Looking for affection: l’album di georgia, georgia | Intervista

Looking for affection: album di georgia, georgia | Intervista

Looking for affection è il debut album di georgia, georgia uscito il 6 febbraio, via Factory Flaws. L’album, caratterizzato da dodici tracce, è una sorta di diario degli ultimi anni della vita dell’artista, la mappa di un periodo di cambiamento e di profonda crescita scritto attraversando relazioni complicate ed errori che sembravano ripetersi in continuazione. L’album è stato realizzato a quattro mani con Daniele Cocchi, in arte Violea, che ha curato gli arrangiamenti, la produzione e il messaggio dei brani. Tra i due si è subito creato un forte rapporto di fiducia che ha permesso alla cantante di esprimersi senza veli, sentendosi ascoltata e compresa.

Tracklist di Looking for affection

N. Titolo traccia Tematica principale
1 slow down Ansia da prestazione e necessità di rallentare.
2 comphet Identità e aspettative sociali.
3 lies Bugie e autoinganni nelle relazioni.
4 soft tongue Difficoltà di comunicazione e vulnerabilità.
5 things you do Dinamiche relazionali complesse.
6 friends Amicizia e legami affettivi.
7 oblivious Inconsapevolezza e distacco.
8 new tattoo Segni indelebili e cambiamenti.
9 proximity Vicinanza emotiva e fisica.
10 looking for affection Ricerca ostinata di approvazione.
11 runnerup Sentirsi sempre secondi.
12 after all Riflessione finale e accettazione.

Chi è georgia, georgia: biografia e influenze

Giorgia Piva, in arte georgia, georgia, è una cantautrice veronese nata nel 1999. La passione per la musica nasce sin da bambina e, da autodidatta, scopre nella scrittura il modo per poter trasformare le proprie esperienze ed emozioni in qualcosa di liberatorio. Il nome d’arte georgia, georgia è un chiaro omaggio a Phoebe Bridgers. Il suo immaginario infatti si muove lungo l’onda indie/alternative, con richiami a gruppi come boygenius, Clairo, The 1975, The Strokes e i Fleetwood Mac. All’inizio del 2024 ha firmato con la label Factory Flaws e il 5 novembre 2024 ha aperto il concerto degli Infinity Song all’Arci Bellezza di Milano, mentre nell’ottobre 2025 ha accompagnato i Power Plush in Germania come opening act per tre date. Il 6 febbraio è uscito l’album Looking for affection.

Intervista a georgia, georgia: significati e processo creativo

In occasione dell’uscita dell’album abbiamo deciso di intervistare la cantante.

1. “Looking for affection” dà il nome a un brano, ma anche a tutto l’album. Quando ti sei resa conto che doveva diventare il titolo del disco e quindi la sua chiave di lettura?

Il concept del disco è nato in realtà strada facendo, con la produzione di uno degli ultimi brani, intitolato appunto “looking for affection”. Guardando indietro alle esperienze passate in questi ultimi anni e alle canzoni che ne sono derivate, ho trovato un filo conduttore, un pattern: una ricerca ostinata di affetto e approvazione, ma sempre nelle persone sbagliate. Così, con ormai quasi tutti i brani ormai terminati, ho deciso dare un titolo che riassumesse questo concetto in poche parole: Looking for affection.

2. L’ordine della tracklist segue un percorso più cronologico, legato alle tue esperienze personali, oppure è pensato in modo emotivo, come un viaggio per chi ascolta?

Avevo valutato una tracklist che fosse fedele all’ordine cronologico in cui ho scritto le canzoni, ma in quel modo ci sarebbe stato un problema: i brani sarebbero stati tutti accorpati per tema o stato d’animo, a riflettere le fasi che stavo attraversando nel momento in cui li ho scritti, risultando forse ripetitivi. Invece ho preferito optare per una tracklist che accostasse tracce upbeat e canzoni più malinconiche, momenti più energici alternati ad altri più riflessivi, in modo da accompagnare l’ascoltatore in un viaggio di alti e bassi che fosse interessante e inaspettato dall’inizio alla fine del disco.

3. In “slow down” parli di confronto continuo e della difficoltà di fermarsi per non deludere le aspettative. Quando hai capito che dovevi rallentare? E cosa ti ha aiutato davvero a farlo?

“slow down” è nata alla fine del mio percorso universitario. Ho studiato medicina, ed è stato lungo e difficile. Dopo tanti anni di ansie e sacrifici, una volta finito, ho sentito un macigno sollevarsi dalle mie spalle. È stato in quel momento che ho capito: non c’era mai stata una competizione, non esiste una regola per cui si deve finire nel minor tempo possibile. Insomma, ero stata io entrare in quel mindset, e sempre io (ma non senza l’aiuto della mia psicologa) ho deciso di liberarmene.

4. “soft tongue” nasce in un momento in cui stava iniziando qualcosa di bello, ma tu eri ancora piena di insicurezze. Scrivere questa canzone è stato più un modo per capirti o farti capire dall’altra persona?

“soft tongue” è una lettera d’amore, é una confessione. Un tema ricorrente nel disco è la mia difficoltà a comunicare, che anche in quell’occasione non è mancata. E nel corso della mia vita quando c’era qualcosa che non riuscivo a esprimere a parole, l’ho sempre messo in musica. In quel momento così delicato volevo che l’altra persona capisse le difficoltà che stavo avendo interiormente, e così ho provato a spiegargliele tramite “soft tongue”.

5. Il tuo nome d’arte georgia, georgia è un omaggio a Phoebe Bridgers: in cosa ti senti più simile a lei e in cosa invece senti di essere diversa?

Di Phoebe Bridgers ho sempre ammirato l’estrema sincerità e vulnerabilità dei suoi testi. Ho cercato di fare mia questa qualità, e ho cercato di essere altrettanto coraggiosa nella scrittura. Sicuramente ciò che ci differenzia è l’arrangiamento: per quanto io ami l’Indie Folk, mi piace anche avere dei pezzi più spinti e ritmati nel mio repertorio, che facciano ballare il pubblico durante i concerti.

6. Dopo l’uscita di questo album, quali sono i tuoi prossimi progetti? Come immagini il tuo futuro artistico, da qui in avanti?

Adesso che il mio primo disco è uscito, voglio sicuramente dedicargli spazio: vorrei rendere giustizia a queste canzoni, che per tanto tempo sono rimaste chiuse nel mio cassetto, e farle arrivare il più lontano possibile. Devo ammettere che nel frattempo le mie influenze e gusti musicali sono cambiati, quindi d’ora in avanti non escludo di sperimentare con nuovi generi. Spero che il mio nome sia sempre più conosciuto nella scena musicale italiana: non solo per un sound Indie Rock di impronta americana ma anche per nuove contaminazioni internazionali importate in Italia.

Fonte dell’immagine in evidenza: Ufficio stampa

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