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Era mio padre di Palumbo debutta alla Sala Assoli | Recensione

Era mio padre di Palumbo debutta alla Sala Assoli | Recensione

Era mio padre, lo spettacolo vincitore del Premio Gennaro Vitiello 2023 del performer Mauro Maurizio Palumbo, in scena presso la Sala Assoli.

Sabato 14 ottobre alle ore 20:30 nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli, al via la programmazione artistica di Sala Assoli – Casa del Contemporaneo, con il debutto in prima nazionale assoluta dello spettacolo vincitore del Premio Gennaro Vitiello 2023, Era mio padre, di e con Mauro Maurizio Palumbo.

Dopo il successo della performance itinerante site specific Castello in vita in occasione delle GEP 2023 per il Museo di Castel Sant’Angelo a Roma, altro banco di prova per l’artista  Mauro Maurizio Palumbo, in qualità di autore e attore, con il debutto di Era mio padre che, a percepire l’emozione sui volti degli spettatori e sentire i commenti positivi in sala al termine dello spettacolo, sembra non aver deluso affatto le aspettative di pubblico e critica.

Era mio padre, uno spettacolo poetico, magico, sensazionale.

Sul palco con il performer Palumbo un cast di talentuosi e giovani artisti: Nadia De Crescenzo, Sabrina Santoro, Ilaria Tucci, Margherita Paluimbo, Salvatore Camerlingo.

Era mio padre: un percorso ispirato alla figura paterna ed al rapporto padre/figlio.

Un percorso nato dall’esigenza dell’autore di raccontare e raccontarsi a distanza di anni l’elaborazione di una perdita dolorosa, il lutto del padre.

Costruito attraverso tappe emozionali ed evocative secondo le linee del linguaggio poetico del performer napoletano, Era mio padre vede in scena Palumbo accompagnato da un gruppo di presenze condizionanti, oggetti significanti (come un catino d’acqua, un pennello, uno straccio sporco), azioni poetiche, evocazioni sonore e musicali.

Impegnato in una ricerca corporea di inquietante ritmicità, l’artista ripercorre le tappe di formazione che accompagnano l’uomo fin dalla nascita verso la costruzione del rapporto con la figura paterna, l’accettazione della morte e l’affermazione del valore vitale della memoria

Era mio padre: uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione.

«Un figlio, una mattina, scopre il padre morto sul divano…» inizia da qui il racconto intimo di Palumbo che sfrutta a pieno le potenzialità della comunicazione non verbale, per esprimere ciò che con le parole non si vuole o non si è ancora in grado di pronunciare, per dar corpo e anima a un doloroso vissuto personale, per trasfigurarlo e conferirgli da artista un significato universale.

Azioni, suoni, vocalizzi e musiche classiche, innescano i ricordi di un ragazzo diventato uomo, padre e marito contro la sua volontà ma che riesce a vivere la propria condizione, riscattandosi dal dolore, elaborando il lutto e riorganizzando una nuova vita.

«L’intento è quello di esprimere a livello individuale e poi collettivo, esigenze, desideri ma anche rimpianti e disadattamenti» spiega il performer Mauro Maurizio Palumbo.

Era mio padre è il frutto di un laboratorio intensivo per la costruzione di una drammaturgia visiva in dialogo con musiche arcaiche, classiche e contemporanee, basate su suoni e vocalizzi, che si innescano con azioni fisiche, processi mnemonici, ricordi ed emozioni: elementi di una “grammatica emozionale” capaci di sollecitare le coscienze fino a toccare le corde più intime dell’animo umano.

Era mio padre: un’esperienza intima che diventa azione pubblica.

Dal nero dello spazio scenico squarci di luce improvvisi fanno emergere drammatici quadri corporei concepiti da Palumbo, autore – attore della performance, per creare con i fruitori – spettatori una sinergia tale da trasportarli idealmente nell’opera, insieme a quegli «uomini di varie età che diventeranno quel padre a cui dire ciò che non si è detto» per vivere un’esperienza collettiva catartica.

Era mio padre: progetto, drammaturgia e costumi Mauro Maurizio Palumbo

Produzione: Ente Teatro Cronaca

Era mio padre: vincitore Premio Gennaro Vitiello 2023 (premio in onore del regista napoletano Gennaro Vitiello, scomparso nel 1985, assegnato tra i tanti a Tony Servillo, Vittorio Lucariello, Tonino Taiuti, Cristina Donadio, Peppe Barra, Giancarlo Giannini).

Mauro Maurizio Palumbo – Cenni biografici

Dopo gli studi in Archeologia e Storia delle arti, si diploma in Didattica dell’arte e, successivamente, in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove attualmente è docente. Si specializza in Psicopedagogia e consegue studi di Alta Formazione sulle arti performative, sulle Teorie e tecniche di Drammaturgia e di messinscena, scrittura, dizione e public speaking. Attualmente è ricercatore presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

La ricerca artistica di Palumbo nasce nel 1999 dallo studio del disegno e della pittura classica accademica e, attraverso la sperimentazione dei vari linguaggi, approda nel 2010 alla performance art.

Le sue azioni performative riguardano lo studio del corpo e la comunicazione non verbale, e vengono create site specific per i luoghi che le ospitano.

Fonte immagine in evidenza: Ente Teatro Cronaca; altre foto: ph Pino Miraglia.

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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