Venerdì 30 gennaio il Teatro La Comunità ha ospitato la prima di Al nostro amore – Happy Hour di Luca De Bei con Barbara Scoppa e Leandro Amato, per la regia di Barbara Porta.
| Scheda spettacolo: Al nostro amore – Happy Hour |
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| Autore: Luca De Bei |
| Regia: Barbara Porta |
| Cast: Barbara Scoppa, Leandro Amato |
| Location: Teatro La Comunità (Roma) |
| Date: Dal 30 gennaio all’8 febbraio 2026 |
| Durata: Circa 70 minuti |
Indice dei contenuti
Una sala completamente piena, e un pubblico subito agganciato a un confronto che, più che recitato, sembra accadere davanti agli occhi degli spettatori. Lo spettacolo si svolge interamente nell’arco di un happy hour, senza ellissi né scorciatoie narrative.
Al centro della scena, un uomo e una donna seduti a un tavolo da bar. Non si conoscono. È il loro primo incontro. E da quel momento in poi, per circa settanta minuti, non c’è altro: solo parole, sguardi, silenzi, confronti accesi e un crescendo che fila via senza mai perdere tensione.
Realismo e dialoghi: un incontro che sembra vero
Al nostro amore – Happy Hour colpisce subito per una qualità rara: i dialoghi sono naturali, credibili, costruiti come un vero confronto tra due persone che si studiano, si difendono e, poco alla volta, si espongono. Non c’è mai l’impressione di “sentire un testo”, ma piuttosto di assistere a una conversazione reale, con le sue accelerazioni, le sue esitazioni e i suoi colpi improvvisi.
Il pubblico ride, si irrigidisce, riconosce dinamiche familiari e allo stesso tempo resta divertito dalle gag e dalle situazioni paradossali che vengono a crearsi. Il merito è di una scrittura solida e di una recitazione che non cerca l’effetto, ma lavora per accumulo.
La messa in scena e la regia di Barbara Porta
La regia di Barbara Porta sceglie una messa in scena minimale solo in apparenza. Lo spazio è costruito come un vero happy hour: bancone, tavoli, sedie e un fiume di cocktail che vengono consumati davvero. Tutto è al posto giusto, senza simbolismi forzati.
Un dettaglio geniale completa il quadro: un pianista che non c’è. La musica si sente, ma lo strumento resta fuori scena. L’attore si lamenta del pianista immaginario, si gira sempre nella sua direzione, creando un gioco sottile tra suono, spazio e immaginazione che rafforza l’illusione di trovarsi davvero in un bar.
È una scelta semplice e intelligente, che arricchisce la scena senza mai distrarre dal cuore del testo.

Trama di “Al nostro amore – Happy Hour”
La situazione di partenza è volutamente semplice e, per certi versi, opaca. I due protagonisti si incontrano a un tavolo da bar senza che sia immediatamente chiaro il motivo di quell’appuntamento. Non si conoscono, non sembrano avere nulla in comune e appaiono, fin da subito, molto diversi per carattere, atteggiamento e modo di stare al mondo. Lei è espansiva, spigolosa, a tratti invadente; lui più chiuso, impacciato, costantemente in bilico tra curiosità e difesa. Il dialogo procede per attriti, incomprensioni e piccoli scontri verbali, lasciando emergere poco alla volta le fragilità di entrambi. È proprio questa mancanza di un quadro iniziale chiaro a rendere l’incontro interessante: lo spettatore scopre i personaggi insieme a loro, seguendo un confronto che si costruisce sotto gli occhi del pubblico, senza mai chiarire del tutto dove stia andando, almeno all’inizio.
Il cast: Barbara Scoppa e Leandro Amato
Il vero motore dello spettacolo è rappresentato, chiaramente, dalla chimica tra i due interpreti.
Barbara Scoppa costruisce un personaggio volutamente sgradevole, quasi una megera odiosa, ma lo fa con un realismo impeccabile. Il suo registro è teatrale nel senso migliore del termine: preciso, controllato, mai sopra le righe. Ogni battuta sembra nascere da un’urgenza reale e proprio per questo il personaggio resta credibile anche nei momenti più duri.

Leandro Amato è l’esatto contraltare: impacciato, ingenuo, fragile. Il suo personaggio è attraversato da un’insicurezza che emerge poco alla volta e l’accento napoletano che affiora solo nei momenti di crisi diventa un segnale emotivo potentissimo, mai caricaturale.

Insieme funzionano in modo impeccabile. Il legame che si forma nel corso dello spettacolo è autentico, costruito passo dopo passo, senza scorciatoie narrative.
Ritmo narrativo e dinamiche di scena
Uno degli aspetti più riusciti di Al nostro amore – Happy Hour è il ritmo. In circa settanta minuti non c’è un solo momento di stanchezza. Il crescendo è continuo, sostenuto da colpi di scena che arrivano senza forzature, sfruttando esclusivamente la parola e il cambio di prospettiva.
Anche la disposizione nello spazio gioca un ruolo fondamentale: a seconda di dove i personaggi si siedono, il rapporto di forza cambia, si ribalta, si rinegozia. È un dettaglio registico che si intreccia perfettamente con la scrittura e amplifica l’effetto di imprevedibilità.
Conclusioni: perché vedere lo spettacolo
Lo spettacolo funziona perché riesce in qualcosa di tutt’altro che semplice: sorprendere con soli due personaggi, senza mai alzare la voce. Il piacere sta nell’inaspettato sviluppo della storia e nella capacità di ribaltare continuamente le aspettative dello spettatore.
La chiusura è netta, senza bisogno di spiegazioni o ammiccamenti. Si esce dalla sala con la sensazione di aver assistito a un incontro vero, non a una dimostrazione di bravura. Al nostro amore – Happy Hour è una commedia intelligente, ben scritta e soprattutto ben recitata, che dimostra come, a teatro, bastino due corpi, una manciata di parole e un buon ritmo per costruire qualcosa che resta.
Date, orari e biglietti al Teatro La Comunità
Lo spettacolo Al nostro amore – Happy Hour è in scena al Teatro La Comunità, in via Giggi Zanazzo 1 a Roma, dal 30 gennaio all’8 febbraio 2026. Le repliche vanno dal martedì al venerdì alle 20:45, il sabato alle 19:00 e la domenica alle 18:00.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il teatro al 06 5817413 oppure scrivere a [email protected].
Foto: fornite da ufficio stampa.
Articolo aggiornato il: 1 Febbraio 2026

