L’Istituto italiano per gli studi storici inaugura il nuovo anno accademico

Giovedì 20 novembre al Palazzo Filomarino di Napoli si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto italiano per gli studi storici. La cerimonia è stata presieduta da Orazio Abbamonte, presidente dell’Istituto. Il presidente della Giunta scientifica Michele Ciliberto ha illustrato il programma di corsi, seminari e conferenze, mentre il segretario generale Marta Herling ha presentato i borsisti e le attività di istituto. L’evento è stato arricchito dalla testimonianza dell’allievo Andrea Fizzera. Al centro della cerimonia l’intervento di Ignazio Visco, Governatore onorario della Banca d’Italia. La prolusione effettuata dal Governatore onorario dal titolo Cultura ed economia, intelligenza e libertà ha dato vita a interessanti spunti di riflessione. Ricordando i valori e la lezione di Benedetto Croce, l’Istituto ha dato inizio a un nuovo anno accademico per i suoi studenti.

L’Istituto italiano per gli studi storici inaugura il nuovo anno accademico
La commissione inaugura il nuovo anno accademico (Archivio personale)

Benedetto Croce e il non conformismo

La missione affidata dal fondatore Benedetto Croce si riconferma come bussola per l’Istituto. Una missione e un messaggio che continuano a trasmettere ai giovani: un messaggio di non conformismo, spregiudicatezza e liberalità. Croce stesso incarna il valore del non conformismo. Fin da giovane decide di «tenersi lontano dalla folla e dalla fiera della vanità». In ogni suo saggio, in ogni sua azione abbracciava uno stile di vita e un modello intellettuale controcorrente. Croce dedicò particolare impegno alla critica delle vecchie istituzioni accademiche e alla ricerca di nuovi modelli che meglio si sposassero con i nuovi tempi e i nuovi bisogni. Tanto sul piano culturale quanto quello politico, Croce è sempre rimasto non conformista, saldamente fiducioso che fosse necessario rivoluzionare, rinnovare.

L’impegno per la promozione della cultura

Il segretario generale Marta Herling descrive le attività che si sono svolte nello scorso anno. Un ringraziamento speciale viene dedicato al dottor Roberto Giordano, che per 55 anni fino ad oggi continua a donare il suo impegno all’Istituto italiano per gli studi storici e in onore del quale è stato dedicato un libricino. Nel nuovo anno, l’Istituto accoglie 15 nuovi borsisti e 11 con il rinnovo per il secondo anno. Si tratta di un dato eccezionale che riflette il sempre più forte desiderio di conoscenza dei giovani studiosi e ricercatori. I borsisti, nelle loro ricerche, hanno avuto a disposizione la biblioteca con il suo patrimonio di 150.000 volumi. La fruizione del patrimonio è stata anche facilitata dalla digitalizzazione dei volumi.

L’allievo Andrea Fizzera nell’offrire la sua testimonianza, afferma di aver trovato nell’Istituto italiano per gli studi storici un luogo in cui formazione, studio e ricerca si uniscono in armonia. Sottolinea come, oggi così come in passato, il punto centrale delle attività rimanga la storiografia e il metodo storico. L’Istituto, evidenzia Fizzera, rimane un luogo in cui giovani studiosi possono condurre ricerche in piena libertà e creare amicizie fondate sul confronto e sullo scambio di idee e opinioni.

La conoscenza come motore di libertà

A prendere la parola è poi il Governatore onorario della Banca d’Italia Ignazio Visco con la sua prolusione che riflette su cultura, economia, intelligenza e libertà. Visco riprende una frase di Benjamin Franklin: «investire in conoscenza paga sempre i migliori interessi». Dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi, si è verificata una straordinaria crescita economica. Non sorprende, dunque, che questa sia diventata uno dei principali ambiti di ricerca di economisti moderni e contemporanei. In questi studi, il ruolo di investimento in conoscenza ha gradualmente guadagnato una posizione centrale. «Dalla conoscenza dipende il progresso tecnico». Ma cosa intendiamo per conoscenza? Per spiegarlo, riprende il pensiero di Joel Mokyr, uno storico che quest’anno ha ricevuto il Premio Nobel per l’economia. Mokyr parla dell’Illuminismo, e di come questo sia diventato grande promotore di conoscenza e curiosità intellettuale, elementi essenziali per il progresso economico e sociale. La conoscenza, in particolare, diventa molto importante anche per contrastare le distorsioni e le disuguaglianze in ambito lavorativo e intellettuale. Conclude il discorso con una citazione di John Maynard Keynes: «Il problema politico dell’umanità è di riuscire a combinare tre cose: efficienza economica, giustizia sociale e libertà individuale».

La cerimonia è stata dunque la perfetta occasione per promuovere una conoscenza libera, non conformista, che contribuisca al progresso e permetta di emanciparsi. L’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Istituto italiano per gli studi storici continua a portare avanti questo messaggio, un passaggio di testimone dal fondatore Benedetto Croce a tutti coloro che oggi vivono l’Istituto.

Fonte immagine in evidenza: iiss.it

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