Esplosioni di Luce – Chernobyl Herbarium, il progetto ambientalista di Tondeur e Marder

Esplosioni di Luce - Chernobyl Herbarium, il progetto ambientalista di Tondeur e Marder

Esplosioni di Luce – Chernobyl Herbarium è un progetto in itinere che si pone l’obiettivo di comunicare le percezioni del trauma della catastrofe di Chernobyl attraverso un’esperienza sensoriale. A cura di Cristina Ferraiuolo, con le fotografie di Anaïs Tondeur ed i testi di Michael Marder, la mostra è stata presentata all’Institut Français di Napoli e sarà esposta presso la Spot Home Gallery fino al 14 ottobre 2022.

Realizzando di rayogrammi, ovvero lastre fotosensibili sulle quali in questo caso viene impressa l’impronta diretta delle specie vegetali che continuano a crescere in quella zona radioattiva, l’artista Anaïs Tondeur rappresenta le conseguenze dell’esplosione di Chernobyl purtroppo ancora oggi persistenti a distanza di 36 anni dall’evento catastrofico. Con questa tecnica, Esplosioni di Luce – Chernobyl Herbarium si trasforma in una galleria d’arte dove le immagini parlano di piante alle quali non è concesso vivere nella Zona d’Esclusione ma neanche morire. Queste stesse piante, allora, diventano pulviscoli inquinati, che l’artista rende esplosioni di luce come metafora di stigmate ancora fin troppo radicate, non solo nel luogo citato. Dunque, coadiuvata dall’apporto del filosofo Michael Marder, anch’egli contaminato dall’esplosione del reattore nel 1986, Anaïs Tondeur indaga non tanto la ferocia quanto l’orrore dell’accaduto accostando l’arte della fotografia e delle molteplici possibilità dei media alla vita delle piante.

Chi c’è dietro il progetto?

Anaïs Tondeur nasce nel 1985 e vive e lavora a Parigi. Attraverso il concetto di interdisciplinarità, l’artista da vita a una pratica ecologica con cui indaga diversi possibili modi di raccontare il mondo, scoprendo nuove convivenze tra gli esseri umani e la terra. Pertanto, i suoi lavori abbracciano l’arte, il linguaggio dei media, le scienze naturali e antropologiche e, talvolta, anche l’immaginazione quasi mitica, esplorando mondi altrimenti inaccessibili che possano fungere da lente d’ingrandimento per la coscienza dell’essere umano.

Michael Marder nasce nel 1980 in Russia ed è ricercatore e professore di filosofia dell’Università dei Paesi Baschi Vitoria-Gasteiz. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e varie monografie, tra cui c’è sicuramente l’interessamento verso l’ambiente. Infatti, dal suo incontro fortunato con le fotografie dell’artista Tondeur, nel 2021 ha pubblicato il libro Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disatro nucleare, Mimesis Edizioni, per celebrare i 35 anni dalla catastrofe. Adesso, questo lavoro composto dalla collaborazione di più discipline è diventato un progetto in divenire dal titolo Esplosioni di Luce – Chernobyl Herbarium.

Esplosioni di luce – Chernobyl Herbarium propone un nuovo modo di vivere l’ambiente

Per quanto lo si dia per scontato, le piante sono preziosissime per la vita dell’ecosistema e dell’essere umano. Ma non solo, sono una testimonianza silenziosa e tangibile di ciò che è stato, nonché un campanello d’allarme dei rischi futuri: quelle piante di Chernobyl crescono in una zona radioattiva senza vita e senza morte; sembra paradossale, eppure lì il tempo si è come congelato in una staticità terribile. È questo impatto traumatico che la mostra Esplosioni di Luce – Chernobyl Herbarium si ripromette di creare, un’esperienza percettiva durante la quale gli spettatori possano rivalutare le proprie coscienze in relazione con l’ambiente per una convivenza più in sintonia.

Fonte immagine di copertina: Istituto Francese di Napoli

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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