L’ultimo Matisse – Morfologie di carta: la mostra a Roma

Mostra Matisse

Al Museo Storico della Fanteria di Roma la mostra L’ultimo Matisse, dedicata alle ultime stagioni della sua vita. Opere che raccontano la rinascita artistica del maestro francese.

L’ultimo Matisse a Roma 2026: info e biglietti

Dettaglio Informazione
Date Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026
Luogo Museo Storico della Fanteria, Roma
Prezzo biglietto Intero 14.50€ | Ridotto 11.50€
Orari Lun-Ven 9:30-19:30 | Sab-Dom 9:30-20:30
Piattaforma Ticketone

Dal 28 febbraio al 28 giugno presso il Museo Storico della Fanteria di Roma è presente la mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di Carta”, un’esposizione che attraversa l’ultima fase creativa di Henri Matisse (1869–1954), offrendo al pubblico circa cento opere provenienti da collezioni private.

La mostra è stata promossa dal Ministero della Difesa e realizzata grazie al contributo prezioso della Regione Lazio e di Roma Capitale, con lo scopo ultimo di valorizzare culturalmente i siti storici militari. L’iniziativa va ad inserirsi in una più ampia strategia di apertura al pubblico del patrimonio architettonico e museale della nostra nazione. La galleria sarà visitabile dal martedì alla domenica, con orario continuato.

conferenza stampa mostra l'ultimo matisse
Conferenza Stampa

La conferenza stampa si è svolta il 25 febbraio presso il Museo Storico della Fanteria ed è stata introdotta dal presentatore Fabrizio Küne. Durante la conferenza sono state presentate due mostre dedicate a protagonisti assoluti della storia dell’arte: da una parte l’ultimo Matisse, dall’altra Caravaggio. Due percorsi differenti ma accomunati dalla capacità di rivoluzionare il linguaggio visivo del proprio tempo. La mostra di Matisse è stata curata da Vittoria Mainoldi e prodotta da Navigare Srl.

Durante l’incontro è stato inoltre evidenziato il ruolo di Difesa Servizi nella gestione di apertura al pubblico di una serie di siti militari italiani, che sono stati trasformati progressivamente in spazi espositivi, oltre che luoghi di produzione culturale. La mostra si inserisce dunque in un progetto di valorizzazione che unisce il patrimonio storico con la programmazione contemporanea.

La mostra si concentra sull’ultimo periodo dell’artista, essenziale per comprendere la radicalità della ricerca di Matisse. Se la sua prima mostra risale a quando aveva trent’anni, è attorno ai settanta che si apre per lui un periodo di grande creatività. A 70 anni viene colpito da un tumore all’intestino che lo costringe a una mobilità ridotta e quindi Matisse trova un nuovo modo per esprimersi. Mainoldi afferma: «incomincia una nuova parentesi che è la sintesi del suo percorso artistico vero e proprio». Impossibilitato a lavorare come prima, Matisse sostituisce il pennello con le forbici. È a partire da questo momento che si parla di una vera e propria seconda vita dell’artista. Il limite fisico portato dalla malattia non ha determinato la fine della sua carriera, bensì una radicale trasformazione.

opera Lettres Portugaises di Henri Matisse
Lettres Portugaises

Infatti, costretto all’immobilità, Matisse ha riorganizzato lo spazio creativo attorno a sé, lavorando dal letto – o dalla sedia a rotelle – e sviluppando una modalità espressiva ed artistica innovativa. Dipinge fogli di carta, li ritaglia e li ricompone, dando vita ai papiers découpés. Colore, forma e spazio si fondono in un nuovo linguaggio che diventa il cuore della sua ricerca artistica. Ma il procedimento non è un semplice collage. Matisse faceva dipingere ai suoi assistenti una serie di grandi fogli di carta con colori a gouache intensi ed uniformi. In un secondo momento li andava a ritagliare direttamente con le forbici, senza nessun disegno preparatorio, potendo in questa maniera “disegnare nel colore”. Le varie forme venivano infine fissate temporaneamente alle pareti dello studio con delle spille per venire poi spostate, calibrate e ricomposte nello spazio a disposizione, fino a raggiungere il risultato desiderato. Ed è proprio così che il papier découpé si trasforma nella nuova modalità artistica dell’epoca, stravolgendo le tecniche tradizionali.

tavola Monsieur Loyal di Henri Matisse
Monsieur Loyal

L’ultimo Matisse – la mostra: un percorso in quattro sezioni

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche che ripercorrono il suo cambiamento espressivo a partire dagli anni Quaranta del Novecento, dopo il distacco dall’avanguardia fauvista e le successive esperienze artistiche. La prima sezione è intitolata Verve che documenta il sodalizio tra Matisse e l’editoria d’avanguardia, in particolare con la rivista diretta da Tériade. Tramite 44 litografie a colori e disegni in bianco e nero, emergono alcune delle opere più iconiche della sua produzione tarda, tra cui La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Négresse e Nu Bleu. In questi lavori il colore puro e la forma ritagliata diventano protagonisti, segnando una svolta nella storia dell’arte del Novecento.

opera Nu Bleu di Henri Matisse
Nu Bleu

La seconda sezione, Libri d’artista e libri illustrati, si focalizza sul dialogo con la parola. Mainoldi infatti lo definisce «artista della parola», per le collaborazioni con scrittori e poeti. Nella mostra sono presenti 24 disegni su carta velina, realizzati per opere come Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit e Lettres Portugaises. La terza sezione è dedicata alla serie Jazz, realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre Matisse viveva a Vence, nel Sud della Francia. Inizialmente intitolata Le Cirque, per la presenza di acrobati e clown, l’opera fu poi ribattezzata Jazz per richiamare l’affinità tra le sue forme colorate e l’improvvisazione ritmica del genere musicale. Le venti tavole litografiche del libro, pubblicato nel 1947, rappresentano il passaggio definitivo ai ritagli di carta. In un contesto segnato dall’orrore della guerra, queste immagini esprimono una vitalità quasi eroica.

tavola Le cirque di Henri Matisse
Le cirque

Opere come Icarus, Le Coeur e Le Destin mostrano una tensione tra leggerezza formale e profondità simbolica. L’ultima sezione, Il disegno, chiude il percorso con 25 litografie che attraversano un arco temporale dagli anni Venti agli anni Cinquanta, permettendo di comprendere sempre di più l’evoluzione del suo percorso. Il disegno, ha sottolineato Mainoldi: «è una cifra onnipresente nello stile dell’artista». Negli ultimi anni Matisse raggiunge una libertà gestuale totale, come testimoniano i grandi nudi femminili degli anni Quaranta.

opera Icarus di Henri Matisse
Icarus

La luce di Nizza e il contesto storico

Un passaggio fondamentale della vita dell’artista è il trasferimento a Nizza durante il periodo bellico. Lavorare in quel contesto storico segna profondamente la sua produzione artistica. Se da un lato il conflitto impone isolamento, dall’altro favorisce una concentrazione radicale sul gesto creativo. La mostra restituisce quindi l’immagine di un artista in grado di reinventarsi. Le forbici diventano strumento di libertà, in grado di mostrare un’espressione artistica rivoluzionaria dell’arte del Novecento.

Le Cirque Henri Matisse esposizione Roma
Le Cirque

La mostra “Caravaggio e i maestri della luce”

Accanto a Matisse, il ciclo espositivo comprende “Caravaggio e i maestri della luce”, dedicato a Caravaggio. Durante la conferenza stampa sono intervenuti i professori Alberto Bertuzzi e Francesco Gallo Mazzeo. Bertuzzi ha ricordato episodi della vita turbolenta dell’artista come le rivalità amorose, le risse, l’omicidio che lo costrinse alla fuga. Bertuzzi evidenzia il fatto che la luce rappresenti il centro assoluto della sua ricerca pittorica.

Caravaggio arrivò a modificare gli spazi in cui lavorava per controllare l’illuminazione, facendo della luce un elemento drammaturgico, in grado di scolpire i corpi e amplificare la tensione religiosa delle sue opere. Mazzeo ha invece evidenziato l’impatto storico del caravaggismo, affermando: «il caravaggismo è lo spirito del tempo», definendolo quindi l’incipit del modernismo ovvero una rottura radicale con il proprio tempo.

Il confronto tra Matisse e Caravaggio, evidenziato numerose volte all’interno della conferenza stampa, è soprattutto di natura strutturale. Se infatti Caravaggio nelle sue opere utilizza la luce per costruire uno spazio drammatico e isolare l’evento principale, Matisse invece preferisce utilizzare il colore come elemento costruttivo primario, andando ad eliminare la profondità prospettica e preferendo invece affidare alla superficie il compito di generare tensione. Entrambi operano una rottura con la tradizione del proprio tempo: nel caso di Caravaggio introducendo un naturalismo radicale e una luce teatrale; nel caso di Matisse invece superando l’idea del disegno e della pittura tradizionale in favore di una sintesi cromatica assoluta.

Due mostre che condividono la forza rivoluzionaria dello sguardo e la capacità di trasformare la crisi in linguaggio nuovo. La mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” è in programma dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, mentre la mostra “Caravaggio e i maestri della luce” è presente dal 7 marzo al 7 giugno 2026, presso il Museo Storico della Fanteria.

Il Museo della Fanteria è aperto Lunedì – Venerdì dalle 9.30 alle 19.30 e Sabato e Domenica dalle 9.30 alle 20.30.

Biglietti per L’ultimo Matisse: Intero 14.50€, Ridotto 11.50€ (Disponibili su Ticketone).

Biglietti per Caravaggio e i maestri della luce: Intero 16.50€, Ridotto 11.50€ (Disponibili su Ticketone).

Immagini in evidenza: fornite da Ufficio Stampa o scattate in loco

A cura di Asia Lo Presti e Asia Renzini

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