“My time is up, but your time is now”: John Cena si è ritirato

L’ultima volta che avete letto dell’icona targata WWE John Cena da parte della redazione è stato durante l’iconico ed inaspettato a livello globale heel turn risalente alla notte tra l’1 ed il 2 marzo dell’anno corrente dopo il main event del PLE “Elimination Chamber“. Istanti in cui il leader della Cenation, in compagnia della leggenda WWE e del mondo del cinema Dwayne “The Rock” Johnson, ha voltato le spalle ai milioni di fans affezionati al nativo di Boston, dopo ben 23 anni da “babyface” (termine tecnico del mondo wrestling per descrivere “i buoni“) e da copertina della compagnia. Momenti che hanno segnato le menti e le vite degli appassionati alla disciplina, grandi e piccini che siano, i quali non sapevano più cosa aspettarsi dal “The Last Time Is Now Retirement Tour” di Cena.

Quali sono le tappe principali del ritiro di John Cena?

Evento chiave Risultato storico
WrestleMania 41 Vittoria del 17° titolo mondiale contro Cody Rhodes.
Monday Night Raw Conquista del titolo Intercontinentale (Grand Slam).
SummerSlam Passaggio del testimone definitivo a Cody Rhodes.
Saturday Night’s Main Event Ultimo match in carriera contro Gunther.

Dovendo affrontare l’attuale “babyface” e copertina della compagnia Cody Rhodes, i fan non riuscivano a decidere a quale sorte credere: il nuovo volto della compagnia avrebbe avuto la meglio oppure l’avrebbe spuntata una spietata leggenda, motivata dal voler raggiungere ufficialmente lo status di GOAT (acronimo di “Greatest of All Time“) della WWE riuscendo ad agguantare il titolo mondiale numero 17, da nessuno mai ottenuto?

La conquista del 17° titolo mondiale a WrestleMania 41

Dopo un lungo e tirato match, con uno stile diverso da quello che John Cena ha abituato milioni e milioni di spettatori nell’arco di 20 anni, complice anche una comparsata disturbante dell’affermatissimo rapper Travis Scott (nel ruolo anch’egli di heel), l’epilogo è stato scritto: Cody Rhodes a terra dopo la “Attitude Adjustment” (o “F-U” per i fan più datati), “finisher” o la mossa finale di Cena, un colpo con la cintura WWE, conteggio dell’arbitro. 1, 2, 3. John Cena è il nuovo Undisputed WWE Champion, per la 17ª volta in carriera, l’unico nella storia della WWE.

John Cena diventa campione WWE per la 17ª volta, WrestleMania 41

Il tour di addio e i match storici

Dopo WrestleMania, la storia “heel” Cena è continuata, entrando nelle arene di tutto il mondo con la sua theme song “My Time is Now” intonata dai fans del wrestling storpiandola con “John Cena Sucks“, abbracciando il tour sia con divertimento ma consapevoli di star vivendo un ritiro che farà storia, il ritiro di John Cena, il GOAT. Il cammino di Cena, con il numero di date che diminuiva e che avvicinava l’idolo della folla al fatidico ultimo giorno all’interno della compagnia e dell’universo WWE come performer, ha trovato lungo la strada match titolati (e non) contro tanti volti noti al GOAT, con i quali ha condiviso per decenni il ring quadrato, come gli iconici Randy Orton, CM Punk, AJ Styles, Brock Lesnar, R-Truth, Sami Zayn, ma anche volti nuovi come Logan Paul, famoso Youtuber statunitense, e Dominik Mysterio, figlio del leggendario Rey Mysterio con il quale ha condiviso il ring in un match tra trio, completandolo con Sheamus, altro volto noto della carriera del leader della Cenation.

Il traguardo del Grand Slam Champion

Inoltre, proprio nel match contro “Dirty” Dominik valido per il titolo intercontinentale, con la vittoria del match il leader della Cenation è riuscito a diventare un “Grand Slam Champion“, che nel gergo professionistico rappresenta l’aver collezionato ogni tipo di cintura della federazione.

John Cena con il titolo intercontinentale

Durante il tour, poco prima del rematch contro Cody Rhodes a SummerSlam, Cena ritorna ad essere un buono, ovvero ad essere una “babyface“. Questo perché, come spiegato nel segmento tra i due tenutosi durante lo SmackDown prima del PLE estivo, Rhodes aveva risvegliato il John Cena interiore, quello vero, ovvero il promotore dei motti “Hustle, Loyalty, Respect e Never Give Up portati avanti da anni da Cena. Questo turn ovviamente scatenò l’universo WWE nella gioia totale, vedendo il vero John Cena tornare in scena. Il match tra la “babyface” eterna e la “babyface” attuale della WWE in quel di SummerSlam è terminato con la vittoria dell’American Nightmare Cody Rhodes, simboleggiando un passaggio del testimone, stile “thank you for the house“.

John Cena vs Cody Rhodes, SummerSlam

L’ultimo match contro Gunther

Come tutte le cose belle però, arriva sempre il momento che queste finiscono. Dunque, nell’ultimo mese, in vista dell’ultimo match di John Cena nel PLE “Saturday Night’s Main Event”, per scegliere l’avversario finale del GOAT la WWE ha indetto il “The Last Time Is Now Tournament“, al quale hanno partecipato 16 atleti, tra cui Sheamus, LA Knight, Solo Sikoa, Je’Von Evans, The Miz, Rusev, Jey Uso, Penta, i ritornanti Matt Cardona e Nic Nemeth (noti come rispettivamente Zack Ryder e Dolph Ziggler) e Gunther. Proprio quest’ultimo, è riuscito a strappare il biglietto per il match contro Cena a SNME.

Gunther, un colosso dotato sia di forza bruta che di estrema tecnica, è uno dei wrestler più temuti nel mondo del wrestling. Non solo per le già sottolineate abilità tra le corde, ma soprattutto per la mentalità ferrea e spietata, che il wrestler austriaco ha dimostrato in ogni occasione della sua carriera, sia durante i suoi regni titolati che meno. “You will give up” ha pronunciato “The Ring General” durante la puntata di Monday Night Raw prima del PLE, promettendo a Mr. “Never Give Up” di farlo andare proprio contro il suo motto, costringendolo a farlo cedere tramite sottomissione, specialità di Gunther.

E la profezia, purtroppo, si è avverata. Il match tenutosi nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre, durato una quarantina di minuti, è stato tutto ciò che gli appassionati si aspettavano: Gunther che fisicamente domina il match, con “chop” e colpi duri, Cena che da campione e leggenda assoluta non si arrende alla prestanza dell’avversario e risponde a tono.

John Cena vs Gunther, Saturday Night’s Main Event

Ma ciò non è bastato. Durante una serie di sottomissioni, Cena “tapped out, ha ceduto alla sottomissione del “Ring General” Gunther. “He gave up“, come molti fan hanno affermato, andando contro al proprio motto di “Never Give Up”. In realtà, non è così. Difatti, durante l’ultima sottomissione, Cena ha maturato la concezione che aveva dato tutto alla disciplina, all’avversario, all’universo WWE, ed il corpo non riusciva, diversamente da “non poteva” o “non voleva”, a reagire e, come eseguito per un intero ventennio, mettersi sulle spalle l’avversario e schierarlo dopo la sua AA o la sua STFU, finisher di sottomissione. Proprio rispettando la promessa fatta alla sua Cenation, ha lasciato nel modo migliore che potesse: senza trascinarsi fisicamente, senza rovinare la propria legacy, “on my own terms“.

Subito dopo il match, è iniziata la celebrazione di Cena, con il pubblico di Washington che intonava a squarciagola “Thank you Cena”, accompagnati da una standing ovation dell’intera arena (nonostante i fischi ormai abituali per le scelte di booking di Triple H, attuale responsabile creativo della federazione) e del backstage completo formato da tecnici, atleti e dirigenti, che ha raggiunto il ring per omaggiare “The Greatest of All Time“. Toccante è stata anche il gesto degli attuali campioni mondiali CM Punk e Cody Rhodes, i quali hanno posto le proprie cinture di campioni nelle mani di Cena per alzarle al cielo, per un’ultima volta. Lui, l’unico 17 volte campione dei pesi massimi, “the last real champion“.

Dopo un video celebrativo in cui si raffigurava l’intera vita e carriera, John Cena si è tolto le scarpe ed i polsini targati “Never Give Up” e “Hustle, Loyalty, Respect” e li ha lasciati al centro del ring, simbolo di “I gave it all“, ho dato tutto.

John Cena, ritiro a SNME

Nonostante le polemiche e le discutibili scelte di booking, è stato un grande retirement tour. Una vera e propria macchina del tempo, colma di emozioni e nostalgia, riuscendo a tirar fuori sia tanto divertimento che commozione dai milioni di fan di tutto il mondo, incluso l’autore di questo articolo. Questo perché, in una realtà che corre sempre più veloce e che pare non dia più spazio alle passioni e ai ricordi, il tour di ritiro di John Cena aveva un obiettivo chiaro: in primis rendere omaggio al più grande di sempre e alla sua legacy, ma ha rappresentato anche un’opportunità unica, ovvero quella di riportare tutti gli appassionati a quando si era piccoli, dove John Cena rappresentava il supereroe che si vedeva solo nei film, che riusciva a sconfiggere i cattivi nonostante tutte le difficoltà. Anche se per una manciata di date ed ore per ogni show settimanale o PLE, ci è riuscito a pieno.

Dunque, questo tour di ritiro di John Cena è stata una “one hell of a ride“.

Un ultimo ascolto di “My time is now” della sua entrata.

Un’ultima conversazione con il cameraman Stu.

Un’ultima corsa iconica sulla rampa.

Un ultimo lancio del cappello e dell’asciugamano.

Un ultimo “five knuckle shuffle“.

Un’ultima “attitude adjustment“.

Un ultimo “you can’t see me“.

E mentre le luci di Saturday Night’s Main Event, l’infanzia di numerose generazioni e un’intera era si spengono, una verità incrollabile c’è: “we could not see him anymore“, ma l’eredità ed i ricordi di John Cena resteranno per sempre.

Thank you Cena.

Fonte immagine e copyright: WWE

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