Parole intraducibili: 9 parole che non esistono in italiano

Parole intraducibili: 6 parole che non esistono in italiano

Esistono parole intraducibili in italiano che catturano concetti unici, emozioni e pratiche culturali di altri popoli. La nostra lingua possiede un vocabolario ricchissimo, ma come ogni idioma, ha dei “vuoti lessicali” per esprimere nozioni che altre culture hanno condensato in un singolo termine. Spesso, per rendere queste idee, dobbiamo ricorrere a lingue straniere o a intere frasi. Ciò accade perché ogni lingua riflette una visione del mondo e non tutto trova un corrispettivo diretto. Queste parole intraducibili, il più delle volte, esprimono concetti astratti legati alla sfera emozionale o a caratteristiche sociali proprie di un Paese.

9 parole intraducibili che arricchiranno il vostro vocabolario

Parola (origine) Significato in pillole
Tsundoku (giapponese) Comprare libri e non leggerli, accumulandoli.
Wanderlust (tedesco) Il forte e irresistibile desiderio di viaggiare.
Wabi-sabi (giapponese) Trovare la bellezza nell’imperfezione e nella transitorietà.
Nunchi (coreano) L’arte di capire lo stato d’animo altrui e l’atmosfera sociale.
Cafuné (portoghese) Il gesto affettuoso di passare le dita tra i capelli di qualcuno.
Sobremesa (spagnolo) Il tempo passato a chiacchierare a tavola dopo aver finito di mangiare.
Hygge (danese) Una sensazione di intimità, calore e benessere conviviale.
Saudade (portoghese) Una profonda e malinconica nostalgia per qualcosa o qualcuno assente.
Ikigai (giapponese) La ragione per cui ci si alza al mattino, il proprio scopo nella vita.

1. Tsundoku

Questa parola giapponese richiama un concetto molto interessante: l’accumulo seriale. Il termine, di origine giapponese, indica infatti la tendenza nell’acquistare continuamente libri, senza però avere il tempo di leggerli. È quindi una parola perfetta per descrivere una persona che sente la necessità di accumulare continuamente testi, lasciandoli impilati in un angolo della casa senza riuscire poi a farne un uso pratico.

2. Wanderlust

Si tratta di una delle parole intraducibili più conosciute. La parola, infatti, è parecchio utilizzata sui social media come didascalia per fotografie scattate in viaggio. Il termine, di origine tedesca, indica la necessità quasi fisica e psicologica di viaggiare ed esplorare continuamente. Per questa ragione è spesso associata a persone che non riescono a stare a lungo nello stesso posto, perché sentono un richiamo costante verso nuovi luoghi.

3. Wabi-sabi

Questa è una delle parole intraducibili che richiamano una complessa visione del mondo, tipica della cultura giapponese. Il termine indica la capacità di vedere e apprezzare una bellezza imperfetta, impermanente e incompleta. Il concetto deriva dalla filosofia buddista Zen e si applica non solo all’estetica, ma anche all’esistenza: è l’arte di accettare la transitorietà e le imperfezioni della vita, trovando la bellezza proprio in esse.

4. Nunchi

Questa parola intraducibile fa parte del vocabolario della lingua coreana. Indica la capacità empatica e sottile di “leggere l’aria”, ovvero di comprendere istintivamente lo stato d’animo di un’altra persona o l’atmosfera di un gruppo. Spesso il termine viene associato all’intelligenza emotiva ed è un valore di altissima considerazione nella cultura coreana.

5. Cafuné

Una delle parole intraducibili più tenere in assoluto è “cafuné”. In portoghese brasiliano, la parola indica il gesto specifico di passare dolcemente le dita tra i capelli di una persona. È un termine che si utilizza anche in riferimento agli animali e indica una carezza intima che produce benessere e felicità, fatta a una persona amata o con cui si ha un legame profondo.

6. Sobremesa

Il termine appartiene al vocabolario spagnolo e indica il tempo passato a tavola dopo aver finito di mangiare. È quel momento conviviale in cui, dopo il pranzo, i commensali restano seduti per bere il caffè o un digestivo, continuando a chiacchierare del più e del meno. Essendo un’abitudine che appartiene anche alla cultura italiana, risulta quasi paradossale che sia una delle nostre parole intraducibili.

7. Hygge

Di origine danese, “hygge” è un termine che descrive una sensazione di calore, comfort e intimità. Non si riferisce solo a un ambiente accogliente, ma a uno stato d’animo di benessere e contentezza, spesso condiviso con le persone care. È il piacere di una cioccolata calda davanti al camino, una cena tra amici o la lettura di un buon libro sotto una coperta. È l’arte di creare un’atmosfera serena e sentirsi a proprio agio.

8. Saudade

Questa celebre parola portoghese descrive un sentimento complesso, spesso definito come una profonda e malinconica nostalgia. È il desiderio struggente per qualcosa o qualcuno che è lontano o perduto, ma che si è amato profondamente. La saudade, però, porta con sé anche una dolcezza, il piacere del ricordo, e non è un sentimento puramente negativo. È la consapevolezza della distanza, mista alla speranza, forse vana, di un ritorno.

9. Ikigai

Un’altra parola fondamentale della cultura giapponese, “ikigai” rappresenta la propria ragione di vita o, più semplicemente, il motivo per cui ci si alza con gioia ogni mattina. È l’intersezione tra ciò che si ama, ciò in cui si è bravi, ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui si può essere pagati. Trovare il proprio ikigai significa trovare un senso di scopo e soddisfazione nella propria vita quotidiana.

Fonte immagine in evidenza: Foto di PDPics da Pixabay

Articolo aggiornato il: 25/09/2025

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A proposito di Serena Uvale

Studentessa presso l'università degli studi di Napoli "L'Orientale", amante della culturale e della lingua cinese.

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