La vittoria sul Parma per 2-0 ha permesso all’Inter di diventare campione d’Italia della Serie A 2025/2026 con tre giornate di anticipo. La continuità e l’ambizione del gruppo guidato da Christian Chivu hanno fatto la differenza per ottenere il ventunesimo tricolore della storia nerazzurra.
I numeri in sintesi del trionfo nerazzurro
| Statistica | Dato registrato |
|---|---|
| Punti in classifica | 82 |
| Gol realizzati | 82 |
| Differenza reti | +49 |
| Reti su palla inattiva | 19 |
| Contributo reti Thu-La | 38 (16 gol, 5 assist Lautaro; 12 gol, 5 assist Thuram) |
| Clean sheet | 17 |
| Reti subite | 31 |
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Inter campione d’Italia nel segno della continuità
Un verdetto arrivato con tre giornate di anticipo rispetto alla fine dal campionato ma per il quale si attendeva solo l’aritmetica da qualche settimana: l’Inter è campione d’Italia per la stagione 2025/2026 e per la ventunesima volta nella sua storia. La vittoria ottenuta per 2-0 ai danni del Parma, grazie alle reti di Thuram e Mkhitaryan, ha decretato il successo dei nerazzurri. Un traguardo ampiamente meritato dai ragazzi guidati da Christian Chivu che, dopo un avvio di stagione in cui non sono mancate le difficoltà, sono riusciti a poco a poco a costruirsi le proprie certezze e a rendersi protagonisti di un percorso netto. Non è mancata la concorrenza, quanto meno nella prima parte di stagione, con Napoli e Milan su tutte che hanno cercato di dare del filo da torcere ai nerazzurri nella lotta scudetto. Dopodiché hanno registrato qualche passo falso che le ha allontanate gradualmente dalla vetta complice un’Inter che ha fatto della costanza di rendimento il suo punto forte.
Il coraggio di puntare sul “made in Inter”
La scorsa estate la scelta della società di affidare a Chivu la guida della prima squadra aveva avuto un forte impatto mediatico, in quanto il tecnico romeno al momento del suo arrivo contava appena tredici gettoni da allenatore in Serie A sulla panchina del Parma. A far la differenza è stata, però, la militanza da allenatore del settore giovanile nerazzurro con un buonissimo riscontro tra il 2019 e il 2024. Così la società, preso atto dell’addio inaspettato di Simone Inzaghi, emigrato verso il campionato arabo al termine di una stagione dai risvolti nefasti, ha deciso di puntare su un uomo e professionista che conosceva molto bene e che già negli otto anni da calciatore aveva impressionato per le qualità umane ancor più che per quelle tecniche, anch’esse di altissimo livello. E dopo una stagione d’esordio inaugurato con la vittoria dello scudetto si può dire che la società nerazzurra ci aveva visto lungo. Chivu si è rivelato un tecnico già pronto per i grandi palcoscenici, distinguendosi per un’idea di calcio propositiva e molto efficace, fondata sulla riaggressione alta e sul predominio territoriale, accompagnata da una gestione intra ed extracampo da tecnico navigato. Il suo modo di comunicare con la stampa e con i calciatori è lo specchio di una persona che si è sempre distinta per intelligenza e lealtà anche nel suo passato da calciatore.

Le premesse negative della stagione 2025/2026
Nell’ambiente nerazzurro c’era grande scetticismo non solo per la scelta audace di puntare su un tecnico emergente, quanto più per i dubbi su come quest’ultimo sarebbe intervenuto su un gruppo fortemente scosso dai risultati della stagione precedente. Chivu ha ottenuto l’incarico a nove giorni dalla finale di Champions League con il Psg persa 5-0 dall’Inter con Inzaghi in panchina, appesantita dall’ulteriore insuccesso in Serie A dove il Napoli si è aggiudicato un titolo combattuto fine alla fine. Peraltro, a poco più di una settimana dall’insediamento del nuovo allenatore, l’Inter ha partecipato al Mondiale per club superando i gironi ma uscendo agli ottavi di finale contro la sorprendente Fluminense. Eventi che sottolineano come un impatto positivo non fosse scontato. Eppure, il club del neopresidente Marotta ha reagito alla grande e i numeri di questa stagione ne sono manifestazione lampante.
I numeri dominanti dell’Inter campione d’Italia
- 82 sono i punti che hanno consentito ai nerazzurri di raggiungere la vittoria aritmetica del titolo con tre giornate di anticipo, ma sono anche i gol realizzati in sole trentacinque giornate. Numeri impressionanti e a tratti insoliti per un campionato italiano sempre più avaro di emozioni e spettacolo. Tanto che la seconda squadra per reti realizzate, il Como, ne ha totalizzate appena 59, ventitré in meno dei nerazzurri. Ne consegue inevitabilmente che i nerazzurri siano anche la squadra con la differenza reti più ampia per distacco, arrivata a quota 49.
- 19 le reti realizzate su palla inattiva da Lautaro e compagni, mediamente più di uno ogni due partite. Dato che certifica l’imponenza fisica dei nerazzurri ma anche la cura dei calci piazzati da parte dello staff, con una menzione d’onore che va al tattico Angelo Palombo. Anche qui la superiorità rispetto alle altre compagini è schiacciante. In questo caso, però, si tratta di un dato che non ha paragoni né in Italia, dove è seconda la Juventus a quota 13, ma in generale a livello europeo. Infatti, in questo fondamentale Arsenal e Dortmund, rispettivamente seconda e terza in Europa, sono ferme a quota 14.
- 38 le marcature a cui ha contribuito la Thu-La. Sedici gol e cinque assist per Lautaro e dodici più 5 per Thuram. La coppia d’attacco dell’Inter continua a funzionare alla grande ma quest’anno a fare la differenza è stata anche la presenza di Pio Esposito e Bonny, due giovani integratisi molto bene ad un reparto che quest’anno ha brillato in tutti i suoi effettivi.
- 17 sono poi i clean sheet messi a referto dai nerazzurri e 31 le reti subite. Qui non si tratta di un primato ma è la logica conseguenza di un approccio molto propositivo e sempre orientato a segnare più degli avversari.
Tutti numeri che certificano il trionfo dell’Inter nel campionato di Serie A con ampi meriti.
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