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Castore e Polluce: la storia dei Dioscuri

castore e polluce

La mitologia greca ci ha tramandato storie tra le più affascinanti e intriganti di sempre. Tra amori folli, tradimenti e infatuazioni improbabili, le storie degli dei greci non smettono di appassionare chiunque si accinga a leggerle. Il padre degli dei, Zeus, non manca di essere il protagonista delle storie più avvincenti. Tra queste, quella riguardante la nascita di due gemelli, Castore e Polluce, definiti Dioscuri, in quanto figli di Zeus.

Le avventure che riguardano i due fratelli sono innumerevoli e il forte legame che li unisce è dimostrato dal loro essere sempre l’uno di fianco all’altro in ognuna di queste ultime, fino alla morte.

Ma vediamo insieme chi sono e la loro storia.

Castore e Polluce, i due eroici gemelli greci

La storia di Castore e Polluce è forse il frutto della fusione di leggende riguardanti due divinità greche e due eroi spartani. Data la natura immortale di Polluce e quella mortale di Castore, si narra che la madre Leda li avesse in realtà concepiti separatamente nell’arco della stessa giornata, il primo con Zeus, il secondo con il re spartano Tindaro. Sorella dei due sarebbe stata Elena, figlia di Zeus. I tre sono legati da un grande affetto, tant’è che i fratelli intervengono in maniera immediata quando Elena viene rapita da Teseo. Secondo altre leggende, invece, i tre fratelli sarebbero stati in realtà concepiti da Leda e da Zeus trasformato in cigno.

I Dioscuri sarebbero inoltre tra gli Argonauti, che con Giasone partirono alla conquista del vello d’oro. In questa impresa Polluce si distinse grazie alle sue doti nel pugilato; egli, infatti, viene considerato il primo vincitore delle Olimpiadi. Castore, invece, sarebbe stato un eccellente auriga, e si sarebbe distinto nella corsa.

Tra le varie gesta affrontate dai gemelli vi sarebbe lo scontro con i figli di Afareo, a causa del rapimento di un gregge. Nella lotta che ne consegue, Castore viene ferito mortalmente, mentre Polluce, ucciso uno dei nemici, viene salvato dal padre Zeus, che fulmina il secondo.

La morte del fratello Castore è insostenibile per Polluce, che implora il padre degli dei di concedergli di ricongiungersi con l’amato fratello. Il dio esaudisce a metà la richiesta del figlio, concedendogli di vivere per metà del tempo negli inferi, destinati a Castore, e per l’altra metà sull’Olimpo. Secondo altri, invece, l’ultima impresa dei Dioscuri sarebbe legata al rapimento delle figlie di Leucippo, promesse spose dei figli di Afareo.

Anche in questo caso, uno scontro tra le due coppie di fratelli conduce Castore alla morte, mentre Polluce viene salvato dall’intervento del divino padre. La sofferenza di Polluce, anche stavolta è incontenibile, al punto di rinunciare al privilegio dell’immortalità, per non separarsi da Castore. Zeus concede in questo caso ai fratelli di vivere alternativamente un giorno sull’Olimpo e l’altro nella tomba ad essi dedicata, nell’amato territorio spartano.

Il culto dei Dioscuri

I due mitici fratelli godettero di un vero e proprio culto a Sparta, con tanto di templi ad essi dedicati. Vennero in seguito rappresentati come aurighi o cavalieri, o con ali. Protettori di chiunque si trovasse in difficoltà, in mare o in terra, erano definiti “dei soccorritori”. I navigatori li identificavano, invece, nelle stelle, che con la loro apparizione nelle notti serene, propiziavano la navigazione e assicuravano la calma del mare. Alcuni marinai associavano i Dioscuri con i Fuochi di Sant’Elmo, ovvero le manifestazioni di elettricità che talvolta apparivano sugli alberi delle navi durante la notte.

La costellazione dei Gemelli e i Dioscuri

Secondo altre leggende, la vicenda della morte degli eroici Dioscuri sarebbe legata alla costellazione dei Gemelli. Zeus in effetti, concesse ai due fratelli di vivere e morire alternativamente, trasformati nella suddetta costellazione. E infatti, la comparsa di tale costellazione comporta l’apparizione o la scomparsa di una delle stelle principali in presenza o assenza dell’altra, riproducendo in eterno il destino che legava i due mitici fratelli. La comparsa in cielo di tale costellazione nel periodo dell’equinozio di primavera propiziava, inoltre, la semina dei campi e l’inizio della primavera.

 

Fonte immagine: wikipedia

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A proposito di Carmen Alfano

Studio Filologia Moderna all'università degli studi di Napoli "Federico II". Scrivo per immergermi totalmente nella realtà, e leggo per vederci chiaro.

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