Sammy Basso: chi era e cos’è la progeria?

Sammy Basso: chi era e cos'è la progeria?

Sammy Basso è stato un ragazzo affetto da progeria, una malattia rara che gli è stata diagnosticata all’età di due anni. Ad oggi, è accertato che sia stato l’individuo più longevo al mondo affetto da tale patologia, un vero pioniere non solo nella vita ma anche per la scienza.

Cos’è la progeria, la sindrome di Hutchinson-Gilford

La progeria, nota anche come sindrome di Hutchinson-Gilford, è una malattia genetica rarissima (colpisce circa 1 persona ogni 8 milioni di nati) che causa un invecchiamento corporeo precoce, seppur non alterando le facoltà mentali. La causa è una mutazione del gene LMNA, che produce una proteina anomala, la progerina, responsabile dell’invecchiamento accelerato delle cellule.

I primi sintomi della progeria si possono manifestare nei primi mesi di vita, come difetti della crescita e sclerodermia, un indurimento della pelle sul tronco e sulle estremità del corpo. È, però, tra i 2-3 anni di vita che iniziano ad essere più evidenti caratteristiche fisiche legate alla malattia. Ad esempio, si presentano: alopecia, una testa molto grande rispetto al corpo, un viso piccolo con una mandibola poco pronunciata, nanismo, naso schiacciato. Con il passare dell’età aumentano quei sintomi che, normalmente, si riscontrerebbero in persone anziane. Tra questi sintomi vi sono: pelle rugosa, perdita della vista, problemi cardiovascolari, artrosi. Purtroppo i malati affetti da progeria hanno un’aspettativa di vita molto bassa, mediamente intorno ai 13-14 anni. Le cause di morte sono generalmente cardiopatia, infarto o ictus, come confermato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Limiti imposti dalla progeria I traguardi di Sammy Basso
Aspettativa di vita media di 13-14 anni Ha vissuto fino a 28 anni, diventando la persona più longeva al mondo con questa patologia
Fragilità fisica e problemi cardiovascolari Ha viaggiato lungo la Route 66, partecipato a Sanremo e incontrato le massime cariche dello Stato
Condizione di paziente e soggetto di studio Ha conseguito una laurea magistrale in biologia molecolare per studiare attivamente la sua stessa malattia

La vita di Sammy Basso: oltre la malattia

Sammy Basso è nato come un bambino sano, senza alcun segno della malattia. Soltanto all’età di due anni, dopo un’attenta consulenza genetica, si è giunti alla diagnosi di progeria. Infatti, inizialmente, le prime manifestazioni della malattia non erano state correttamente interpretate.

Sammy ha vissuto un’esistenza breve, ma intensa, senza lasciarsi mai piegare dalla malattia. Dopo l’esame di maturità, ha compiuto un viaggio negli Stati Uniti con i suoi genitori e il suo migliore amico Riccardo, percorrendo la Route 66 da Chicago a Los Angeles. Il viaggio è stato documentato nel libro Il viaggio di Sammy, che ha ispirato l’omonimo programma televisivo andato in onda su Nat Geo People. Nel 2015 è stato ospite da Carlo Conti al Festival di Sanremo, dove ha parlato della sua malattia e, per il suo attivismo, è stato insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella.

L’associazione italiana Progeria e l’impegno per la ricerca

Sin dalla tenera età, Sammy ha sempre avuto grande consapevolezza della sua malattia e sperava di essere d’aiuto alla ricerca. Per questo, nel 2005 aveva fondato con i suoi familiari l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, con il duplice scopo di far conoscere maggiormente la progeria in Italia e raccogliere fondi per finanziare gli studi sulla malattia. Questa associazione è diventata un punto di riferimento fondamentale per le famiglie, collaborando con istituti di ricerca a livello internazionale come la Progeria Research Foundation. Il suo percorso accademico è stato la diretta conseguenza di questa missione: si è laureato nel 2018 in Scienze naturali con 110 e lode presso l’Università di Padova, mentre nel 2021 ha ottenuto la laurea magistrale in Biologia molecolare, al fine di raggiungere il suo obiettivo di contribuire in prima persona al progresso scientifico.

Il testamento spirituale e l’eredità di un messaggio

Purtroppo Sammy Basso si è spento improvvisamente il 6 ottobre 2024, durante una festa di matrimonio. Aveva 28 anni. Il vescovo di Vicenza, monsignor Giuliano Brugnotto, ha letto il testamento spirituale di Sammy, scritto qualche anno prima della sua dipartita. Il testo evidenzia il carattere allegro e giocoso di Sammy, la voglia di stare insieme agli altri e l’accettare la morte cristianamente, amando Dio e il prossimo, tant’è vero che in Vaticano si pensa ad una sua possibile canonizzazione.

“Non so il perché e il come me ne andrò da questo mondo, sicuramente in molti diranno che ho perso la mia battaglia contro la malattia. Non ascoltate! Non c’è mai stata nessuna battaglia da combattere, c’è solo stata una vita da abbracciare per com’era, con le sue difficoltà, ma pur sempre splendida, pur sempre fantastica, né premio, né condanna, semplicemente un dono che mi è stato dato da Dio.”, queste alcune delle parole del testamento che ci mostrano quanto Sammy amasse la vita e la considerasse un prezioso dono di Dio, da vivere intensamente fino alla fine.

Sammy Basso è stato sempre fiducioso che gli studi sulla progeria andassero avanti e si trovasse finalmente una cura, essendo consapevole però che ci sarebbe voluto molto tempo: è quello che si evince dalle seguenti parole “Non volevo morire, non ero pronto per morire, ma ero preparato. L’unica cosa che mi dà malinconia è non poter esserci per vedere il mondo che cambia e che va avanti”. Sammy, inoltre, ha esortato tutti affinché lo ricordino felice, brindando alla persona che era, lasciando da parte la sofferenza: “Ricordatemi pregando, ricordatemi bevendo un bicchiere di vino, ricordatemi facendo festa. So che soffrirete, cercate di non soffermarvi troppo nel dolore”.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 12/09/2025

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