Grotte della Lamia, tra leggenda e realtà

Grotte della Lamia

Le grotte della Lamia sono la più grande emergenza ipogea naturale all’interno della provincia di Reggio Calabria. Collocate in località Campi della Lamia, si trovano a circa 900 metri sul livello del mare contornate da una ricca e selvaggia vegetazione locale. Le grotte si costituiscono di un ambiente interno principale con stalattiti tozze e da sporgenze generate dal lavoro dell’acqua  nell’arenaria. Sorprendente è la presenza di conchiglie fossili del genere Pecten eccezionalmente ben conservati che testimoniano la passata presenza dell’acqua. Da qui si diramano degli ambienti interni costituiti da cunicoli sempre più stretti che non si consiglia di attraversare se non si è esperti, divenuti casa di animali selvatici e pipistrelli in letargo. 

Le grotte della Lamia: come arrivarci 

Sono diversi i modi per arrivare alle grotte della Lamia. Il più comodo, soprattutto se non si conoscono le zone che  purtroppo non sono molto ben indicate dalla segnaletica stradale, è partire dalla città di Reggio Calabria. Prendendo la statale 106, in direzione Taranto, si imbocca l’uscita per Montebello Jonico e si procede verso Fossato Jonico (frazione del comune di Montebello). Quindi, ci si immette in una strada comunale sterrata non segnalata e si continua fino alle grotte. A rimediare a questa mancanza, la popolazione del luogo, sempre  contenta di ricevere visite, sarà pronta ad aiutarvi e a spiegarvi la strada. 

Escursioni e trekking

Le grotte della Lamia rappresentano un luogo ideale per gli amanti della natura e del trekking trovandosi in mezzo all’Aspromonte grecanico e circondato da diverse gole ricche di vegetazione locale. Per questo motivo può essere una meta perfetta per dei picnic all’aria aperta accompagnati dal suono della fauna locale. Il periodo dell’anno ideale per visitarle è in primavera perché il clima è meno rigido e il posto si riempie di fiori colorati. 

Mito e leggenda

Interessante è sicuramente la leggenda che accompagna le grotte della Lamia. Anzitutto, il suo nome deriva da Lamia (dal greco lamyros, ingordo) , che secondo la mitologia greca era la figlia di Belo, un re libico. Di straordinaria bellezza, fu una delle amanti di Zeus, che se ne innamorò perdutamente. Dal loro amore nacquero numerosi figli, amatissimi dalla madre. L’amore tra Lamia e il re dell’Olimpo suscitò l’ira di Era, moglie di Zeus, che per vendicarsi uccise tutti i figli di Lamia, fatta eccezione per Scilla e Sibilla. Lamia, travolta da un profondo dolore causato dalla perdita dei figli, si trasformò in un mostro che, per paura di mostrare il proprio aspetto, si nascose nella grotta la cui entrata principale sembra proprio ricordare la forma di una bocca mostruosa aperta.

Come si sono formate veramente le grotte della Lamia?

Dopo la leggenda, la realtà: le grotte della Lamia si sono formate grazie all’azione erosiva dell’acqua che ha agito sulla roccia arenacea in un periodo di tempo molto lungo: gli esperti credono infatti che l’attuale aspetto delle grotte sia il risultato di milioni di anni di azione. Per questo motivo le grotte, oltre ad essere un luogo interessante dal punto di vista turistico, lo sono anche da quello geologico e ambientale. 

Fonte immagine in evidenza: archivio personale

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