Volevo essere un duro, l’album di Lucio Corsi | Recensione

volevo essere un duro

Volevo essere un duro è il nuovo album di Lucio Corsi, uscito il 21 Marzo 2025, disponibile in CD e/o vinile dall’11 Aprile.

Il titolo dell’album prende ispirazione dal testo che il cantautore ha presentato al Festival di Sanremo 2025: brano che ha consentito lui di arrivare al secondo posto e con il quale, dopo la rinuncia del primo classificato Olly, gareggerà all’Eurovision Song Contest a Maggio. Il brano con cui Lucio Corsi rappresenterà l’Italia, gli ha permesso di farsi conoscere, grazie anche al successo presso l’Ariston, da una grande fetta di popolazione italiana che ancora non aveva familiarizzato con la sua arte

Volevo essere un duro: le tracce 

  1. Tu sei il mattino 
  2. Sigarette 
  3. Volevo essere un duro 
  4. Francis Delacroix 
  5. Let There Be Rocko 
  6. Il Re del rave 
  7. Situazione complicata 
  8. Questa vita 
  9. Nel cuore della notte 

Lucio Corsi è un cantautore delicato, sensibile, controcorrente che suole definirsi in maniera semplice, diretta, come un musicista con i piedi ancorati a terra che rincorre gli strumenti e che non crea sovrastrutture ma arriva al cuore perché è dal cuore che parte. Il sottofondo musicale, che Lucio sceglie accuratamente per ogni sua opera, strizza l’occhio alla tradizione del cantautorato italiano.

Tu sei il mattino, singolo già noto rispetto all’uscita di questo quarto album di Corsi, è un brano intimo che racconta l’amore in maniera singolare. Lucio Corsi non è mai banale: «sei il mio cuscino dalla giusta parte», una dedica vera la cui simbologia più profonda attinge dalla quotidianità, quella che accomuna ognuno, pur se in maniera strettamente personale.

Sigarette è una ballade intima che indaga il rapporto con la nicotina attraverso un parallelismo romantico con la giovinezza. Le sigarette sono un medium per restare ancorati all’idea di fanciullo nel cercare il piacere anche nel dolore. «Tra il bene e il male scelgo sempre sigarette […] così non corro il rischio di diventar vecchio».

Volevo essere un duro è il brano che da Sanremo ha reso il cantante un mito: da artista semi-sconosciuto si è ritrovato ad essere tra gli ascolti più frequenti. Diventando virale sui social, Volevo essere un duro è un ottimo sottofondo per qualche circostanza a cui prima forse non si dava un nome. Lucio Corsi ha mostrato che è possibile essere se stessi, senza sovrastrutture precostituite, senza pretese: ha rivendicato il diritto d’avere paura, di non essere sempre efficienti e impeccabili. Ha cantato la leggerezza, la possibilità di inciampare, d’andare a passo con il tempo, senza rincorrerlo o anticiparlo, come spesso l’odierna società impone.

Lucio Corsi rappresenterà l’Italia all’Eurovision con la medesima semplicità con la quale ha suonato e cantato all’Ariston lo scorso Febbraio. Il cantautore non insegue o ricerca “fuochi d’artificio” ma arriva al pubblico con la sua pura artisticità. L’aggiunta strumentale e performativa sarà solo di un’armonica con la quale saprà ben giostrarsi e grazie alla quale il brano sarà indubbiamente arricchito.

 

Francis Delacroix gioca sull’invenzione di questo personaggio dalle svariate storie possibili e biografie differenti. Il re del rave, Let there be Rocko, Nel cuore della notte, Relazione complicata, Questa vita che «ci schiaccia ma non ha alcun peso»:  ogni brano ha confermato un Lucio Corsi capace di emozionare e far divertire attraverso un mix di fiabesco ed accecante realtà.

Fonte immagine: Copertina ufficiale dell’album Volevo essere un duro

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