Studiare all’estero rappresenta per tutti uno stimolo per aprire i propri orizzonti. Molti studenti italiani, purtroppo, si trovano quasi costretti ad abbandonare una realtà sicura come quella del proprio paese d’origine, per andare incontro all’ignoto, per raggiungere i propri sogni. Come spesso accade, i test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso si adeguano poco alla preparazione liceale e, per questo motivo, ci si ritrova a dover scegliere un percorso alternativo. A tal proposito abbiamo intervistato una studentessa dell’Università di Odontoiatria ad Arad, che ci ha raccontato la sua esperienza all’estero, cosa ha significato per lei studiare in Romania, il processo di crescita al quale è andata incontro e i pregiudizi delle persone che ha dovuto superare.
Indice dei contenuti
- Quali sono i vantaggi del percorso accademico romeno
- L’impatto emotivo del trasferimento all’estero
- Il significato dell’esperienza accademica romena
- Il percorso formativo e i test d’ingresso in Italia
- La vocazione per l’odontoiatria
- Il ruolo della dedizione nel superare le difficoltà
- La scelta di cambiare strada per inseguire un sogno
- Il rapporto con l’Italia tra nostalgia e riscatto
- Differenze tra il sistema universitario italiano e romeno
- La percezione della Romania e i pregiudizi culturali
- Affrontare le critiche e trasformarle in forza
- Consigli per chi vuole studiare medicina all’estero
- La gratitudine verso il paese ospitante
Quali sono i vantaggi del percorso accademico romeno
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Approccio didattico | Equilibrio tra teoria e pratica clinica |
| Crescita personale | Sviluppo di autonomia e responsabilità |
| Opportunità | Accesso alla professione desiderata |
L’impatto emotivo del trasferimento all’estero
Inizialmente, non mi sentivo pronta ad ammettere che per il tipo di percorso che avevo scelto di intraprendere, avrei dovuto trasferirmi all’estero. Non è stato semplice accettarlo, ma con il tempo, dato il fatto che era quasi impossibile entrare in Italia, ho accettato l’idea di trasferirmi. Con il tempo ho apprezzato l’idea di vivere in un paese diverso da quello d’origine, perché credo fortemente nell’arricchimento sia didattico che personale di questo percorso.
Il significato dell’esperienza accademica romena
Studiare in Romania significa aver avuto l’opportunità di poter fare ciò che sogno e di aver conosciuto persone che ad oggi sono parte integrante della mia vita. Sicuramente, questo cambiamento radicale ha contribuito sensibilmente ad un’apertura nei confronti di una cultura a me quasi totalmente sconosciuta. Ha rappresentato anche la responsabilità di vivere da soli e conoscere le paure che prima non avevo, vivendo in un contesto che conoscevo da sempre.
Il percorso formativo e i test d’ingresso in Italia
Ho frequentato il liceo scientifico e tra la fine del terzo anno e l’inizio del quarto, ho iniziato un corso per la preparazione al test di Odontoiatria e Medicina. Si trattava di un percorso extracurriculare improntato su un approfondimento delle materie scientifiche, oggetto di analisi del test d’ingresso, ma anche una sorta di ‘’preparazione psicologica’’. Insomma, era un corso che cercava di formarti sia dal punto di vista didattico che personale, tentando di arginare la possibilità di un blocco dovuto all’ansia, aspetto che può compromettere la buona riuscita del test.
Dopo la fine del liceo ho provato per la prima volta il test, sia in università private che pubbliche, con esito negativo per quanto riguarda Odontoiatria. Contestualmente, però, mi era stato suggerito di non aspettare un anno prima di un nuovo tentativo e per questo motivo ho sfruttato quell’intensa preparazione per cercare di entrare in una facoltà scientifica, che mi offrisse la possibilità di convalidare gli esami (una volta entrata a Odontoiatria). Da quel momento ho iniziato un nuovo percorso, senza mai rinunciare al mio sogno. Trascorso un anno ho nuovamente tentato il test, riscontrando ancora una volta un esito negativo. Ero al secondo anno di una carriera universitaria, che mi stava sempre più stretta, e per questo motivo, tra la fine del primo semestre e l’inizio del secondo, ho deciso di cambiare la mia vita trasferendomi in Romania.
La vocazione per l’odontoiatria
Si, assolutamente. Da quando ho memoria e dai racconti dei miei genitori, ho sempre manifestato grande interesse verso questo lavoro.
Il ruolo della dedizione nel superare le difficoltà
Credo che senza ambizione e dedizione verso questo settore non avrei mai avuto la spinta giusta per poter affrontare due anni di università italiana e sei anni di università all’estero, lontana da casa. Questo è un iter formativo molto lungo, senza contare ciò che precede e ciò che segue. Parlando solo degli anni di università è sicuramente un raggiungimento di un obiettivo più distante, aspetto che a volte può scoraggiare.
La scelta di cambiare strada per inseguire un sogno
Quello che avevo iniziato in Italia per me non ha mai rappresentato una vera e propria chiusura, perché non è mai stata la prima scelta, lo consideravo più un ripiego, qualcosa che poi mi avrebbe facilitato l’accesso alla facoltà di Odontoiatria. Non è stata dura chiudere una porta, perché credo che sia molto più importante concentrarsi su ciò che si vuole realmente fare e non sulla strada più sicura, anche se questo ha comportato iniziare e finire più tardi rispetto ai miei coetanei.
Il rapporto con l’Italia tra nostalgia e riscatto
Inizialmente, quando mi sono ritrovata davanti ad una scelta quasi ‘’forzata’’, come quella del trasferimento, provavo rabbia nei confronti di un paese che non mi aveva dato la possibilità di realizzare il mio sogno. Successivamente, sono riuscita a cogliere tutti gli aspetti positivi di questa esperienza che, come ho già detto, mi ha arricchita da tanti punti di vista. Oltre questo, un percorso del genere fornisce anche la possibilità di cambiare le proprie prospettive; quindi, piuttosto che pensare di essere stata sfortunata, ho colto l’irripetibilità di un’occasione del genere.
Differenze tra il sistema universitario italiano e romeno
Il sistema universitario italiano, per quello che mi riguarda e in base alla mia esperienza, è più improntato sullo studio teorico. Spesso sembra quasi che la teoria sia più importante della pratica. In Romania, invece, sono riuscita a trovare un approccio didattico molto più equilibrato, specie perché credo che in tutti i settori, e nello specifico in quello in cui mi sto addentrando, sia necessario fare molta pratica. Anche in Romania l’anno accademico è diviso in semestri, qui, però, ogni studente ha la possibilità di studiare la teoria contestualmente alla pratica, fornendo un quadro d’insieme più chiaro. È importante notare come i titoli conseguiti in ambito medico all’interno dell’UE godano di riconoscimento reciproco, come spiegato nelle direttive del sito ufficiale dell’Unione Europea.
La percezione della Romania e i pregiudizi culturali
Credo che da sempre l’italiano sia stato, per cause di forza maggiore, in un certo senso costretto ad emigrare; quindi, non credo che ci siano forti pregiudizi per quanto riguarda l’idea di trasferirsi all’estero, anzi, purtroppo siamo fin troppo abituati al pensiero di lasciare la terra d’origine. Il pregiudizio generale credo che sia rivolto principalmente al paese in cui si emigra; nello specifico la Romania è spesso vittima di pregiudizi. L’italiano medio non pensa che la Romania possa essere un paese accogliente e all’avanguardia tanto quanto la Francia o l’Inghilterra, anzi si crede che sia un paese ancora eccessivamente arretrato. Il grande insegnamento che ho avuto modo di trarre dai suoi abitanti è, senza ombra di dubbio, la volontà di riscatto e la forza di crescere continuamente.
Affrontare le critiche e trasformarle in forza
Si, certamente mi è capitato. Inizialmente, era motivo di sofferenza, specie perché vedevo che gli altri non riuscivano a comprendere tutti gli sforzi e i sacrifici che c’erano dietro questa mia scelta. Il problema, agli occhi degli altri, non è tanto studiare in Romania quanto più studiare Odontoiatria e Medicina in Romania. Successivamente, questa è una cosa che fortifica ancora di più, anzi, credo sia proprio una spinta e uno stimolo che ti spinge a dimostrare ancora di più rispetto a chi ha la fortuna di laurearsi in Italia.
Consigli per chi vuole studiare medicina all’estero
Ne è valsa sicuramente la pena, perché reputo tutta questa esperienza un arricchimento oltre che formativo, anche personale. Bisogna essere aperti anche all’ignoto, avere paura all’inizio è del tutto normale, tutti gli inizi spaventano, ma consiglio a chi si trova in questa situazione di inseguire i propri sogni, perché ne vale sempre la pena.
La gratitudine verso il paese ospitante
Assolutamente sì. È grazie a questo paese se ho avuto la possibilità di raggiungere il mio sogno.
Fonte immagine: Pixabay
Articolo aggiornato il: 22/12/2025

