Lina e le altre di Lina Sastri al Teatro Sannazaro | Recensione

Lina e le altre al Teatro Sannazaro di Lina Sastri | Recensione

Lo scorso venerdì 8 novembre, alle ore 21, è andato in scena lo spettacolo in musica Lina e le altre al Teatro Sannazaro di Napoli, pensato e diretto dalla stessa Lina Sastri.

Uno spettacolo tutto al femminile

Il titolo dello spettacolo, Lina e le altre, trova la sua più evidente espressione scenica proprio in uno degli aspetti più peculiari dello show: la scelta di un’orchestra interamente al femminile, con la presenza di ben dodici donne tra i suoi elementi.

In scena le musiciste sono: Giustina Gambardella alle percussioni, Elisabetta Saviano alla batteria, Elisabetta Pasquale al basso, Katia Schiavone alla chitarra e Francesca Masucci al violino.

Un viaggio tra musica, poesia e racconto

Lina e le altre  ha come punti nevralgici il racconto partenopeo e la canzone napoletana, ma non si limita al suo scenario più immediato, osando spingersi oltre e concedendosi numerose e piacevoli tappe lungo il suo articolato iter con brani della tradizione canora italiana e latina. Questi ultimi sono ballati e interpretati da una Sastri nel pieno della sua forma, caliente, scoppiettante e sensualmente ammiccante, che interrompe il suo percorso, di tanto in tanto, con suggestivi e iconici angoli di poesia (Medea), micro-racconti personali (La casa di Ninetta) e, poco prima del calo del sipario, anche con la lettura di una lettera commossa a un compianto Eduardo De Filippo. La pièce inizia con l’Inno alla Madonna del Carmine, a cui segue la Leggenda del lupino; arrivano poi L’addio, Canzone appassiunata e l’immancabile Tammurriata nera. Si susseguono, ancora, Marruzzella e ‘O sole mio, e, prima di chiudere, Bammenella, Lily Kangy, Reginella, concludendo con 4/3/1943, tributo a Lucio Dalla, poi Terra mia e Anna verrà, omaggio al grande Pino Daniele. Infine, il dono al pubblico di un inaspettato Abbracciame.

Lina e le altre di Lina Sastri al Teatro Sannazaro | Recensione
La locandina dello spettacolo “Lina e le altre” fornita dall’ufficio stampa dello spettacolo

Il “teatro-canzone”: la formula alla base dello spettacolo

La direzione musicale di Lina e le altre è curata da Elisabetta Serio e dal maestro Ciro Cascino, mentre la sua produzione è firmata da Ag Spettacoli. Tale messa in scena è il risultato di uno studio lungo e impegnativo, durato numerosi anni, che ha avuto come protagonisti il suono e il teatro. Un’indagine nella quale il verbo, il ritmo e la danza si sono spesso avvicendati, confusi e, talvolta, sono arrivati a contaminarsi tra loro, generando così un format originale fondato proprio dalla partenopea tempo fa: ci si riferisce alla sua fortunata e prolifica formula del “teatro-canzone“.

Il verdetto finale: un successo per Lina e le sue “sorelle”

Di certo non sorprende che la prima di Lina e le altre, come per le opere precedenti di questa grande figura creativa poliedrica, abbia esibito una immensa Lina Sastri, a conferma, ancora una volta, della grande fama mondiale di artista popolare e di abile comunicatrice. Un enorme plauso va, per concludere, alle “sorelle” di Lina (chiamate da lei stessa in tal modo): ossia, alle capaci musiciste che l’hanno accompagnata e affiancata in questa nuova avventura tutta color “rosa”

Fonte immagine: ufficio stampa

Altri articoli da non perdere
Pieces of a Woman, di Webér e Mandruczò | Recensione
Pieces of a Woman, di Kata Webér e Kornél Mandruczò | Recensione

Dopo il successo di Imitation of Life, ritorna il duo Kata Webér e Kornél Mandruczò Il Teatro Bellini ritorna ad Scopri di più

Gli Occhi gettati di Moscato incantano il San Ferdinando
Occhi gettati

Occhi gettati si potrebbe definire, in breve, una sorta di picassiana Guernica, una sorta di grande incendio, di grande rogo, Scopri di più

L’asino d’oro al Teatro Arcobaleno | Recensione
L'asino d'oro di Apuleio al Teatro Arcobaleno

L'asino d'oro è stato il primo appuntamento dell'anno con la rassegna dei classici al teatro di Via Redi a Roma. Scopri di più

Don Giuann de Il Demiurgo, tra seduzione, resistenza e nichilismo
don giuann

Breve recensione dello spettacolo Don Giuann della compagnia "Il Demiurgo" Resistere. Re - esistere. Esistere di nuovo, nonostante una fiumana Scopri di più

Martin Zimmermann al Teatro Mercadante: Danse Macabre
Danse Macabre, di Martin Zimmermann |Recensione

Dopo gli ultimi spettacoli, il Campania Teatro Festival si sposta al Teatro Mercadante con Danse Macabre, per un’idea ed una Scopri di più

La tempesta di Angiulli, alla Galleria Toledo | Recensione
La tempesta di Laura Angiulli, alla G. Toledo | Recensione

La tempesta di Laura Angiulli riporta ancora una volta il genio di William Shakespeare alla Galleria Toledo di Napoli. Shakespearean Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Clelia Moscariello

Clelia Moscariello nasce il 13 aprile nel 1981 a Napoli. Nel 1999 consegue la maturità presso il Liceo Classico Vittorio Emanuele II della stessa città e nel 2008 ottiene la Laurea in Scienze della Comunicazione con il massimo dei voti: 110/110 con lode. Appassionata di musica, cinema, moda, estetica e scrittura creativa, nel 2008 ottiene il diploma di consulente letterario e redattrice di case editrici da qui lavorerà fino a diventare giornalista pubblicista e collabora con le testate Periodico italiano magazine (www.periodicoitalianomagazine.it), Laici (Laici.it), “Il Giornale del ricordo” (www.ilgiornaledelricordo.it), “Il quotidiano nazionale indipendente L’Italiano news” ( https://www.litalianonews.it/), “Pink magazine Italia”, (https://pinkmagazineitalia.it/), "Eroica Fenice" (https://www.eroicafenice.com/)“Leggere: tutti”" (https://leggeretutti.eu/) ed il blog “Border Liber” (https://www.borderliber.it/) . Nel 2010 pubblica con Davide Zedda La Riflessione la prima silloge di poesie e racconti intitolata “L’ultima notte da falena”. Nel 2017 esce la sua seconda raccolta di poesie intitolata “Questa primavera” per Irda Edizioni. A luglio 2018 esce la raccolta di ballate, “Battiti”, per le Mezzelane Casa Editrice. A novembre 2021 esce la sua nuova raccolta di ballate e racconti, intitolata “Io non amo le rose”, pubblicata dalla “Pav Edizioni”. Attualmente, oltre al suo lavoro di giornalista, Clelia Moscariello collabora con diverse agenzie pubblicitarie ed editoriali come copywriter, tra le quali la DotGhost. Dal 2018 si dedica come autrice, blogger e come social manager alla sua pagina social “Psico Baci” riguardante le citazioni letterarie e la fotografia d’autore e al blog ad essa collegato: https://frasifamose.online/. È recente il suo esordio come conduttrice radiofonica presso diverse web radio, tra le quali “Radioattiva” ed “Extraradio”. Di recente, infine, ha conseguito una certificazione di recente in web marketing ed in social media marketing presso la scuola di Milano Digital Coach e collabora con il progetto “Amori.4.0” nel team di professionisti come giornalista e scrittrice, specializzata nelle tematiche di consapevolezza ed empowerment femminile, di mainstreaming di genere, di abbattimento degli stereotipi riguardanti l’educazione e di sensibilizzazione culturale relativa all’essere donna.

Vedi tutti gli articoli di Clelia Moscariello

Commenta