Il calcio ha avuto tanti giocatori forti, straripanti e soprattutto iconici. Ma l’era del XXI secolo non può essere spiegata alle nuove generazioni senza avere lui come punto di riferimento. Un’icona mondiale, un monito per i bambini, una divinità a cui ispirarsi. Ha battuto tutti i record possibili ed immaginabili. Ancora oggi, all’età di 41 anni corre dietro quel pallone come fosse un ragazzino. Lui è Cristiano Ronaldo: una macchina perfetta. Nato a Madeira, il 5 febbraio 1985, cresce calcisticamente in Portogallo. Il pallone diventa la sua unica via d’uscita, a causa dei problemi familiari che lo attanagliano. Il padre, purtroppo, morirà a causa dell’alcol. Cristiano dedica anima e cuore a questo sport. La carriera di Cristiano Ronaldo è stata costellata da tante vittorie. La sua arma vincente? Il sacrificio. Ore e ore tra palestra e campo, il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire. È un’esagerazione? Forse sì, forse no. Ma una cosa è certa. Chi ama questo sport non può fare altro che confermare la professionalità di questo ragazzo. Un esempio da seguire e da imitare. CR7, una forza della natura. Un ragazzo umile, partito dal niente che si è preso tutto!
Carriera di Cristiano Ronaldo: squadre, gol e trofei
| Squadra e periodo | Statistiche e trofei principali |
|---|---|
| Sporting Lisbona (Esordi) | Debutto nel calcio professionistico in Portogallo. |
| Manchester United (2003-2009 / 2021-2022) | 1 Champions League, Mondiale per club, oltre 15 gol a stagione. |
| Real Madrid (2009-2018) | 4 Champions League, 4 Palloni d’oro, miglior marcatore della storia del club. |
| Juventus (2018-2021) | 2 Campionati di Serie A, 1 Coppa Italia, record di salto (2,56m). |
| Al-Nassr (2023-Oggi) | 987 gol totali in carriera (dato in aggiornamento). |
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La magica carriera di Cristiano Ronaldo
Dove tutto ha inizio: Lisbona poi Manchester
Cristiano Ronaldo non ha avuto una vita facile. È da Lisbona che ha inizio tutto. Qui, il ragazzo è lontano dalla famiglia. Deve allontanarsi da casa per inseguire il suo sogno, ma ne soffre parecchio. Grazie soprattutto alla forza dei genitori riesce a non mollare. Cristiano Ronaldo gioca con una personalità devastante. La velocità nella corsa, l’inventiva, i dribbling e i cambi di direzione sono godimento allo stato puro. Già dalle prime partite con la maglia dei Leões dimostra di essere un predestinato. Il suo nome giunge sul taccuino dello scozzese Alex Ferguson. L’allenatore tiene celato il più possibile l’affare Ronaldo. Sulle tracce del baby fenomeno ci sono anche Arsenal ed Inter. Giunge a Manchester chiedendo la maglia numero 28. Ferguson gli consegna la numero 7, maglia di Beckham, Cantona e Best. Inizialmente non riesce ad esprimersi al cento per cento, ma c’è una spiegazione. Lui non vuole solo mostrare il suo talento, ma ricerca la perfezione. Molto gracile, lo staff del Manchester United lo aiuta ad aumentare muscolarmente e mette su dieci chili che gli forniscono potenza senza toglierli agilità. Lo United sta costruendo un mostro. Vince, stravince e convince. Segna più di 15 goal a stagione e porta a casa anche una Champions League con il Mondiale del 2006 nell’intramezzo. In Germania si mette in mostra e di talento, personalità e forza, il ragazzo ne ha da vendere. Nel 2009 giunge l’offerta irrinunciabile. Cristiano Ronaldo viene acquistato dal Real Madrid. Queste sono le parole di Ferguson nei confronti del suo giocatore che diventerà come il figliol prodigo per lui: «Dopo che avevamo giocato con lo Sporting, i ragazzi nello spogliatoio continuavano a parlare di lui. Sul volo di ritorno poi, hanno insisto per costringermi a prenderlo: per dire quanto lo ritenessero forte». La carriera di Cristiano Ronaldo prende quota, ma lui ringrazierà sempre Alex Ferguson. Più di un allenatore, quasi un secondo padre.
La consacrazione: il Real Madrid
Il 6 luglio 2009 non è un giorno come tanti. La presentazione di Cristiano Ronaldo al Real Madrid, presso il Santiago Bernabeu, la sua nuova casa, non sarà come tutte. I tifosi hanno riempito lo stadio, creando un’atmosfera da star di Hollywood. Vicino al portoghese ci sono giocatori del calibro di Eusebio e Alfredo Di Stéfano. Da questa data è tutta storia. La carriera di Cristiano Ronaldo diventa una favola, non senza qualche rimpianti, sia chiaro. Inizia a giocare con la maglia numero 9, la 7 appartiene ancora a Raul. Partita dopo partita si conferma devastante. Nel corso delle stagioni c’è chi parte e chi arriva. I compagni di reparto cambiano, ma la musica è la medesima. È il punto di riferimento del Real Madrid e con Marcelo, Sergio Ramos, Modric, Bale, Pepe creerà una squadra invincibile. Con Benzema crea un’intesa perfetta e il portoghese segnerà una raffica di goal vincendo 4 Champions League con i blancos e ben 4 Palloni d’oro. Un marziano sceso in terra? Sì. Cristiano Ronaldo ha creato un’immagine di sé stesso difficile da eguagliare. Abnegazione e sacrificio sono la base di tutto. Vita sana, routine di allenamento e alimentazione giusta per essere sempre il migliore. Al ritorno dalle partite, di notte, molti giocatori rientrano a riposare nelle proprie abitazioni. Lui no. Chiavi in mano e si dirige al centro di allenamento per fare vasche ghiacciate e rilassare i muscoli. All’indomani c’è allenamento e deve farsi trovare pronto. La finale di Champions League contro l’Atletico Madrid, il 28 maggio 2016, viene decisa da un suo rigore. L’ultimo a battere è proprio lui. I tifosi colchoneros, con le mani nei capelli, già conoscono il loro destino. CR7 non sbaglia mai. Il cecchino infallibile segna e regala la vittoria al Real. Quell’anno vince anche il premio di miglior marcatore della competizione con ben 16 reti. Ronaldo al Real è stato una macchina da guerra. Il 3 aprile del 2018, altra data da incorniciare, Cristiano segna un goal in rovesciata allo Juventus Stadium. Tutti i tifosi applaudono la giocata. Forse è stato proprio questo gesto a spingere CR7 a raggiungere dopo pochi mesi Torino. Come tutto, prima o poi finisce e lascia il Real per raggiungere, come detto, il Bel Paese.

La prova del 9: Torino e la Juventus lo attendono
Non è importante se hai già battuto tutti i record possibili ed immaginabili. Se hai fame e vuoi continuare a vincere non conta l’età, sei sempre alla ricerca di nuove sfide. Ronaldo dal 2018 al 2021 è un giocatore della Juventus. Una scelta non comune a tutti. Dopo 9 anni da protagonista al Real c’è la possibilità di «riposarsi» in America, un campionato molto più tranquillo e con poca pressione mediatica. Lui, non contento sceglie l’Italia. Sceglie, dopo aver giocato in Premier League, la Serie A. La nomea del campionato italiano si conosce: molto tattico, molto difensivo e con pochi spazi da attaccare per un centravanti. Cristiano con la 7 sulle spalle segna dovunque. Da Milano a Torino, da Bologna a Napoli e così via. Uno dei goal più strabilianti? Contro la Sampdoria, a Genova. Cross di Alex Sandro dalla sinistra. Ronaldo colpisce il pallone ad un’altezza di 2,56 metri dopo uno stacco di circa 71 cm. Resta in aria per quasi un secondo. Un fuoriclasse vero. Talento e tanta forza di volontà. Con i bianconeri vince 2 campionati e una Coppa Italia. Anche qui, è stato decisivo.

Destinazione rovente: si vola in Arabia
Ronaldo torna dove tutto è iniziato. Riabbraccia l’Old Trafford e la sua Manchester. Ma non è tutto così semplice. Con Ten Hag non scoppia la scintilla e il portoghese si sente mancare di rispetto. Gioca poco, spesso relegato in panchina, ma nonostante tutto rimane un punto di riferimento per la dirigenza e i compagni di squadra. Dopo questa breve parentesi, non troppo felice e non come tutti gli amanti di questo sport si sarebbero aspettati, la carriera di Cristiano Ronaldo prende una piega inaspettata. Dal 2023 diventa la stella dell’Al-Nassr, club arabo. Con la sua influenza mediatica monopolizza il calcio d’Oriente e diventa una calamita per molti suoi colleghi. Milinkovic-Savic, Koulibaly, Manè e Theo Hernandez sono solo pochi dei tanti nomi che il campionato saudita preleva dall’Europa sborsando milioni di euro. Ronaldo è arrivato a quota 987 goal. Arriverà a 1000 e poi smetterà? Di sicuro vorrà battere anche questo record diventando il miglior marcatore nella storia del calcio. Sarà difficile nella storia del calcio ritrovare un killer, un marcatore e un centravanti come lui. All’età di 41 anni ancora si diverte, forse è proprio questo il segreto per essere il migliore. Un monito per tutti, ma soprattutto per noi amanti del calcio che lo abbiamo ammirato e ne abbiamo potuto godere quando, da giovane, riusciva a decidere le partite da solo. Oggi il suo doppio passo può aver perso un po’ di brillantezza, ma la classe resta intatta. Come Cristiano Ronaldo non esistono più.

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