Chi era Ernesto Che Guevara: storia di un rivoluzionario

Ernesto Che Guevara

Ernesto “Che” Guevara de la Serna è stato uno dei personaggi più complessi e influenti del XX secolo. La sua vita, dedicata alla rivoluzione, ha segnato la storia, trasformandolo in un simbolo globale di lotta contro l’ingiustizia per alcuni, e in una figura controversa per altri. Medico, scrittore, guerrigliero e politico, la sua immagine rappresenta ancora oggi un potente richiamo agli ideali di libertà e uguaglianza, ma la sua eredità è oggetto di un intenso dibattito storico.

Che Guevara: eroe o tiranno?

L’icona rivoluzionaria La figura controversa
Simbolo della lotta contro l’imperialismo e l’ingiustizia sociale. Accusato di essere stato il responsabile di processi sommari ed esecuzioni alla fortezza de La Cabaña.
Promotore di campagne di alfabetizzazione e riforme agrarie a Cuba. Sostenitore di un modello di stato autoritario e repressivo verso il dissenso.
Ispirazione per movimenti di liberazione in tutto il mondo. Teorico della violenza rivoluzionaria come strumento necessario per il cambiamento politico.

Le origini: dal viaggio in motocicletta alla coscienza politica

Ernesto Guevara nasce in Argentina, a Rosario, il 14 giugno 1928, primogenito di una famiglia della borghesia. Nonostante una grave forma d’asma che lo accompagnerà per tutta la vita, si laurea in medicina. L’evento che cambia il suo destino è il celebre viaggio in motocicletta attraverso il Sudamerica nel 1952. Durante questo percorso, Guevara entra in contatto diretto con la devastante povertà e l’ingiustizia sociale che affliggono il continente. Questa esperienza accende in lui la fiamma rivoluzionaria, portandolo a teorizzare la necessità di una rivoluzione di stampo marxista per unire l’America Latina e abbattere le disuguaglianze.

La rivoluzione cubana al fianco di Fidel Castro

Il suo percorso politico lo porta in Messico, dove incontra alcuni esuli cubani che gli presentano Fidel Castro. L’incontro è decisivo: il Che abbraccia la causa per rovesciare la dittatura di Fulgencio Batista a Cuba. Il 2 dicembre 1956, Guevara sbarca sull’isola con i fratelli Castro e un piccolo gruppo di ribelli. Dopo un primo scontro disastroso, i sopravvissuti si riorganizzano sulle montagne della Sierra Maestra, dando inizio a una logorante guerriglia. Il Che si distingue non solo come combattente, ma anche come medico, guadagnandosi il rispetto dei contadini e la fama di leader. La sua strategia militare si rivela fondamentale nella battaglia di Santa Clara nel dicembre 1958, vittoria che apre la strada alla fuga di Batista il 1° gennaio 1959 e al trionfo della rivoluzione.

L’epilogo in Bolivia: la cattura e la morte

Dopo aver ricoperto importanti cariche nel nuovo governo cubano, lo spirito rivoluzionario del Che lo spinge a lasciare l’isola per “esportare la rivoluzione”. Dopo una fallimentare esperienza in Congo, nel 1966 si reca in Bolivia per organizzare un nuovo movimento di guerriglia. L’operazione si rivela un disastro: il sostegno atteso dai contadini locali non arriva e l’esercito boliviano, addestrato e supportato dalla CIA statunitense, lancia una massiccia caccia all’uomo. L’8 ottobre 1967, ferito e isolato, Ernesto Che Guevara viene catturato nel villaggio di La Higuera. Il giorno seguente, il 9 ottobre 1967, viene giustiziato sommariamente da un soldato boliviano. La sua esecuzione è documentata da fonti storiche e da documenti declassificati, come quelli custoditi dal National Security Archive, che confermano il ruolo degli Stati Uniti nell’operazione.

L’eredità del Che: icona rivoluzionaria e figura controversa

La morte trasforma Che Guevara in un’icona immortale. La celebre fotografia Guerrillero Heroico di Alberto Korda diventa una delle immagini più riprodotte della storia, simbolo di ribellione e idealismo. Allo stesso tempo, la sua figura è fortemente criticata. Come evidenziato da numerose biografie e dall’enciclopedia Treccani, gli storici gli attribuiscono la responsabilità diretta delle esecuzioni di oppositori politici avvenute nella fortezza de La Cabaña, dove fu comandante. Viene inoltre criticato per il suo ruolo nella creazione di un sistema statale autoritario a Cuba. La sua eredità rimane quindi divisa tra il potente simbolo di liberazione e la figura storica di un rivoluzionario che non esitò a usare la violenza per realizzare i suoi ideali.

Fonte immagine copertina: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 15/12/2025

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