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Briseide, storia della sacerdotessa troiana di Apollo

Briseide

Briseide, figlia di Briseo, sacerdotessa troiana di Apollo. È questo il patronimico (ovvero l’espressione utilizzata per indicare il vincolo di un figlio o di una figlia con il proprio padre) che Omero riporta nell’Iliade per la giovane Ippodamia, principessa di Lirnesso, un’antica città della Misia, in Asia Minore, sotto la sfera d’influenza di Troia. Figura femminile apparentemente secondaria, il suo personaggio è in realtà il perno attorno al quale ruota uno degli episodi più celebri del poema: l’ira di Achille.

Chi era Briseide: la storia di Ippodamia

Briseide sposò Minete, re di Cilicia, poi ucciso dal guerriero Achille nella presa di Lirnesso, durante la guerra di Troia. Fu proprio Achille a scegliere Briseide come schiava e amante, riconoscendole uno status speciale tra i prigionieri come suo personale bottino di guerra (gheras).

Briseide nell’Iliade: tra amore e contesa

Nell’Iliade di Omero, Briseide viene raffigurata come una bella fanciulla, triste per la morte dei suoi cari e, innamorata di Achille, che l’ama a sua volta. Un affetto complesso, testimoniato anche dal suo straziante lamento sulla salma di Patroclo, nel libro XIX, nel quale ricorda come l’amico di Achille le avesse promesso che sarebbe diventata la sposa legittima dell’eroe. Per questo, quando essa gli viene strappata per ordine di Agamennone che la rivendica per sé, Achille si rifiuta di proseguire a combattere.

Fonte letteraria Rappresentazione del personaggio
Omero (Iliade) Oggetto del contendere e causa dell’ira di Achille, ma dotata di sentimenti profondi e di un amore complesso per il suo rapitore.
Ovidio (Heroides) Eroina che prende la parola, esprimendo in una lettera il suo dolore e la sua totale devozione ad Achille, visto come unica ragione di vita.
Ditti Cretese (Ephemeris belli Troiani) Figura a cui viene dato un destino dopo la guerra, descritta come una donna devota che piange sinceramente la morte di Achille.
Pat Barker (The silence of the girls) Protagonista e narratrice che dà voce al silenzio delle donne prigioniere, mostrando la brutalità della guerra dal punto di vista femminile.

Il ruolo nella contesa tra Achille e Agamennone

Il re dell’Argolide, Agamennone, aveva scelto come schiava Criseide, figlia del sacerdote di Apollo, Crise. Ma il Dio del Sole, invocato dal padre oltraggiato, aveva scatenato una terribile pestilenza tra l’esercito Greco per indurre Agamennone a liberare la fanciulla.

La pestilenza e il rapimento

L’intervento dell’indovino Calcante svelò la causa dell’ira divina, obbligando il capo supremo degli Achei a restituire Criseide. Per non restare senza un premio d’onore e riaffermare la sua autorità, egli pretese in cambio Briseide. Fu a quel punto che il capo supremo degli Achei pretese di averla, ma fu costretto allo stesso modo a “restituirla” ad Achille, con molti doni, quando l’eroe decise di tornare in battaglia per vendicare l’amico Patroclo.

Briseide oltre Omero: da Ovidio a Pat Barker

Ovidio, nella terza lettera delle Heroides, riprendendo e sviluppando il racconto omerico, immagina che Briseide scriva una lunghissima lettera ad Achille.

La lettera di Briseide ad Achille nelle Heroides di Ovidio

In questa epistola, dopo aver lamentato di essere stata da lui ceduta ai messi di Agamennone senza opporre resistenza, dichiara che, dopo la morte dei suoi cari, egli è diventato per lei signore, marito e fratello e che senza di lui la vita non ha significato. Gli chiede, perciò, di riprenderla con sé, non importa se come moglie o come ancella.

Briseide in “The silence of the girls”: la voce delle donne nella guerra di Troia

Briseide compare anche in diverse opere d’arte, come nell’anfora del “Pittore di Achille” (un’anfora attica a figure rosse di ceramica dipinta del 450 a.C. circa, visibile in contesti come le collezioni del British Museum), “Briseide condotta a forza da Agamennone” (un affresco di Tiepolo del 1757), “Patroclo consegna Briseide agli araldi di Agamennone” (un affresco di Felice Giani degli inizi del XIX secolo) e “Briseide consegnata da Achille agli araldi di Agamennone” (gesso di Antonio Canova sempre dei primi anni del XIX secolo). Infine, nel libro “The silence of the girls” di Pat Barker, che “ha riscritto l’epica con gli occhi di una donna” (come riportato nella recensione dell’Atlantic), Briseide viene rappresentata come una sorta di “giudice di pace” intenzionata a risarcire le donne (che, durante la guerra di Troia, persero mariti, dignità, figli, diritti) dando loro voce. Ma, soprattutto, è una signora “stufa di ascoltare viaggi e storie sulle gloriose morti degli eroi, perché è tragico anche il destino delle donne che sopravvivono”. La Briseide di Pat Barker ragiona da individuo che ha un enorme valore, e con l’obiettivo di dire che, nello scontro tra Achei e Troiani, sono esistite anche le donne e sono state carne da macello. Non hanno combattuto corpo a corpo, nei campi di battaglia, ma sono state protagoniste di un altro sacrificio. Un sacrificio che, come osserva ancora l’Atlantic, “non era mai stato raccontato di più, magari con gli stessi toni tragici, epici, sacrali che riservati, per secoli, al sacrificio maschile”.

Cosa accade a Briseide dopo la guerra di Troia?

L’Iliade si conclude prima della caduta della città, lasciando in sospeso il destino di molti personaggi, inclusa Briseide. Fonti successive e tradizioni post-omeriche tentano di colmare questa lacuna. Secondo alcuni autori tardi, come Ditti Cretese nel suo diario romanzato della guerra (Ephemeris belli Troiani), dopo la morte di Achille, Briseide pianse disperatamente sulla sua tomba. Alla fine del conflitto, a differenza di altre donne troiane spartite tra i vincitori, le fu concesso di andarsene libera, in segno di rispetto per il legame che aveva avuto con il più grande degli eroi achei. Altre versioni minori la vedono invece seguire Neottolemo, il figlio di Achille. Il suo fato rimane quindi avvolto in una nebbia letteraria, simbolo del destino incerto delle donne sopravvissute ai conflitti dell’antichità.

Fonte immagine: Wikipedia [Antonio Canova, Achille consegna Briseide agli araldi di Agamennone]

Articolo aggiornato il: 06/09/2025

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