivo, ma allo stesso tempo un punto di partenza. La mia idea è stata sempre quella di produrre i migliori formaggi di Bufala del mondo e dare la massima trasparenza possibile al consumatore; per quello abbiamo scelto la ”Filiera Corta”. In questo modo tutto ciò che arriva in tavola, dalla scelte delle essenze in pieno campo di cui si nutrono i nostri animali fino al prodotto finito viene controllato da noi. I prodotti artigianali rappresentano il fiore all’occhiello del nostro Paese, ma, produrre un formaggio che sia al 100% artigianale, quanto costa in termini di impegno e tempo? Fare formaggio è un’arte, perché ogni giorno in caseificio si lavora un qualcosa di vivo e di diverso… cioè il “Latte”. Farlo in maniera artigianale, ovvero completamente a mano oppure per alcuni formaggi nel rispetto di vecchie tradizioni è molto difficile ma soprattutto richiede molto più tempo rispetto alle lavorazioni industriali. Ciò che permette di migliorarti sempre di più e di raggiungere ottimi […]

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Notizie curiose

Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli strani, davvero esilaranti, e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

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Attualità

Web influencer: può essere considerato un lavoro?

Il ruolo dei web influencer, è sempre stato molto discusso, soprattutto in questi ultimi anni, da quando il fenomeno si è ampiamente diffuso e viene definito un vero e proprio lavoro. Quando si parla di influencer, si fa riferimento a quelle persone che hanno il “potere” di influenzare delle altre persone, nel momento di un determinato acquisto, che sia esso un alimento biologico, un accessorio, oppure un cosmetico. È risaputo che il web rappresenti uno strumento di crescita molto potente, attraverso il quale, con la diffusione dei cosiddetti “influencer”, una impresa è in grado di creare diverse relazioni con i propri consumatori di natura differente. Prima di effettuare l’acquisto, i consumatori sono sempre alla ricerca di informazioni relative al prodotto che cercano. Diversi sono i fenomeni che si manifestano sul web come risultante della facilità di comunicazione da parte dei consumatori. I cosiddetti feedback positivi, la pubblicità o la semplice opinione di un personaggio del web, chiamato appunto influencer, daranno la giusta direzione all’acquisto, semplificandolo e rendendo tutto molto rapido. Il web come strumento di crescita e marketing Nell’ambito del web e degli acquisti effettuati tramite esso, si distinguono “marketing influencer”, persone che hanno influenza sui potenziali acquirenti in un dato settore; e “fashion influencer”, ossia colui che lavora nel settore della moda, quindi un personaggio molto seguito sul web e che è in grado di influenzare le persone. Queste due conosciutissime figure, sono onnipresenti nella quotidianità delle persone, così come lo è il web stesso; con un’attività costante e un uso professionale dei social network (e tra questi spicca di sicuro Instagram) è possibile raggiungere cifre elevate, sia in termini di seguaci che di guadagni veri e propri. Si può quindi innestare un circolo virtuoso per cui buoni guadagni e numerosi seguaci sul proprio profilo generano sempre più fama e visibilità e, di conseguenza, guadagni ancora maggiori. Il web influencer può essere considerato un lavoro vero e proprio? O è semplicemente un’occupazione temporanea? In rete impazzano spesso numerose polemiche sul reale ruolo degli influencer: una “lotta” tra chi lo definisce lavoro e chi invece solo un (remunerativo) hobby, non classificandolo come lavoro vero e proprio, ma soltanto un’occupazione che porta profitti. Sicuramente un web influencer deve lavorare molto in termini di strategie, per ottenere visibilità e soprattutto credibilità. Bisogna creare una strada da percorrere, in modo che quante più persone, in questo caso utenti, possano raggiungere un determinato contenuto. Di certo il ruolo degli influencer non è ben visto da parecchi utenti, soprattutto in riferimento alle fotografie e ai video che molti personaggi “famosi”, o presunti tali, postano ogni giorno in rete, nelle quali spesso si nascondono prodotti con i quali si ottiene una monetizzazione. Comunque sia, nella nuova era del web, riuscire ad avere un seguito, un pubblico, qualcuno che guarda con ammirazione, influenzare positivamente una scelta, non è semplice. La società si basa su questa vacuità, su fattori che molto probabilmente rischiano di finire e smaterializzarsi, ma che al contempo piacciono e permettono di scoprire nuove possibilità occupazionali, diverse […]

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Culturalmente

Eruzione Pompei, un’iscrizione ne varia la data

Eruzione Pompei, e se Plinio avesse avuto torto?  Un’iscrizione realizzata con un carboncino, l’ultima scoperta degli archeologi a Pompei, consente di dare una nuova data all’eruzione del Vesuvio, che a partire dalla scoperta, avvenuta due giorni fa, verrebbe fatta risalire ad ottobre e non ad agosto del 79 d.C. Datata sedicesimo secolo prima delle Calende di novembre, 17 ottobre, la scritta è stata ritrovata in una Domus in corso di ristrutturazione, mentre le stanze adiacenti erano già state oggetto di restauri. A scoprire l’iscrizione sarebbe stato un operaio addetto ai lavori; scoperta poi confermata dal direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna. Eruzione Pompei, I dubbi degli studiosi sulla data  In realtà negli ultimi mesi, sarebbero stati vari i segnali che esprimevano dubbi sulla data dell’eruzione; tra questi, il rinvenimento di melograni, che come ha spiegato il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, non sono un frutto propriamente estivo e che puntualmente si ritrovavano in quell’area del Parco archeologico di Pompei. Il ministro Bonisoli, a tal proposito ha dichiarato: “Il melograno è un frutto che non matura in estate, ma leggermente più avanti, ciò sorprendeva, ma continuavamo imperterriti a fare riferimento alla datazione che si legge nella lettera di Plinio, che datava l’eruzione il 24 agosto. Alla luce della iscrizione venuta alla luce due giorni fa, si presume, che qualche amanuense, nel corso del medioevo abbia fatto una trascrizione non fedele, e quindi l’eruzione del Vesuvio è sempre stata datata (erroneamente) ad agosto”. Si tratta di un’iscrizione a carboncino venuta alla luce negli scavi nella Regio V di Pompei. “E’ un pezzo straordinario di Pompei datare finalmente in maniera sicura l’eruzione. Già nell’800 un calco di un ramo che fa bacche in autunno aveva fatto riflettere, oltre al rinvenimento di melograni e dei bracieri”. Dichiara soddisfatto il direttore generale del Parco archeologico, Massimo Osanna. Una scoperta importante, che darà sicuramente una inclinazione differente ai libri di storia, sottolineando la grandezza culturale di un parco archeologico quale Pompei. I codici di Plinio e il giorno effettivo dell’eruzione del Vesuvio I codici di Plinio riportano tutti «nonum kalendas semptember», ossia «nove giorni prima delle calende di settembre», tranne uno che riporta «nonum kalendas november»: nove giorni prima delle calende di novembre. I filologi e gli studiosi, nel corso del tempo, hanno sempre optato per settembre. «Calenda» era il primo giorno del mese. Il conto va fatto al contrario. Dunque nove giorni prima dell’uno settembre cade il 24 agosto. Stesso ragionamento per la frase successiva e cioè «nove giorni prima delle calende di novembre» e quindi il 24 ottobre. La scritta scoperta recita «sedici giorni prima delle calende di novembre» e dunque il «17 di ottobre». Pompei continua a regalare delle splendide sorprese, a dispensare emozioni nuove, reperti storici, frammenti di un’umanità che sembra essere ancora viva nel ricordo di chi ancora oggi ne ripercorre la quotidianità. Studiosi, storici, o semplicemente cittadini, tutti ammaliati dallo splendido Parco Archeologico, che nel tempo, non smette di sorprendere. Eruzione Pompei, fonti

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Attualità

Tartufi, etichetta chiara per una maggiore trasparenza

Breve storia dei tartufi Il tartufo è conosciuto sin da un’età remotissima, citato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, il quale sosteneva che il tubero fosse un prodotto definibile miracoloso, in quanto nasce e cresce senza radici. Nel tempo, anche altri filosofi ed eruditi, famiglie reali, sottolinearono la propria simpatia nei confronti di questo tubero particolarmente pregiato; tra questi citiamo Plutarco di Cherone, ma anche i Savoia, che apprezzarono le proprietà organolettiche ed olfattive del tartufo piemontese. Nel corso degli anni poi, il tartufo ha assunto una fama internazionale, grazie all’imprenditore albese Giacomo Morra. Col passare del tempo, il tartufo ha acquisito sempre maggiore importanza, diventando un prodotto pregiato, ricercato e dal carattere inconfondibile, semplice e genuino al tempo stesso. Naturalmente, esso e la relativa coltivazione, rientrano in un vero e proprio tessuto di natura agricola, in quello che è definibile un “agromosaico”, il quale è dato da una mappatura delle zone di coltivazione, che devono avere determinati requisiti. Esistono una serie di mappe o tessere che indicano la tipologia di tartufo coltivato in quella determinata area, ma anche gli arbusti e il tessuto naturale tipico di quella zona, il clima, che contribuiscono a creare una vera e propria classificazione del tartufo, la quale semplifica e dà valore economico alla commercializzazione del pregiato tubero. Classificazione dei tartufi e norme vigenti per l’etichettatura Anche i prodotti ortofrutticoli freschi, sui quali non gravano le norme di commercializzazione Ue, come funghi e tartufi spontanei raccolti in natura, devono essere obbligatoriamente etichettati con il luogo di raccolta. L’Italia dispone di oltre 10 milioni di ettari di bosco, un terzo del territorio, che forniscono tartufi, la cui raccolta coinvolge circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti. L’obbligo di etichettatura di origine anche per questi prodotti, così come precisato dalla DGAgri dell’Ue a un preciso quesito posto dall’Italia, fa chiarezza in un settore in cui, ogni anno, vengono importati oltre 7 milioni di chilogrammi tra funghi e tartufi freschi (di cui 167.000 kg sono tartufi). Per quanto concerne la classificazione dei tartufi, essi si distinguono essenzialmente in: nero e bianco. Il tartufo nero è ampiamente diffuso nell’Appennino Centrale, in Piemonte e in Veneto. Può essere coltivato in terreni idonei appositamente rimboschiti con specie arboree particolari. Il tartufo bianco, invece, si differenzia dal precedente per il profumo particolarmente forte di formaggio e aglio; il sapore, è leggermente piccante; è diffuso soprattutto in Umbria, in Piemonte, in Toscana e nelle Marche. Esistono anche altre varianti, che però risultano essere un sottoinsieme del tartufo bianco e di quello nero, poco conosciute se non dai veri intenditori. Dunque, essendo il tartufo, un prodotto estremamente pregiato, la Coldiretti, ha pressato l’Ue, affinchè si stabilissero delle norme severe per la commercializzazione di questo tubero, al fine di evitare truffe o inganni. Le indicazioni obbligatorie devono esser presenti sui documenti relativi alla tracciabilità del prodotto, cioè quelli che lo accompagnano in tutte le fasi della commercializzazione. Un’attenzione particolare all’ecosistema e alla trasparenza dell’etichetta Di fondamentale importanza, ricordare che i tartufi […]

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Attualità

Pompei, gli scavi riportano alla luce “Il Giardino incantato”

Un’altra splendida quanto interessante scoperta a Pompei, dove nel corso degli scavi condotti all’interno del Parco archeologico, degli operai hanno riportato alla luce il Giardino incantato. Pompei, il Parco archeologico tra i più visitati e apprezzati, continua a regalare sorprese: oggi è riemerso il meraviglioso “Giardino incantato”, una grande edicola per il culto dei Lari, custodita da una coppia di sinuosi e benauguranti serpenti, un pavone solitario che fa capolino nel verde, fiere dorate in lotta con un cinghiale nero. Ma anche cieli luminosi dove prendono il volo dei graziosi quanti piccoli uccelli, un pozzo, una grande vasca colorata, il ritratto di un uomo con la testa di cane. Il ritrovamento dello splendido Giardino Incantato Lo splendido “Giardino incantato” è riemerso intatto e in tutta la sua bellezza, dal fitto strato di lapilli e pomici che lo aveva ricoperto, regalando un nuovo pezzo di storia, ricco di colori, dettagli perfetti e immagini fortemente evocative, in un viaggio e proprio viaggio tra illusione e realtà che permette di rivivere i momenti di quella quotidianità, a distanza di quasi duemila anni. Il maestoso larario è tra i più grandi finora ritrovati a Pompei, e sottolinea che quella stanza fosse un luogo domestico, dedicato al culto dei Lari (i lari sono delle divinità, appartenenti alla religione romana che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sul buon andamento della famiglia, della proprietà o delle attività in generale). La conferma è data dall’arula in terracotta che è ancora poggiata lì, proprio come duemila anni fa ai piedi di quell’edicola, con i resti distrutti delle offerte bruciate. Gli scavi archeologici di Pompei continuano a regalare emozioni Una scoperta che si aggiunge alle altre dei mesi precedenti e che regala delle forti emozioni, anche a chi continua a scavare: ricordiamo infatti che l’area in cui si trova il Giardino incantato è un vero e proprio cantiere, si continua a scavare alla ricerca di nuovi reperti. Ma ciò che colpisce di più, sono gli operai stessi, i quali sottolineano la forte emozione dinnanzi a quella magnificenza, a quel tesoro nascosto, che piano piano è riemerso, con colori stupefacenti, regalando ancora una volta delle sensazioni uniche e rare. Esprime soddisfazione anche il direttore del Parco, Massimo Osanna “Una stanza meravigliosa ed enigmatica che ora dovrà essere studiata a fondo”, sottolinea appassionato il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna. Per quanto riguarda il proprietario della stanza, è ancora misterioso, ma non è detto che i lavori di scavo che saranno condotti nei prossimi mesi non portino alla luce qualche dettaglio in più che possa svelare il mistero. Tutt’intorno Pompei oggi è un grande cantiere per mettere in sicurezza la millenaria città. La scoperta della casa del giardino incantato “è un tesoro inaspettato che viene da qui”, continua soddisfatto il direttore Osanna. Il binomio “Pompei scavi” o “Scavi Pompei”, che dir si voglia, a quanto pare non smetterà mai di stupire!

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Libri

Libri famosi, 5 (+1) da non perdere per nessun motivo!

Libri famosi e belli, i nostri consigli! Leggere un libro è un piacere assoluto, un’azione che si dilata nel tempo, portando l’immaginazione ad estendersi notevolmente, creando immagini e sensazioni che trasportano in una dimensione spazio-temporale lontana dalla quotidianità. Sono sicuramente numerosi gli interrogativi circa i libri più letti di sempre, saranno classici? Libri d’amore? D’avventura? Gialli? O quali altri? In rete spesso si trovano diverse classifiche, a volte anche distinte in base al tema e alla categoria di appartenenza del libro in questione, che sottolineano quali siano i volumi maggiormente scelti dai lettori. Certamente selezionare e quindi creare una classifica con i libri più letti, non è cosa da poco. Bisogna tener conto di diversi fattori, quali ad esempio, la fama dell’autore: è infatti possibile che lo scrittore di quel determinato libro, abbia sì scritto diversi testi, ma può darsi che sia diventato celebre, grazie a quell’unico volume che gli ha dato visibilità e successo. È il caso del libro intitolato “La fine dell’eternità” di Isaac Asimov. Libro poco citato nelle varie classifiche “libresche”. Pubblicato nel 1996 da Mondadori, ha ottenuto nel corso degli anni un grande successo, raggiungendo un cospicuo numero di recensioni web. Altri parametri da tenere in considerazione nello stilare una classifica dei libri più letti, sono la fama complessiva dell’opera e i gusti personali dei lettori, che mutano frequentemente e di difficile analisi. Don Chisciotte (Miguel De Cervantes) Tra i libri famosi, e quindi di conseguenza più letti, spicca il Don Chisciotte della Mancia, di Miguel De Cervantes. Conosciuto anche con il nome di Cavaliere dalla Triste Figura e Cavaliere dei Leoni, è considerato uno dei personaggi più amati e citati della letteratura mondiale. L’hidalgo spagnolo nato dalla scrittura di Miguel de Cervantes Saavedra ha condizionato come pochi altri l’immaginario collettivo di intere generazioni di lettori. Creato come parodia dei libri di genere cavalleresco, racconta le imprese di un irrazionale quanto folle idealista e del suo fedele scudiero Sancho Panza. Il riferimento è alla letteratura mondiale della quale il libro citato si fa protagonista; dunque, si può dire che la lettura non ha confini, essa è allora quel supplemento di senso di un testo che non esiste mai, da solo. Ed è così che il lettore rappresenta colui che in un libro si trova davanti un infinito, che colma attraverso la ricerca di uno spazio senza confini, in cui ritrovare se stesso, le proprie radici, la propria identità. La luna e i falò di Cesare Pavese Ecco dunque che la classifica dei cinque libri più letti si arricchisce di un nuovo libro, e in seconda posizione c’è un libro considerato il più bello e il più significativo tra quelli scritti dall’autore in questione. Parliamo de La luna e i falò di Cesare Pavese, l’ultimo romanzo dello scrittore. La luna e i falò è tra i libri più letti e apprezzati dai lettori italiani, carico di un fitto neorealismo, privo di compromessi e divagazioni surreali. Numerosi all’interno della narrazione i parallelismi tra personaggi e autore, designati in un […]

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Attualità

India e omosessualità: non è più un reato

India e omosessualità ora non sono più un binomio contrastante: l’omosessualità non è più un reato. Una decisione storica da parte della Corte Suprema indiana, che ha depenalizzato l’omosessualità con una sentenza arrivata dopo anni di battaglie. D’ora in poi, in India, essere omosessuali non sarà più un crimine. La Corte Suprema ha infatti abolito l’articolo del codice penale che prevedeva il carcere per le persone che avessero relazioni omosessuali. Prima della Nuova legge costituzionale, la legge prevedeva fino a dieci anni di carcere per chi commettesse atti definiti “innaturali”, come recitava la sezione 377 del Codice penale, ora abolita. Si trattava di una pena introdotta dai colonialisti britannici in epoca vittoriana, rimasta in vigore fino ad ora, nonostante la società indiana sia molto cambiata nel corso del tempo. India e omosessualità: la parola a un collegio Il collegio, composto da cinque giudici, era presieduto da Dipak Misra. “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile”, ha dichiarato convinto il presidente, illustrando quanto stabilito. Anche l’Unione europea apprende con soddisfazione la decisione della Corte Suprema indiana, sottolineando l’importanza dell’uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri umani, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale. Dunque una decisione storica, arrivata dopo settimane di discussione, in riferimento ad una legge che da ben 157 anni puniva come offese contro natura, i rapporti tra persone dello stesso sesso. Nel verdetto emesso dalla Corte Suprema è stabilito che «il sesso consenziente tra adulti in uno spazio privato, che non sia dannoso per i minori, non può essere negato poiché oggetto di una scelta individuale. La Sezione 377 è discriminatoria e viola i principi costituzionali». Una sentenza che arriva dopo decenni di discussioni e battaglie. Nel 2009 l’Alta Corte di Delhi aveva preso decisione definibile analoga, poi cancellata però nel 2013 dalla Corte Suprema. Ritornata in agenda nel 2017, la Sezione 377 del Codice penale è stata ora definita «arbitraria e manifestamente indifendibile». Secondo delle stime non ufficiali, ma in riferimento ad una stima provvisoria effettuata dal governo indiano nel 2012, gli omosessuali nel Paese dovrebbero essere più di due milioni e mezzo. Una grossa fetta di popolazione, in uno dei paesi con la più alta densità demografica al mondo. Ed è con questa depenalizzazione, che l’India diventa il 124esimo paese al mondo dove i rapporti omosessuali non sono più considerati reati penali.

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