9 rituali di bellezza assurdi e pericolosi della storia

rituali di bellezza

Le tendenze di bellezza vanno e vengono, ma la ricerca della perfezione estetica è una costante nella storia umana. Oggi discutiamo di skincare e make-up, ma in passato le persone hanno ingerito veleni e subito procedure dolorose per aderire ai canoni estetici della loro epoca. Molti di questi rituali erano, a tutti gli effetti, trattamenti di bellezza fatali.

Scopriamo 9 rituali di bellezza assurdi che, per fortuna, sono passati di moda.

9 rituali di bellezza letali della storia
Rituale pericoloso Il rischio mortale e il periodo storico
Cipria al piombo (Ceruso) Rischio: avvelenamento da piombo, danni neurologici, morte.
Periodo: Antica Roma, Rinascimento, XVIII secolo.
Wafer all’arsenico Rischio: cancro, avvelenamento, morte.
Periodo: Epoca Vittoriana (XIX secolo).
Creme al mercurio Rischio: danni a reni e sistema nervoso, problemi neurologici.
Periodo: Diffuso fino al XX secolo.
Gocce di Belladonna Rischio: cecità, avvelenamento, allucinazioni, morte.
Periodo: Rinascimento, Epoca Vittoriana.
Cosmetici radioattivi Rischio: tumori, malattie da radiazioni, morte.
Periodo: Anni ’20 e ’30 del ‘900.
Salasso (dissanguamento) Rischio: anemia grave, infezioni, collasso, morte.
Periodo: Medioevo ed Età Moderna.
Corsetti stretti Rischio: deformazione degli organi interni, problemi respiratori, svenimenti.
Periodo: XVIII e XIX secolo.
Dieta della tenia (verme solitario) Rischio: infezioni parassitarie gravi, cisti cerebrali, morte.
Periodo: Epoca Vittoriana, con tentativi anche moderni.
Ciglia finte cucite Rischio: dolore estremo, infezioni oculari, perdita permanente delle ciglia.
Periodo: Fine del XIX secolo.

1-4. I veleni della bellezza: piombo, arsenico, mercurio e belladonna

Per secoli, il canone di bellezza dominante in Occidente ha imposto una pelle diafana e pallida, simbolo di nobiltà. Per ottenerla, le donne ricorrevano a veri e propri veleni.

  • Piombo: dal Rinascimento al XVIII secolo, era di gran moda il “bianchetto di Venezia” o “ceruso”, una cipria a base di piombo che rendeva la pelle bianchissima ma che, assorbita dall’organismo, causava danni neurologici, paralisi e morte.
  • Arsenico: nell’epoca vittoriana, si diffusero i “wafer all’arsenico”, piccole cialde da ingerire che promettevano una carnagione luminosa. L’arsenico è però un veleno potentissimo e cancerogeno, come confermato da fonti autorevoli come l’Istituto Superiore di Sanità.
  • Mercurio: utilizzato in creme schiarenti per rimuovere lentiggini e imperfezioni, il mercurio è altamente tossico e può causare gravi danni ai reni e al sistema nervoso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha da tempo messo in guardia contro il suo uso nei cosmetici.
  • Belladonna: nel Rinascimento, le donne usavano gocce di estratto di belladonna negli occhi. Questo veleno dilatava le pupille, rendendo lo sguardo più “seducente”. L’uso prolungato poteva però causare cecità e avvelenamento sistemico.

5. Le radiazioni: la bellezza “radioattiva”

Dopo la scoperta del radio da parte di Marie Curie, negli anni ’20 e ’30 si scatenò una vera e propria mania per i prodotti “radioattivi”. Aziende come Tho-Radia commercializzavano creme, ciprie e persino dentifrici al torio e al radio, promettendo una pelle luminosa ed energizzata. I pericoli delle radiazioni non erano ancora del tutto compresi, ma oggi sappiamo che l’esposizione prolungata causa tumori e morte.

6-9. Le procedure estreme: dissanguamento, corsetti, vermi e ciglia cucite

Oltre ai veleni, la ricerca della bellezza passava attraverso pratiche fisiche estreme.

  • Dissanguamento: nel Medioevo, per ottenere la tanto agognata pelle pallida, alcune donne si sottoponevano a salassi, una pratica medica che consisteva nel prelevare quantità di sangue per “curare” le malattie.
  • Corsetti: nel XVIII e XIX secolo, i corsetti erano stretti a tal punto da deformare la cassa toracica, spostare gli organi interni e impedire una respirazione profonda, causando svenimenti e problemi di salute a lungo termine.
  • Dieta della tenia: in epoca vittoriana, si diffuse la pratica di ingerire pillole contenenti uova di verme solitario. L’idea era che il parassita, una volta sviluppatosi nell’intestino, consumasse il cibo ingerito, permettendo di dimagrire. I rischi, come documentato dai CDC, includevano infezioni gravi e persino la morte.
  • Ciglia cucite: alla fine dell’800, prima dell’invenzione della colla per ciglia finte, la procedura per allungare le ciglia consisteva nel cucire letteralmente capelli umani sulle palpebre con un ago. Una pratica dolorosissima e ad altissimo rischio di infezione.

Fonte immagine per l’articolo sui rituali di bellezza: Wikipedia


Articolo aggiornato il: 30/09/2025

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