Il profumo delle sfogliatelle di Pintauro è da oltre due secoli parte integrante delle passeggiate lungo via Toledo, un aroma che attraversa generazioni e custodisce un frammento autentico della memoria napoletana. Per questo, la notizia della chiusura – due anni fa – era stata accolta con grande disappunto e sincera tristezza, come se un simbolo cittadino fosse stato improvvisamente sottratto alla quotidianità. Oggi, però, a quella malinconia si sostituisce l’attesa per il ritorno: la sua riapertura, prevista a marzo, guarda al futuro e porterà con sé alcune novità, nel rispetto della storia e della tradizione che da sempre la contraddistinguono. Scopriamo come.
Il nuovo corso della pasticceria Pintauro 1785
Deus ex machina del nuovo corso di Pintauro è l’imprenditore napoletano Francesco Bernardo, affiancato dal socio pasticciere Davide Piterà. A loro il compito di guidare la rinascita di uno dei simboli della tradizione dolciaria partenopea.
«Ho acquistato un pezzo di Napoli e ne sono profondamente orgoglioso – dichiara Bernardo. Il nostro obiettivo è restituire alla città un’eccellenza storica, capace di parlare ai napoletani e ai visitatori attraverso ricette tradizionali, materie prime territoriali e un laboratorio produttivo rinnovato mediante interventi di manutenzione ordinaria dei macchinari».
Quando riapre Pintauro a Napoli: informazioni principali
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Data di riapertura | Marzo 2026 |
| Indirizzo | via Toledo 275, Napoli |
| Nuova proprietà | Francesco Bernardo e Davide Piterà |
| Specialità | Sfogliatella riccia e frolla |
Equilibrio tra restauro architettonico e innovazione tecnica
«Stiamo facendo interventi di restauro, riportando al loro originale splendore marmi e legni dell’Ottocento, grazie a professionisti che operano principalmente nel restauro di chiese e opere d’arte. L’ammodernamento riguarderà invece i macchinari per la produzione e la conservazione del prodotto, nel pieno rispetto delle normative vigenti», spiegano i nuovi proprietari.

Nei 50 metri quadrati affacciati sull’ex Via Roma torneranno visibili l’effigie della Madonna Addolorata, le storiche vetrine, l’antica lampada settecentesca e gli arredi in legno e marmo: elementi che raccontano oltre due secoli di storia.
La sfogliatella: il prodotto simbolo e le nuove proposte
Al centro dell’operazione di restyling resta, chiaramente, il prodotto simbolo: la sfogliatella, nata proprio qui oltre due secoli fa. «Sicuramente proporremo la sfogliatella riccia e frolla come da ricetta storica, accompagnate dai grandi classici della pasticceria napoletana. Ci saranno poi nuove proposte, che sveleremo nel tempo», anticipano.
La continuità della tradizione: il ritorno dello staff storico
Particolare attenzione è stata riservata anche alla continuità delle competenze e della memoria del luogo. Accanto alle nuove figure professionali rientreranno gli storici collaboratori di Pintauro, il banconista Peppe Tomei e il pasticcere Giuseppe Scardinale, coordinati da Davide Piterà. «Il ritorno dei collaboratori è stato per noi una priorità: sono i custodi delle ricette storiche e di lunghi anni di tradizione. In tutti abbiamo riscontrato una passione che va ben oltre il semplice lavoro. Ci sono stati momenti di grande commozione durante la progettazione della riapertura. La produzione resterà in sede, nel laboratorio storico, avvalendosi di macchinari innovativi».
Cultura gastronomica e posizionamento internazionale
«Abbiamo annunciato le nostre aspirazioni e i nostri sogni, ma la priorità oggi è riportare la storica pasticceria alla popolarità che merita e che ha mantenuto per più di un secolo, lavorando affinché torni a essere un luogo di incontri e di innovazione della pasticceria, come lo fu ai tempi di Pasquale Pintauro nell’Ottocento».
Nel solco dei grandi classici della tradizione napoletana, Pintauro 1785, la cui comunicazione è ora affidata a Carbot Communication, si prepara ad avviare una nuova fase del proprio percorso, rafforzando il posizionamento nazionale e internazionale senza perdere il legame profondo e splendido con la città.
Fonti immagini: ufficio stampa

