Agnès Varda protagonista della mostra a Villa Medici, un percorso tra immagini e film che ripercorre il legame dell’artista con Parigi e l’Italia.
Dettagli della mostra Agnès Varda a Roma
| Informazione | Dettaglio dell’evento |
|---|---|
| Sede | Accademia di Francia a Roma – Villa Medici |
| Date | Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026 |
| Curatrice | Anne de Mondenard |
| Opere | Stampe originali, installazioni, estratti cinematografici |
| Collaborazioni | Musée Carnavalet, Paris Musées, Ciné-Tamaris |
Indice dei contenuti
Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici dedica la prima mostra italiana ad Agnès Varda (1928-2019), offrendo al pubblico un percorso organico nella sua produzione fotografica. Il progetto vuole restituire al pubblico la complessità di una figura centrale nel panorama culturale europeo del Novecento, in grado di muoversi tra arti visive e cinema. La mostra è stata presentata in anteprima alla stampa il 24 febbraio. L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. L’esposizione costruisce infatti un dialogo ideale tra le due capitali tramite lo sguardo dell’artista, mettendo in relazione luoghi e atmosfere che hanno segnato in profondità il suo percorso artistico.
Parigi, laboratorio permanente
Protagonista del percorso è la Parigi del secondo dopoguerra, osservata a partire da uno spazio fondamentale per l’atto creativo ovvero l’atelier di rue Daguerre. È qui che Agnès Varda si stabilisce nei primi anni Cinquanta, trasformando due ex botteghe affacciate su un cortile interno in uno studio fotografico e cinematografico. Quel luogo diventa un vero e proprio laboratorio, ma anche un ambiente di condivisione: infatti è stato frequentato da amici. La mostra, ideata dal musée Carnavalet – Histoire de Paris e curata da Anne de Mondenard con Paris Musées, riunisce moltissime delle stampe originali e degli estratti cinematografici. Dopo la presentazione parigina del 2025, il progetto approda a Roma grazie anche al contributo di Ciné-Tamaris, la casa di produzione fondata dalla regista e oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy, presenti all’anteprima romana. Dalle immagini presenti è possibile intuire come Varda preferisca mercati rionali, strade secondarie, volti incontrati per caso. Nei suoi scatti emerge una tensione costante tra osservazione documentaria e costruzione narrativa, ed è possibile ritrovare questa peculiarità anche nella sua produzione cinematografica.

Tra fotografia e cinema
Oltre alla produzione fotografica realizza anche film come Cléo de 5 à 7 e Daguerréotypes che testimoniano un legame tra fotografia e cinema. La città diventa specchio delle inquietudini individuali e luogo di osservazione sociale. L’attenzione verso le donne, le esistenze ai margini, attraversa l’intera sua opera. Già negli anni della formazione all’École du Louvre, Agnès Varda aveva sviluppato un approccio personale all’immagine, fondato su un equilibrio tra riflessione teorica e pratica artigianale. La sua idea di “foto-scrittura” sintetizza proprio questa tensione: raccontare tramite l’immagine, costruendo sequenze e relazioni come farebbe una narratrice.

Agnès Varda e il legame con l’Italia
Una sezione della mostra approfondisce il rapporto tra l’artista e il nostro Paese. Nel 1959 Agnès Varda soggiorna a Venezia per individuare possibili ambientazioni di un progetto cinematografico mai realizzato. Le fotografie di quel viaggio mostrano un’attenzione particolare per la vita quotidiana e per i dettagli architettonici, filtrati da una sensibilità attenta ai contrasti di luce e alle geometrie urbane. Nel 1963 torna in Italia per realizzare un ritratto di Luchino Visconti, reduce dal successo internazionale de Il Gattopardo. In quell’occasione frequenta anche gli ambienti del cinema romano, entrando in contatto diretto con una stagione di straordinaria vitalità creativa.
Agnès Varda: un’eredità che parla al presente
L’esposizione romana non si limita quindi a ricostruire un percorso storico, ma invita a riflettere sull’attualità dello sguardo di Agnès Varda. La sua attenzione alla rappresentazione del femminile, alla dignità delle persone comuni e alla dimensione collettiva della città anticipa temi che oggi attraversano il dibattito culturale contemporaneo. Il dialogo simbolico tra Roma e Parigi, sottolineato dal contesto istituzionale dell’anniversario, trova così nell’opera dell’artista un terreno fertile. Le sue immagini, sospese tra intimità e impegno civile, continuano a interrogare chi osserva. A Villa Medici, dal 25 febbraio al 25 maggio, prende forma una rilettura critica di un’autrice che è stata in grado di mostrare l’esperienza quotidiana in materia poetica e politica insieme.
Fonte immagini: Ufficio Stampa.

