Unire sostenibilità e innovazione per riuscire ad affrontare le nuove sfide dell’agricoltura contemporanea: ecco qual è il cuore del “Manifesto per il biocontrollo: un sostegno concreto per l’agricoltura”, presentato a Roma il 15 aprile 2026 nella sala ISMA del Senato della Repubblica in un incontro promosso dal senatore Luca de Carlo, presidente della Commissione Agricoltura.
Indice dei contenuti
- Cos’è il Manifesto per il biocontrollo e le sfide globali
- L’intervento di Luca de Carlo: agricoltura e ambiente alleati
- Maria Grazia Mammuccini (FederBio): l’importanza del biocontrollo
- Paolo Tassani (Agrofarma) e i tempi autorizzativi del biocontrollo
- Un nuovo paradigma culturale per l’agricoltura sostenibile
- Verso un’agricoltura più resiliente contro le crisi climatiche
- Risorse e siti utili sul Manifesto per il biocontrollo
| Quali sono i 5 punti del Manifesto per il biocontrollo? |
|---|
| 1. Definizione normativa del biocontrollo armonizzata nel Regolamento CE 1107/2009 |
| 2. Rafforzamento dei processi autorizzativi per sostenere l’innovazione |
| 3. Investimenti in ricerca e formazione per un uso efficiente dei prodotti |
| 4. Incentivi all’innovazione all’interno della nuova Politica Agricola Comune (PAC) |
| 5. Nuovi impulsi strutturali per la ricerca pubblica di settore |

L’iniziativa – moderata da Luigi Chiarello, giornalista di Italia Oggi – ha indicato un passaggio estremamente significativo per il dialogo tra mondi tradizionalmente distinti: da un lato l’industria degli agrofarmaci, rappresentata da Agrofarma (Federchimica), dall’altro il settore biologico con FederBio. Un’alleanza creata per riuscire a superare le contrapposizioni storiche costruendo una visione condivisa per la difesa delle culture nazionali.
Cos’è il Manifesto per il biocontrollo e le sfide globali
Il manifesto nasce all’interno del protocollo d’intesa firmato tra le due organizzazioni nel 2025 e si propone quindi come un documento programmatico per accompagnare la transizione agricola. L’obiettivo diventa quindi chiaro: andare a garantire agli agricoltori degli strumenti più efficaci, accessibili e sostenibili per poter affrontare i cambiamenti climatici, le nuove fitopatie e le tensioni geopolitiche che minacciano la sicurezza alimentare della nostra nazione.
Il biocontrollo, cioè l’utilizzo di sostanze ed organismi di origine naturale per la difesa delle colture, viene indicato come una delle soluzioni più promettenti per riuscire a coniugare correttamente la produttività agricola e la tutela ambientale. Tra i cinque punti principali del documento emergono: la definizione normativa del biocontrollo armonizzata nel Regolamento CE 1107/2009, il rafforzamento dei processi autorizzativi per poter sostenere l’innovazione, gli investimenti in ricerca e formazione per un uso maggiormente efficiente dei prodotti, gli incentivi all’innovazione nella nuova Politica Agricola Comune (PAC) e nuovi impulsi per la ricerca pubblica.
L’intervento di Luca de Carlo: agricoltura e ambiente alleati
Ad aprire il convegno è stato il senatore Luca de Carlo che ha sottolineato la necessità di superare quelle vecchie narrazioni semplificate:
“Per troppi anni abbiamo ascoltato slogan che mettevano in contrapposizione ambiente e agricoltura. Io credo che non ci sia nulla di più falso”.
De Carlo ha ribadito, infatti, come il settore agricolo sia intrinsecamente sostenibile e come il futuro debba passare da una simbiosi tra innovazione e tradizione: produrre quindi “di più e meglio”, mantenendo alta l’attenzione sulle risorse cruciali come suolo ed acqua. Il concetto è stato poi rafforzato anche all’interno del video messaggio mandato direttamente dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha definito innovazione e sostenibilità come dei “pilastri per garantire la sicurezza alimentare dell’Italia e dell’Europa”.

Maria Grazia Mammuccini (FederBio): l’importanza del biocontrollo
Tra gli interventi più cruciali troviamo quello di Maria Grazia Mammuccini – presidentessa di FederBio – che ha evidenziato il valore strategico dell’accordo:
“Il bio controllo è un’innovazione importantissima, non solo per il biologico ma per il futuro di tutta l’agricoltura”.
Mammuccini ha sottolineato come il settore biologico abbia l’urgente necessità di una sferzata di innovazione, soprattutto per andare ad ampliare quegli strumenti di difesa delle colture. Con il contesto attuale nella quale la nostra nazione è immersa – tra crisi climatica, nuovi agenti patogeni aggressivi e instabilità geopolitica – è necessario avere un approccio integrato, capace di combinare diverse soluzioni possibili.
I dati vanno a confermare questa tendenza: negli ultimi dieci anni infatti l’uso di agrofarmaci di sintesi è diminuito, mentre i prodotti di biocontrollo sono cresciuti in modo significativo; ciò è segno di una trasformazione già in atto all’interno del settore.
Paolo Tassani (Agrofarma) e i tempi autorizzativi del biocontrollo
Dal lato industriale, Paolo Tassani – presidente di Agrofarma – ha posto l’attenzione su un nodo cruciale: quello regolatorio.
“Oggi quello che ci rallenta è la norma” ha dichiarato durante il convegno, evidenziando come i tempi autorizzativi possono arrivare fino a 10 anni per nuovi prodotti.
Delle tempistiche che potrebbero portare a un ritardo che rischia di penalizzare l’Europa sul piano dell’innovazione, soprattutto rispetto ad altri paesi come ad esempio la Cina, l’India o gli stessi Stati Uniti, dove le tecnologie vengono adottate molto più rapidamente. Tassani ha inoltre ricordato come il settore investa circa il 3% del fatturato in ricerca e sviluppo, con una crescente attenzione proprio a quei prodotti di origine naturale, a dimostrazione di un cambiamento strutturale già in corso, come evidenziato precedentemente.
Un nuovo paradigma culturale per l’agricoltura sostenibile
Uno degli elementi più rilevanti emersi durante l’incontro è stato il superamento della dicotomia tra agricoltura convenzionale ed agricoltura biologica. Come è stato messo in evidenza anche dallo stesso Paolo de Castro, ministro in passato e oggi figura di riferimento in ambito europeo, la sfida non è creare contrapposizioni ma riuscire a portare avanti una serie di azioni congiunte e coordinate, in perfetta sinergia:
“Non dobbiamo fare guerre che non servono, ma guardare al futuro con dati e comportamenti concreti”.
Ed è così che il biocontrollo si inserisce perfettamente, in questa logica, come strumento trasversale e capace di essere utilizzato sia all’interno della realtà biologica sia nell’agricoltura integrata, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale senza però andare a compromettere la produttività.

Verso un’agricoltura più resiliente contro le crisi climatiche
Il manifesto va, in questo modo, a collocarsi in un momento storico estremamente complesso segnato, come già evidenziato all’interno dell’articolo, da crisi climatiche e geopolitiche che mettono sotto pressione l’intero sistema agroalimentare. In questo scenario diventa di vitale importanza la possibilità di avere accesso ad un ventaglio di soluzioni innovative, diventato imprescindibile per la garanzia e la sicurezza alimentare, oltre che per la corretta competitività delle imprese.
L’incontro al Senato ha quindi rappresentato l’avvio di un percorso politico e culturale estremamente ampio, volto a ridefinire il rapporto tra produzione agricola, sostenibilità ed innovazione. Un percorso che, come emerso durante i vari interventi degli esponenti politici e non, richiederà tempi rapidi, investimenti mirati e, soprattutto, una visione condivisa tra istituzioni, mondo agricolo ed imprese.
Risorse e siti utili sul Manifesto per il biocontrollo
Per rimanere aggiornati sugli sviluppi del “Manifesto per il Biocontrollo” e sulle politiche legate all’innovazione in agricoltura, è possibile consultare il sito ufficiale di FederBio e il sito ufficiale di Federchimica Agrofarma, dove vengono pubblicati aggiornamenti, report e iniziative del settore.
Ulteriori informazioni e materiali di approfondimento sono disponibili anche attraverso il canale istituzionale del Senato della Repubblica e quello del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che seguono da vicino l’evoluzione normativa e strategica del comparto agricolo.
Fonte delle immagini: archivio personale.

