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Scacchi viventi: l’antica tradizione di Marostica

Scacchi viventi di Marostica

Avete mai visto una partita a scacchi dove le pedine sono persone? Scopriamo insieme la tradizione degli scacchi viventi di Marostica.

Tutti conosciamo il gioco degli scacchi, in assoluto uno dei più conosciuti e giocati al mondo. Gli scacchi hanno una storia antichissima e si pensa che la loro prima versione risalga a circa 1500 anni fa quando in India fu ideata in qualità di simulazione di una battaglia tra due eserciti.

E se vi dicessimo che esiste una partita in cui le pedine degli scacchi sono delle persone? A Marostica, in provincia di Vincenza, esiste la tradizione degli scacchi viventi che trae origine da una storia antica. Scopriamola insieme!

Scacchi viventi di Marostica, origini e storia

Nel 1454 per stabilire a chi tra due pretendenti dovesse essere concessa in sposa una fanciulla, fu organizzata una singolare forma di duello: anziché sfidarsi con le armi, i due nobili guerrieri i cui nomi erano Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara furono invitati dal castellano Taddeo Parisio, padre di Lionara, ragazza contesa, a misurarsi in una partita a scacchi nella piazza del castello. Il vincitore si sarebbe aggiudicato la mano della bella fanciulla, mentre al perdente sarebbe andata in sposa la sorella del governatore, Oldrada, ancora molto giovane e di bell’aspetto. Taddeo però, che non voleva perdere nessuno dei due validi guerrieri e rifacendosi ad un editto di Cangrande della Scala di Verona (emanato dopo le vicende di Romeo e Giulietta), dispose che i due giovani si sarebbero dovuti sfidare a scacchi e non in sanguinoso duello. La battaglia si è svolta realmente e con “pezzi” reali degli scacchi nella piazza del castello, alla presenza anche della stessa Lionara, innamorata di uno dei due. 

Da questo avvenimento storico trae origine e si ispira la tradizione degli scacchi viventi di Marostica, paese che sorge sull’altopiano di Asiago. Questo particolare evento si tiene ogni due anni nel secondo fine settimana nel mese di settembre e, per poter disputare la partita a scacchi viventi, viene utilizzata la pavimentazione a scacchiera della piazza adornata con riquadri rossi e bianchi. Le comparse che partecipano al gioco indossano dei costumi di colore bianco e nero (propri come le pedine degli scacchi) tipici del quattrocento e si muovono secondo le indicazioni dell’araldo che le comunica in dialetto veneto. Le mosse sono le stesse del famoso gioco degli scacchi e la partita continua fino a quando non viene annunciato lo scacco matto da parte dell’araldo.

La rievocazione storica di questo interessante evento nasce nel 1923 dall’idea di due studenti universitari, Mirko Vucetich e Francesco Pozza e da allora si tiene una volta ogni due anni, negli anni pari. La partita vede la partecipazione di 550 figuranti e dura circa 2 ore e rappresenta un’esperienza unica per gli amanti degli scacchi e non. Per chi fosse interessato alla tradizione degli scacchi viventi di Marostica, quest’anno la partita si terrà nelle giornate del 6, 7 e 8 settembre e ad ogni spettacolo possono assistere fino ad un massimo di 3600 spettatori. 

E voi, conoscevate la curiosa tradizione degli scacchi viventi?

Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons

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