In un match sottotono per Flavio Cobolli, Arthur Fery s’impone per 6-4 7-6 6-0 e conquista una storica semifinale a Wimbledon, partendo come wild card dalla posizione numero 114 del mondo. Ora ad attenderlo ci sarà il numero 3 del ranking Alexander Zverev, fresco campione al Roland Garros, che ha superato agilmente ai quarti Taylor Fritz per 6-4 6-4 6-2. Dopo aver eliminato Damir Džumhur, Otto Virtanen, Zizou Bergs, Grigor Dimitrov e, da ultimo, l’azzurro, il tennista britannico continua a sognare.
| Dettaglio dell’incontro | Risultato e statistiche |
|---|---|
| Esito del match | Fery b. Cobolli 6-4 7-6 6-0 |
| Torneo e turno | Quarti di finale, Wimbledon |
| Classifica di Arthur Fery | Numero 114 del mondo (wild card) |
| Prossimo avversario in semifinale | Alexander Zverev (n. 3 del mondo) |
- Sintesi del match tra Cobolli e Fery
- Una favola a Wimbledon: Arthur Fery
- Le parole di Fery e Cobolli dopo la partita
Sintesi del match tra Cobolli e Fery

Flavio Cobolli non è riuscito a ritrovare le ottime sensazioni avute durante i turni precedenti. Il primo set ha seguito un andamento regolare fino al momento decisivo: sul 5-4, Fery si è procurato la prima palla break del parziale e l’ha sfruttata, chiudendo 6-4. A fare la differenza è stata la solidità del britannico al servizio (85% di punti vinti con la prima) e, soprattutto, un minor numero di errori non forzati (6 contro i 16 dell’italiano).
Nel secondo set, Cobolli è partito meglio strappando subito il servizio all’avversario. Il vantaggio, però, è durato poco: Fery ha recuperato il break sul 2-2. L’equilibrio ha trascinato il set al tie-break, dominato dal padrone di casa fin dai primi scambi. Il britannico ha conquistato subito un minibreak (2-0), amministrando il vantaggio fino a chiudere per 7 punti a 4 con un punto sul servizio dell’azzurro. Anche qui, le percentuali al servizio hanno premiato Fery (77% di resa con la prima, contro il 50% di Cobolli).
Il terzo set è stato un monologo di Fery. Superata qualche incertezza nel game di apertura, il ventunenne londinese ha innalzato ulteriormente il proprio livello, infliggendo a Cobolli un netto 6-0, sigillato con un servizio vincente. Impressionante il rendimento del britannico sulla seconda palla (89% di punti vinti), mentre l’italiano ha registrato uno zero assoluto alla stessa voce, faticando enormemente anche in risposta. I soli 3 vincenti a fronte di 10 errori gratuiti testimoniano il crollo mentale e fisico di Cobolli, arresosi a un avversario che ha ampiamente meritato l’accesso al turno successivo.
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Una favola a Wimbledon: Arthur Fery
Il cammino di Arthur Fery è una vera e propria favola per il pubblico londinese. Entrato in tabellone grazie a una wild card, ha sfruttato l’occasione alla perfezione, esprimendo un tennis di altissimo profilo. Battere un giocatore come Cobolli — reduce dalla finale di Parigi e fresco di ingresso nella Top 10 ATP — conferma che il suo exploit non è frutto del caso.
Le statistiche lo certificano: Fery è il primo tennista a raggiungere la semifinale di Wimbledon tramite invito dai tempi di Goran Ivanišević (che nel 2001 firmò un’impresa leggendaria vincendo il torneo). Inoltre, è il primo britannico a spingersi fino al penultimo atto dei Championships dal 2016, anno in cui Andy Murray sollevò il suo secondo trofeo sull’erba dell’All England Club. Ora la sfida contro Alexander Zverev rappresenta il test definitivo.
Le parole di Fery e Cobolli dopo la partita
Riguardo allo storico traguardo, Arthur Fery non ha nascosto l’emozione:
“Ho sempre creduto in me stesso e di poter competere ad alti livelli, ma una semifinale a Wimbledon è un’altra cosa. Sono sceso in campo nervoso, consapevole dell’importanza dei quarti di uno Slam, ma convinto di poter battere il mio avversario”.
Sull’inevitabile pressione e sull’energia del pubblico:
“È una sensazione cresciuta match dopo match. Cerco di non pensare troppo ai social media, restando nella mia bolla. Il pubblico mi ha supportato in modo incredibile: nei momenti di difficoltà sono riuscito a usare questa energia a mio vantaggio e farò lo stesso venerdì contro Zverev. Lui è un grande battitore, ma io sono un buon ribattitore e cercherò di mettergli pressione”.
Infine, sul paragone con Ivanišević:
“Non l’ho mai incontrato, ma so bene che è stata la prima wild card a vincere uno Slam. Ho guardato gli highlights di quella finale; tuttavia, preferisco non pensare a cosa potrebbe accadere dopo, concentrandomi solo sulla partita di venerdì”.
Dall’altra parte della rete, Flavio Cobolli, intervistato da Supertennis, ha analizzato lucidamente la sconfitta:
“Credo che oggi non abbia funzionato nulla, è difficile trovare aspetti positivi. Tuttavia, devo dare i giusti meriti al mio avversario: ha giocato benissimo. Mi dispiace incappare in una ‘giornata no’ proprio in un quarto di finale Slam, ma sono comunque fiero di ciò che sto facendo”.
Sullo stato di forma e l’immediato futuro:
“Mi servirà del tempo per metabolizzare questa sconfitta e ritrovare il sorriso. È dura da digerire, ma devo guardare il bicchiere mezzo pieno: avevo confidato al mio team di essere al limite delle forze fisiche, eppure sono arrivato ai quarti. Vedo l’affetto delle persone intorno a me, so quanto credono nelle mie capacità, ed è giusto ripagarle tornando a lavorare con dedizione”.
Un Cobolli deluso, dunque, ma consapevole della maturità acquisita nelle ultime settimane, pronto a rilanciarsi nei prossimi appuntamenti del circuito.
Fonte immagini: Depositphoto (https://depositphotos.com/it/photos/cobolli.html?filter=all&qview=317480294)

