Risultati e pagelle di Wrestlemania 42: tutti i match

Il periodo di passaggio da stagione invernale a stagione primaverile per la persona media è sempre uguale: il cambio stagione, si allungano le ore di sole, ci si sente leggermente più energici, si combatte con le allergie mentre si esce per fare i primi aperitivi vista mare. Per una specifica categoria di persone, ossia quella appassionata del wrestling professionistico e non, questo periodo rappresenta il momento più importante dell’anno. Si entra ufficialmente nel Wrestlemania weekend.

Come già analizzato gli scorsi giorni, la WWE ha tenuto nell’esplosivo weekend 18/19 aprile la 42ª edizione di Wrestlemania, “The Grandest Stage of Them All“. Il doppio appuntamento è avvenuto nella “Sin City” del Nevada, Las Vegas, all’interno dello spettacolare Allegiant Stadium. Tra momenti spettacolari, ritorni inaspettati, John Cena che in seguito al ritiro torna in WWE nelle vesti di host dell’evento, risultati imprevedibili e diverse critiche, andiamo ad analizzare in maniera dettagliata i match delle due serate.

Incontro Vincitore Voto
The Usos & LA Knight vs The Vision & IShowSpeed The Usos & LA Knight 6/10
Jacob Fatu vs Drew McIntyre (Unsanctioned match) Jacob Fatu 6/10
Brie Bella & Paige vs Nia Jax & Lash Legend vs Charlotte Flair & Alexa Bliss vs Bayley & Lyra Valkyria Brie Bella & Paige 5/10
AJ Lee vs Becky Lynch Becky Lynch 6.5/10
Gunther vs Seth Rollins Gunther
Stephanie Vanquer vs Liv Morgan Liv Morgan 6/10
Cody Rhodes vs Randy Orton Cody Rhodes 6.5/10
Oba Femi vs Brock Lesnar Oba Femi 8/10
Penta vs Je’Von Evans, Dragon Lee, JD McDonagh, Rusev e Rey Mysterio (Ladder match) Penta 8.5/10
Sami Zayn vs Trick Williams Trick Williams 6.5/10
Demon Finn Bálor vs Dominik Mysterio (Street fight) Demon Finn Bálor 7/10
Jade Cargill vs Rhea Ripley Rhea Ripley 6.5/10
CM Punk vs Roman Reigns Roman Reigns 10/10

Indice dei contenuti

 

Wrestlemania 42 night 1: recensione e risultati

John Cena che apre la prima sera di Wrestlemania 42 (fonte immagini: WWE press kit)

Six-man tag team match: The Usos e LA Knight contro The Vision e IShowSpeed, 6/10

Non il più spettacolare degli opener visti dalla compagnia lungo la sua leggendaria storia, né tantomeno dello “show of shows“.
Il social status di determinate figure fa da padrone all’interno del match, in particolare quella dello streamer, la cui partecipazione all’evento è dovuta ad un mini-feud con la superstar LA Knight e il tag team leggendario degli Usos. Accompagnato dalla presenza di Logan Paul ed Austin Theory (The Vision), dunque IShowSpeed si è ritrovato sin da subito a dover combattere contro LA Knight, per poi rifugiarsi subito dietro i compagni. Proprio dovuta alla sua presenza, qualitativamente parlando il match è stato discreto, portato avanti per la gran parte del tempo dalle superstar WWE, con alcuni spot degni di merito proprio perché ad eseguirli è stato il creator americano (o portoghese). Il finale del match, rocambolesco, regala la vittoria al team di Jey Uso, Jimmy Uso ed LA Knight, i quali poi dopo la campanella sono andati in soccorso di IShowSpeed, attaccato dai compagni dopo la sconfitta, regalando al pubblico il “viral moment” tanto richiesto, con Speed che si tuffa dalla terza corda eseguendo una frogsplash verso il tavolo dei commentatori a bordo ring proprio su Logan Paul.
La presenza di Speed ha migliorato l’apertura, regalando un buon momento di intrattenimento misto ad atletismo.

Unsanctioned match: Jacob Fatu contro Drew McIntyre, 6/10

Per i meno esperti, un “unsanctioned match” è un incontro senza alcuna regola, nel quale tutto è permesso e si vince per sottomissione o schienamento, il quale si differenzia dagli altri match senza squalifica poiché la federazione non è responsabile di ciò che può accadere ai partecipanti, con mosse che mettono in pericolo l’incolumità dei wrestler.
Tradotto in poche parole, ci si aspetterebbe un match molto crudo. E vedendo la lunga storia tra Drew McIntyre e Jacob Fatu, gli appassionati si aspettavano un bagno di sangue tra i due. E invece, a sorpresa di tutti, senza escludere le ottime performance dello scozzese e del samoano, si è trattato di un “normalissimo” match senza squalifica, utilizzando oggetti come tavoli o cassette degli attrezzi. Non un pessimo match, un buon match, ma le aspettative erano altre ed alte, proprio per il tipo di match.

WWE women’s tag team championship fatal 4-way match: 5/10

Tag match femminile abbastanza da show settimanale piuttosto che da PLE più importante dell’anno. Incontro che si basa molto sullo star power di chi vi partecipa, tra cui quello di Alexa Bliss e Charlotte Flair ma soprattutto delle Bella Twins.
Proprio queste ultime hanno riservato il ritorno della serata, se non dell’edizione di Wrestlemania in generale. Difatti, dato l’infortunio alla caviglia, Nikki Bella ha annunciato all’universo WWE che a sostituirla era una sua vecchia amica. E lì è subito partita la musica di Paige, atleta femminile iconica la quale mancava all’attivo del roster WWE da ben 8 anni, ritiratasi dopo dei problemi al collo. Proprio Paige e Brie Bella, dopo un match durato leggermente meno di 10 minuti, sono riuscite a togliere le cinture di coppia femminile alle campionesse Nia Jax e Lash Legend. Oltre l’effetto sorpresa però, match che ha lasciato abbastanza a desiderare.

Women’s intercontinental title match: AJ Lee contro Becky Lynch, 6.5/10

La faida tra le due icone AJ Lee e Becky Lynch, lo scontro tra la Divas’ era e quella moderna, non poteva che concludersi (soprattutto dopo le parole di AJ nel post match) allo stage WWE e del wrestling in generale più importante dell’anno.
Rivalità iniziata a settembre a Wrestlepalooza, con il ritorno sul ring dopo 10 anni di AJ, passando poi per Survivor Series ed Elimination Chamber, evento dove la Lynch ha perso il titolo intercontinentale proprio contro l’avversaria di sabato notte.
Quale miglior momento per rifarsi se non a Wrestlemania?
Ha fatto proprio così Big Time Becks, la quale ha sconfitto AJ Lee dopo un ottimo match dal lato tecnico, allineandosi al ristrettissimo (troppo) tempo del match. Finale molto creativo, coinvolgendo anche l’arbitro e lottatrice Jessica Carr, la quale ha un rapporto non proprio idilliaco con la Lynch. Sicuramente, il miglior match disputato tra le due lungo il loro feud.

Gunther contro Seth Rollins

Sicuramente il match della serata. Era tutto prevedibile, vista la caratura dei due protagonisti:
da una parte l’austriaco “Ring General” e “Career killerGunther, dall’altra “The architect” o “The MessiahSeth Rollins il quale rientra sicuramente nel discorso dei più grandi di sempre. Nonostante il feud tra i due scoppiato a poche settimane dallo show of shows, a causa anche dell’infortunio di Bron Breakker, il match è stato eccellente: tecnica di prima qualità, velocità, creatività ed intensità, il tutto condito dal sorprendente ritorno proprio di Bron Breakker, che con una delle sue feroci spear attacca il suo ex mentore della “VisionRollins e facilita il compito di Gunther, che tramite la sua tipica Gojira Clutch fa crollare l’avversario al tappeto.

Women’s world championship match: Stephanie Vanquer contro Liv Morgan, 6/10

Una delle storie più personali e violente di tutto il road to Wrestlemania 42 non ha saputo traslare ciò che si è visto lungo gli episodi settimanali di Raw al seguito della Royal Rumble, dove la Vanquer e la Morgan se le sono dette e date di santa ragione un lunedì sì e l’altro pure, procurandosi evidenti danni fisici. Questo probabilmente a causa del tempo riservato a questo match, l’ennesimo problema tempistico della night 1. Nonostante ciò, le performer sono ovviamente valide, dunque seppur in un tempo relativamente stretto, hanno saputo regalare agli appassionati un match sufficiente, senza risparmiarsi.
A vincere il match è stata Liv Morgan, la quale diventa di nuovo campionessa del mondo femminile.

Undisputed WWE championship match: Cody Rhodes contro Randy Orton, 6,5/10

Cody Rhodes vs Randy Orton. (fonte immagini: WWE press kit)

Il voto del primo main event di questo Wrestlemania è ovviamente influenzato dall’intera build del feud.
Partendo proprio da ciò che è successo agli show settimanali di Smackdown post Elimination Chamber, dove si è vista la vittoria dell’Apex Predator, Randy Orton. Nel breve periodo, Cody Rhodes riesce a vincere il WWE Championship, strappandolo dalle mani di Drew McIntyre. Dunque, il main event di ‘Mania era scritto, il dream match che per anni i fan desideravano era realtà.
Per rincarare la dose ed aumentare l’hype tra gli appassionati, alla firma del contratto tra i due c’è stato il turn heel di Randy Orton, tornando alla sua versione del 2009, tanto bramata. Poi però, il patatrac: dietro il turn heel del 14 volte campione del mondo, non c’era nessuna figura illustre come il padre Bob Orton o il tanto amato Kevin Owens, bensì Pat McAfee, ex giocatore di football americano degli Indianapolis Colts e da qualche anno commentatore sotto contratto WWE, il cui obiettivo con la sua introduzione nella rivalità era quello di “salvare il business“. I fan si son rivoltati. Giustamente, sarebbe da aggiungere, perché la faida è piena di storia e riferimenti da cui prendere ispirazione per creare alta aspettativa, e portarla sulla retorica del “salvare il prodotto WWE” appare come una scelta ampiamente sbagliata, addirittura sembra sia stata forzata dai piani alti.

Cody Rhodes vs Randy Orton, Jelly Roll su PatMcAfee. (fonte immagini: WWE press kit)

Il match svoltosi sabato 18 però, una volta tolto McAfee da mezzo dopo una gomitata volante del cantante Jelly Roll sul tavolo dei commentatori, sembrava aver dato vita nuova alla rivalità, con un buon match sotto i punti di vista dell’intensità, della tecnica e dello storytelling fisico ed atletico, seguendo anche le reazioni del pubblico, trasformando Orton in un face e Rhodes nell’heel di turno. D’altronde, stiamo parlando di Randy Orton e Cody Rhodes, rispettivamente una leggenda della WWE e l’altro il volto odierno della compagnia. Dunque, perché il voto non raggiunge un voto ben più che discreto?
La causa è sempre lui, Pat McAfee. Difatti, nonostante eliminato inizialmente dal match, dopo un “ref bump” ossia un arbitro messo fuori dai giochi, in seguito ad un RKO di Orton, torna sul ring nelle vesti di arbitro. Qui il main event si stranisce.
Orton non riesce a schienare Rhodes, che riesce a uscire dallo schienamento, anche a causa di un conteggio di McAfee davvero lento, come se volesse andare contro Orton. Preso dalla frustrazione, Randy colpisce McAfee con una delle sue RKO, eseguendo un’azione da babyface vera e propria. Così facendo però, distoglie l’attenzione dall’obiettivo e Cody Rhodes se ne approfitta, colpendolo con la Cross Rhodes, sua finisher, riuscendo a difendere il titolo, tra i fischi del pubblico.

Sembrerebbe tutto finito, con un doppio turn sia di Orton che di Rhodes. E invece no. Infatti dopo il match Randy attacca Rhodes prima con la cintura e poi colpendolo con una sua finisher che era stata bandita, ovvero il “punt kick“, un calcio nelle tempie.

Qui i fan entrano in confusione totale: chi è l’heel tra i due ora?
Quello che viene fischiato dal pubblico oppure chi esegue mosse proibite?

Resoconto della night 1

La confusione la si è avuta lungo tutta la night 1 di Wrestlemania 42, dovuta soprattutto alla durata molto ristretta dei match che meritavano molto di più, dando l’impressione di essere stati molto velocizzati per motivi sconosciuti. Una statistica molto particolare tanto quanto preoccupante è quella che vede protagonisti i primi 3 match (esclusi i primi 2 su ESPN) la cui durata complessiva è inferiore alle pause pubblicitarie riguardante il documentario riguardante Hulk Hogan.
Le speranze per rendere questo Wrestlemania 42 memorabile è nelle mani della night 2.

Wrestlemania 42 night 2: recensione e risultati

John Cena e Danhausen in un simpatico segmento pre-main event (fonte immagini: WWE press kit)

Oba Femi contro Brock Lesnar: 8/10

L’opener della night 2 non si può definire un semplice match di apertura ma un main event in una posizione alternativa.
Uno degli incontri più desiderati dai fan, uno dei più attesi, uno tra quelli con la migliore costruzione della rivalità.
Da una parte abbiamo Oba Femi, uno degli atleti più chiacchierati del 2026, dall’altra “The BeastBrock Lesnar, per il quale non c’è bisogno di ulteriori descrizioni. Il risultato del match è un quasi squash-match, prevedibile ma nemmeno così evidente.
Brock ha aperto le leggendarie ed intramontabili porte di Suplex city, Oba ha risposto a tono mostrando come possa tenere testa ad uno degli atleti più dominanti di sempre. Oba porta a termine il compito e sconfigge Lesnar, la cui sconfitta rappresenta un vero e proprio passaggio di testimone, che lancia Oba direttamente nella stratosfera del wrestling business.

Al suono della campanella però, qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato: Brock Lesnar, in mezzo al ring, rimuove guanti e scarpe, descrivendo un potenziale ritiro dalla disciplina dopo più di 20 anni di carriera.
Un momento davvero emozionante, che va a chiudere un inizio di show davvero strepitoso.

Intercontinental championship ladder match: 8,5/10

Spotfest perfetto, match frizzante. Interpreti tanto diversi tra loro quanto perfetti in termini di sintonia tra loro:

  • Rusev e JD McDonagh protagonisti degli spot più pericolosi e spettacolari;
  • Dragon Lee e Je’Von Evans in rampa di lancio definitiva;
  • Penta ormai un top player della compagnia;
  • Rey Mysterio infinito.

Finale che poteva incoronare qualsiasi partecipante oltre che Penta, ed avrebbe accontentato chiunque (tranne Rusev o JD McDonagh probabilmente), ma che ha sicuramente regalato uno spettacolo ed una prestazione memorabile ad ogni performer.
I ladder match sono sempre sinonimo di “spettacolo” sullo stage di Wrestlemania.

United states championship match: Sami Zayn contro Trick Williams, 6,5/10

Feud costruito molto bene, sula quale c’è un’impronta molto importante da parte del WWE Universe, che ha ribaltato nel corso delle settimane i ruoli delle superstar coinvolte: Sami Zayn, passato da essere uno dei più disprezzati atleti della compagnia per aver ottenuto il match a Wrestlemania in una maniera abbastanza forzata e meschina, approfittandosi della open challenge per il titolo USA di Carmelo Hayes; Trick Williams, il quale ha iniziato la sua run nel roster principale come heel, per poi diventare uno degli idoli del pubblico. Match ottimo seppur breve, Trick Williams abilissimo sia tecnicamente sia nello storytelling del match. Lil Yatchy vip perfetto, il quale non fa di sé un eccessivo protagonista forzato nella storia, lasciando spazio alle superstar. Samy Zayn ormai ha abbracciato la sua versione da heel, si nota nelle movenze e nell’atteggiamento in-ring. Un personaggio che va analizzato e trattato con cura, che può rappresentare un personaggio potenzialmente da main event scene se trattato bene. Si continua a pensare che con l’aggiunta di Carmelo Hayes questo match avrebbe potuto raggiungere picchi ancora più alti.
Ma così facendo, con il cambio titolo nelle mani di Williams, la rivalità Melo-Trick può toccare nuove vette.

Street fight: Demon Finn Bálor contro “Dirty” Dominik Mysterio, 7/10

Uno dei match con lo storytelling migliore. “Long term storytelling”, riprendendo le parole del COO Paul LevesqueTriple H“. Difatti, l’implosione nel Judgment Day tra Finn Bálor e Dominik Mysterio è una storyline che si mostra da ormai un anno, con la tensione che si alzava sempre di più fino al culminare in una delle ultime puntate di Raw.
Magari il ritorno del demone non andava annunciato ma lasciata come sorpresa direttamente alo stage degli immortali, ma probabilmente è stata fatta una scelta per accrescere ancor di più l’hype intorno all’incontro. Quest’ultimo ha prodotto un’ottima street fight, violenti al punto giusto e sicuramente più dell’unsanctioned match della notte precedente.
Vittoria scontata ma giusta, un match divertente.

WWE women’s championship match: Jade Cargill contro Rhea Ripley, 6.5/10

Probabilmente la faida con meno hype della night 2. L’inserimento nel corso degli show settimanali di Michin e B-Fab per Jade e di Iyo Sky dall’altra non avevano aiutato nell’aumentare il desiderio di vedere il match negli appassionati.
Fortunatamente il ring invece ha fatto quasi dimenticare la costruzione della faida apparsa blanda. Rhea una delle performer migliori della compagnia, impossibile che disputi un brutto match sia dal punto tecnico che dal punto di vista dell’intensità e dello storytelling fisico. Dunque, tecnicamente ottimo match. Finale anche qui scontato ma giusto per delineare futuri diversi per entrambe le superstar, in particolare per Jade Cargill che con la cintura non ha avuto un percorso memorabile.

World heavyweight championship match: CM Punk contro Roman Reigns, 10/10

Se c’è un match a cui si può assegnare un 10 su 10, un’eccellenza piena, il moderno Stone Cold Steve Austin vs The Rock, è proprio questo qui. CM Punk contro Roman Reigns ha rappresentato “professional wrestling at its finest lungo tutto il feud.

Il tutto ha inizio con l’entrata di Roman Reigns, la quale grazie al lavoro di uno spettacolare trittico di una grande cantante lirica, un pianista ed un percussionista ha reso omaggio alla famiglia Anoa’i, con le foto dei leggendari samoani sugli schermi dello stage. Immediatamente dopo l’esibizione del trittico, è partita la theme “Head of the table“, l’entrata con la quale Reigns ha dominato la WWE per oltre 1300 giorni da campione WWE indiscusso. Caratteristica del personaggio del Tribal Chief che molti fan cercavano di riportare live.
È toccata poi all’entrata di CM Punk che, in seguito a quella spettacolare del main event dello scorso anno, non ha deluso le aspettative. Difatti, il nativo di Chicago ha riprodotto un video package di immagini e video della sua intera carriera con in sottofondo la theme song “Miseria Cantare” degli AFI, canzone molto cara alla persona e al personaggio di CM Punk, andando a richiamare il suo periodo nella compagnia “Ring of honor“, nella quale Punk ha mosso i primi passi e messo i primi mattoni nel divenire la superstar che è oggi. Una volta raggiunto lo stage, la musica si è fermata, con Punk immobile di fronte alla folla, costruendo anticipazione prima di esclamare il suo “it’s clobbering time” e far partire la sua classica theme song “Cult of personality” dei Living colour. Una scelta di entrate il cui obiettivo di accrescere la portata del match è stato sicuramente portato a termine.

CM Punk e Roman Reigns, inutile girarci attorno, hanno messo in atto una vera e propria poesia in movimento tra le corde.
Un’opera d’arte sotto forma di match di wrestling. Due tra i più grandi di sempre, i quali hanno già condiviso insieme a Seth Rollins il ring di Wrestlemania 41 in un triple threat che è entrato nelle memorie degli appassionati proprio per la sintonia e lo spettacolo che hanno saputo regalare. E senza “the architect” a fare da terzo partecipante, quest’anno il risultato non è stato diverso. Due maestri nello gestire i momenti del match, dove accelerare e dove meno, dove potersi riposare e dove poter regalare spot spettacolari. Scambi di finisher, mosse estreme dalla terza corda per finire sul tavolo dei commentatori, nessun’interferenza di troppo a rovinare quello che rientra di prepotenza nella dibattito di match più grande di sempre.
Il finale era imprevedibile, ed il risultato avrebbe accontentato chiunque, qualsiasi fosse stato il risultato.
Questa volta a trionfare è stato Roman Reigns, che così conquista il suo 7° titolo di campione mondiale nel suo 11° main event di Wrestlemania, record. CM Punk, pur avendo perso, ha dimostrato ancora una volta di essere “the best in the world“.

Resoconto finale di Wrestlemania 42

La 42° edizione di questo Wrestlemania era iniziata nel peggiore dei modi, con critiche sia per quanto riguarda il lato creativo dei match sia per il costo dei biglietti, rendendo quindi l’enorme fanbase WWE ampiamente scontenta.
Fortunatamente, dopo una night 1 dove c’è stata più confusione per le tempistiche dei match che per i risultati, la night 2 ha saputo regalare ai milioni di spettatori connessi la spettacolarità ed il drama tipico dei prodotti WWE, che ti tengono col fiato sospeso e con gli occhi attaccati allo schermo.

Adesso ci aspetta vedere cosa riserba il futuro della WWE, che adesso riparte da 0 in tutti i propri show, permettendoci così di capire magari cosa ci aspetterà nell’evento tutto italiano di “Clash in Turin” e negli show settimanali dello stesso periodo.

Articolo aggiornato il: 21 aprile 2026
Pezzo editato e corretto da Marcello Affuso

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