Le Braci di Sándor Márai | Recensione

Le Braci come ceneri di un fuoco che, lento, scalda gli ardori della gioventù.

Due uomini, una donna, tanti rimpianti e segreti nascosti. Sono questi gli ingredienti di un cocktail che Sándor Márai prepara per la prima volta nel 1942, quando scrive, nel pieno della guerra, in Ungheria, per poi ritentare sperando in un esito più fortunato anni dopo in Germania.

Le Braci di Sándor Márai: un mix di malinconia, eleganza e raffinatezza.

Un cocktail dal sapore raffinato e al contempo aspro, agrodolce nella sua essenza, una sorta di whiskey sour con un pizzico di miele, forse anche troppo dolciastro come del resto sosteneva l’autore: un grande classico che richiama il vintage, adatto ad uno di quei vecchi signori distinti e dagli occhi tristi, quelli che entrando in un bar abbassano il capo levandosi la coppola in segno di rispetto. Ma forse questi sono loro, i nostri Henrik, musicista dilettante temprato dal passato e Konrad, uomo d’armi e di Stato, sopravvissuto a tutti tranne che a sé stesso, che il giorno di ferragosto, in un castello ai piedi dei Carpazi, decidono dopo quarant’anni di silenzi ed intermittenze di incontrarsi per un’ultima battuta di caccia assieme, nella speranza di avere ancora qualcosa da dirsi, nel ricordo di una donna, Kristina che sembra averli uniti come un filo sottile ma mai del tutto spezzato. Al netto di tutte le considerazioni sull’opera, forse ingenerose anche da parte dello stesso autore, le Braci è un testo, seppur non scorrevolissimo e i cui ingranaggi si prendono il loro tempo per avviarsi a girare, di una delicatezza in certi momenti quasi poetica e che riflette, anche in linea con i propri tempi, sull’esigenza di un ritorno, dopo la barbarie della guerra, al focolare domestico, che sia esso la patria per cui vale la pena lottare o la somma degli affetti della quotidianità, tutto nel rispetto di uno stile ed un’impronta che seppur duri e rigorosi, lasciano trasparire una ricercatezza di suggestioni forme ed impressioni riscontrabili in pochi testi dell’epoca.

Le Braci di Sándor Márai: trama, personaggi e stile 

Trama e personaggi

Le Braci di Sándor Márai narra la storia di un lungo e atteso confronto tra due uomini, Henrik e Konrád, un tempo amici inseparabili, che si ritrovano dopo quarantuno anni di silenzio in un castello ungherese. La loro amicizia, intensa e complessa, è stata segnata dalla figura di Krisztina, moglie di Henrik, e da un segreto che ha portato alla rottura del loro legame e alla fuga di Konrád. L’incontro, che assume la forma di un lungo monologo di Henrik, è un’occasione per rievocare il passato, analizzare i sentimenti di amicizia, amore, tradimento e gelosia, e cercare una verità che possa finalmente liberarli dal peso dei ricordi.

Stile e temi

Lo stile di Márai in Le Braci è caratterizzato da una prosa elegante e raffinata, ricca di introspezione psicologica e di descrizioni dettagliate degli ambienti e degli stati d’animo dei personaggi. L’autore utilizza ampiamente il monologo interiore, in particolare quello di Henrik, per scavare nel profondo dell’animo umano e svelare le complesse dinamiche dei rapporti interpersonali. I temi centrali del romanzo sono l’amicizia, l’amore, il tradimento, il rimpianto, il tempo che passa e la ricerca della verità.

Contesto storico

Fu pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il paese era all’epoca alleato della Germania nazista, e il clima politico e sociale era segnato dalla censura e dalla repressione. Il romanzo, pur non affrontando direttamente temi politici, riflette l’atmosfera di incertezza e di crisi di valori del periodo, e il desiderio di un ritorno a un passato idealizzato, a un mondo di certezze e di affetti perduti.

Accoglienza e riscoperta di Le Braci di Sándor Márai

Dopo la pubblicazione in Ungheria, ebbe un discreto successo, ma fu poi dimenticato per decenni, anche a causa dell’esilio di Márai, che si oppose al regime comunista. Il romanzo è stato riscoperto a livello internazionale negli anni ’90, grazie alla traduzione in diverse lingue (tra cui l’italiano, da Adelphi) e ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica, diventando un vero e proprio caso letterario e consacrando Márai come uno dei più grandi scrittori del Novecento.

Fonte immagine: copertina del libro

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