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Eroica Fenice

Cab&Muro

Cab&Muro – Intervista al direttore

Ridi, se sei saggio‘ consigliò Marziale nei suoi epigrammi.
Ridere, come segno di intelligenza, come modo per non perderla.
Si annega di più in un bicchiere mezzo vuoto, raschiando un fondale increspato, che in un bicchiere pieno fino all’orlo, stando su vicino al cielo. Ridi e non annegherai, ridi e non perderai la ragione.
Ridi, e fallo in compagnia del meraviglioso gruppo di Cab&Muro, un comedylab che con le sue serate farà sorridere tutti i vostri lunedì.
‘Non perdetevi le loro serate, se siete saggi’ consiglia oggi Eroica Fenice.
E se proprio non doveste esserlo, ‘il riso abbonda sulla bocca degli stolti‘, diceva qualcuno, quindi non avete scampo.

Abbiamo fatto qualche domanda direttore artistico e capo-autore di Cab&Muro, Francesco Burzo

Come è nata Cab&Muro?

Dalla voglia di un gruppo di amici che, dopo aver sbattuto la testa contro il muro in tante occasioni, hanno deciso di unirsi e dimostrare di avere le carte in regola per sfondare.

Ci puoi presentare gli artisti della vostra esilarante squadra?

Partiamo dai conduttori: Peppe Accardo, popolare speaker di Radio Marte, e l’attrice Ornella Varchetta, che molti ricorderanno per l’interpretazione della spagnola Rosario nella fortunata sitcom “Fuori Corso”. La proposta comica è assolutamente variegata. Si va da “Rocco Hunt” (interpretato dal giovanissimo Antonio Colursi, apprezzabile anche nelle vesti di Matteo, il “bimbo petaloso”) alla comicità surreale del “disoccupato organizzato” Carmine Pettorino, passando per i “musicisti internazionali” Joe Inps, Joe Blues, Joe Flamenco e Joe Country (tutti interpretati dal poliedrico Gaetano Esposito), il sorprendente “decoder umano” Fabrizio Lettieri e l’esilarante tenore Peppe Mallardo (presto nei panni del giornalista censurato, Marco Bavaglio), senza dimenticare i pregevoli monologhi del coinvolgente Stefano De Clemente e del “ragazzo di Scampia” Francesco Mormile, che ha scelto il cabaret come risposta al contesto difficile in cui è cresciuto. Il tutto è accompagnato dalla colonna sonora del Dj Gianluca De Vita e immortalato dagli scatti del fotografo Antonio Iorio.

Quali sono le caratteristiche che non possono mancare a chiunque desiderasse far parte del vostro gruppo?

La voglia di condividere un sogno e di impegnarsi in ogni modo per realizzarlo.

Quali sono secondo te gli ingredienti base della comicità?

Probabilmente la capacità di spiazzare il pubblico e fare riferimento a cose che appartengono al vissuto comune, anche con un pizzico di cattiveria.

Fino ad ora vi siete dedicati a spettacoli dal vivo, con impostazione teatrale. Avete pensato anche alla possibilità di una trasmissione tv?

Abbiamo ricevuto proposte da numerose emittenti campane che hanno assistito alle serate del laboratorio e sono interessate a mandarlo in onda. Per il momento preferiamo lavorare ancora un po’, in modo da affrontare una programmazione televisiva in modo non approssimativo.

Secondo alcuni la comicità del teatro è differente da quella televisiva. Tu cosa ne pensi?

Le differenze sono molteplici. Si può dire, correndo il rischio di semplificare la questione, che la comicità teatrale fa maggiore ricorso alle “situazioni umoristiche”, che sono propedeutiche allo sviluppo della narrazione. La comicità televisiva è fulminea, immediata, in modo da colpire un pubblico diviso tra zapping e faccende domestiche, anche attraverso racconti disconnessi tra loro e privi di un costrutto narrativo.

Vi siete posti degli obiettivi o avete sogni da realizzare con la vostra comedy lab?

Sì, ma non li diciamo a nessuno. Per scaramanzia.

Quali sono i maggiori punti di forza di Cab&Muro?

L’armonia del gruppo e la varietà della proposta comica, che spazia attraverso ogni tipo di comicità (linguistica, mimica, fisica, musicale, clownesca etc.), in controtendenza rispetto ai format odierni che sono caratterizzati dal predominio delle battute e dei giochi di parole.

Quanto è importante Napoli nei vostri sketch?

Molto. Una delle attività che caratterizza il nostro lab è proprio quello di recuperare alcuni dei meccanismi cari alla vecchia scuola comica napoletana (Renato Rutigliano, Benedetto Casillo, Vittorio Marsiglia etc.) e coniugarli alle più interessanti tendenze del panorama comico internazionale (stand-up comedy americana, clownerie, varietà francese, comedia musical iberica etc.)

Quale sarà il vostro prossimo appuntamento?

Dopo circa venti sold out consecutivi all’Happy Days di Pianura (un location che ricrea fedelmente l’atmosfera dei posti che hanno visto nascere il cabaret), siamo stati “costretti” a spostarci in una struttura in grado di accogliere un maggior numero di persone (la Sala Teatro dell’imponente ristorante “A Volo A Volo” di Cuma), per far fronte alle richieste del pubblico che sempre più numeroso accorre ai nostri spettacoli. Il giorno è sempre lo stesso: il lunedì sera.

(foto di Antonio Iorio)

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