Chi erano i Fenici: storia, invenzioni e divinità di un popolo di navigatori

divinità dei Fenici

I Fenici furono un’antica popolazione semitica che diede vita a una delle più influenti civiltà del Mediterraneo. Famosi come abili navigatori, ingegnosi commercianti e straordinari artigiani, la loro eredità culturale ha segnato profondamente la storia del mondo occidentale. Ma chi erano davvero i Fenici? Da dove venivano e quali furono le loro più grandi conquiste? Andiamo a scoprire la storia, le invenzioni, la società e la complessa religione di questo popolo che dominò i mari per secoli.

1. Chi erano i Fenici: identità di un popolo di navigatori

I Fenici, conosciuti anche come Cananei nelle fonti bibliche, si stabilirono lungo la costa dell’odierno Libano a partire dal 3000 a.C. circa, ma la loro civiltà raggiunse il massimo splendore tra il 1200 e il 600 a.C. Stretti tra il Mar Mediterraneo e le montagne, non formarono mai un impero unitario. Erano invece organizzati in una serie di città-stato indipendenti e spesso rivali, tra cui le più potenti erano Tiro, Sidone, Biblo e Arado. Furono i Greci a chiamarli “Phoinikes” (Fenici), probabilmente in riferimento alla porpora, il prezioso colorante rosso che producevano e commerciavano.

La scarsità di terre coltivabili spinse i Fenici a diventare i più grandi navigatori e intermediari commerciali della loro epoca. Le loro navi, robuste e innovative, solcavano l’intero Mar Mediterraneo e si spingevano persino oltre le Colonne d’Ercole, nell’Oceano Atlantico. Commerciavano merci di ogni tipo: legno di cedro del Libano, vetro, metalli preziosi, avorio, spezie e, naturalmente, la porpora. Per gestire i loro traffici, fondarono una fitta rete di colonie ed empori commerciali, tra cui le più famose sono Cartagine in Tunisia, Cadice in Spagna e, in Italia, Mozia, Tharros e Sulcis.

3. Le grandi invenzioni dei Fenici: dall’alfabeto alla porpora

La necessità di registrare rapidamente le transazioni commerciali portò i Fenici alla loro invenzione più rivoluzionaria: l’alfabeto fonetico. A differenza delle complesse scritture geroglifiche o cuneiformi, il loro sistema era composto da soli 22 segni, ognuno corrispondente a un suono consonantico. Questa semplicità lo rese accessibile a tutti, non solo a una casta di scribi, e fu la base da cui derivarono l’alfabeto greco, quello etrusco e infine quello latino che usiamo ancora oggi.

Altra loro grande eccellenza era la produzione della porpora di Tiro, un colorante rosso-violaceo incredibilmente resistente e prestigioso, estratto da un mollusco marino (il murice). Il suo costo elevatissimo lo rese un simbolo di potere e ricchezza, destinato a re e imperatori per secoli.

4. La religione e le divinità fenicie

La religione dei Fenici era politeista, con un pantheon molto vasto e complesso. Ogni città-stato aveva una propria divinità protettrice (poliade), spesso affiancata da una figura divina complementare (paredra). La loro visione sull’origine del mondo, la cosmogonia, partiva dall’unione del Caos primitivo con una divinità, da cui nacque l’uovo cosmico. Dalla divisione di quest’ultimo si generarono il Cielo e la Terra. Sebbene non siano giunti fino a noi scritti mitologici diretti, grazie a fonti indirette e ai reperti archeologici possiamo ricostruire il loro affascinante universo religioso.

5. La triade principale: El, Baal e Astarte

All’interno del vasto pantheon fenicio, tre figure divine rivestivano un’importanza centrale:

  • El: il creatore del mondo e padre di tutti gli dèi. Era una divinità suprema ma percepita come distante, un saggio sovrano che presiedeva il concilio divino.
  • Baal: figlio di El, era il dio della pioggia, della tempesta e della fertilità. Era la divinità più attiva e venerata, protagonista di un ciclo annuale di morte e resurrezione che simboleggiava l’alternarsi delle stagioni. Era spesso associato a Melqart, dio protettore di Tiro.
  • Astarte: la principale divinità femminile, dea della fertilità, dell’amore e della guerra. Assimilabile alla greca Afrodite, era una figura potente e venerata in tutto il Levante.

Tra le altre divinità dei Fenici minori ma importanti, possiamo ricordare Kusor (dio del mare, assimilabile a Poseidone), Reshef (dio della guerra e delle epidemie), Eshmun (dio della guarigione) e Mot (dio della morte).

6. I riti sacri: il sacrificio del molk e il tofet

I Fenici praticavano riti complessi, che includevano offerte di prodotti agricoli e animali. In occasioni di estrema gravità per la comunità, come guerre o carestie, potevano ricorrere al sacrificio umano, in particolare di bambini. Questo rito, noto come molk, consisteva nell’offrire i primogeniti al fuoco, elemento purificatore legato al dio Baal, nella convinzione che ciò avrebbe garantito la salvezza della collettività. Le urne con le ceneri venivano poi sepolte in aree sacre a cielo aperto, i tofet, situati fuori dalle città.

7. L’eredità dei Fenici in Italia: dove vederla

La lunga presenza fenicia in Italia, soprattutto in Sardegna e Sicilia, ha lasciato tracce straordinarie. Per chi vuole ammirare da vicino questi reperti, ecco alcuni luoghi fondamentali:

  • Parco Archeologico di Tharros (Sardegna): una delle più importanti città fenicie in Italia, con resti del tofet e dell’abitato.

    Indirizzo: 09072 Cabras, Provincia di Oristano.

  • Museo Archeologico Nazionale di Cagliari: ospita una collezione eccezionale di reperti fenicio-punici.

    Indirizzo: Piazza Arsenale, 1, 09124 Cagliari CA.

  • Isola di Mozia (Sicilia): un’intera isola-museo, antico avamposto fenicio, dove visitare il tofet e il Museo “Giuseppe Whitaker”.

    Indirizzo: Isola di Mozia, 91025 Marsala TP.

8. Tabella riassuntiva delle divinità principali

Divinità Ruolo principale
El Dio creatore, padre degli dèi
Baal Dio della tempesta e della fertilità
Astarte Dea della fecondità, dell’amore e della guerra
Melqart Dio protettore di Tiro, associato a Baal
Mot Dio della morte e degli inferi

L’influenza dei Fenici non è una mitologia chiusa; sono riconosciuti notevoli collegamenti con altre popolazioni come quella mesopotamica, egizia (qui le divinità egizie) e greca, in un processo di sincretismo religioso che ha arricchito l’intero bacino del Mediterraneo.

Fonte per Divinità dei Fenici: chi erano?: Wikipedia

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A proposito di Valeria Provvisier

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