Malacqua di Nicola Pugliese | Recensione

Malacqua di Nicola Pugliese | Recensione

Malacqua è l’unico romanzo di Nicola Pugliese, pubblicato nel 1977. Con l’approssimarsi degli anni ’70, l’interesse per l’impegno socio-politico e nei confronti di una letteratura pedagogica viene completamente superato: la realtà è ormai nel fulcro di quella mutazione antropologica di cui parla Pasolini e la letteratura accoglie narrazioni dai toni più modernisti, quasi esistenziali. Si approda dunque a rappresentazioni della città dalla valenza prettamente metaforica, cosa che nel caso di Napoli si traduce nella forma della metropoli dannata e maledetta.

La Trama di Malacqua

Il protagonista di Malacqua è Carlo Andreoli, e lo sfondo della vicenda è una Napoli descritta nell’arco di quattro giorni di pioggia ininterrotta. La peculiarità del romanzo è che la città, oltre ad essere associata al personaggio di Carlo, diventa personaggio essa stessa e assume sembianze antropomorfe. L’opera si apre con un riferimento all’atmosfera che caratterizza la città, con le prime luci di un’alba grigiastra, per certi versi violacea, decisamente livida, funerea che anticipa l’oscurità nera, e ferma, e silenziosa che avvolgerà una Napoli grigia e assediata da un temporale fuori dal comune che la terra non riesce ad assorbire, con conseguenti crolli e morti.

È una realtà in cui la Malacqua della storia si è ormai affermata, ma ciò non sembra sufficiente contro la natura, la quale sembra lanciarsi all’attacco con la sua violenza inaspettata, trasformando Napoli in un inferno dantesco, putrescente e melmoso: la città ne subisce le conseguenze e la sua antropomorfizzazione è funzionale ad accentuare l’idea di un corpo martoriato e malato che è capace di raccogliersi nei propri pensieri. Allo stesso tempo, il disastro sembra alimentare un certo presentimento labile, difficile a interpretare e anche ad avvertire che qualcosa possa improvvisamente cambiare, che la distruzione sia solo una necessità prima che avvenga una rigenerazione, un avvenimento straordinario che, tuttavia, non si verifica alla fine di Malacqua.

Napoli e Carlo: esseri frammentati

In Malacqua si esalta la dimensione infernale e disgustosa della città dalle cui crepe sembra fuoriuscire liquido infetto crollo dopo crollo. Questa realtà smaterializzata e deforme affligge l’uomo, qui Carlo Andreoli, che riconosce nella precarietà della città la sua stessa precarietà. La città è indifferente, e aleggia la convinzione che con il tempo tutto alla fine rientri nella normalità e ci si dimentichi anche delle grandi catastrofi, che tutto rientri nel Grande cerchio.

Nel frattempo tutto sembra collassare, distruggersi in mille pezzi, così come accade ai pensieri di Carlo, che si raccoglie nelle sue riflessioni alla ricerca di una soluzione, come se quell’insolita pioggia intensa costituisse l’occasione giusta per aprire una nuova finestra sul mondo. Il protagonista di Malacqua pensa addirittura di andarsene per trovare una via d’uscita, ma arriva alla conclusione che, probabilmente, non cambierebbe nulla: l’unica cosa che gli rimane sono i suoi pensieri, il suo continuo voler trovare un senso che però non riesce a manifestarsi perché dal Grande cerchio non si esce, tutto gli sembra un magma scomposto e iriconosciuto e l’unica verità che può trovare è nella sua riflessione esistenziale.

In una realtà frantumata e impossibile da afferrare, come quella descritta in Malacqua, la città diventa simbolo del limite della conoscenza dell’uomo che da sempre è attanagliato da una tensione gnoseologica: il fatto che la città stessa si senta spaesata rende l’essenza dell’irriconoscibilità del mondo.

Fonte immagine di copertina: Wikimedia Commons

Altri articoli da non perdere
Paradiso perduto di John Milton: il più grande poema epico inglese
Paradiso perduto di John Milton. Il più grande poema epico inglese

Paradiso perduto di John Milton Paradiso perduto (Paradise Lost) è considerato il più grande poema epico della letteratura inglese. Pubblicato Scopri di più

La vita in più, il primo romanzo di Fabio Rizzoli (Recensione)
La vita in più, il primo romanzo di Fabio Rizzoli

La vita in più di Fabio Rizzoli edito dalla Mondadori è nelle librerie dal 22 gennaio. La vita in più, di Scopri di più

Il rumore dei passi di Luca Ispani | Recensione
Il rumore dei passi di Luca Ispani

Luca Ispani nasce a Modena il 19 maggio 1979. Ad 8 anni vince il primo premio presso un concorso giovanile Scopri di più

Mara Tribuzio e il suo nuovo romanzo: Raccontiamoci
Raccontiamoci di Mara Tribuzio

Mara Tribuzio è nata a Bitonto nel 1979. Ha frequentato il liceo classico, si è laureata in Lettere Classiche con Scopri di più

Latife Tekin e il suo romanzo: Berci Kristin | Recensione
latife tekin

Recensione del romanzo Berci Kristin di Latife Tekin Lo stretto legame tra Letteratura e Storia è evidente nei libri di Scopri di più

Libri di Marcos Chicot: 3 da leggere
Libri di Marcos Chicot: 3 da leggere

Marcos Chicot è un autore spagnolo nato a Madrid nel 1971. Laureato in psicologia clinica ed economia del lavoro, la Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Alessandra 'Andrioli

Vedi tutti gli articoli di Alessandra 'Andrioli

Commenta