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Olimpiadi invernali: 102 anni fa la prima edizione!

Olimpiadi invernali copertina eroica fenice

Per gli appassionati di sport, in particolare di quelli praticati su ghiaccio o neve, le Olimpiadi invernali rappresentano un evento imperdibile, atteso ogni quattro anni.

Dettaglio storico Informazioni chiave
Prima edizione Chamonix, 1924
Nazioni partecipanti (1924) 16 (inclusa l’Italia)
Discipline originali Bob, Hockey, Pattinaggio, Sci nordico
Prossimo evento in Italia Milano Cortina 2026

Le origini: dalla Grecia alla nascita dei Giochi invernali

Prima di parlare delle Olimpiadi invernali e della loro apparizione nella storia facciamo però un passo indietro: è il 22 luglio del 776 a.C. e in Grecia, precisamente nella città di Olimpia, viene indetta una giornata dedicata allo sport, con l’obiettivo di celebrare una vittoria greca sui Piasti.
Quel giorno si svolse soltanto una gara, passata comunque alla storia come l’inizio di una tradizione millenaria, celebrata tutt’oggi.

Una tradizione che nel 1924 sentì la necessità di evolversi, abbracciando più sport possibili: nacquero così le Olimpiadi invernali, immaginate già qualche anno prima, nel 1897, ma venute alla luce soltanto più di vent’anni dopo e accolte con entusiasmo solo nel nord Europa, sulle Alpi e nell’America Settentrionale.

La prima edizione a Chamonix 1924

Così dal 25 gennaio al 5 febbraio del 1924, oltre 100 anni fa, andò in scena la prima edizione dei nuovi Giochi ai piedi del Monte Bianco, a Chamonix.
In Francia arrivarono 258 atleti, a rappresentanza di 16 nazioni, tra cui l’Italia (forte di 14 sportivi).
14 fu anche il numero di gare svolte durante le Olimpiadi bianche, divise fra 5 discipline: bob, hockey, pattinaggio, pattinaggio artistico e sci nordico.
Così come prevedibile, i Paesi nordici ebbero la meglio e la Norvegia conquistò ben 17 medaglie, seguita dalla Finlandia (9).

Olimpiadi invernali eroica fenice

La partecipazione italiana e l’impatto del cambiamento climatico

Gli italiani presero parte alla gara di bob, arrivando al sesto posto, e alle gare di sci, nonostante la Federazione italiana di questo sport fosse appena nata (1913). I risultati migliori arrivarono con la gara dei 50 km di sci di fondo, chiamata anche Gran fondo, dove Enrico Colli conquistò la nona posizione. Durante il Gran fondo 12 partecipanti (su 33) si ritirarono a causa del grande freddo, evento che oggi, a distanza di poco meno di un secolo, appare praticamente impossibile, vista l’avanzata del cambiamento climatico e delle conseguenze che porta con sé.

L’ecosistema alpino, protagonista delle prime Olimpiadi invernali, è infatti un’entità assai fragile che negli ultimi anni ha risentito in modo particolare del cambiamento climatico, registrando temperature record (in negativo) e costringendo gli addetti ai lavori a correre ai ripari: la neve artificiale.

La neve artificiale non è però la soluzione di un problema enorme, che necessita invece un’azione collettiva e soprattutto immediata, così come ricorda l’Agenda 2030 firmata dai 193 Paesi membri dell’ONU.

Verso il futuro: l’attesa per Milano Cortina 2026

Ci lasciamo con l’auspicio che i XXV siano svolti nelle migliori condizioni, c’è grandissima attesa, infatti, per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. L’obiettivo è che questi eventi non diventino l’ultimo esemplare di una specie centenaria protetta, nata soltanto 102 anni fa, ma un esempio di sostenibilità per il futuro degli sport invernali.

Fonte immagine: Internazionale

Articolo aggiornato il: 12 Gennaio 2026

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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