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Federico Buffa incanta il bosco di Capodimonte

Federico Buffa

Recensione di Due pugni guantati di nero con Federico Buffa, sezione SportOpera del Campania Teatro Festival 

Ogni pietra è un nero che si batteva per i diritti ed è stato linciato. 

Esistono storie bellissime ed esistono persone che sono nate per raccontare storie: dal loro incontro si spalancano mondi, ed è proprio ciò che è accaduto lunedì, 28 giugno, nella verdeggiante cornice di Capodimonte, sovrastata da un cielo stellato. Un meraviglioso Federico Buffa ha dato voce, corpo, anima alla storia di due icone sportive del Novecento, Tommie Smith e John Carlos, immortalati in un gesto che ha fatto storia: pugni alzati, guanti neri, piedi scalzi, testa bassa e una collanina di pietre al collo. 

Corre l’anno ’67 quando il sociologo Harry Edwards fonda l’OPHR, Olympic program for human rights. L’idea di base è boicottare i giochi olimpici di Città del Messico: Smith e Carlos sposano l’idea curando meticolosamente un gesto simbolico in caso di vittoria. Il 16 ottobre 1968, nello stadio Olimpico di Città del Messico, i due velocisti afroamericani arrivano primo e terzo nella finale dei 200 metri piani. Dal podio, rivolti verso la bandiera statunitense che campeggia sugli spalti, con il capo chino alzano un pugno chiuso, indossando dei guanti neri. La loro foto diventerà una delle più famose del Novecento, simbolo di un decennio di proteste. Nel loro pugno chiuso, guantato di nero, la battaglia per i diritti civili, e in particolare per quelli degli afroamericani, che nel 1968 aveva raggiunto il suo apice. Alla loro protesta si unisce anche il secondo classificato, l’australiano Peter Norman, che sul podio indossa la spilla dell’Olympic Project for Human Rights. Sullo stadio scende il silenzio.

Un gesto che decreterà il destino dei due velocisti più forti del tempo, cacciati dal villaggio olimpico: uno finirà a lavare auto, scaricatore di porto diventerà l’altro. 

Colpisce ancora una volta nel segno Federico Buffa che, accompagnato dal pianoforte di Alessandro Nidi, con il suo solito carisma, emoziona e si emoziona, regalando alla platea del Campania Teatro Festival settanta minuti di sport, di storia, di vita. Un narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni. Ed ecco che noi spettatori, con il solo potere di una voce, la sua voce, ci ritroviamo alla fine degli anni ’60, seduti sugli spalti dello stadio Olimpico di Città del Messico e quei pugni alzati quasi riusciamo a vederli, e quella paura quasi riusciamo a sentirla. 

La paura dei tre su quel podio: non erano due neri e un bianco che chiedevano rispetto e giustizia, erano tre esseri umani. 

Due pugni guantati di nero

con Federico Buffa

e Alessandro Nidi – pianoforte 

sezione SportOpera 

a cura di Claudio Di Palma e Vesuvioteatro

 

 

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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