La Cucina di Nonna Luisa: i veri sapori di casa a Napoli

«A Napoli la cucina non si impara: si eredita.»

Ed è proprio da questa eredità, fatta di gesti ripetuti, tempi lenti e memoria domestica, che nasce La Cucina di Nonna Luisa, nuovo avamposto della tradizione napoletana, in via Domenico Capitelli 19, a pochi passi da Piazza del Gesù. Qui i sapori sinceri d’altri tempi diventano il filo conduttore di un progetto che guarda al passato come punto di partenza per il presente.

Il concept e il menu portano la firma dello chef Lino Acunzo. Il locale nasce come un vero e proprio atto d’amore: fin da piccolo, Acunzo andava a sbirciare la nonna mentre lavorava nelle cucine di cliniche e case religiose, ripromettendosi che un giorno avrebbe aperto un ristorante per celebrarne gli insegnamenti. Oggi, quel patrimonio di gesti e sapori prende forma in una proposta che custodisce e rivaluta i segreti di famiglia.

La Cucina di Nonna Luisa: informazioni e prezzi

Dettaglio Riferimento
Indirizzo Via Domenico Capitelli 19, Napoli
Specialità Ragù (10 ore), pasta e patate, pizza nel ruotino
Costo medio 30-35 € a persona (vini inclusi)
Chef Lino Acunzo (Concept), Aldo Scarsi (Executive)

Un ambiente che richiama la Napoli di una volta

Gli ambienti curati di La Cucina di Nonna Luisa
Gli ambienti curati di La Cucina di Nonna Luisa

Coerente con questa visione “analogica”, l’arredamento, curato dallo scenografo Massimo Comune, punta a ricreare l’atmosfera calda di una dimora napoletana di una volta. Niente panari appesi, cornicelli in serie e santini laici di Maradona o Totò: dietro c’è uno studio vero, una progettazione consapevole che si percepisce nei dettagli, nelle proporzioni e nella scelta degli oggetti, molti dei quali realizzati ad hoc.

In una città in cui la turistificazione ha prodotto, quasi in sequenza AI-generated, ristoranti e locande tutte “copia e incolla”, La Cucina di Nonna Luisa prova a distinguersi con identità e carisma. L’occhio è strizzato verso il turista, certo, ma mai in modo banale o folkloristico.

Arredamento storico
Altro angolo del locale

Un progetto costruito a più mani

A dare forma concreta a questa idea di ristorazione è stata l’iniziativa dell’imprenditore Gianni Laezza, che ha scelto di investire su un indirizzo fieramente radicato nel territorio. A tenere insieme il racconto della sala e il tono dell’accoglienza è invece il caposala Giuseppe Casaburi, mentre l’esecuzione tecnica ai fornelli è affidata allo chef Aldo Scarsi, chiamato a tradurre con precisione e coerenza l’impianto gastronomico ideato da Acunzo.

Questo equilibrio tra visione, ospitalità e cucina si ritrova anche nei piatti, che abbiamo avuto modo di assaggiare durante il pranzo stampa organizzato dalla giornalista Federica Riccio.

Da La Cucina di Nonna Luisa, a dettare legge è la tradizione verace, quella domestica, senza particolari variazioni sul tema. Non è un caso che ci sia un’attenzione concreta anche per i vegetariani: i ricettari partenopei sono sempre stati “mangiafoglia”, data l’incredibile ricchezza del territorio. La nostra degustazione, in questo senso, è stata emblematica: abbiamo assaggiato gli spaghetti alla Nerano, la pasta con carciofi in due consistenze e la parmigiana di melanzane, seguiti da pastiera, migliaccio — rigorosamente dalla ricetta della nonna — caprese, tiramisù e cheesecake.

La polpetta della nonna
La polpetta della nonna

Il resto del menù è un excursus di cucina partenopea, equamente diviso tra terra e mare, che racconta con carattere la ritualità del pranzo napoletano. Tra gli antipasti trovano spazio il cuoppo napoletano, le alici fritte, l’impepata di cozze e le alici ripiene di provola. I primi “della domenica” comprendono la genovese, i paccheri al ragù napoletano, la lardiata e i mezzanelli allo scarpariello, senza dimenticare i cult quali pasta e patate e gnocchi alla sorrentina. Il ragù, come vuole la tradizione di famiglia, cuoce lentamente per circa dieci ore, fino a “pippiare”.

Tra i secondi, i grandi classici casalinghi: dalle polpette della nonna alla salsiccia e friarielli, fino al baccalà fritto con scarole, affiancati da proposte di mare come la frittura di calamari, il polpo con scarole e gli scialatielli ai frutti di mare.

Non manca la pizza nel ruotino, cotta in teglia secondo l’antica usanza domestica, nelle versioni margherita, genovese con carne o ragù con polpettine.

Quanto si spende da La Cucina di Nonna Luisa

Pasta con i carciofi
Pasta con i carciofi (in due consistenze)

Il costo medio di un pranzo completo, comprensivo di antipasto, primo o secondo, dolce e vino della casa, si attesta intorno ai 30-35 euro a persona, confermando La Cucina di Nonna Luisa come una new entry interessante e di prospettiva. Un indirizzo perfetto per portare amici curiosi di avvicinarsi alla splendida lingua della cucina napoletana o per chi è alla ricerca di un porto sicuro: un luogo dove, per il tempo di un pasto, si ha la sensazione di tornare a sbirciare nella cucina di nonna.

Evento stampa
Momenti dell’evento stampa

La Cucina di Nonna Luisa: informazioni pratiche

  • 📍 Indirizzo: Via Domenico Capitelli 19, Napoli
  • 🍝 Cucina: tradizione napoletana verace
  • 💶 Costo medio: 30–35 € a persona
  • 📞 Telefono: 338 331 9439
  • 🕒 Orari: 11:30 – 23:30
  • 📱 Instagram: @lacucinadinonnaluisa
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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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