Il viaggio di luce di Annalaura di Luggo: Blind Vision a Piazza dei Martiri

Annalaura di Luggo

Dopo l’esperienza di forte impatto impressa nelle menti e nei ricordi di coloro che hanno vissuto almeno una volta il percorso di Blind Vision presso l’Istituto “Paolo Colosimo” di Napoli durante il periodo del Maggio dei Monumenti, Annalaura di Luggo, artista napoletana di fama internazionale torna a stupire la popolazione della sua città.

L’avevamo incontrata e conosciuta come l’archeologa dell’animo umano, nei suoi scavi attraverso gli occhi dei non vedenti, oltre il buio. Blind Vision, mostra tenutasi all’Istituto per non vedenti e ipovedenti presso Santa Teresa degli Scalzi, è un percorso che non può essere descritto, solo vissuto. Dopo l’immersione in un microcosmo nascosto agli occhi superficiali di un qualunque passante, Annalaura di Luggo aveva mostrato ai visitatori della mostra un documentario della sua esperienza con i non vedenti dell’Istituto. Una raccolta di toccanti interviste dalle quali traspariva quanto si cela nell’animo umano, quanto abbiano da dirci coloro che spesso per timore non abbiamo coraggio di interrogare.

L’esperienza che ha segnato le menti e i cuori di coloro che ne abbiano anche solo sentito parlare, torna con un’inedita installazione a Piazza dei Martiri dal 7 dicembre fino alla fine delle festività natalizie. Grazie al supporto di quanti credono a questo progetto, dell’Assessorato alla Cultura, dell’Assessorato allo Sport, Patrimonio e Pubblica Illuminazione e dell’Assessorato ai Giovani, le ore di buio potranno essere illuminate da fari nuovi, quelli che consideriamo spenti da tempo, quelli che nascondono un prisma variopinto.

Il passante, incuriosito dall’installazione in un light design alternativo alle consuete luci di Natale, avrà la possibilità di addentrarsi in un mondo di cui non avrebbe mai potuto avere percezione, interagendo direttamente con i protagonisti indiscussi dell’arte di Annalaura di Luggo.

L’iride cela per l’artista tutta l’immensa potenzialità dell’individuo, ha trascorso la sua vita a fotografarlo. Dagli attori di Hollywood, ai grandi nomi della politica e dello spettacolo italiano. Famosa in America quanto in Europa, la sua attenzione si è progressivamente spostata lì dove i fari non erano mai accesi, perché in quei volti si vedeva solo buio. Annalaura di Luggo è entrato in quel buio, imparando a conoscerlo. E come rosa colta e poi donata, questo buio è offerto a noi oggi, nella speranza di poter comprendere quali grandi potenzialità si celino in esso.

Come è cambiato il suo modo di osservare il mondo dall’esperienza con coloro che non possono guardarlo?

Ho imparato a guardare con occhi diversi. Ho capito che i non vedenti siamo noi cosiddetti normodotati. Ho imparato tenacia, forza e determinazione nella difficoltà, ma soprattutto ho scoperto che la luce prima che fuori è dentro di noi.

In che modo pensa che questa esperienza da lei offerta ai cittadini napoletani e non influirà sulla sensibilizzazione all’inclusione?

Il presidente dell’UICI Mario Mirabile ha dichiarato: «noi vogliamo essere cittadini fra i cittadini». È per questa ragione sono scesa in piazza con loro e per loro… Sono sicura che durante le corse frenetiche dello shopping natalizio, questa installazione possa stimolare i passanti ad una riflessione più profonda sul senso della vita e sull’osservare con occhi nuovi il mondo.

Dopo la prima esperienza di installazione di Blind Vision, il rapporto con i non vedenti dell’Istituto Colosimo di Napoli si è mantenuto saldo?

Sì, abbiamo tante chat insieme e condividiamo ogni traguardo della categoria dei non vedenti per una loro doverosa inclusione nella nostra società, ad oggi purtroppo ancora non esistente pienamente.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni gratuitamente al calar del buio, dalle ore 17.00 alle 20.00, in gruppi di venti persone. Un appuntamento natalizio da non perdere!

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A proposito di Carolina Borrelli

Carolina Borrelli (1996) è iscritta al corso di dottorato in Filologia romanza presso l'Università di Siena. Il suo motto, «Χαλεπὰ τὰ καλά» (le cose belle sono difficili), la incoraggia ogni giorno a dare il meglio di sé, per quanto sappia di essere solo all’inizio di una grande avventura.

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